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Domenica, 22 Ottobre 2017

A Venezia apre al pubblico il 13 maggio “Viva Vivaldi”

A 70 anni dalla riscoperta degli studi vivaldiani nasce “Viva Vivaldi”. Un format artistico-culturale per raccontare il musicista conosciuto in tutto il mondo per le celebri “Quattro Stagioni”. Un invito a scoprire e/o riscoprire non solo il musicista, ma anche il "prete rosso", l’uomo Vivaldi, andando oltre l’opera che lo rese più famoso. Non si tratta di portare al grande pubblico Vivaldi con effetti speciali rischiandone la semplificazione. Non è questo lo scopo di “Viva Vivaldi”.

“Viva Vivaldi”, che apre al pubblico il 13 maggio e andrà avanti fino al 2018, nasce in primis per creare “bellezza, per donare bellezza all’uomo di oggi attraverso l’arte, come “via pulchritudinis”. E lo fa fondendo la poesia e la musica, lo fa attraverso una riscoperta dell’anima di Vivaldi che di fronte alla bellezza della natura prova stupore, meraviglia. A questo dunque servono gli effetti sonori, visivi e olfattivi di ultima generazione, a ricreare quello stupore che parla al cuore e agli occhi dell’uomo contemporaneo.

Ancora prima di essere “visto” e  “sentito” , “Viva Vivaldi” ha ottenuto il sostegno della Fondazione Giorgio Cini in particolare dell’Istituto Antonio Vivaldi ed il patrocinio di Mibact, Enit, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Sensi Contemporanei che di sicuro è uno dei programmi culturali ministeriali più ambiziosi degli ultimi anni in tema di progetto per lo sviluppo della cultura e dell’economia. Inoltre ultima news: è stato accreditato anche per il Bonus Cultura.

"Viva Vivaldi" nasce da un'idea di Gianpiero Perri e Francesco Bernardi, rispettivamente General Manager e Presidente di Emotional Experiences, la società che lo ha prodotto. A completare il quadro uno staff prestigioso a partire dal poeta Davide Rondoni che ne è anche il direttore artistico, Jean-Francois Touillaud direttore tecnico responsabile dell’allestimento, Gilles Ledos direttore artistico per la produzione di immagini e filmati, Cristian Carrara per la consulenza musicale e la realizzazione della colonna sonora, Gianni Canova per la consulenza cinematografica, Marco Pozzi per la regia di un’istallazione video, l’illustratore e designer Raffaele Gerardi, le due storiche dell’arte Beatrice Buscaroli e Elena Marchetti, la ricercatrice britannica Micky White nonché una delle massime esperte della biografia del “prete rosso”, e la direzione di produzione di Maria Gerardi. E per finire la collaborazione autorevole del Maestro Fanna.

Uno staff d’eccezione per un percorso di 40 minuti che si realizzerà logisticamente nel Museo Diocesano di Venezia grazie alla collaborazione con il Patriarcato di Venezia. Il percorso che inizia dal grazioso chiostro di Sant’Apollonia cercherà di raccontare l’avventura umana e artistica di Vivaldi, sviscerandone il dramma dell’artista che raggiunge l’apice del successo e poi vede sfumarlo nel giro di pochi anni, mettendone in luce il ruolo di educatore nei confronti di circa 120 fanciulle rimaste orfane e che grazie a lui non solo divennero musiciste ma ognuna di esse seguì esattamente la sua inclinazione artistica, o ancora facendo cogliere allo spettatore in quello stupore nei confronti del creato la ricerca di quella “scintilla" del sacro che farà da filo conduttore a gran parte del suo repertorio.

Il sistema tecnologico sofisticato ed innovativo di grandi proiezioni in HD, Multi-Directional Sound, effetti olfattivi si snoda in tre sale che avvolgeranno il visitatore in una sinfonia di note, colori, forme e segni. Per la prima volta in Italia verrà realizzato un video mapping di interni. Il mapping, che è una tecnologia multimediale, crea l’effetto di una realtà aumentata giocando sull’illusione ottica tra la superficie reale e la sua seconda “pelle”. Tutto questo produce dei giochi di destrutturazione che sorprenderanno il visitatore nella sala ad archi dove esploderà il gran finale.

Tutto questo e molto altro in “Viva Vivaldi” che intende offrire una modalità nuova per valorizzare i capolavori che appartengono alla storia di Venezia e a quella universale, e permetterne il godimento di tutti.

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