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Martedì, 15 Ottobre 2019

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Occorrono al più presto i chiarimenti necessari per l’applicazione concreta della cedolare secca sugli affitti, altrimenti vi è il rischio di impedire il decollo della nuova misura e la realizzazione dell’obiettivo di rilancio della locazione che la stessa si prefigge. E’ quanto rileva la Confedilizia nel segnalare l’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, all’interno del quale è appunto prevista l’introduzione della cedolare.

Il decreto legislativo – ricorda la Confedilizia – prevede la possibilità di applicare la cedolare secca a decorrere dal 2011. Lo stesso decreto, però, demanda ad un provvedimento dell’Agenzia delle entrate – da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto – la definizione delle modalità di esercizio dell’opzione per la cedolare, delle modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo nonché di “ogni altra disposizione utile, anche dichiarativa”, ai fini dell’attuazione delle nuove disposizioni.

Ora, considerato che il decreto legislativo entrerà in vigore il prossimo 7 aprile, l’Agenzia delle entrate ha tempo fino al successivo 6 luglio per emanare il citato provvedimento attuativo. Prima di tale data, però, scadono i termini relativi agli acconti Irpef per il 2011, sia per i contribuenti che presentano il Modello 730 (al datore di lavoro o al Caf) sia per quelli che presentano il Modello Unico. Si tratta, in particolare, delle scadenze del 2 maggio, del 31 maggio e del 16 giugno.

Alla luce di quanto sopra, risulta indispensabile che l’Agenzia provveda, anche prima di emanare il previsto provvedimento attuativo, a fornire chiarimenti in merito ai versamenti degli acconti, che scongiurino che di fatto la cedolare non diventi operativa già da quest’anno, come pure la legge prevede.

From left to right Mr. Sergio Marchione, CEO of Fiat and Mr. Dario Scannapieco, Vice President of the EIB

 

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e Fiat Spa hanno firmato a Torino un contratto di finanziamento di 250 milioni di euro finalizzato a sostenere i piani in ricerca e sviluppo (R&S) della casa automobilistica. La BEI era rappresentata da Dario Scannapieco, vicepresidente responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani Occidentali; Fiat Spa dall’amministratore delegato, Sergio Marchionne.

Il progetto riguarda i centri di ricerca e sviluppo di Fiat SpA in Italia, la cui attività è focalizzata sull’obbiettivo dell’incremento dell’efficienza energetica delle automobili sia grazie alla riduzione di emissione di anidride carbonica dei motori sia attraverso lo studio di nuove strutture delle vetture stesse.

Per BEI, l’operazione si inquadra all’interno di due fra i tradizionali filoni di investimento a sostegno dell’economia europea: i progetti di ricerca e sviluppo e quelli per la protezione dell’ambiente tramite diminuzione delle emissioni e miglioramento dell’efficienza energetica.

L’operazione Fiat SpA è realizzata in continuità con le previsioni dell’European clean transport facility (ECTF), il pacchetto di misure della BEI rivolto ai produttori europei per  investimenti finalizzati alla riduzione di emissioni di anidride carbonica e alla maggiore efficienza energetica, sviluppato due anni fa per arginare gli effetti della crisi economica.

Group picture of the signature between FIAT and the EIB in Turin on March 2011

 

Nel dettaglio, per BEI il progetto di Fiat Spa risponde ai seguenti requisiti:

-contribuisce a migliorare il know-how della società nei campi dell’innovazione di prodotto (inclusi i motori a gas, ibridi, a risparmio energetico e basati su nuovi materiali);

-contribuisce a incrementare il livello tecnologico complessivo dell’industria automobilistica europea tramite i processi di collaborazione della R&S di Fiat SpA con analoghe strutture di altre case automobilistiche, centri di ricerca esterni e con il mondo delle università;

-contribuisce in definitiva alla riduzione delle emissioni di CO2 e di altre sostanze nocive permettendo così a Fiat SpA di raggiungere gli obiettivi di emissione di CO2 fissati dall’Unione europea per il 2015 e il 2020 (rispettivamente 122/123 g/km e 95 g/km).

Con il finanziamento perfezionato si consolidano i rapporti di collaborazione esistenti tra la BEI e la casa automobilistica italiana, che nel corso degli anni si sono concretizzati in più operazioni di finanziamento. L’ultima in ordine di tempo risale al 2009, quando sempre all’interno delle previsioni della ECTF fu siglato un prestito di 400 milioni per i progetti in R&S del Gruppo Fiat.

From left to right, Mr. Sergio Marchione, CEO of Fiat and Mr. Dario Scannapieco, Vice President of the EIB

 

Continua e si rafforza la nostra consuetudine di lavoro con la Fiat, primo gruppo manifatturiero italiano e tra i protagonisti mondiali dell`auto; siamo particolarmente soddisfatti di contribuire alle iniziative che il gruppo ha nella progettazione e realizzazione di nuove tecnologie a ridotto impatto ambientale per il settore dei trasporti. E’ su questo fronte che si gioca la sfida che le case automobilistiche hanno di fronte nei prossimi anni a livello globale, perché uno sviluppo duraturo è basato su un impegno costante ed efficace sul fronte della ricerca e dell’innovazione. Tale impegno è decisivo oggi per migliorare la competitività. La Fiat ha fatto propria questa sfida”, ha dichiarato Scannapieco.

 

Sono stati stanziati dal  Ministero dello Sviluppo economico una serie di iniziative  produzioni di qualità,  arte  e design delle piccole e medie imprese nel settore dell’artigianato.

L’obiettivo e quello di accrescere il grado di internazionalizzazione e il recupero di competitività delle aziende artigiane sul mercato degli  Usa .

Infatti l’artigianato contribuisce  nella crescita del pil per oltre il 12%  del mercato Usa che e’ primo nostro partner nel settore .

Si  progetta la creazione di    un “Concept store” che, attraverso l’articolazione dell’offerta e la cura del dettaglio , riesca ad affascinare e trattenere i visitatori. .

Eventi di networking e azioni pubbliictarie sulla stampa promuoveranno l’iniziativa  alla quale collaborano l’ICE , le associazioni Confartiginato, CNA e  Casartigianati.

In una situazione diversa, su quel pronunciamento avremmo fatto spallucce. Ma ora, in questo clima di caccia alle streghe, sembra una sentenza ad orologeria. Non dimentichiamo che il controricorrente è l’INPS e che sono in corso ciclopici controlli su cui l’Istituto è in affanno e che non stanno portando i risultati attesi da Tremonti”.

Questo il primo commento di Pietro Barbieri, Presidente FISH, dopo la lettura della Sentenza n. 4677 (25 febbraio 2011) con cui la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha affermato che il limite reddituale da tenere in considerazione per la concessione della pensione agli invalidi totali non è solo quello personale, ma anche quello del coniuge.

Un po’ di numeri per definire il contesto. Il limite reddituale per ottenere la pensione di 260 euro mensili è fissato, per il 2011, a 15.154,24 euro lordi. Il limite scende a 4.470,70 euro lordi per l’assegno agli invalidi civili parziali. I titolari di assegni o pensioni sono circa 850mila.

La Sentenza – di segno contrario a recenti pronunciamenti della stessa Cassazione – ignora le indicazioni della Corte Costituzionale ed accoglie le motivazioni dell’INPS, lasciando non poche perplessità di natura giuridica sulle quali spicca l’enfasi sul “ragionevole punto di equilibrio circa il concorso tra la solidarietà coniugale e quella collettiva”.

Ora c’è da aspettarsi che l’Istituto applichi questi nuovi “orientamenti”, revocando – con tutta probabilità – migliaia di provvidenze economiche. Un’indicazione che sembra cadere a fagiolo per l’INPS a cui è attribuito il compito di effettuare 250.000 controlli nel corso del 2011 ed altrettanti nel 2012.

Potrebbe revocare migliaia di provvidenze – prosegue Barbieri – solo sulla base dei nuovi requisiti reddituali, evitandosi l’incombenza, costosa e fonte di sovraccarichi, delle migliaia di visite di controllo. Ed è da credere che tutte queste revoche saranno annoverate come ‘false invalidità’”.

A fronte di una giustificata esplosione dei contenziosi in giudizio (già ad un livello patologico che sfiora le 300mila cause giacenti) e di fronte ad un evidente danno per le persone con disabilità, come intende agire la FISH?

La soluzione deve essere politica! Riprendendo gli atti dei lavori parlamentari delle norme originarie, volutamente ignorati dalla Cassazione, va approvata celermente una interpretazione autentica da parte del Parlamento. Senza una decisa precisazione, verranno private anche di queste minime risorse migliaia di persone. Per tale intervento normativo – ma prima ancora di civiltà – chiederemo l’appoggio dei Parlamentari più attenti e sensibili”.

Vertice  Italia -  Montenegro  fra il ministro dello Sviluppo economico  Paolo Romani e il suo collega Montenegrino  Vladimir Kavaric.

In Montenegro l’Italia è il primo  investitore estero.

Le nostre  imprese sono specializzate nel settore energetico  (Terna, A2,Enel, Maccaferri) con attività  sia nella produzione che nella distribuzione .

L’Italia   guarda con interesse soprattutto alle opportunità nel settore delle infrastrutture  portuali, ferroviarie , turismo  e delle piccole e medie imprese .

Il ministro Paolo Romani ha sottolineato “lo spirito di collaborazione tra i due paesi  e  ribadito la necessità di dare concrete prospettive di sviluppo alle aziende italiane, in applicazione degli standard  europei e dei contratti già sottoscritti “.

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