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Giovedì, 20 Giugno 2019

Domusconsumatori, l’Associazione per la tutela di consumatori ed utenti aderente alla Confedilizia, esprime al Ministro Tremonti tutto il proprio apprezzamento per la nuova normativa – contenuta nel decreto sviluppo – sulla rinegoziazione dei contratti di mutui ipotecari a tasso variabile e rata variabile (per importi non superiori a 150 mila euro) finalizzati all’acquisto o alla ristrutturazione della casa di abitazione.

 

Grazie a tale novità, infatti, le famiglie in difficoltà col pagamento della rata del mutuo avranno un aiuto in più (rispetto a quelli già previsti): avranno infatti il diritto, se in possesso dei requisiti specificati nella norma, di chiedere alla propria banca la rinegoziazione del mutuo con l’applicazione di un tasso fisso e con possibilità di concordare anche un allungamento del piano di rimborso.

 

Domusconsumatori ritiene che in momenti di crisi economica come l’attuale,  bene faccia il Governo a prevedere delle misure finalizzate a fornire un ausilio a quelle famiglie che si trovano in difficoltà col pagamento delle rate dei mutui e che – grazie alla rinegoziazione anzidetta – potranno avere qualche possibilità in più per continuare ad adempiere alle proprie obbligazioni.

A partire dal mese di marzo, sono state introdotte importanti semplificazioni in materia di certificazioni di malattia dei lavoratori dipendenti.

Il nuovo sistema online messo a disposizione dall'Inps consente ai datori di lavoro di ricevere in tempo reale le comunicazioni di assenze per malattia riguardanti i loro dipendenti. Si tratta di un'importante semplificazione per tutti: per 4,4 milioni di imprese che potranno avere informazioni immediate sulle assenze dei propri dipendenti; per 17 milioni di lavoratori dipendenti che non dovranno più preoccuparsi di consegnare i certificati di malattia ma solo di informare tempestivamente della loro assenza il datore di lavoro; per lo Stato che potrà operare controlli immediati e puntuali.

Per poter acquisire le informazioni generate in tempo reale dai certificati medici, il datore di lavoro dovrà dotarsi di un indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) e/o di un codice Pin per poter accedere al sito Inps (www.inps.it).

La nuova procedura è molto semplice:

  • il medico, constatata la malattia del lavoratore, compila in modo digitale il certificato che automaticamente viene trasmesso all'Inps per via telematica;

  • la stessa attestazione di malattia è quindi resa disponibile al datore di lavoro o tramite invio sulla sua casella di Posta elettronica certificata (Pec), oppure tramite accesso al sito www.inps.it (tramite il codice Pin);

  • al lavoratore è rilasciato solo il numero di protocollo della pratica da comunicare all'impresa, qualora essa lo richieda.

Solo per un breve periodo, ovvero fino al 18 giugno 2011, il datore di lavoro può richiedere al dipendente il certificato cartaceo. Superata quella data tutto avverrà invece per via digitale.

Maggiori informazioni sulla nuova procedura e sui nuovi servizi messi a disposizione dall'Inps sono disponibili sul sito del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione (www.innovazionepa.gov.it) e su quello dell'Inps (www.inps.it).

L’incontro  tra i   direttori del dicastero e le organizzazioni sindacali  del settore agro alimentare, ha avuto per oggetto l’esame dei piani industriali.

Si sono individuati  i criteri  in base ai quali i futuri assetti del gruppo saranno valutati.

Essi sono:

Unitarietà del gruppo e potenziamento della sua presenza all’estero;

Mantenimento in Italia delle funzioni strategiche  dell’Azienda;

Realizzazione di un piano Industriale  in grado di incrementare le quote di produzione lattiero-casearia e derivati , sia in  Italia sia all’estero , con positive ricadute occupazionali;

Rafforzamento della filiera lattiero-casearia italiana.

Si e’ inoltre concordato che verranno periodicamente attivati  tavoli di confronto tra le parti.

Il primo appuntamento e’ previsto per la fine di maggio.

La regione Calabria ha un PIL pro capite (€ 16.739,4) di circa la metà rispetto a quello delle altre regioni del Centro-Nord, così come evidenziato nell’ ultimo rapporto Svimez. I dati  dimostrano un’indubbia potenzialità di crescita che consentirebbe di allinearsi alle altre regioni che registrano un PIL superiore. In questo contesto  generale, nonostante tutte le difficoltà territoriali, strutturali e congiunturali, la Calabria evidenzia  alcuni importanti ambiti territoriali e settoriali di eccellenza e segnali di dinamismo che possono, se ben indirizzati, contribuire al miglioramento dell’economia regionale. Occasione da non perdere, in tal senso,  quindi,  non potrà che essere la costruzione di Reti d’Impresa, realtà introdotta in Italia  con la legge 9 aprile 2009, n. 33 : la  disciplina del contratto di rete è stata successivamente integrata e modificata dall’articolo 2 della legge 23 luglio 2009, n. 99, e dall’articolo 42 del decreto legge 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

In questi ultimi giorni il Ministro Tremonti ha rilasciato una dichiarazione in merito al decreto attuativo per le Reti d’impresa alla presenza del presidente di Confindustria Marcegaglia e del responsabile per le politiche territoriali e distrettuali Aldo Bonomi, dichiarazione seguita  dall’entrata in vigore  delle agevolazioni fiscali per le Reti d’Impresa: l’Agenzia delle Entrate,infatti, con la circolare n. 15 del 14 aprile 2011, ha pubblicato i tanto attesi provvedimenti di attuazione a favore delle imprese aderenti alle reti di impresa. Il via alle agevolazioni scatta il prossimo 2 maggio con l’invio della comunicazione dei dati richiesti per fruire dei vantaggi fiscali previsti dall’art. 42 del DL n. 78/2010. In particolare, l'agevolazione è rivolta alle   imprese aderenti alle reti:  l’art. 42, comma 2-quater e seguenti del DL 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge 122/2010, prevede un regime di sospensione di imposta sugli utili d'esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete. L’importo degli utili che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di 1 milione di euro. Tale limite, come chiarito dalla Circolare 15/E/2011, si applica per singola impresa, pur se aderente a  più di un contratto di rete, e per ciascun periodo d’imposta in cui è consentito l’accesso all’agevolazione.

Gli utili di esercizio da considerare ai fini dell’agevolazione fiscale, sono quelli accantonati a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2010 e fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012.

Le Reti d’impresa, però, non possono solo essere viste come strumenti da utilizzare per avvantaggiarsi di agevolazioni fiscali. A livello nazionale il Ministero dello Sviluppo Economico, con le linee di indirizzo di politica settoriale “Industria 2015”, ha impostato una strategia di politica industriale che discende da un’ampia riflessione sui problemi dell’economia reale, sulla collocazione strategica del nostro Paese nell’ambito della nuova divisione internazionale del lavoro e sul ruolo dell’azione pubblica a sostegno dello sviluppo economico. Si punta a favorire la formazione di filiere industriali che riuniscano grandi e piccole imprese e centri di ricerca per la realizzazione di nuovi prodotti/servizi.

Alla fine del 2010, sì è stipulato un Accordo di Programma con Unioncamere con lo scopo di  “promuovere lo strumento delle reti di imprese, e favorire la stesura dei contratti di rete, privilegiando cicli seminariali sul territorio, ricerche e mappature delle reti e delle filiere (anche di subfornitura a transnazionali), manualistica per la costituzione e la gestione delle reti di impresa, appositi studi di fattibilità e/o stesura delle relative tipologie contrattuali che si attagliano ai modelli organizzativi di rete per filiere distributive, produttive e per dimensione imprenditoriale”. La Regione Calabria ha già colto quest’ impostazione di politica nazionale, traducendola in azione  attraverso la pubblicazione del Bando, nei mesi passati,  sulla Linea di Intervento 7.1.1.3 “Azioni di informazione e assistenza tecnica per la creazione di reti/cluster di imprese e la definizione di progetti di cooperazione da finanziare attraverso i Contratti di Investimento” del POR Calabria FESR 2007- ed individuando quei settori che, se ben supportati, possono contribuire al miglioramento dell’economia regionale. Allo stesso tempo l’assessore alle Attività Produttive ha dichiarato di avere individuato,in aggiunta alle sette individuate nel bando su citato, altre due filiere (nautica e bio-edilizia), che saranno proposte in un prossimo bando regionale, anche a seguito del favorevole accoglimento del primo, da parte del mondo imprenditoriale calabrese.

Il rafforzamento della collaborazione tra imprese, infatti, rappresenta la chiave per affrontare le sfide della globalizzazione e dell’innovazione tecnologica, valorizzando le caratteristiche strutturali (forte prevalenza di piccolissime imprese, presenza di un sistema di piccole-medie imprese e alcune di questa fortemente innovative e competitive sui mercati internazionali) del nostro apparato produttivo regionale.

Negli ultimi anni il tema delle reti di impresa ha acquisito un ampio spazio nel dibattito e l’indagine scientifica sulle sue caratteristiche ha consentito di definire le reti di impresa un modello di governo delle relazioni stabili, contrattuali ed organizzative tra imprese, che favoriscono gli investimenti e, quindi, la crescita economica.

Le reti di impresa rispondono ad un’esigenza produttiva di coordinamento tra imprese complementari, formalmente e giuridicamente distinte, tra le cui attività esista o si generi un’interdipendenza. D’altro canto, la funzione principale del contratto di rete è la definizione di regole, attraverso cui le imprese, rimanendo indipendenti, possono realizzare progetti industriali o commerciali comuni, diretti, in particolare, ad accrescere la capacità innovativa e la competitività che sono obiettivi molto ampi e che, quindi, possono riguardare qualsiasi produttore di beni e servizi.

Alla luce di quanto detto, siamo consapevoli, inoltre, che un importante vantaggio dell’aggregazione è connesso alla necessità di accrescere la massa critica delle produzioni d’eccellenza calabresi  a fronte della globalizzazione dei mercati.

Il sostegno all’aggregazione tra imprese  è, senz’ombra di dubbio, un obiettivo strategico che  il “Sistema Calabria” – Regione, mondo imprenditoriale, Università e Centri di Ricerca-  non potrà che perseguire.

 

 

 

Adolfo Rossi – Esperto in Sviluppo Locale.

Sangiovanni Maria Rita – Dottore Commercialista e Revisore dei Conti.

Su i prezzi delle materie prime, compresi metalli ed energia. Su anche i prezzi dei beni alimentari. La brutta notizia per le tasche delle famiglie italiane arriva dall’Ufficio studi di Confartigianato. Il Fondo monetario internazionale ha infatti stimato un aumento del 32,9% dei prezzi in euro delle Materie prime, del 39,9% dei beni non energetici, del 37,1% dei metalli e del 28,6% dell’energia. Ma salgono anche, secondo una percentuale in euro del 39,3%, anche i beni alimentari: circostanza che influirà negativamente sul bilancio delle famiglie italiane.

 

«Iniziamo a riscontrare qualche ricaduta - spiega Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato - seppur ancora modesta, delle pressioni inflazionistiche sui mercati internazionali, anche sui prezzi al consumo». Il prezzo del greggio incide pesantemente sul costo dei trasporti. «Nel nostro Paese – prosegue Fumagalli - abbiamo osservato a febbraio una sostenuta crescita tendenziale dell’indice relativo ai trasporti, che segnano un +5,3% rispetto al febbraio dello scorso anno, e delle spese per l’abitazione che tra acqua, elettricità e combustibili, schizzano di oltre 4 punti percentuali (+4,3%)». Sono soprattutto le tensioni dei mercati energetici, messi in fibrillazione dalle recenti turbolenze politiche dei paesi del bacino del Mediterraneo, a far lievitare il costo dei carburanti. «A febbraio – spiega ancora Fumagalli – i prezzi dell’energia sono cresciuti del 9,8% con picchi ancora più elevati per i carburanti: il costo della benzina fa registrare un tasso di crescita tendenziale dell’11,8%, mentre il gasolio per i mezzi di trasporto arriva ad un incremento su base annua del 18%».

 

La fiammata dei prezzi del petrolio ha incrementato i costi di spesa per i trasporti delle famiglie che, da solo, rappresenta il 14,3% della loro spesa totale. «Nel mese di gennaio 2010 su base nazionale – riflette Fumagalli commentando dati Istat elaborati da Confartigianato - abbiamo calcolato un aumento medio del 4,2% dei costi dei trasporti, con picchi anche del 9,2% registrati nella provincia di Verbania, del 7% a Viterbo e del 6% a Cosenza. Rispetto ad una famiglia di Palermo, in cui l’aumento del prezzo dei trasporti è aumentato marginalmente di solo l’1,3%, una famiglia di Verbania spenderà 337 euro in più all’anno per il capitolo trasporti. Insomma il capitolo dei trasporti è quello che presenta la più alta variazione dei prezzi al consumo».

 

Lievitano i prezzi aziendali alla produzione, che a loro volta si ripercuotono sui prezzi al consumo: la “bolla” dei prezzi delle materie prime ammonta infatti a circa 154,8 miliardi di euro. «Questa impennata determinerà – conclude il segretario generale di Confartigianato – incrementi dei prezzi dei beni e la inevitabile compressione dei margini di profitto aziendali. Costi che eroderanno ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie, influenzando negativamente le loro scelte di consumo».

 

 

 

 

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