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Venerdì, 22 Febbraio 2019

A nostro modesto avviso, lo sviluppo del Mezzogiorno si deve movimentare tra occasioni e concretezza. Nel particolare, tra i primi nodi da sbrogliare, ovvero, le priorità dalle quali partire, c’è la necessità di dare respiro alla crescita del Mezzogiorno. In tal senso, un’occasione di tutto rispetto, posta da Palazzo Chigi è il Def (Documento economico finanziario), redatto dal Mef, di 43miliari per il Sud, il 31% delle risorse nazionali, sul piatto. Poi, Invitalia ha messo in campo, 150 milioni di euro per rafforzare e sostenere la competitività delle piccole e medie imprese che producono, nel Mezzogiorno.  Ancora, il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, lavorando ad un Piano per il Sud, ha, recentemente, affermato:” Il Piano Juncker ha un moltiplicatore del 15%, si immagini che effetto leva può avere sul Sud. Possiamo stimolare investimenti per 200-250miliardi di euro. Ho già parlato con qualche banca ad investire sul Sud, ma solo se c’è una strategia”. A questo punto, va detto anche, senza mezzi termini, che la realtà economica, attuale, che si registra al Sud non è tra le migliori: “Oltre la metà dei giovani della Calabria, Campania e Sicilia non riescono a trovare lavoro. L’Italia non riesce ad incidere sul cuneo fiscale, la differenza, cioè, in busta paga tra quanto paga l’azienda e quanto percepisce il lavoratore (lo rivela l’Ocse nel rapporto “Taxing Wages 2017). In conclusione, noi diciamo: c’è da augurarsi che, quelle annunciate occasioni, per lo sviluppo del Mezzogiorno, abbiano una concreta e veloce realizzazione.

 

Siamo a colloquio con Giuseppe (Peppino per gli amici) Pagano, imprenditore cilentano che opera a Paestum e che ha fondato due hotel  e aziende agricole:  “L’azienda agricola San Salvatore nasce dalla mia volontà di tornare al passato e fare quello che facevo da bambino con mio padre. Mamma era di Paestum e cominciò a convincere papà ad andare a Paestum, visto anche che la vocazione turista di Paestum già si intuiva. Mio padre costruì un interrato nel ‘64 e vinifico 1000 quintali di uva. Dopo 11 anni ebbe un infarto e dovette fermarsi. Io prima di andare a scuola  e dopo carosello già lavoravo a mano 150 quintali di mosto, allora non c’erano palestre e un ragazzo di quell’età ci tiene al fisico. Nel ‘74 decidemmo di andare nella direzione del turismo e ho così costruito due hotel: l’Esplanade  e il Savoy beach hotel (dal nome dell’omonimo di Londra)”.

Come nasce l’azienda agricola?

“In seguito andando a fare una visita da consumatore a Ruffino al ritorno ero arrabbiato con me stesso  e venne fuori quel ragazzino di una volta. Decisi di non  acquistare più l’uva come mio padre e mio nonno ma di impiantare vigne, per avere un grande vino devi avere una grande uva che  non si trova in commercio. Ho comprato terreni per avere un’ottima uva,  il segreto di un buon vino è -  come per ogni cosa  - che deve essere una cosa bella per essere buona, una cosa buona deve essere anche bella. In chiesa ho trovato la risposta in una parabola letta dal parroco, il segreto è del bello e del buono, si dice infatti che un buon vino viene dalle persone belle e dai luoghi belli. Vivendo nel mondo del turismo ho imparato dai tedeschi, il quali vengono in massa a Paestum,  che tante piccole sottili differenze fanno la differenza,  per una bottiglia di vino ci sono 1000 passaggi e se ad ogni passaggio abbiamo aggiunto  un miglioramento di  una virgola, alla fine avremo un prodotto completamente diverso”.

Cosa le piace fare di più nella sua vita?

“ Nella vita dobbiamo cercare di fare quello che ci piace, cosi si possono ottenere grandi risultati. L’amore che si deve mettere dentro a quello che si fa  serve per fare meglio, come si può fare di più ottenendo  più qualità”.

Come ha cominciato a fare l’agricoltore?

“Io ho cominciato a comprare terreni studiano l’humus,  leggendo libri di agronomia e interessandomi alla biodinamica avvalendomi anche di bravi consulenti e cercando di  farli rendere al meglio. L’imprenditore deve: fare, saper fare e saper far fare e poi non basta, occorre saper far sapere, questo è  il bravo imprenditore!  bastano  questi pochi concetti e si può fare l’imprenditore di successo. Ci vuole ovviamente la capacità e  non grandissimi investimenti, ora purtroppo le cose sono cambiate e ci vogliono investimenti più importanti, la famiglia deve dare il là e con l’aiuto di tanti amici si può cominciare”.

Come ha iniziato a produrre il vino?

“Per produrre il vino abbiamo lavorato con l’università della Tuscia e con grandi enologi che ci hanno supportato dal 2005. Con loro abbiamo messo su un sistema senza solfiti aggiunti, questo per  un rosso è più facile per un bianco è più difficile  e farlo senza conservanti è davvero arduo. Abbiamo messo su un sistema in assenza di ossigeno, infatti come un qualsiasi frutto aperto anche l’uva si ossida, quindi i solfiti si possono evitare se non c’è ossigeno. Con attenzione ai particolari abbiamo imbottigliato un bianco fresco e integro che dura almeno due anni, dopo non va a male ma prende il gusto dello champagne. Siamo riusciti a presentare al grande pubblico un punto vendita “La Dispensa di San Salvatore” su di una grande strada di comunicazione che è attraversata dalle auto dirette al sud, dove proponiamo tutti i nostri vini e i prodotti”.

Cosa è per lei la qualità?

“ Noi dobbiamo andare insieme con la natura e non contro di essa. Ora assistiamo ad una corsa alla quantità,  dobbiamo essere si attenti ai costi di produzione, un’azienda deve essere attenta ai costi non perché  l’ imprenditore deve guadagnare, ma perché  l’azienda deve reinvestire nell’azienda stessa e crescere in qualità.  Il vino è un ambasciatore della propria terra all’estero,  in Campania abbiamo vitigni straordinari, lavorati in un modo giusto e non si finisce mai di migliorare la qualità. Abbiamo avuto  tantissimi riconoscimenti che potevo solo sperare, la forza di questa terra ci ha portato subito in alto. Un prodotto della nostra terra è il più grande ambasciatore,  io faccio i due più bei mestieri del mondo: agricoltore e albergatore.  L’auspicio e di avere la possibilità di degustare un prodotto  fatto con amore e onestà, parola usata da mio padre,  all’ epoca non esisteva il termine etica. Bere un bicchiere di vino e la cosa più bella  che si possa fare, specialmente se rosso. Tutti i nostri vini si chiamano con i nomi dei paesi del Cilento, ad esempio Corleto: che significa cuore lieto, e  senza i solfiti lo è davvero e fa bene alle coronarie. Invito tutti a venire sul posto a provare i vini, io sono un tuttologo e non riesco ad entrare nei dettagli, noi in azienda  non abbiamo fatto niente di più, il Cilento  è avaro solo con chi non gli parla e  con chi non lo sa ascoltare.  Sulle nostre  etichette  abbiamo messo il disegno di un buffalo stilizzato perché rappresenta il nostro territorio e la nostra azienda. Se non si è veramente innamorati della propria terra si è portati a fare l’imprenditore fuori dal proprio luogo di origine, ma sempre con la speranza di faci un giorno ritorno. Un imprenditore lascia la ricchezza al territorio dove  ha lavorato e questa terra lo merita più di ogni altra”.

Numeri di successo per la prima edizione del concorso regionale per la valorizzazione delle produzioni della salumeria d’eccellenza, intitolato al compianto Francesco Monaco.

Un incontro che si candida già come un importante appuntamento annuale nell’ambito del comparto agroalimentare regionale.

Il concorso, fortemente voluto dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura, si concluderà oggi ad Acri (CS) con un evento finale al quale parteciperanno moltissimi maestri assaggiatori ONAS provenienti da tutta Italia.

Un’occasione interessante per le aree interne di essere poste al centro dell’attenzione nazionale, protagoniste con un evento che è volto alla valorizzazione delle produzioni tipiche, che rappresenta un modello di sviluppo auspicato da tempo ma che stenta ancora a diventare prassi.

Da giorni, insieme a tante altre compagini regionali, è presente una rappresentanza della Valle d’Aosta, con la Maestra Vilma Cianci, anche se non mancano esperti come il Maestro Vincenzo di Nuzzo, che conosce molto bene i salumi di suino nero di Calabria, e altri 60 maestri guidati dalla Presidente nazionale ONAS, Bianca Piovano, che ha manifestato grande soddisfazione per quello che il neocostituito gruppo ONAS Calabria, coordinato dal divulgatore ARSAC Martino Convertini, è riuscito a fare in poco più di un anno.

Nel gruppo che ha appena concluso il percorso formativo con gli esami per diventare Maestri assaggiatori è presente anche una folta rappresentanza di membri dell’Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria, ente riconosciuto dalla Regione Calabria, che opera nel campo dell’enogastronomia a tutto tondo e che ha come obiettivo la ricerca, la conservazione e la valorizzazione delle produzioni tipiche regionali.

Anche il suo Presidente, Giorgio Durante, esprime compiacimento per la lungimiranza mostrata dalla Regione Calabria attraverso l’iniziativa organizzata dall’ARSAC nel voler valorizzare i salumi di eccellenza regionali, obiettivo condiviso e fortemente auspicato dall’Accademia.

In occasione dell’evento conclusivo che consegnerà alla vedova di Francesco Monaco il riconoscimento dell’Agenzia regionale, saranno premiate diverse aziende regionali impegnate nella produzione di salumi, in concorso con diverse categorie: salumi tradizionali, salumi DOP e salumi di Suino Nero di Calabria.

Da sottolineare come il gruppo ONAS Calabria, coadiuvato dai suoi Maestri assaggiatori, vista la qualità dei prodotti presentati, abbia dovuto faticare non poco per determinare la graduatoria finale.

In primis, diciamo che la Commissione europea ha acceso i fari, sul portale web, sull’incapacità, in Italia, di alcune Regioni e di alcune autorità nazionali, di utilizzare, appieno, le risorse economiche europee, a disposizione. Ecco i numeri: Il tasso di spesa italiano risulta tra il 5% e il 7% per i Fondi di sviluppo regionale(Fesr) e sociale(Fse), contro una media di spesa dell’Unione europea del 9,7% e del 12%, con picchi negativi (zero per cento) per alcuni programmi regionali (Fesr di Sicilia, Abruzzo e Bolzano) e nazionali: “Governace” e “Legalità”. Restando sempre sui fondi Fesr, che rappresentano la fetta più consistente dei Fondi Ue, tutto il Mezzogiorno è nelle ultime posizioni di spesa, salvo queste uniche eccezioni: la Calabria (6%, settima in Italia con il Piemonte) e la Puglia (4% nona con Marche e Provincia Autonoma di Trento). Ma c’è di più. Oltre alla scarsità della spesa dei Fondi europei, a parte, cresce l’allarme, anche per la sforbiciata pesante, alle risorse economiche europee, per l’Italia, che si materializza, a pochi mesi, dalla proposta della Commissione europea, sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, dal 2021, in avanti. Nel particolare, rispetto ai 42 miliardi di euro, le regioni italiane più povere (Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo e Lazio) potrebbero perdere tra i 2 e 3miliardi di euro. In conclusione, noi diciamo che il Mezzogiorno, oggi, è un’emergenza nazionale e pertanto, la Politica nazionale da un lato e la Politica dell’Unione europea dall’altro lato, se ne devono fare carico, con una concreta coerenza  e determinazione.

 

Siamo Soci è leader italiano nel supporto alle aziende ad alto potenziale nella raccolta di capitali grazie a modelli alternativi di finanziamento. Società partecipata da AZIMUT, ha raccolto 24,5 milioni di euro a favore di 190 società, costruendo attorno alla sua offerta una community di 25mila utenti e 2500 investitori. Parte del network SiamoSoci è, soprattutto, Mamacrowd.com, la principale piattaforma di equity crowdfunding in Italia.

Mamacrowd è la principale piattaforma di equity crowdfunding italiana per capitale raccolto, con oltre 7,5 milioni di euro.

Permette di diventare soci, con un processo semplice, completamente online e vigilato Consob, di startup preselezionate dal network di incubatori, promettenti società che già fatturano con business validati dal mercato. Gli investitori possono diversificare l'investimento creando un portafoglio di startup innovative e diventare soci di aziende operanti nei settori innovativi più in crescita dell'economia italiana.

“Con l’equity crowdfunding di Mamacrowd chi investe in un progetto ne diventa socio a tutti gli effetti, con un processo semplice, online e vigilato da Consob. I trend del primo trimestre del 2018 sono positivi e confermano l’interesse nei confronti di questo tipo di investimenti”, spiega Dario Giudici, Presidente di SiamoSoci. “Inoltre i capitali raccolti e la percentuale di overfunding delle campagne sono riprova della qualità dell’offerta: le aziende innovative che realizzano le campagne su Mamacrowd riescono a consolidare il loro modello di business sul mercato”.

 

“Dalle tecnologie per il retail a quelle dedicate alla green economy, dall’automotive al mercato del benessere: l’equity crowdfunding - aggiunge Massimiliano Ceaglio, Direttore Generale di SiamoSoci - rappresenta un’opportunità di crescita e sviluppo per tanti settori con idee innovative, che puntano alla rivoluzione digitale come opportunità per finanziare la crescita  di aziende promettenti e che attraggono investitori”.

 

Il 2018 per l’equity crowdfunding, il modello alternativo di raccolta di capitali dedicato alle aziende in cambio di quote societarie, si è aperto con il botto: 24 campagne chiuse con successo e una raccolta di 5,9 milioni di euro, pari a metà dei fondi raccolti in tutto il 2017, e con un numero di investitori triplicati rispetto al 2016*.

 

Quasi la metà della cifra complessiva raccolta è transitata su Mamacrowd  la principale piattaforma di equity crowdfunding in Italia, che nei primi tre mesi dell’anno ha mostrato una crescita esponenziale raccogliendo 2,8 milioni di euro, pari al 47% del mercato italiano, e registrando un +400% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

 

Da gennaio a marzo sono stati 806 gli investitori sulla piattaforma, oltre il doppio di quelli coinvolti nel trimestre precedente (382), con una media di 115 investitori per campagna: un dato che certifica la piattaforma gestita da SiamoSoci come la più “crowd” in Italia.

 

Su Mamacrowd sono state chiuse con successo 7 campagne nel primo trimestre 2018, quasi un terzo di quelle arrivate al goal a livello nazionale, tra cui la più ampia di sempre in Italia: Club Italia Investimenti 2, il Club che supporta la crescita delle startup selezionate dai migliori acceleratori d'impresa, ha incassato 1.202.387 €, raggiungendo il 621% di overfunding e battendo il record che apparteneva alla campagna Green Energy Storage, che nel 2017 - sempre su Mamacrowd - aveva raccolto 1.080.762 € di adesioni.

 

Oltre a Club Italia Investimenti 2 le campagne arrivate al goal su Mamacrowd nei primi tre mesi del 2018 sono: MAAM, il programma digitale di formazione per neo genitori che rende la nascita di un figlio l’opportunità di migliorare le soft skills dei dipendenti che ha raccolto più di 456.025 euro di adesioni (456% di overfunding); Natked, il metodo rigenerativo che comprende allenamento, alimentazione, trattamenti e terapie su misura (con 430.599 euro di adesioni ha raggiunto il 287% di overfunding); 

 

Socojars, la prima vera e collaudata alternativa ai packaging tradizionali nel mercato alimentare che permette di realizzare plastica PET trasparente e 100% riciclabile (chiusa a 344% di overfunding); Scloby, la pmi innovativa che ha creato la piattaforma cloud per gestire i processi di commercianti e ristoratori (306% di overfunding); Bermat, startup che realizza auto sportive personalizzate e su misura ( 152% di overfunding); Majeeko, la startup digitale che aiuta PMI e micro-imprese a costruire e tenere aggiornato il proprio sito web grazie ai contenuti già prodotti per la Pagina Facebook aziendale ( 141% di overfunding).

 

 

 

 

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