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Martedì, 21 Gennaio 2020

I gulag cinesi ricordati nella giornata della libertà

Cosa sono i laogai

 

Il 9 novembre scorso si doveva ricordare (a proposito chi l'ha ricordata?) la Giornata della Libertà, istituita qualche anno fa dal governo Berlusconi, per ricordare la caduta del Muro di Berlino, proprio il 9 novembre 1989. Alleanza Cattolica insieme alla Provincia di Milano presso lo Spazio Oberdan di Milano, ha inteso ricordare la giornata del XXII anniversario della caduta del muro invitando Harry Wu, autore del libro, “Controrivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi”, ex prigioniero dei campi di rieducazione cinesi, direttore esecutivo della “Laogai Research Foundation”. Insieme al dissidente cinese, chiamato anche il Solzenicyn cinese, sono intervenuti il Vice Presidente e Assessore alla Cultura Novo Umberto Maerna, Marco Respinti, scrittore e giornalista e Tony Brandi, Presidente Laogai Research Foundation Italia. A seguire è stato proiettato il documentario Laogai Research Foundation (USA, 2005). Dopo il convegno è stato abbattuto simbolicamente un “Muro di Berlino” di cartone, nel salone adiacente alla Sala. Certo in questi giorni di crisi economica e di nuovi scenari politici la questione dei diritti umani calpestati in Cina e quindi dell'esistenza di oltre mille campi di concentramento dove si lavora come schiavi, può interessare poco, però a quanto pare,“una delle cause principali della crisi economica italiana è proprio l'atteggiamento tollerante dell'Unione Europea e dei nostri governi che hanno permesso l'invasione di prodotti cinesi in Europa. Tale posizione ha causato delocalizzazione, bancarotta di imprese, indebitamenti dei Governi, cassa integrazione e disoccupazione. Sono i prestatori d'opera, i salariati, le vere vittime dell'espansione economica cinese, in quanto la multinazionale compra a poco in Cina, rivende al decuplo in Italia e licenzia i suoi vecchi dipendenti italiani, troppo costosi”.

Dopo la presentazione di Maerna, ha preso la parola Marco Respinti esordendo: “Oggi è una grande giornata di festa che andrebbe manifestata da tutti i tetti...Una straordinaria giornata che ricorda l'abbattimento del Muro di Berlino, una giornata che va raccontata ai nostri figli...Certo ancora c'è una grande macchia, che non appartiene al passato: purtroppo più di un miliardo e mezzo di persone ancora continuano a patire sotto un regime comunista”.

Tra l'altro proprio questa mattina è trapelata la notizia che il 21 ottobre scorso nella Piazza Tienanmen, un giovane tibetano si è dato fuoco per protestare contro il regime di Pechino.

L'intervento di Harry Wu in inglese è stato tradotto da Respinti. Il Solzenicyn cinese che vive ora negli Usa, ha detto che noi siamo fortunati perché possiamo festeggiare la caduta del Muro di Berlino mentre in Cina ancora si vive nella più spietata dittatura comunista. Harry Wu ha subito ricordato Liu Xiaobo, un dissidente cinese che gli è stato conferito il Premio Nobel per la Pace ma che non ha potuto riceverlo personalmente perchè il regime lo tiene in stato di detenzione.

Harry Wu arrestato è stato rinchiuso in un laogai nel 1960 perchè cattolico e perciò “controrivoluzionario”. Fu rilasciato nel 1979 e riuscì ad emigrare negli Stati Uniti nel 1985. Ha raccontato la sua storia in diversi libri, consiglio vivamente di leggere Controrivoluzionario pubblicato in Italia nel 2008 da San Paolo Edizioni. Io lo sto leggendo in questi giorni, il dissidente cinese racconta dettagliatamente che cosa sono i Laogai, campi di concentramento dove vivono insieme detenuti comuni e moltissimi dissidenti politici. Il libro non ha solo lo scopo di far conoscere alla comunità internazionale i laogai, “ma anche per rendere omaggio ai milioni di persone che nei campi di concentramento cinesi hanno perso la vita e non possono più testimoniare la loro esperienza”. Il sistema è funzionale allo stato totalitario cinese e ha due scopi: a) perpetuare la macchina dell'intimidazione e del terrore, con il lavaggio del cervello per gli oppositori politici; b) fornire un'inesauribile forza lavoro a costo zero.

Naturalmente c'è una forte censura del Governo sui mezzi di comunicazione e una politica del terrore che gran parte della popolazione cinese è completamente all'oscuro della realtà dei laogai. Harry Wu intende almeno rompere il muro del silenzio interno a questa realtà: “Voglio vedere la parola laogai in ogni dizionario di ogni lingua del mondo. Voglio vedere la fine dei laogai”. I Lager nazionalsocialisti li conoscono tutti, i Gulag socialcomunisti dopo la caduta del Muro si cominciano a conoscere, i Laogai sono totalmente sconosciuti, “perché il Partito Comunista Cinese li considera segreto di Stato ed i nostalgici comunisti di tutti i Paesi, occupati ad occultare tenacemente il gulag sovietico, non potevano tollerare l'ulteriore conoscenza della realtà concentrazionaria socialista in veste cinese”.

I Laogai sono stati inaugurati nel 1950 da Mao Zedong, seguendo il modello staliniano dei GU-LAG. L'orario di lavoro arriva fino a 16 ore al giorno. Sicurezza ed igiene non esistono. Il giaciglio è sulla nuda pietra. Il cibo è inadeguato. La fame è la fedele compagna del detenuto. Fortunato chi lavora nei campi perchè può trovare serpenti, rane e tane di ratti con chicchi di soia o grano per sfamarsi. I pestaggi e le torture sono all'ordine del giorno. Frequenti le scariche elettriche e la sospensione per le braccia. Le punizioni nei laogai includono l'isolamento forzato per numerosi giorni, quasi sempre senza cibo, in cellette di circa due-tre metri cubi, in compagnia dei propri escrementi. In questo clima non sorprende che molti detenuti arrivano al suicidio. La caratteristica dei laogai rispetto ai modelli sovietici e nazisti scrive Harry Wu nella postfazione del libro, è il sistematico lavaggio del cervello del detenuto. Questo si attua mediante l'indottrinamento politico quotidiano sulle verità infallibili del comunismo e mediante l'autocritica. Il Laogai è lo strumento prioritario di repressione contro dissidenti, religiosi e credenti di tutte le religioni. Il cardinale Kung Pin Mei, arrestato e trascinato allo stadio per confessare davanti a migliaia di persone il suo crimine di essere cattolico. Il cardinale invece gridò: “Viva Cristo Re, Viva il Papa!” La folla ha ripetuto le sue stesse parole e così il cardinale fu incarcerato per 32 anni nei laogai.

Per concludere, è notorio che in Cina non esiste libertà religiosa, sistematica è la persecuzione contro tutti i credenti; la religione ufficiale è il comunismo. Alla Cina appartiene il triste primato del maggior numero di condanne a morte, in proporzione al numero degli abitanti, legati a queste condanne c'è l'espianto degli organi dei condannati e venduti con alti profitti. Inoltre il collagene per produrre cosmetici viene ricavato dalla pelle dei morti. Sono decine di migliaia gli aborti e le sterilizzazioni forzate per attuare la folle politica di pianificazione delle nascite. In Cina prassi comune è l'abuso della psichiatri, viene venduto ogni prodotto tossico. Manca qualsiasi assistenza e previdenza sanitaria, le epidemie sono diffuse in vasti strati della popolazione; infine la tutela dell'ambiente è inesistente. Per chi desidera ulteriori informazioni si può collegare al sito internet www.laogai.it che è aggiornato quotidianamente.

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