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Martedì, 17 Settembre 2019

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E’ stata dei geologi italiani una delle prime iniziative di cooperazione bilaterale Italia Cina dopo la firma dell’accordo governativo sulla Via della Seta. I geologi italiani hanno fatto una missione per promuovere la collaborazione con gli scienziati e professionisti cinesi e aprire nuove opportunità professionali

 "Il corso di aprile a Pechino, presso il polo Universitario di Geoscienze sul tema del mining, costituisce il primo importante passo per uno sviluppo tecnico e culturale tra i geologi professionisti italiani e cinesi. Sulla base dell'accordo firmato ad agosto a Chengdu, il CNG è diventato un interlocutore privilegiato dal punto di vista istituzionale e il referente principale per sviluppare i rapporti con il mondo universitario, professionale e industriale sui temi del mondo geologico. 

Gli argomenti di carattere ambientale che accomunano l'Italia e la Cina sono molteplici: dai georischi agli aspetti sismici, dagli aspetti ambientali a quelli energetici connessi al forte sviluppo urbanistico delle città cinesi. La competenza tecnica dei professionisti italiani costituisce, a detta dei referenti istituzionali e accademici cinesi, una fonte di arricchimento per la categoria professionale dei geologi cinesi e una potenziale possibilità di sviluppo professionale per i geologi italiani”. Così il Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Vincenzo Giovine, dopo aver partecipato a Pechino all’incontro "Future Mining, il dialogo tra Cina e Italia, il primo training geologico professionale europeo".

Si tratta del primo progetto di cooperazione dopo che Italia e Cina hanno firmato il memorandum d'intesa sulla 'Belt and Road Initiative', la nuova Via della Seta voluta da Pechino per connettere Asia, Europa e Africa. Con il supporto dell'Ambasciata italiana in Cina, si è svolta con successo la prima formazione geologica europea. Hanno preso parte a questo importante incontro, per formare il primo gruppo di geologi professionisti europei, il Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Vincenzo Giovine, il Segretario della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere CNG Gabriele Ponzoni e il Tesoriere CNG Domenico Angelone insieme a esperti del Ministero dello Sviluppo Economico e corrispondenti cinesi del China Geological Survey del Ministero delle Risorse Naturali, ed alcuni tra le più grosse multinazionali cinesi del settore minerario come il Gruppo Zijin Mining.

Sulla sinergia tra i geologi italiani e quelli cinesi interviene il Segretario della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere CNG Gabriele Ponzoni: “La missione in Cina è stata estremamente proficua per la comunità dei geologi professionisti italiani per cercare nuove opportunità lavorative e professionalità a livello internazionale”. Luca Fraticelli - consigliere dell'Ambasciata italiana in Cina, ha affermato che “la sinergia tra i governi cinese e italiano ha fornito uno spazio più ampio per una futura collaborazione. La cooperazione riguarda principalmente gli standard minerari e la formazione di geologi professionisti”. 

Wang Kun, vice direttore del China Geological Survey, ha dichiarato durante la cerimonia di apertura che il sistema di certificazione delle qualifiche geologiche professionali è altamente autodisciplinato ed è il risultato dello sviluppo dell'economia di mercato. “La qualifica di geologi professionisti – spiega Kun – può migliorare il mercato del lavoro attraverso il reciproco riconoscimento e la cooperazione tra i due Paesi. Con lo sviluppo dell'economia di mercato cinese, c’è più richiesta di lavoro per i geologi specialmente in Cina, è quindi necessario sfruttare appieno le risorse e i mercati”. La cerimonia di apertura ha visto la presenza delle più importanti organizzazioni cinesi nel settore Mining, tra cui la China Mining Associazion e la China Mining Environmental Union.

A nostro modesto avviso, per evitare un Mezzogiorno dimenticato e senza sviluppo, è necessario volgere lo sguardo al passato, per farne, in primis, una rivalutazione storica. Vittore Fiore, meridionalista, nato a Gallipoli(Le) il 20 gennaio del 1920, fece una grande affermazione del meridionalismo, seguendo le orme di Bodini: “Il Sud ci fu padre/ e l’Europa nostra madre”. Ancora, l’arcivescovo di Taranto, Giuseppe Capecelatro (1746-1834) disse: ”Quando si va a Napoli bisogna vedere Pompei e il Vesuvio”; queste parole si riferiscono al primo trentennio dell’Ottocento, periodo in cui questo prezioso prelato  occupava un posto di  rilievo, non solo in relazione al suo ministero, ma nella vita culturale tutta, del Mezzogiorno; un esempio questo, di resistenza culturale  meridionale, destinata a resistere, nella storia. A questo punto diciamo, senza mezzi termini, che è necessario, da parte della politica nazionale: non dimenticare, di valorizzare il capitale culturale del Mezzogiorno; agire presto e bene, “scongelando” gli stanziamenti previsti, da parecchio tempo dimenticati, nel campo delle infrastrutture e delle costruzioni, con particolare attenzione al Mezzogiorno, dove il sistema infrastrutture appare dimenticato da anni, come chiaramente spiega, l’ultimo Rapporto Svimez del 2018. In conclusione, diciamo che la persistenza di questo Mezzogiorno dimenticato, ha creato un intero Paese Italia, poco competitivo, in abito europeo, come risulta dal recente Rapporto del “ World Economic Forum 2018”.

 

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Alla base di questo fenomeno c’è la mancanza di istruzione. Sempre di più sono gli operatori che lavorano sul mercato Forex senza avere idea di ciò che sta accadendo e che quindi perdono i loro soldi. In questo articolo avrai un’infarinatura del trading Forex e capirai l’importanza di un’istruzione in questo campo redditizio ma estremamente pericoloso.

    1. Guida Forex trading: Vantaggi dell’istruzione
    2. Prima di scaricare la tua prima piattaforma di trading assicurati di aver capito come funziona il mercato Forex ed in che modo puoi guadagnare o perdere i tuoi soldi.
    3. Avere una base solida prima di partire porterà enormi vantaggi:

Guadagni migliori

Nemmeno a dirlo, è possibile fare soldi senza sapere nulla di Forex, ma si parla dell’ 1% di chi ci prova. I veri soldi li fa chi studia davvero, sbaglia e ci riprova.

Solo con le giuste basi e con un pizzico di esperienza è possibile ricavare il meglio dall’esperienza di trading Forex.

Un consiglio che spesso mi sento di dare è quello di utilizzare un sistema di emulazione di investimenti sul mercato Forex, ne esistono moltissimi gratuiti e possono essere utili per farsi un’idea di come funziona il tutto. Solo dopo aver passato qualche mese con questo genere di simulazione e dopo aver imparato tutti gli strumenti in mando ai trader, si può provare ad investire con i propri risparmi.

Risorse illimitate

Siamo nel XI secolo, internet è una fonte illimitata e gratuita di informazione, perché rischiare i propri soldi quando è così facile informarsi, seguire video corsi, lezioni e dritte dai professionisti? Sfrutta le risorse che hai a disposizione ed impara a fare trading, non lasciarti abbindolare!

Diminuirai il rischio di fare errori da principiante

Pensaci, preferiresti passare qualche ora sui libri o perdere centinaia di euro per qualche stupido errore che avresti potuto evitare tranquillamente? Chi fa soldi sugli investitori disinformati, lo fa perché si è svogliati e non si vuole imparare. Ma l’unico modo per non fallire (e in tutta onestà, per limitare le perdite nei primissimi tempi), è studiare e fare pratica.

Potrai tracciare un piano di guadagno

Proprio come in una attività, avrai bisogno di stilare un piano per l’evoluzione futura dei tuoi guadagni. Dovrai stimare perdite e guadagni, e dovrai farlo in modo realistico ed efficace!
Bhe, inutile dirti che non si può fare senza conoscere il mercato Forex e, ancora peggio senza aver mai visto gli strumenti che si andranno ad utilizzare!

È facile trovare supporto tecnico

Quando inizi a fare trading avrai bisogno di un mentore. Se hai la fortuna di avere amici o parenti nel campo potranno essere loro ad aiutarti, ma se questo non è il caso, assicurati di appoggiarti ad un mentore che moltissime delle piattaforme di trading Forex ti offrono.
Perché rischiare quando si può chiedere aiuto ad un professionista?

Bene, questa è solo una piccola introduzione a quelli che sono i vantaggi di un’istruzione nel mercato Forex. È importante non lasciarsi truffare da servizi che offrono guadagni immediati ed assicurati!

 

Dal “Vigneto Calabria” nascono opportunità di lavoro per 13mila persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio, per un fatturato che è salito nel 2018 alla quota 100milioni circa, grazie alla crescita in valore di export (+3%) e consumi di qualità che il vino calabrese ormai assicura. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti Calabria in occasione del Vinitaly di Verona, la kermesse vitivinicola internazionale, dove sarà festa grande anche per il vigneto calabrese  che garantisce  proprietà uniche ed irripetibili ai territori.  L’esercito del vino – rileva Coldiretti – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e gadget vari, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi). Secondo uno studio della Coldiretti appunto, la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 20 settori. Un “circuito” che è sostenuto anche dai record fatti registrare – sottolinea la Coldiretti – dall’export, salito nel 2018 a quota 30 milioni di euro, e dai consumi interni in fase di ascesa poiché sempre più ristoratori e cittadini consumatori prediligono far bere e bere vino calabrese. Sul fronte delle esportazioni, nel 2018 rispetto all’anno precedente – spiega Coldiretti – le vendite hanno avuto un incremento in valore negli Usa in Germania e Regno Unito. La produzione calabrese nel 2018 è stata pari a circa 145mila ettolitri. Dal punto di vista qualitativo è per oltre il 42% dedicata a vini DOC e IGT con ben 21 denominazioni.   “Il vino calabrese afferma  il presidente della Coldiretti Calabria Franco Aceto è “il comparto che è cresciuto scommettendo sulla sua identità, con una decisa svolta verso la qualità e rappresenta un modello di riferimento per la crescita dell’intero agroalimentare regionale. E’ – continua -  uno dei più importanti e dinamici dell’economia calabrese che ci sta facendo crescere costantemente nella reputazione nazionale ed internazionale con un consolidamento di prestigio delle case vinicole che ampliano l’offerta con nuove etichette, sperimentazione continua e innovazione.  Un comparto  - aggiunge - che vede protagonisti i giovani che non hanno paura di competere e che sono attratti positivamente dal fascino che esercita e che ha tra i punti di forza identità, paesaggio ed è veicolo formidabile per il turismo. Sicuramente – conclude – un ottimo esempio di una agricoltura che vince e si afferma sui mercati e che ha nelle corde spazi ulteriori di progresso”.

Il vino Calabrese  in pillole annata 2018

Addetti                       13 mila

Superficie vitata        11.600 ettari      

Superficie Bio             4400 ettari

Fatturato                    100 milioni (+3,5%)

Esportazioni               30 milioni (+3%)

Produzione                145 mila ettolitri

Denominazioni di origine                      21

Qualità                       42% della produzione per vino, Doc e e Igt

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

 

A nostro modesto avviso, le imprese artigiane possono essere, un trampolino di lancio, dello sviluppo del Mezzogiorno. Vediamo come. In primis, è necessaria, la messa a punto, di politiche per le imprese artigiane, a tutti i livelli, della governance territoriale, in grado di fare tesoro delle letture e delle analisi che arrivano dai Centri studi delle associazioni, assumendole con più determinazione e disponibilità. A ciò, dovrà seguire questo obiettivo: saper tradurre in strategie ed azioni concrete le indicazioni sulle priorità per lo sviluppo che le imprese artigianali suggeriscono. A questo punto, riportiamo quanto l’economista Giulio Sapelli ha voluto mettere in evidenza: ”La forza dell’impresa artigiana fiorisce dall’inventiva e dalla creatività della persona e della famiglia; unitamente a tutti coloro che, con il loro lavoro, danno vita a questa specialissima forma d’impresa, resistendo alla crisi globale e inserendosi nei sentieri di crescita, che l’impresa artigianale, nei fatti, sa sempre trovare”.  In conclusione, noi diciamo che se da un lato, il Mezzogiorno sa sfruttare le bellezze naturali e culturali del territorio, dall’altro lato, deve saper coniugare questa capacità, sicuramente importante, con le piccole imprese manifatturiere e artigianali, sapendo eccellere.

 

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