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Ottenere una certificazione di invalidità, in tempi ragionevoli e senza disagi, è diventato un miraggio. Dal primo gennaio 2010 tutte le procedure, informatizzate, viaggiano telematicamente sui sistemi dell’INPS. L’innovazione fu salutata come l’avvio di una nuova era, in cui l’INPS, regista autorevole e dotato di strumenti avanzati, avrebbe eliminato il pregresso, velocizzato i tempi, reso più trasparenti le procedure.

Eppure, ad oltre un anno dall’avvio della nuova fase, non c’è giorno in cui i Cittadini non segnalino inspiegabili ritardi, che i patronati sindacali non accusino difficoltà ingestibili nelle nuove procedure, che le Aziende USL non riescano ad accedere ai nuovi sistemi.

Queste lacune sono piuttosto gravi perché le persone con disabilità, senza quei certificati che ne attestino in modo formale lo status, non possono accedere a nessun beneficio economico, a nessun servizio, a nessuna prestazione strettamente necessaria per le loro condizioni. Non solo: le precedenti certificazioni, se rivedibili, non hanno alcun valore fintanto che l’intero procedimento di verifica non è stato completato.

In questi mesi, con toni trionfalistici, l’INPS ha ribadito il proprio ruolo innovatore e di riforma, negando le enormi difficoltà che il sistema dimostra quotidianamente. Non è dato sapere se questi rallentamenti dipendono dal fatto che, contemporaneamente, l’INPS ha effettuato anche 300mila controlli sui cosiddetti “falsi invalidi” nel 2009-2010 e ne dovrà smaltire altri 500mila entro la fine dell’anno prossimo. Ma sono molti gli aspetti oscuri in tutta questa vicenda.

È, innanzitutto, per fare chiarezza ed evitare mistificazioni che la FISH ha redatto una interrogazione, molto stringente, che mette ora a disposizione dei Parlamentari più sensibili e più interessati a conoscere l’effettiva qualità dei servizi resi ai Cittadini e la finalizzazione dei soldi pubblici.

Nel primo mese del 2011 sono state chieste e autorizzate 60,3 milioni di ore di cassa integrazione. Il dato di gennaio segna un calo significativo, sia a livello congiunturale (-30,3% rispetto a dicembre 2010, quando sono state chieste 86,5 milioni di ore di cig), sia a livello tendenziale (-25,5% rispetto a gennaio 2010, quando vennero autorizzate 80,9 milioni di ore di cig).

Si tratta di un dato di forte evidenza che conferma clamorosamente una tendenza alla diminuzione della richiesta di cig in atto dal mese di giugno 2010. Si tratta di una flessione generalizzata per tutti e tre gli istituti: -14,6% di richieste di cassa integrazione ordinaria (cigo) rispetto a dicembre; -44.9% per la cassa integrazione straordinaria (cigs); -16,8% per la cassa integrazione in deroga (cigd).

La flessione è generalizzata anche rispetto al mese di gennaio 2010: 18,3 milioni di ore di cigo il mese scorso, contro 35,8 milioni di ore nel gennaio 2010; 23,8 milioni di ore di cigs, contro 26,2 milioni nel gennaio dello scorso anno; 18,1 milioni di ore di cigd, contro i 18,8 milioni del gennaio 2010.

 

“E’ un segnale importante che viene dalle imprese italiane – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – una indicazione forte, che conferma quella che da ormai sei mesi ci viene dal mercato: le aziende chiedono sempre meno cassa integrazione nel suo complesso. Da tre mesi anche le richieste della cassa integrazione in deroga mostrano una decisa flessione. Da due anni guardiamo ai numeri della crisi, attraverso le richieste di cassa integrazione, oggi con lo stesso realismo dobbiamo registrare un’inversione di tendenza non episodica, continua e sempre più rilevante, che non può non farci ben sperare per il futuro produttivo del Paese”.

Per i settori produttivi il calo più significativo riguarda l’industria e artigianato (-31,6% rispetto a dicembre 2010) e il commercio (-36%). L’industria segnala anche il crollo delle richieste di cigs (-44,2%) e deroga (-10%). A livello territoriale la diminuzione di richieste di cig è quasi equamente distribuita, con la punta per le regioni del Centro del Paese che hanno registrato una flessione nelle richieste dell’ordine del 45,6%.

 

A fronte di questa robusta frenata nelle richieste di cig, si conferma anche la flessione delle domande di disoccupazione e mobilità. I dati in questo caso sono relativi al mese di dicembre 2010, e mostrano 99.500 domande di disoccupazione, contro le quasi 100mila del dicembre 2009 (-0,23%); le domande di mobilità sono state sempre a dicembre quasi 7mila, contro le 8.800 dello stesso mese del 2009 (-20,7%).

Su base annua le domande di disoccupazione del 2010 sono diminuite di quasi quattro punti percentuali (-3,75%).

 

Sviluppo delle infrastrutture ed integrazione dei mercati, per  una maggiore competitività a favore dei consumatori.

Sono questi i temi  trattati nell’incontro  che si e’ tenuto a Bruxelles  fra il Commissario  per l’energia, Gunther Oettinger gli esponenti delle Autorità  dell’energia europee.

era presente Il presidente dell’Autorità’ per l’energia  italiana Ortis il quale ha  sottolineato “ la necessità di promuovere  un sollecito delle infrastrutture  interne e transfrontaliere come elettrodotti, gasdotti, rigassificatori e stoccaggi gas, che favoriscano sia la sicurezza, ma anche la competitività dei sistemi energetici.

I regolatori europei hanno chiesto alla commissione  di favorire  un’armonizzazione dei contesti normativi nazionali , verso procedure autorizzative  per gli investimenti infrastrutturale meno lente ed incerti, hanno anche espresso l’apprezzamento per gli interventi che l’antitrust della commissione a favore della indipendenza delle reti per favorire il libero mercato.

Ortis inoltre ha  sottolineato “che l’obbligo  imposto dall’antitrust  Ue ad alcuni operatori (E. ON, Rwe, Gaz de France , Eni) di cedere  il controllo di alcuni asset, potrebbe rappresentare un’opportunità’ di rilevo, infine lo stesso presidente ha detto che la Snam venisse resa indipendente  potrebbe acquisire il controllo di Temp, Transigas, Tag e cosi potrebbe candidarsi come protagonista  campione nella creazione del sistema integrato europeo per il trasporto e lo stoccaggio, questo significar ebbe un vantaggio per il nostro paese e conforterebbe la nostra ambizione di diventare un hub del sud Europa , conveniente per i consumatori  italiani”.

E’ quanto sottolinea  l’autorità per  l’energia elettrica e il gas,  alle commissioni trasporti e attività produttive della camera.

La mobilità elettrica  è considerata come un risparmio energetico, riduzione di gas serra e di minor dipendenza dei combustibili fossili.

L’autorità’  ha provveduto  in interventi per lo sviluppo della mobilità  elettrica., in particolare con la delibera  Arg/elt 56/10 ha introdotto  la tariffa per la ricarica “privata” dei veicoli elettrici direttamente  presso la propria  abitazione, garage  o nel parcheggio  condominiale ed ha eliminato anche vincoli  normativi che  ostacolano la predisposizione  di eventuali punti  di ricarica nei luoghi privati.

Inoltre e’ stato previsto  di applicare ai punti di ricarica  la tariffa di trasporto  già prevista  per altri usi indipendentemente dal fatto che sia  un contratto domestico o meno.

Il prezzo  dell’energia sarà libero, ovvero potrà variare  a seconda dell’offerta  che potrebbe essere diversa  da quella scelta per la fornitura  domestica in effetti  anche per i veicoli elettrici  il livello e la modalità di formazione del prezzo di vendita dovranno essere il frutto della concorrenza sul mercato della liberalizzazione.

Infine  l’autorità è intervenuta  con un successivo provvedimento (deliberato Arg/elt 242/10)  nella quale ha  previsto alcune novità  come la ricarica dei veicoli nei luoghi pubblici , per consentire lo svolgimento dei progetti sperimentali  di modalità elettrica  in fase di avvio  nel territorio  , sia nei centri  urbani che in altri luoghi  aperti al pubblico.

Infine, l’autorità ha deciso anche di estendere anche a questo settore l’approccio per progetti pilota, già adottate sul versante delle smart grid,  che sono due tematiche  per rendere  più flessibili e intelligenti le reti di distribuzioni  elettrica.

Nella seduta del 25 gennaio u.s. il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS è intervenuto sul tema del’invalidità civile approvando, in concomitanza con l’esame dei primi dati statistici relativi all’anno 2010, una specifica delibera di indirizzi rivolta agli Organi di gestione dell’Istituto.

L’anno 2010, come noto, è stato caratterizzato dall’avvio della riforma del procedimento per la concessione dei benefici in materia di invalidità civile, introdotta dall’articolo 20 della legge 3 agosto 2009, n. 102 e concepita per migliorare i servizi verso una fascia di popolazione che è davvero molto larga.

Per dare un’idea del fenomeno, infatti, solo nell’anno 2010 risultano pervenute all’Istituto circa un milione e duecentomila istanze riferite ad altrettante domande di invalidità civile  e a circa seicentomila ulteriori istanze comunque collegate al medesimo riconoscimento.

Il presidente del CIV dell’Inps Guido Abbadessa ha dichiarato «Al di là dei freddi numeri, c’è la precisa consapevolezza da parte di tutte le componenti dell’Istituto che dietro ogni domanda esiste una persona, oltretutto una persona che si trova in un momento di particolare fragilità e le cui problematiche il più delle volte vanno oltre, perché in qualche modo si estendono anche ai familiari. »

«Inoltre - continua il Presidente del CIV - ad una prima rilevazione, appare che i tempi di conclusione dei procedimenti siano superiori ai 120 giorni previsti dalla legge e comunque diversificati a seconda delle diverse realtà  territoriali. Occorre evidenziare peraltro che, negli ultimi mesi, le problematiche e le criticità collegate alla tematica dell’invalidità civile risultano sempre più presenti sugli organi di informazione e che, nel contempo, si sono moltiplicate puntuali prese di posizione da parte dei Comitati territoriali dell’Istituto. »

Tutto ciò considerato – ed in attesa di dati più completi sull’intera attività svolta nell’anno 2010 - il CIV ha inteso impegnare gli Organi di gestione dell’Istituto ad affrontare con rinnovato impegno tale delicata materia, attraverso uno specifico Piano di interventi, per realizzare una effettiva semplificazione dell’intero procedimento concessorio.

«È di tutta evidenza – ha aggiunto Guido Abbadessa - che si debba pervenire ad una riduzione dei tempi complessivi di conclusione dei procedimenti, con l’obiettivo di rispettare e ridurre i termini fissati dalla legge, vale a dire 120 giorni per la definizione della totalità delle pratiche e la definizione immediata per i malati oncologici, premesso che per questi ultimi  è prevista la chiamata a visita entro i 15 giorni dalla domanda. Così come è di tutta evidenza l’importanza della costante partecipazione dei medici dell’Istituto a tutte le Commissioni mediche ASL in qualità di membri effettivi. »

Nella deliberazione del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza è sottolineato anche il particolare impegno cui è chiamato l’Istituto verso l’obiettivo dell’omogeneità e della trasparenza dei giudizi sanitari su tutto il territorio nazionale, da raggiungere anche e, soprattutto, con la definizione di criteri di verifica che non risultino ripetitivi e defatiganti per gli interessati.

In tal senso il Consiglio condivide pienamente le finalità previste dalla legge, ivi compresa l’adozione della modalità telematica che consente alle Amministrazioni interessate di dialogare tra di loro, e con i cittadini, avendo cura di eliminare o limitare al massimo i disagi di  questi ultimi.

In questa fase l’Istituto è impegnato anche a perfezionare i rapporti con le ASL – rapporti che nell’anno 2010 si sono rilevati disomogenei sul territorio nazionale - adottando iniziative utili a migliorare la funzionalità delle procedure operative in tutto l’iter amministrativo e sanitario per la definizione delle pratiche di riconoscimento dell’invalidità civile.

Pratiche che attengono ai diritti di cittadinanza di una così vasta fascia di popolazione e che peraltro vede interessate anche altre Amministrazioni.

 

 

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