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Martedì, 15 Ottobre 2019

La scorsa settimana la FISH ha espresso forti preoccupazioni rispetto alla Sentenza n. 4677 del 25 febbraio 2011 con la quale la Corte di Cassazione si è pronunciata affermando che il limite reddituale per la concessione di pensioni ed assegni agli invalidi civili non è quello strettamente personale ma va considerato anche quello del coniuge.

La Pronuncia, di segno opposto ad altre Sentenze della stessa Corte, è particolarmente preoccupante dato il clima di restrizioni e tagli nelle politiche a favore delle persone con disabilità.

La questione, al di là delle rilevanze giuridiche, è di natura schiettamente politica. Per questo motivo la FISH si è immediatamente attivata presso i Gruppi parlamentari proponendo la presentazione di una Proposta di Legge che definisca, una volta per tutte, l’interpretazione autentica del concetto di limite reddituale: si faccia riferimento – nel rispetto dello spirito originario delle norme – al solo reddito personale del disabile!

Hanno raccolto tempestivamente la Proposta della FISH gli onorevoli Amalia Schirru ed Augusto Battaglia che l’hanno presentata formalmente il giorno 24 marzo 2011 (in attesa di numerazione agli Atti della Camera).

È già questo un primo risultato politico – commenta Pietro Barbieri, Presidente della FISH – : aver attirato l’attenzione su di una questione che può avere effetti drammatici per migliaia di persone con disabilità. Ci auguriamo, assieme ai primi firmatari, che la Proposta raccolga ora una vasta adesione bipartisan e che venga approvata in tempi rapidi”.

La FISH seguirà da vicino le successive fasi di discussione parlamentare dandone conto alle migliaia di famiglie e persone interessate.


 

A partire dal prossimo mese di aprile, le domande di disoccupazione ordinaria, di indennità di mobilità ordinaria e le comunicazioni obbligatorie relative al rapporto di lavoro domestico potranno essere presentate all’Inps esclusivamente attraverso il canale telematico.

Si tratta di un ulteriore passo verso la completa telematizzazione delle domande di prestazione/servizio, nell’ambito di un processo ormai avviato di crescita di efficienza amministrativa e di aumento della qualità delle prestazioni nei confronti dei cittadini e delle imprese.

Il processo di digitalizzazione delle varie domande di prestazione avviene con gradualità, dopo un periodo transitorio durante il quale le consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere garantite. Terminato il periodo transitorio, le domande possono essere inoltrate solo usando il canale telematico.

Il periodo transitorio per la domanda di disoccupazione ordinaria  (circolare n. 170/2010), di indennità di mobilità ordinaria (circolare n. 171/2010) e per le comunicazioni relative al rapporto di lavoro domestico (circolare n. 49/2011) scadrà dopodomani, 31 marzo prossimo, per cui dal giorno successivo le domande non potranno più essere presentate in modalità cartacea, ma solo attraverso uno dei seguenti canali:

 

        via Web -  la richiesta telematica dei servizi è accessibile direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it;

        al telefono – tramite il contact center integrato, al numero verde 803164;

        tramite i patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

 

“L’Inps continua nel suo cammino di accentuata prossimità agli utenti e alla cittadinanza – commenta il presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua – proseguendo in quel processo di digitalizzazione che coinvolgerà nel corso del 2011, con la dovuta gradualità, tutte le tipologie di domande da presentare all’Inps.

I cittadini potranno attivare le procedure che li riguardano senza doversi scomodare da casa per andare allo sportello. Telematizzazione vuol dire trasparenza e semplificazione: l’Inps vuole essere al servizio del Paese e dei suoi cittadini secondo le modalità di comunicazione più moderne ed efficienti. Si tratta di una trasformazione dovuta, che sarà guidata e assistita per assicurare a tutti i cittadini l’accesso ai servizi e alle prestazioni”.

La commissione di Bruxelles  ha  lanciato l’istituzione dei consulenti per l’imprenditoria femminile. Una iniziativa cofinanziata   dall’  Unione Europea che mira alla creazione di reti in  almeno 15 paesi. Le reti nazionali dovranno :

- individuare selezionari  i mentori per le donne imprenditrici

- identificare e selezionare le donne imprenditrici  di essere mentore.

- ottima forma mentore /mentoree relazioni basate sull’esperienza e le aspettative dei partecipanti

- monitorare  e favorire le relazioni mentore imprenditrice  nel corso del progetto

- valutare e riferire sui questi  rapporti in maniera globale e coerente .

La  domanda di partecipazione  deve essere presentata  entro e non oltre il 20 aprile  2011.

Le  informazioni  sono pubblicate sul sito della commissione europea  , o possono essere richieste tramite e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

 

Nucleare il Consiglio dei Ministri  su proposta del  Ministro  dello Sviluppo Economico Paolo Romani  ha    approvato il decreto legge  sulla  moratoria di un 12 mesi , alle procedure  riguardanti la localizzazione e la realizzazione sulle centrali nucleari .

Rimarranno  confermati il deposito  nazionale per lo stoccaggio e il ruolo dell’agenzia per la sicurezza  nucleare come  aveva disposto  l’Unione europea .

“Il governo  ha commentato  il Ministro dello Sviluppo Economico  oggi ha fatto  una scelta responsabile  nell’interesse dei cittadini .

l’Italia  -ha continuato Paolo Romani-   si muove  dunque in piena sintonia  con gli altri paesi Ue, che dopo il dramma di  Fukushima , stanno definendo nuovi e più condivisi  criteri  di sicurezza  riguardante l’energia nucleare.

Adesso ha concluso “bisogna guardare avanti per far si che il nostro paese  al di là dell’atomo  sia all’avanguardia  delle nuove tecnologie energetiche , per ottenere  un mix energetico più equilibrato  e meno dipendente dalle fonti fossili , come per esempio alle fonti rinnovabili  , che stiamo rendendo  sostenibili economicamente il nostro paese “ .

 

Abbiamo inviato una segnalazione a Bankitalia e al Dipartimento Tesoro del ministero dell'economia in merito all'apertura di credito in conto corrente. Alcune importanti banche prevedono che quando si sconfini rispetto ad un credito concesso, questo sconfinamento non solo (come sarebbe giusto) venga gravato di interessi piu' alti rispetto a quelli concordati per il credito, ma che tutto lo scoperto di credito sia gravato di questi interessi maggiori rispetto a quelli concordati. Un metodo diffuso e furbesco che compromette la stabilita' di chi, dovendo gia' ricorrere ad un credito per difficolta' nella gestione dei propri affari, viene penalizzato due volte (per l’extra fido e per il fido). Applicare la maggiorazione di tasso nell’ambito del fido è una contraddizione in termini. Fino a tale limite il correntista ha tutto il diritto di vedersi applicate le condizioni contrattuali più favorevoli perché soltanto  a quel punto ha inizio il suo utili
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scorretto. Una situazione che appare piu' chiara se si  pensa che uno sconfinamento estremamente modesto –al limite un solo centesimo– finisce per generare interessi, a debito del correntista, molto maggiori del capitale eccedente.

A seguire l'intero testo della segnalazione inviata a Bankitalia e al Dipartimento Tesoro del ministero dell'Economia

Oggetto: Aperture di credito in conto corrente

Questa Associazione  ha ricevuto una  richiesta di consulenza - accolta anche se non proveniente da un consumatore, ma da un piccolo commerciante - mirante ad accertare il trattamento che veniva praticato ad un intestatario del prodotto “Conto Commercio” della Banca Monte dei Paschi in relazione alla connessa apertura di credito in conto corrente.
Abbiamo così verificato che la banca in questione applicava, conformemente a quanto previsto dallo specifico Documento di Sintesi, un tasso per gli utilizzi entro il fido e un tasso, maggiorato, per gli sconfinamenti da esso, ma il tasso maggiorato non era applicato al solo importo dello sconfinamento, ma a tutto l'utilizzato (entro ed extra il fido) con risultati che ci sono immediatamente apparsi abnormi. Si tratta di un sistema di interesse a tassi alternativi la cui esistenza e il cui funzionamento ci venivano confermati dall’esame del Foglio Informativo del  prodotto in questione pubblicato sul web.
Abbiamo altresì accertato che tale sistema non risulta applicato, dalla Banca Monte dei Paschi, solamente agli operatori commerciali, ma anche ai consumatori.
Ne è un esempio il prodotto “CONTO CORRENTE DI CORRISPONDENZA ORDINARIO – CONSUMATORI” della banca citata il cui Foglio Informativo del 7 marzo 2011, alla “Legenda”, così recita:
“In ordine alle aperture di credito, gli interessi sono calcolati applicando alternativamente due tassi contrattualmente prestabiliti: un tasso di interesse a fronte di fido qualora l'affidamento sia utilizzato entro i limiti concessi o entro un ulteriore margine di tolleranza (cinque giorni consecutivi) e un tasso per il c.d. “sconfinamento” in ipotesi di superamento del limite suddetto (c.d. “extra-fido”), che deve essere autorizzato. Questo tasso di sconfinamento, superiore al tasso ordinario, sarà applicato all'intero importo effettivamente utilizzato, per i giorni della durata del superamento del fido”.
Il Foglio Informativo citato formula anche un esempio che conferma l’effettiva e concreta applicazione del metodo di calcolo degli interessi in questione.
Dal momento che eravamo molto perplessi sulla correttezza di un simile modus operandi, ci siamo chiesti se si trattasse di un caso isolato o no, per cui siamo passati all’esame di Fogli Informativi di altre banche  concludendo che altri intermediari del credito risultano comportarsi allo stesso modo.
La nostra indagine, sebbene del tutto sommaria e volta solo ad avere un’idea di massima, ci ha consentito di rilevare i seguenti casi riferiti ad alcune importanti banche:

1) UNICREDIT:
il Foglio Informativo “AFFIDAMENTI IN CONTO CORRENTE”  ( n° AD001 aggiornamento n° 17 data ultimo aggiornamento 26-07-2010) sotto la rubrica “TASSI SCONFINAMENTI EXTRA FIDO ED IN ASSENZA DI FIDO”recita: “Modalità di calcolo: il tasso maggiorato viene calcolato sull’intero saldo debitore limitatamente ai giorni in cui permane detto utilizzo”.
Ad onor del vero il prodotto in questione è destinato alle imprese piuttosto che ai consumatori, ma il solo fatto che cambiano i destinatari dell’operatività in questione non toglie valore alle nostre considerazioni.

2) INTESA SANPAOLO:
nel Foglio informativo n. 210/016 relativo al “Conto corrente. Conto ordinario per clienti consumatori” sotto la rubrica “Sconfinamenti extra fido” si stabilisce che  il tasso di sconfinamento  “E’ applicato sull’intero importo del credito utilizzato dal Cliente, e non soltanto sull’importo utilizzato oltre l’ammontare dell’apertura di credito. E’ applicato solo per il numero di giorni in cui lo scoperto si è verificato”.

3) BANCA ETRURIA:
nel Foglio informativo “CONTO CORRENTE ORDINARIO” aggiornato al 31.01.2011 fra le VOCI DI COSTO relative a FIDI E SCONFINAMENTI si legge: “variazione tasso debitore: In caso di scoperto di conto o di sconfinamento rispetto alla linea di credito concessa, verrà applicato il tasso extrafido contrattualmente previsto riferito all'intero saldo debitore del rapporto, per tutta la durata dello scoperto o dello sconfinamento”.

Da quanto riportato risulta che il comportamento delle banche indicate è, in linea di massima, lo stesso nel senso che il tasso di sconfinamento viene applicato all’intero saldo e non solo allo sconfinamento, anche se ciascun intermediario propone proprie “variazioni sul tema”.  Così, ad esempio la Banca Monte dei Paschi concede un margine di tolleranza di cinque giorni consecutivi nei quali continua ad applicare il tasso previsto per gli utilizzi entro il fido, mentre Unicredit e Banca Etruria non risultano concedere alcun margine.
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Sappiamo bene -e non è  qui necessario precisarlo- che la maggiorazione del tasso per gli utilizzi extra-fido è sempre stata praticata e si legittima come  disincentivo al cliente ad un uso scorretto del fido stesso nonchè come  remunerazione per il maggior rischio assunto dalla banca. Non avremmo, pertanto, alcuna obiezione all’applicazione di un tasso più oneroso sulla eccedenza dal fido.
Ciò detto, non è accettabile che il correntista venga penalizzato due volte (per l’extra fido e per il fido). Applicare la maggiorazione di tasso nell’ambito del fido è, secondo noi, una contraddizione in termini. Fino a tale limite il correntista ha tutto il diritto di vedersi applicate le condizioni contrattuali più favorevoli perché soltanto  a quel punto ha inizio il suo utilizzo scorretto.
A ben vedere, poi, l’applicazione del maggior tasso a tutto l’utilizzato genera, a danno della clientela, conseguenze predatorie e illecite. Infatti la variazione (ampliamento) della base di calcolo che il congegno comporta, maschera una diversa realtà, ossia un drammatico innalzamento del saggio di interesse  sullo sconfinamento. In altre parole si “diluisce” quello che sarebbe un esoso interesse applicato sull’eccedenza facendolo figurare come relativo al tutto, con l’intento di renderlo meno eclatante e di aggirare i limiti  posti dalla normativa sull’usura con riferimento ai  tassi soglia.
Il nostro assunto apparirà chiaro se si  pensa che uno sconfinamento estremamente modesto –al limite un solo centesimo di euro – finisce per generare interessi, a debito del cliente, molto maggiori del capitale eccedente.
Quanto detto è senz’altro suscettibile di approfondimenti e analisi ulteriori e ad esse, se ve ne sarà necessità o opportunità, volentieri parteciperemo.  Per il momento, i rilievi fatti ci sembrano sufficienti a motivare la presente segnalazione che sottoponiamo  a codeste Autorità per le eventuali conseguenti iniziative che vorranno assumere.

P.S.Copia della presente è rimessa al Ministero dell'Economia ai sensi e per gli effetti dell'art. 2 bis c. 1 ultimo periodo del D.L. 29.11.2008 n. 185

Aduc

Vincenzo Donvito, presidente

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