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Giovedì, 20 Giugno 2019

Il federalismo municipale (ed è un aspetto sfuggito ai  più) fa crescere l'imposta di scopo, prevista dalla legge finanziaria del 2006.

A decorrere dal 1° gennaio 2007, dunque, i Comuni potevano istituire l'imposta in questione, esclusivamente al fine della "parziale copertura" (al massimo per il 30 per cento) delle spese per la realizzazione di opere pubbliche individuate dagli stessi Comuni fra quelle (9 tipologie, dalle viarie a quelle di realizzazione di parcheggi pubblici e così via) indicate nella citata legge. L'imposta poteva essere istituita - in relazione alla stessa opera - per un periodo massimo di 5 anni, applicando alla base imponibile dell'Ici un'aliquota massima dello 0,5 per mille.

Con il provvedimento sul federalismo fiscale, le cose cambiano radicalmente in peggio (per il contribuente, ovviamente). I Comuni hanno infatti ottenuto a proprio favore modifiche di riguardo (destinate ad entrare in vigore dopo l'adozione - entro il 31 ottobre di quest'anno - di un apposito regolamento presidenziale, su conforme deliberazione del Governo).

Innanzitutto, al lungo elenco del 2006 si aggiungeranno "opere pubbliche ulteriori" (categorie da individuarsi - par di capire - dallo stesso regolamento, non - perlomeno ... - dai singoli Comuni). Salirà poi a 10 anni (al posto degli anzidetti 5) il periodo massimo di applicazione dell'imposta: mica male davvero, un raddoppio secco. Peggio ancora per la misura della copertura della spesa: che potrà raggiungere il totale, al posto del visto 30 per cento.

Restano ferme le altre disposizioni. I Comuni potranno prevedere esenzioni, riduzioni o detrazioni e - bontà loro... - nel caso di mancato inizio dell'opera pubblica programmata entro due anni dalla data prevista, dovranno restituire ai contribuenti - entro i due anni successivi - gli importi di imposta già riscossi. Con gli interessi? Non se ne parla proprio,  né nella legge né nell'improvvido provvedimento federalista.

 

Corrado Sforza Fogliani

(Presidente Confedilizia)

 

 

Approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico un nuovo elettrodotto che collegherà l'Italia e la Francia, in corrente continua ad altissima tensione.

Con un investimento di 700 milioni di euro  la nuova interconnessione con la Francia consiste nella realizzazione di un doppio collegamento elettrico in cavo interrato in corrente continua, dalla Stazione Elettrica di Piossasco, in provincia di Torino, per una lunghezza di circa 95 km, utilizzando le infrastrutture autostradali della A32 e la galleria di servizio che sarà realizzata parallelamente all’esistente tunnel del Frejus.

In territorio francese l’elettrodotto si attesterà alla stazione elettrica di Grande - Ile.

Dal 2016 il nuovo collegamento, aumenterà la capacità di importazione di energia elettrica dalla Francia verso l’Italia, darà maggiore sicurezza di esercizio e aiuterà alla riduzione delle congestioni di rete tra i due Paesi oltre alla diminuzione del prezzo dell’energia nel mercato elettrico nel nostro territorio.

Nuova ondata di controlli a caccia di “falsi invalidi” o presunti tali. Nel 2011 ci saranno altre 250mila verifiche. Con il Messaggio 16 marzo 2011, n. 6763, l’INPS ha individuato un nuovo campione su cui svolgere le sue indagini. Sono le persone titolari di prestazioni economiche di invalidità civile, cecità civile, sordità civile con scadenza compresa tra il primo luglio 2011 e il 31 dicembre 2011, cioè persone per le quali è già prevista una revisione.

Sembrerebbe una soluzione di buon senso – sottoporre a controlli persone che comunque devono essere sottoposte a visita – ma non è tutto oro ciò che luccica.

Sembra più che altro una ‘furbata’. – commenta Pietro Barbieri, Presidente della FISH – In questo modo l’INPS è certa di potersi vantare di un gran numero di revoche. È noto infatti che in fase di revisione, normalmente, un numero significativo di provvidenze vengono revocate, ma questo avviene già con le attività routinarie delle Aziende USL. Senza contare ben altri elementi discutibili della nuova azione INPS”.

Non è tutto, infatti : l’INPS controllerà in questi procedimenti solo l’invalidità civile, non lo stato di handicap, che rimane “a carico” della ASL. Quindi se anche l’handicap è rivedibile, il Cittadino dovrà sostenere due visite: una all’INPS e una all’ASL, con un disagio e uno sperpero di risorse.

Le visite su casi per i quali è già precedentemente prevista la revisione vengono effettuate da due medici, anziché dalla ordinaria Commissione di verifica, con costi inferiori per l’INPS, ma anche con minori garanzie per il Cittadino.

Inoltre l’INPS precisa che “in occasione delle verifiche straordinarie sulla permanenza dei requisiti nei confronti dei titolari di prestazioni di invalidità civile, non è possibile riconoscere una condizione di invalidità superiore a quella in precedenza determinata”.

Ciò significa che l’INPS – e sono forti i dubbi di liceità – non riconosce mai l’aggravamento. Per richiederne il riconoscimento, il Cittadino deve presentare una nuova istanza di accertamento e sottoporsi ad ulteriore visita di accertamento, anche in questo caso con disagi e sprechi.

Se l’INPS riconoscesse gli aggravamenti e quindi concedesse ‘nuove’ provvidenze economiche – chiosa Barbieri – tradirebbe il mandato politico che ha ricevuto da Tremonti: tagliare, tagliare, tagliare!”.

E’ stata costituita  dal ministro dello Sviluppo Economico  Paolo Romani

Compito del gruppo di lavoro  è  monitorare l’impatto economico  della crisi  del Magreb  e dei Paesi del golfo nel medio e lungo periodo , e a  supportare le aziende italiane  attive nell’area.

La struttura  del ministero  opererà  in collaborazione  con i colleghi del Ministero degli Affari Esteri , Simest, Sace , Confindustria , Unioncamere  e Assocamerestero, e infine con l’Ice  che ha base a Tripoli .

Le imprese che vorranno avere informazioni o contatto con la task force potranno   utilizzare il sito web: www.sviluppoeconomico.gov.it

E’ inoltre  possibile  utilizzare i recapiti telefonici +390659932800 ; +390659647471, disponibile  dalle ore 08,00 alle ore 20,00 , in aggiunta e’ anche attiva una segreteria telefonica.

L’ Italia all’avanguardia nei sistemi di riduzione delle emissioni, via libera a decreto per lo stoccaggio di CO2 .

Su proposta  del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani   il Consiglio dei Ministri ha approvato  il decreto  che recepisce la direttive europea  sullo stoccaggio  geologico dell’anidride  carbonica da centrali termoelettriche  e impianti industriali.

Il provvedimento varato in collaborazione del ministero dell’ambiente   fornisce  un sistema per l’autorizzazione della scelta dei siti , l’esercizio il trasporto  e l’immagazzinamento nel suolo delle emissioni nocive.

Carbon Capture and Storage e’ la nuova tecnologia  innovativa  che consiste nel  confinamento geologico dell’anidride carbonica  prodotto dalle  aziende di combustione , riducendo così  l’emissione dei gas  serra  .

“siamo soddisfatti di questo provvedimento  -ha  concluso il ministro Paolo Romani - servirà a ridurre l’emissione di CO2  nell’aria,  e così facendo si fa  un passo avanti  nella strategia  energetica  nazionale per raggiungere  gli obiettivi di emissioni  gas serra previsti da l protocollo di Kyoto al 2020.

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