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Martedì, 26 Maggio 2020

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Nell’ambito del processo di estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti al cittadino, che prevede l’utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni e servizi, a partire dal 1° giugno 2011 la presentazione delle domande d’iscrizione alla Gestione separata dovrà avvenire esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

·     WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN o senza PIN attraverso il portale dell’Istituto. Il servizio è disponibile nella sezione servizi online del portale www.inps.it e offre tre opzioni: le prime due consentono l’iscrizione con autenticazione tramite PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), mentre l’ultima - disponibile fino al 30 settembre 2011 - permette l’utilizzo del solo codice fiscale (senza PIN) con successiva verifica dei dati da parte del Contact Center.

·     Contact Center multicanale – numero verde 803164, tramite PIN o senza PIN. Per consentire l’accesso anche a coloro che non hanno possibilità o facilità di utilizzo di strumenti informatici, l’iscrizione potrà essere effettuata anche attraverso il Contact Center, che acquisirà la domanda dopo l’autenticazione del dichiarante. Anche in questo caso, fino al 30 settembre p.v., saranno recepite le comunicazioni degli utenti sprovvisti di PIN; dal 1° ottobre, invece, anche il Contact Center potrà accettare soltanto le comunicazioni di soggetti con PIN.

·     Intermediari dell’Istituto – attraverso i consueti servizi telematici. Il servizio può essere utilizzato dagli intermediari dell’Inps abilitati con le funzioni che consentono la trasmissione telematica delle domande: per l’accesso è sempre richiesta l’autenticazione tramite PIN, CNS rilasciata da una Pubblica Amministrazione o altro dispositivo (smart card, chiavetta USB) contenente un “certificato digitale di autenticazione personale” rilasciato da un ente certificatore.

Scade fra due settimane – esattamente giovedì 16 giugno, salvo differenti termini stabiliti dal Comune interessato – il termine per il pagamento della prima rata (in acconto) dell’imposta comunale sugli immobili relativa al 2011, pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulla base di aliquote e detrazioni del 2010.

 

Lo segnala la Confedilizia, ricordando che da qualche anno è prevista l’esclusione dall’Ici delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale (nonché di quelle ad essa assimilate), ma restano soggette all’imposta – anche se adibite ad abitazione principale – le unità immobiliari di categoria catastale A/1 (“Abitazioni di tipo signorile”), A/8 (“Abitazioni in ville”) e A/9 (“Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici”), per un totale di 73.263 unità immobiliari. Ad essere soggetti all’Ici sono poi tutti gli immobili abitativi diversi da quelli utilizzati come abitazione principale (concessi in locazione, utilizzati come “seconde case” ecc.) nonché tutti gli immobili non abitativi (uffici, negozi ecc.).

 

Sul sito Internet della Confedilizia (www.confedilizia.it) è possibile trovare – oltre ad una guida pratica per il pagamento dell’imposta – un programma per il calcolo on-line del tributo e i link ai siti dove possono essere verificate le aliquote e le detrazioni stabilite dai Comuni e reperite le delibere e gli eventuali regolamenti.

 

In caso di mancato versamento entro il 16 giugno, è possibile – se si paga entro il 16 luglio – applicare la nuova sanzione ridotta pari al 3% dell’imposta dovuta (la sanzione ordinaria è del 30%), più gli interessi. Se si paga entro un anno, si applica invece la nuova sanzione ridotta del 3,75%. Trascorso un anno, il “ravvedimento” non è più possibile e la sanzione è pari al 30%.

 

Il pagamento dell'imposta può essere effettuato con il modello F24 (presso le banche convenzionate; presso gli uffici postali; al concessionario della riscossione; per via telematica) o tramite conto corrente postale (presso gli uffici postali; presso le banche convenzionate; al concessionario della riscossione; tramite il servizio telematico gestito dalle Poste). Il versamento va fatto con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Salvo che il Comune non abbia disposto diversamente, nessun pagamento va effettuato se l'imposta da versare non supera 12 euro.

 

Le imprese venditrici di energia elettrica sono solite inviare ai consumatori - anche per lunghi periodi - fatture sulla base di consumi stimati e non sulla base dei consumi reali. Così facendo, si rischia (ha evidenziato l'associazione Domusconsumatori, aderente a Confedilizia), per esempio per le utenze relative a seconde case o ad abitazioni inutilizzate, che il cliente paghi anticipatamente somme (a volte anche rilevanti) per consumi mai effettuati oppure, in caso di abitazioni utilizzate, che lo stesso accumuli a favore della società elettrica un ingente “debito” o “credito” (a seconda, naturalmente, delle situazioni concrete). In ogni caso, vi sono conseguenze negative per l’utente.

Sulla base della normativa in materia, la lettura del contatore deve essere fatta dai distributori periodicamente, con cadenze differenti a seconda del tipo di contatore utilizzato, della potenza impegnata, dell’essere entrato il cliente nel mercato libero o di essere rimasto (o tornato) nel “servizio di maggior tutela”. Poiché la lettura potrebbe non andare a buon fine per assenza dell’utente (essendo spesso i contatori collocati in luoghi non accessibili a terzi), si consiglia a tutti gli interessati di sfruttare uno strumento di difesa che il consumatore ha a propria disposizione: l’autolettura dei consumi. Nell’ipotesi di un contratto “in regime di maggior tutela”, utilizzando uno degli strumenti - numero verde telefonico, cartolina postale, mail, sito web - attivati dal venditore di energia, si può comunicare il proprio consumo per avere così fatture a questo conformi. Nell’ipotesi di un contratto del mercato libero, si deve verificare se nelle condizioni contrattuali è prevista la possibilità dell’autolettura. In entrambi i casi, l’autolettura vale ai fini della fatturazione, tranne quando i dati comunicati dall’utente sono molto diversi dalla media dei suoi consumi. In tale evenienza, il cliente - che deve essere informato che la sua autolettura non è stata considerata valida - potrà proporre un formale reclamo scritto (meglio se con raccomandata e allegando una foto del contatore) al fornitore e, in caso di mancata risposta di questo nel termine di 40 giorni o di una sua risposta non soddisfacente, potrà, poi, rivolgersi all’Autorità per l’energia e il gas.

Un discorso simile può essere fatto per le bollette relative alla fornitura del gas. Anche qui, che si sia optato per il mercato libero o per quello regolamentato (il cd. “servizio di tutela”), conviene affidarsi, quando possibile, al meccanismo dell'autotutela.

Corrado Sforza Fogliani

Presidente Confedilizia

Confedilizia fa il punto sui prossimi adempimenti, e sulle relative scadenze, in materia di cedolare secca sugli affitti.

 

Anzitutto Confedilizia segnala che – con risoluzione n. 59/E – l’Agenzia delle entrate ha istituito i tre codici tributo che dovranno essere usati per versare l’acconto e il saldo della cedolare.

 

In particolare, la cedolare va pagata indicando nel Modello F24 i seguenti codici:

 

  • 1840 per la prima rata dell’acconto
  • 1841 per la seconda rata dell’acconto e per l’acconto in un’unica soluzione
  • 1842 per il saldo

 

Confedilizia ricorda che – per effetto del d.p.c.m. 12.5.’11 – i termini per i versamenti, in acconto e a saldo, da parte delle persone fisiche, risultanti dalla dichiarazione dei redditi nonché quelli relativi al versamento, in acconto e a saldo, della cedolare, sono stati differiti e sono quindi così determinati:

 

  • 6 luglio 2011 (rispetto al precedente termine del 16 giugno), senza alcuna maggiorazione
  • 5 agosto 2011 (rispetto al precedente termine del 18 luglio), maggiorando le somme da versare dello 0,40%

 

La risoluzione 59/E precisa che in sede di compilazione del Modello F24, i suddetti codici tributo devono essere esposti nella “Sezione Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” indicando, quale “anno di riferimento”, l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA”. Il codice tributo 1842 è utilizzabile anche in corrispondenza degli “importi a credito compensati”.

 

La risoluzione delle Entrate aggiunge che per i codici tributo 1840 e 1842, in caso di versamento rateale, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” deve essere riportato il numero della rata nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. In caso di pagamento in un’unica soluzione, nel suddetto campo occorre indicare “0101”.

 

Resta invece fissato al 6 giugno 2011 – ricorda Confedilizia – il termine per:

 

  • registrare, anche ai fini dell’esercizio dell’opzione per la cedolare, i contratti con termine di registrazione scadente tra il 7 aprile 2011 e il 6 giugno 2011
  • regolarizzare le violazioni previste dall’art. 3, commi 8, 9 e 10, d.lgs. n. 23/’11, ai fini della non applicabilità delle nuove sanzioni.

 

Imprenditori italiani e marocchini, istituti bancari, associazioni di categoria, enti e agenzie legate all’imprenditoria e all’internazionalizzazione e organizzazioni non governative si sono ritrovati lunedì 23 maggio 2011, a Palazzo Turati per valutare insieme nuovi percorsi di co-sviluppo tra la regione Lombardia e la regione Tadla Azilal in occasione del primo seminario organizzato dai partner di Impresa Italia-Marocco all’interno del progetto “In-formare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco”.

Marco Accornero - Segretario Generale dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano e di Monza e Brianza, ha aperto una giornata intensa di lavori che ha visto l’ampia partecipazione da parte di tutti gli attori coinvolti. Presenti anche il Console Generale del Regno del Marocco a Milano, Mohiedine El Kadiri Boutchich, l’onorevole Cristiana Muscardini, Vice Presidente della Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo e Eurodeputato, Saloua Harmaz del Ministero della Comunità Marocchina residente all’estero, l’Assessore all’industria della Provincia di Milano Paolo Giovanni Del Nero, Filippo Ciantia per Expo 2015, Stefano Azzali, Segretario generale della Camera Arbitrale di Milano e altri ospiti italiani e marocchini.

Il seminario ha rappresentato un’occasione importante per conoscere a fondo le opportunità del progetto, che promuove la crescita sociale ed economica dei migranti marocchini residenti in Italia e del loro territorio di origine. Durante la giornata gli imprenditori italiani e marocchini hanno potuto conoscere gli strumenti disponibili per i potenziali investimenti e la realizzazione di progetti imprenditoriali nella regione di Tadla Azilal, in un’ottica anche di costruzioni di partnership tra imprese per avviare attività produttive in Marocco.

Nel pomeriggio i tavoli settoriali hanno permesso ai partecipanti di approfondire da un lato il ruolo degli istituti bancari italiani e marocchini presenti in Italia nel processo di sviluppo imprenditoriale, dall’altro le opportunità offerte dalla regione e gli strumenti di IntEnt Maroc e del Ministero della Comunità Marocchina residente all’estero.

“La fase di avvio di questo progetto innovativo, che oggi si è concretizzata con il seminario e i tavoli di lavoro, ha visto un confronto interessante tra i vari attori presenti” ha affermato Paolo Comoglio – direttore dell’organizzazione non governativa COSV, capofila del progetto. “Con questa iniziativa vogliamo sperimentare la realizzazione di un percorso comune mettendo insieme attori diversi, un esperimento metodologico per creare collaborazioni all’interno di un discorso ampio di co-sviluppo. Argomenti quali lo sviluppo economico, commercio internazionale, investimenti e partnership economiche non sono infatti una novita di per sé, ma lo diventano se nella loro natura imprenditoriale vengono apparentati al tema dello sviluppo sostenibile, coniugato attraverso interessi condivisi”.

Il prossimo appuntamento organizzato all’interno del progetto “In-formare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco” sarà una sessione di due giorni di formazione aperta a tutti i potenziali investitoti ed imprenditori sull’orientamento all’imprenditorialità e le opportunità di business nella regione di Tadla Azilal. Gli incontri, previsti per i prossimi 9 e 10 giugno, si svolgeranno presso la Camera di Commercio di Milano a partecipazione gratuita. A breve verrà lanciata inoltre una raccolta di idee imprenditoriali per la selezione dei progetti migliori, che saranno inviati a partecipare ad una visita di fattibilità insieme agli esperti del Cri di Beni Mellal – in concomitanza con la missione imprenditoriale di PROMOS.

IMPRESA ITALIA-MAROCCO raggruppa i diversi partner del progetto “In-formare: percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco”: l’organizzazione non governativa COSV , le associazioni MEDInaTERRANEA e Al Ouissal, il CRI (Centro Regionale per gli Investimenti di Tadla Azilal), il Ministero della comunità marocchina residente all’estero, l’Unione Artigiani della Provincia di Milano e Monza e Brianza , la Camera Arbitrale di Milano , l’associazione ISPRAMED e Promos - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano. seguirà l’evoluzione del progetto, aggiornando i contenuti sui prossimi eventi organizzati nell’ambito dell’iniziativa.



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