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Mercoledì, 24 Luglio 2019

E’ quanto ha affermato il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Stefano Saglia  in merito alle richieste delle associazione dei consumatori .

Il decreto per la costituzione della commissione  di valutazione delle dinamiche dei prezzi dei carburanti , dovrà essere firmato dal ministro Paolo Romani già nella prossima settimana.

La commissione sarà composta dal Ministero dello sviluppo economico , dal garante dei prezzi , e dai rappresentanti  delle associazioni e dagli operatori del settore.

L’obiettivo della commissione h a continuato   il sottosegretario è di individuare  sistemi chiari  e condivisi  di statistica  dei prezzi   e dei valori di  riferimento, e sarà anche la sede  per verificare  l’esistenza dell’ipotizzata  doppia velocità , più volte denunciata dalle associazioni dei consumatori Il sottosegretario   ha aggiunto  che si sta lavorando  a un provvedimento  per l’attuazione  della riforma  dei  carburanti  che si  possa  diminuire i prezzi  allineandoli alla media europea di circa  3° 4 centesimi al litro, inoltre ancora ha ricordato il sottosegretario  che per combattere la speculazione  internazionale   dell’aumento del prezzo  dei carburanti, si proporrà al Consiglio Europeo dell’energia  la costituzione di una borsa  europea del petrolio.

Il  progetto coinvolgerà’ sia il Ministero dello Sviluppo Economico   anche  l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas .

Concludendo il sottosegretario  ha  detto che il governo  sta dimostrando la massima attenzione  e il massimo impegno   sul problema dei prezzi  dei carburanti.

Sono gli stessi medici INPS a confermare preoccupazioni, dubbi e accuse mossi dalla FISH sui nuovi procedimenti relativi al riconoscimento dell’invalidità civile. Anzi, se è possibile ne esce un quadro a tinte più fosche di quanto le Associazioni temessero.

In una lettera aperta alla FISH e ad altre Associazioni, oltre che al Commissario straordinario (Mastrapasqua) e alla massima dirigenza INPS, l’Associazione dei medici INPS (ANMI – FeMEPA), con toni durissimi ed elementi circostanziati, denuncia una procedura – non solo informatica – che non funziona, gli ordini di servizio contraddittori, la mole gigantesca di lavoro generata nell’ultimo anno e i disagi gravi che vengono causati ai Cittadini.

La lettera entra anche nel merito della gestione delle verifiche straordinarie che hanno creato panico nei Cittadini (200mila nel 2010), ma evidenziano anche “giacenze inaccettabili sia dei verbali sospesi a puro titolo cautelativo, al fine di evitare il silenzio assenso, sia di quelli già scaduti per decorrenza dei termini (anche questi ultimi non consegnati)”.

Ecco spiegata anche l’assenza dei Medici INPS nelle sedute delle Commissioni di accertamento ASL: la Legge (102/2009) la impone, ma la Dirigenza dell’INPS invita i suoi prima a non andarci, poi a partecipare, poi a redigere un verbale parallelo.

Una conferma, anche dall’interno dell’INPS, dei disagi per migliaia di Cittadini, per mesi passati sotto silenzio, minimizzati, o giustificati con l’esigenza di stanare “falsi invalidi”, ma di fatto inconcludenti sia per l’ordinaria amministrazione che per le verifiche straordinarie.

Questa lettera aperta – commenta Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicaprappresenta una svolta importante perché colpisce la monolitica intangibilità che INPS si era ricavato, forte di alcune protezioni politiche. Gli altarini sono ormai scoperti e i mandanti politici di queste operazioni dovranno renderne conto al Parlamento e ai Cittadini”.

In effetti la posizione dei Medici INPS rappresenta uno scossone di non poco conto anche per tutti gli elementi di conoscenza che apporta. L’interrogazione parlamentare proposta dalla FISH ha ora tanti motivi in più per essere presentata e per ottenere risposte.

Si consiglia la lettura del testo integrale della Lettera aperta disponibile nel nostro sito all’indirizzo http://www.fishonlus.it/2011/02/11/invalidita-medici-inps-in-rivolta/


Nel primo mese del 2011 sono state chieste e autorizzate 60,3 milioni di ore di cassa integrazione. Il dato di gennaio segna un calo significativo, sia a livello congiunturale (-30,3% rispetto a dicembre 2010, quando sono state chieste 86,5 milioni di ore di cig), sia a livello tendenziale (-25,5% rispetto a gennaio 2010, quando vennero autorizzate 80,9 milioni di ore di cig).

Si tratta di un dato di forte evidenza che conferma clamorosamente una tendenza alla diminuzione della richiesta di cig in atto dal mese di giugno 2010. Si tratta di una flessione generalizzata per tutti e tre gli istituti: -14,6% di richieste di cassa integrazione ordinaria (cigo) rispetto a dicembre; -44.9% per la cassa integrazione straordinaria (cigs); -16,8% per la cassa integrazione in deroga (cigd).

La flessione è generalizzata anche rispetto al mese di gennaio 2010: 18,3 milioni di ore di cigo il mese scorso, contro 35,8 milioni di ore nel gennaio 2010; 23,8 milioni di ore di cigs, contro 26,2 milioni nel gennaio dello scorso anno; 18,1 milioni di ore di cigd, contro i 18,8 milioni del gennaio 2010.

 

“E’ un segnale importante che viene dalle imprese italiane – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – una indicazione forte, che conferma quella che da ormai sei mesi ci viene dal mercato: le aziende chiedono sempre meno cassa integrazione nel suo complesso. Da tre mesi anche le richieste della cassa integrazione in deroga mostrano una decisa flessione. Da due anni guardiamo ai numeri della crisi, attraverso le richieste di cassa integrazione, oggi con lo stesso realismo dobbiamo registrare un’inversione di tendenza non episodica, continua e sempre più rilevante, che non può non farci ben sperare per il futuro produttivo del Paese”.

Per i settori produttivi il calo più significativo riguarda l’industria e artigianato (-31,6% rispetto a dicembre 2010) e il commercio (-36%). L’industria segnala anche il crollo delle richieste di cigs (-44,2%) e deroga (-10%). A livello territoriale la diminuzione di richieste di cig è quasi equamente distribuita, con la punta per le regioni del Centro del Paese che hanno registrato una flessione nelle richieste dell’ordine del 45,6%.

 

A fronte di questa robusta frenata nelle richieste di cig, si conferma anche la flessione delle domande di disoccupazione e mobilità. I dati in questo caso sono relativi al mese di dicembre 2010, e mostrano 99.500 domande di disoccupazione, contro le quasi 100mila del dicembre 2009 (-0,23%); le domande di mobilità sono state sempre a dicembre quasi 7mila, contro le 8.800 dello stesso mese del 2009 (-20,7%).

Su base annua le domande di disoccupazione del 2010 sono diminuite di quasi quattro punti percentuali (-3,75%).

 

Ottenere una certificazione di invalidità, in tempi ragionevoli e senza disagi, è diventato un miraggio. Dal primo gennaio 2010 tutte le procedure, informatizzate, viaggiano telematicamente sui sistemi dell’INPS. L’innovazione fu salutata come l’avvio di una nuova era, in cui l’INPS, regista autorevole e dotato di strumenti avanzati, avrebbe eliminato il pregresso, velocizzato i tempi, reso più trasparenti le procedure.

Eppure, ad oltre un anno dall’avvio della nuova fase, non c’è giorno in cui i Cittadini non segnalino inspiegabili ritardi, che i patronati sindacali non accusino difficoltà ingestibili nelle nuove procedure, che le Aziende USL non riescano ad accedere ai nuovi sistemi.

Queste lacune sono piuttosto gravi perché le persone con disabilità, senza quei certificati che ne attestino in modo formale lo status, non possono accedere a nessun beneficio economico, a nessun servizio, a nessuna prestazione strettamente necessaria per le loro condizioni. Non solo: le precedenti certificazioni, se rivedibili, non hanno alcun valore fintanto che l’intero procedimento di verifica non è stato completato.

In questi mesi, con toni trionfalistici, l’INPS ha ribadito il proprio ruolo innovatore e di riforma, negando le enormi difficoltà che il sistema dimostra quotidianamente. Non è dato sapere se questi rallentamenti dipendono dal fatto che, contemporaneamente, l’INPS ha effettuato anche 300mila controlli sui cosiddetti “falsi invalidi” nel 2009-2010 e ne dovrà smaltire altri 500mila entro la fine dell’anno prossimo. Ma sono molti gli aspetti oscuri in tutta questa vicenda.

È, innanzitutto, per fare chiarezza ed evitare mistificazioni che la FISH ha redatto una interrogazione, molto stringente, che mette ora a disposizione dei Parlamentari più sensibili e più interessati a conoscere l’effettiva qualità dei servizi resi ai Cittadini e la finalizzazione dei soldi pubblici.

E’ quanto sottolinea  l’autorità per  l’energia elettrica e il gas,  alle commissioni trasporti e attività produttive della camera.

La mobilità elettrica  è considerata come un risparmio energetico, riduzione di gas serra e di minor dipendenza dei combustibili fossili.

L’autorità’  ha provveduto  in interventi per lo sviluppo della mobilità  elettrica., in particolare con la delibera  Arg/elt 56/10 ha introdotto  la tariffa per la ricarica “privata” dei veicoli elettrici direttamente  presso la propria  abitazione, garage  o nel parcheggio  condominiale ed ha eliminato anche vincoli  normativi che  ostacolano la predisposizione  di eventuali punti  di ricarica nei luoghi privati.

Inoltre e’ stato previsto  di applicare ai punti di ricarica  la tariffa di trasporto  già prevista  per altri usi indipendentemente dal fatto che sia  un contratto domestico o meno.

Il prezzo  dell’energia sarà libero, ovvero potrà variare  a seconda dell’offerta  che potrebbe essere diversa  da quella scelta per la fornitura  domestica in effetti  anche per i veicoli elettrici  il livello e la modalità di formazione del prezzo di vendita dovranno essere il frutto della concorrenza sul mercato della liberalizzazione.

Infine  l’autorità è intervenuta  con un successivo provvedimento (deliberato Arg/elt 242/10)  nella quale ha  previsto alcune novità  come la ricarica dei veicoli nei luoghi pubblici , per consentire lo svolgimento dei progetti sperimentali  di modalità elettrica  in fase di avvio  nel territorio  , sia nei centri  urbani che in altri luoghi  aperti al pubblico.

Infine, l’autorità ha deciso anche di estendere anche a questo settore l’approccio per progetti pilota, già adottate sul versante delle smart grid,  che sono due tematiche  per rendere  più flessibili e intelligenti le reti di distribuzioni  elettrica.

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