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Domenica, 12 Luglio 2020

A nostro modesto avviso, dal Covid-19, nel Sud, si è creata la nuova "Questione meridionale". Vediamo perchè. Il Report annuale dell'Istat, per quanto riguarda il Covid-19, prende in esame diversi ambiti della società italiana e lancia questo l'allarme:" Il Covid-19 ha accentuato le disuguaglianze al Mezzogiorno". Nel particolare, secondo i dati Istat, la Puglia è tra i livelli più bassi, dal punto di vista, della scolarizzazione; la didattica a distanza è più difficile al Sud: il 19% dei minori non ha un pc. Nella relazione dell'Anac c'è un approfondimento sull'emergenza Covid: in Puglia perso il 23% degli appalti, rispetto all'anno scorso, ovvero, una perdita di circa 365 milioni nei mesi caratterizzati dalla pandemia del virus Covid. Ancora, dal punto di vista economico, il lockdown non ha, di certo, risparmiato il Mezzogiorno. Con il fermo della produzione manifatturiera e dei servizi, il mercato del lavoro si sta restringendo, aumentando il lavoro nero, penalizzando, nel particolare, i giovani del Sud. In conclusione, noi diciamo che la Politica nazionale, a seguito di questa emergenza sociale devastante, del Covid-19, nel Mezzogiorno, deve destinare risorse economiche più consistenti di quelle programmate.

A nostro modesto avviso, ben vengano gli investimenti del Governo nazionale per  il Mezzogiorno ma, è necessario, anche, che vengano calibrati, ovvero misurati, con priorità, ovvero, con maggiore precedenza e importanza a problemi, ancora, non risolti. In primis,  noi diciamo che per il Mezzogiorno deve migliorare l'ambiente in cui le imprese operano, in primo luogo con riferimento alla tutela della legalità; poi il Sud non è solo un capitolo del piano di rilancio, ma, anche, il luogo, in cui attuarlo, con più urgenza e determinazione; il Sud ha bisogno di una fiscalità di vantaggio, un accesso al credito e Zes(leggi: Zone economiche speciali) per attrarre al Sud, maggiori investitori. Ancora, il Governo accelerando sul Piano per il Sud, deve intervenire per rendere più competitivi i territori del Sud, con infrastrutture materiali e immateriali: ferrovie: l'alta velocità è un diritto fondamentale per il Sud; poi, reti digitali, formazione e ricerca. Nel particolare, in tema di ricerca e Università, il Mezzogiorno avrebbe bisogno, da parte del Governo, di un piano di lungo periodo di rafforzamento degli ambiti della formazione e della ricerca, per disporre di un motore interno di crescita, soprattutto, del rapporto formazione-lavoro dei giovani meridionali.

In primis, riportiamo l'impegno, quindi la promessa, del ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano "Il Piano Sud 2030, ora sarà applicato, con più urgenza e coraggio e ci sono i decreti". Poi, il senatore Mario turco ha detto: "Per il 2021 ci aspettiamo un crescita del 16% degli investimenti, per il Sud possiamo arrivare al 18% anche, grazie, al lavoro di riprogrammazione che stiamo facendo con il ministro Giuseppe Provenzano, alla clausola del 34% ed ai maggiori fondi a disposizione". Ancora, Carlo Napoleoni, vicedirettore  generale di Icrea BancaImpresa, ha affermato:" Grande è l'attenzione a Sud dove molti imprenditori trovano le condizioni ideali per lo sviluppo delle culture bio, grazie alla disponibilità di risorse naturali e professionali, che non sempre si trovano,altrove". In conclusione, noi diciamo, ben vengano tutte queste promesse politiche, per il rilancio del Mezzogiorno, se di fatto, diventano priorità concrete.

“L’on. Luigi Marattin, relatore sul decreto rilancio, riferisce che la maggioranza sta cercando in queste ore un accordo con l’opposizione – fra l’altro – sulla questione degli affitti commerciali.

Auspichiamo che questo confronto possa concludersi con un potenziamento del credito d’imposta del 60 per cento previsto dall’articolo 28 attraverso un incremento delle mensilità interessate (attualmente circoscritte a marzo, aprile e maggio). L’esperienza di queste prime settimane dopo la riapertura, infatti, dimostra perfettamente come la ripresa delle attività sia molto rallentata.

E’ urgente, inoltre, emanare il previsto provvedimento dell’Agenzia delle entrate per consentire la cessione del credito, in primis al locatore.

 Il credito d’imposta è comunque una misura finalizzata ad attenuare le difficoltà nel periodo più critico. In aggiunta, come abbiamo detto a Villa Pamphilj durante gli Stati generali, c’è bisogno di interventi per accompagnare la ripresa, come la riduzione della tassazione sui redditi da locazione, la cui gravosità rappresenta un ostacolo decisivo allo sviluppo delle attività commerciali.

La via maestra, per raggiungere questo obiettivo, è prevedere una cedolare secca per tutti i contratti di locazione ad uso non abitativo. In alternativa, potrebbe essere introdotta – in analogia con quanto efficacemente in essere per gli affitti abitativi “concordati” – una cedolare del 10 per cento, accompagnata da un abbattimento del 25 per cento dell’Imu, in caso di riduzione del canone del 20-25 per cento rispetto a quello previsto in contratto.

E’ indubbio che le attività economiche si salvano se si salvaguardano le imprese e le famiglie che svolgono l’importantissima funzione economica e sociale dell’affitto.  

 

A nostro modesto avviso, in tema di turismo, c'è, da un lato,  l'idea del  ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini,ovvero,: un Piano turismo per il Sud, per rivitalizzare l'economia turistica, al Sud; dall'altro lato, una competizione da parte delle Regioni, che si contendono i turisti. Nel particolare, il Piano, accennato, del ministro Franceschini, si concentra, anche sul fondo strategico per il turismo, previsto nel decreto di Rilancio sul quale sono stati già messi, a disposizione, 150milioni, ai quali si aggiungeranno le risorse di Cassa depositi e prestiti, avviando, poi, una grande riqualificazione dell'offerta alberghiera, puntando su un turismo internazionale di alto, livello.  Dall'altro lato, le regioni, con ulteriori sostegni economici, si contendono i turisti. Vediamo come. La Sicilia ha appena riaperto tutti i siti archeologici e i musei dell'sola, gestiti dalla Regione; anche la prudente Campania, cerca di riavvicinare i turisti; in Calabria è partito il progetto "Un weekend nei Parchi", nell'ospitalità gratuita per "mille notti", nell'ambito di pacchetti turistici, appositamente ideati da realizzare in 2 weekend consecutivi di settembre 2020, in contemporanea, in tutte le aree protette.( Cfr. Il Messaggero dell'1 giugno 2020). In conclusione, noi diciamo che questa strategia di collaborazione tra la politica nazionale e le politiche regionali del Sud, può essere una concreta fase di crescita del nostro Mezzogiorno.

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