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“Sulle tracce di Maria nella storia”

Vista su Rocca di Papa

Annunciato sulla prima pagina de La Croce quotidiano, il 29 maggio scorso si è tenuto presso la parrocchia di S. Maria Assunta a Rocca di Papa, in provincia di Roma, un incontro di formazione dal titolo “Sulle tracce di Maria nella storia”. Promotore di questa iniziativa su un anrgomento così avvincente per un cristiano l’Osservatorio Internazionale “Cardinale Van Thuan”, rappresentato dal corrispondente romano Dott. Giuseppe Brienza, che ha relazionato assieme al prof. Gianluca Agostini, del Centro culturale degli “Amici del Timone”-Roma. Consapevoli che intorno alle Apparizioni di Maria negli ultimi 150 anni si è creata anche un’attesa apocalittica (nel senso comune – ed errato – del termine), in riferimento in particolare ad una certa lettura della vicenda straordinaria di Medjugorje, quasi tutti gli intervenuti alla conferenza si sono chiesti se avessero potuto trovare una qualche risposta in merito ed, eventualmente, conferma del clima da tempi ultimi che serpeggia in qualche settore della Chiesa, soprattutto italiana.

Brienza ed Agostini hanno fornito in merito una risposta documentata e convinta, senza allarmismi ma con precisa consapevolezza della serietà degli accadimenti.

È sull’apparizione mariana di Fatima (1917) che il dott. Brienza ha concentrato la propria attenzione, per la straordinarietà dei messaggi e per il fatto che gli esiti di quella vicenda sono tuttora aperti. Che dire – in particolare – del ruolo attribuito alla Russia, sia sullo scacchiere internazionale (consacrata a Maria, proprio la Russia diverrebbe protagonista e costruttrice della pace mondiale) che all’interno della vita della Chiesa cristiana? Che sia la Russia il vero baluardo contro la crisi valoriale di un Occidente sempre più al tramonto? Infatti, ha osservato Brienza, «la nuova Russia rappresenta oggi l’unica potenza che si difende dal relativismo morale imperante in Occidente, accettando l’influsso della Chiesa, intesse rapporti di positiva collaborazione con altri grandi popoli asiatici, proclama la sua avversione alla preponderanza della grande finanza».

Al prof. Agostini il compito di delineare, in maniera più analitica, il percorso storico delle Apparizioni mariane degli ultimi tempi, a partire dal 1830 (Rue du Bac, Parigi: apparizione della santa Vergine a santa Caterina Labouré ed indicazioni per la diffusione della medaglia miracolosa) fino alle odierne manifestazioni mariane di Medjugorje.

Sono vicende conosciute. Ma i punti che il relatore Agostini ha evidenziato vanno al di là della semplice rievocazione; il riferimento alle apparizioni, più o meno conosciute, ha voluto cogliere sempre una ragione meno evidente e più profonda e cogente (per noi) nell’intervento di Maria. Per esempio, nell’apparizione de La Salette (19 settembre 1846), il richiamo accorato di Maria SS.ma alla conversione e alla penitenza si concretizza nel rimprovero per il peccato grave del lavoro domenicale (che dire dell’odierna apertura domenicale dei Centri commerciali, divenuti santuario di festeggiamento laico per tante persone e necessaria costrizione al lavoro per donne, uomini, madri di famiglia tenute lontane, proprio la domenica, dalle loro famiglie?).

Poi la preghiera di Leone XIII a San Michele Arcangelo, a seguito di una drammatica visione avuta dal Papa il 13 ottobre del 1884 (il 13 ottobre sarà la data dell’ultima Apparizione di Fatima nel 1917): avvisaglia di pericoli per la Chiesa. Stesso tono drammatico, osserva il prof. Agostini, che caratterizza la Divini Redemptoris di Pio XI (1937) nella ripetuta condanna del comunismo (per es. nn. 3-4, 58).

Locandina

Altro tema suggestivo: l’aggancio tra le Apparizioni mariane ed il dogma cattolico. Il riferimento non è solo Lourdes, allorché nel 1858 la Santa Vergine, definendosi Immacolata, conferma ufficialmente la solenne proclamazione del 1854 – ad opera del Papa Pio IX – del dogma dell’Immacolata Concezione. Meno conosciuta risulta essere l’Apparizione di Maria a Bruno Cornacchiola, a Roma, alle Tre Fontane, il 12 aprile 1947. La Madonna, che si presentò come Vergine della Rivelazione, volle anche svelare il senso della sua glorificazione: «Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso»; anticipazione della definizione solenne del dogma dell’Assunzione di Maria in cielo, proclamata da Pio XII il 1° novembre 1950.

Di qui l’interessante passaggio alle apparizioni di Amsterdam (Il 25 marzo 1945 la Madonna è apparsa ad Amsterdam a Ida Peerdeman). Era la prima di 56 apparizioni avvenute tra il 1945 e il 1959, con le quali Maria SS. ma rivelò che vuole essere conosciuta ed amata da tutti gli uomini come La Signora di tutti i popoli o La Madre di tutti i popoli. Il 31 maggio 1996 il vescovo di Haarlem Mons. H. Bomers ed il suo Ausiliare Mons. J. M. Punt – dopo aver consultato la Congregazione per la Dottrina della Fede – hanno permesso la venerazione pubblica della Madonna con il titolo “La Signora di Tutti i Popoli”; l’origine soprannaturale delle apparizioni è stata attestata il 31 maggio 2002 dal vescovo diocesano.

Occorrerebbe approfondire lo studio e la conoscenza delle Apparizioni di Amsterdam, per cogliere il senso del profondo legame che pare sussistere con Rue du Bac (1830): ad Amsterdam, l’Immacolata prosegue e sembra portare a compimento, con il nuovo titolo di Signora di tutti i Popoli, la via iniziata nel 1830 a Parigi. Sul sito www.de-vrouwe.info ci si dilunga sulle concordanze più evidenti tra le due apparizioni, in riferimento essenzialmente a uno studio del Comitato Signora di tutti i Popoli risalente al 1973. Sembra confermarsi pure il nesso tra apparizioni mariane e dogma cattolico: come Rue du Bac con la Medaglia miracolosa e l’invocazione a Maria concepita senza peccato che anticipa la proclamazione del dogma dell’Immacolata del 1854, così come l’immagine della Signora di tutti i popoli (mostrata da Maria a Ida Peerdeman) sembra interpretare l’attesa di un nuovo e definitivo dogma mariano, che proclamerebbe Maria Santissima “Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata”, titoli mariani che sarebbero già identificabili nei due lati della Medaglia miracolosa del 1830 (la Chiesa, precisiamo, ancora non si è pronunciata su questa suggestiva ipotesi).

Fra gli altri argomenti toccati da Agostini e Brienza, naturalmente, non potevano mancare le apparizioni di Medjugorje, iniziate nel giugno del 1981 e ancora in essere. Quindi quelle di Akita, Giappone 1973, profezia di distruzione del mondo con un nuovo e più terribile diluvio, di fuoco e, infine, le apparizioni di Kibeho (1981-1989) in Ruanda, terra martoriata di lì a poco – nel 1994 – dalla guerra civile con 800.000 morti ammazzati.

Anche alla luce anche del dibattito che è seguito agli interventi del dott. Brienza e del prof. Agostini, è emersa la convinzione comune che, mentre il mondo sembra seguire un suo itinerario sempre più problematico - da parte del pubblico è emersa, ad esempio, la preoccupazione per la deriva relativista e nichilista delle nostre società ex- e post cristiane (v. la recente scelta pro matrimonio gay dell'Irlanda) - la presenza di Maria Santissima attraverso numerose e provvidenziali apparizioni si pone sempre più come faro per la comunità credente. Quale storia stiamo di fatto vivendo, visto che ormai la cultura ha dimenticato che la storia è - per il credente - fondamentalmente una storia sacra?

Dio è stato tolto dal suo spazio abituale (fino alla modernità) e nella cornice rimasta vuota abbiamo rimpiazzato Dio con gli idoli. Ripudiando il Padre, siamo rimasti orfani, soli con le nostre angosce.

Perciò l'intervento prezioso e materno di Maria. I suoi messaggi suonano come un accorato ammonimento a ristabilire i fondamentali del vivere umano.

A La Salette (1846) ci ha richiamato al riposo festivo. Nel Messaggio del 14 aprile 1982 a Medjugorje - contro il menzognero ottimismo illuministico - insiste "Dovete sapere che Satana esiste ...". Nelle apparizioni di Amsterdam, che opportunamente sono state ricordate ad un pubblico che ne aveva scarsa notizia, ha chiesto di essere venerata col titolo di Signora di tutti i popoli. A Medjugorje è invocata come Regina della Pace.

Ne risulta, ancora una volta, richiamato e valorizzato il compito del credente: consapevole di essere nel mondo, ma non del mondo, vive in pienezza la vocazione terrestre per costruire un’umanità migliore, con l’occhio sempre rivolto alla vera meta che Maria nei suoi messaggi non cessa di indicare. In concreto: è la conversione individuale e collettiva che ci chiede Maria.

Senza allarmismi e millenarismi, ma con la ferma convinzione che siamo cittadini del cielo.

 

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