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Ideologia Globalista: tutto ha avuto inizio al Cairo

Marguerite Peeters

Il “Focus” tematico dell’ultimo numero, appena pubblicato dalle Edizioni Cantagalli, del Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa, a cura dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa(anno X, numero 3, settembre 2014, pp. 94), è opportunamente dedicato alla diffusione dell’ideologia anti-vita ed anti-famiglia fin dalle due grandi conferenze dell’Onu su popolazione e sviluppo, cioè Cairo 1994 e Pechino 1995. L’Editoriale del presidente dell’Osservatorio, l’Arcivescovo-Vescovo di Trieste Mons. Giampaolo Crepaldi,  non a caso è proprio intitolato Tutto ha avuto inizio al Cairo(pp. 59-60), e descrive anche la missioneinternazionale, di grande valore anche se, al momento, non risolutiva, della Santa Sede in difesa della famiglia e della vita.

Sullo stesso argomento torna il saggio del Cardinale Renato Raffaele Martino, che per molti anni è stato l’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, Latestimonianza della Verità e il dialogo politico-diplomatico.La Santa Sede e le Nazioni Unite (pp. 61-64).

Seguono quindi due esclusivi contributi dalla giornalista americana Marguerite A. Peeters, direttrice dell’Istituto interculturale “Dialogue Dynamics” di Bruxelles. Nel primo, intitolato La Piattaforma e la Strategia Post 2015 degli agenti del "Diritto alla salute sessuale e riproduttiva” (pp. 68-73), denuncia gli ultimi esiti di quella «rivoluzione culturale occidentale» («western cultural revolution»), perseguita negli ultimi due decenni dalle Nazioni Unite. Le Agenzie di New York, infatti, si sono prodigate - spiega la giornalista - nell’organizzare una serie successiva di conferenze internazionali con l’intenzione di «creare un nuovo consenso mondiale», mediante fra l’altro una sistematica «imposizione» di un «nuovo linguaggio». In pochi anni, infatti, l’Onu e le Agenzie ad essa collegate, hanno coniato centinaia di nuovi lemmi, sul progetto ideologico secondo cui per cambiare le cose (rivoluzione) non servono scontri armati, ma è sufficiente cambiare il nome alle cose o il significato del nome: «libertà di scelta», «qualità della vita», «salute riproduttiva», «identità del genere [sessuale]» («gender»). Dietro queste locuzioni, all’apparenza rassicuranti, ci sarebbe un’intenzione inespressa - e per questo truffaldina - per dare ai concetti di «governo», di «libertà», di «vita» o di «sesso» nuovi significati etici, del tutto funzionali alla costruzione di una nuova società artificiale.

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Nel secondo saggio, Vent’annidi"salute sessuale e riproduttiva” in Africa. Risultati ottenuti dagli Agenti transnazionali nelle Istituzioni politiche dopo Il Cairo. Sfide per la Chiesa (pp. 80-86), la Peeters individua gli sforzi delle varie Agenzie internazionali per introdurre la “cultura della morte” in un continente che, fino a pochi anni addietro, manteneva nelle sue radici un grande cultura di base aperta alla vita ed alla comunità familiare.

Autrice di due recenti libri sulla globalizzazione e sull’ideologia del «gender», Marguerite A.Peetersavevagià sintetizzato il suo pensiero in due importanti articoli apparsi su “L’Osservatore Romano”, rispettivamente pubblicati nel 2009 e nel 2012.In questo numero della rivista dell’Osservatorio “Van Thuan”, la studiosa riprende gli stessi temi aggiornandoli con le ultime problematiche e dinamiche intervenute negli ultimi tre anni.

Conclude il fascicolo del Bollettino DSC lo Zoomche, a firma di Giuseppe Brienza, è dedicato all’Ideologia Globalista: i principali Organismi internazionali coinvolti (pp. 74-79). Fra quelli esaminati dall’Autore anche l’Unione europea, nella cui storia recente egli registra il passaggio “epocale”, risalente agli anni Ottanta, per cui «quella che era nata comeun’unione puramente economica diventaun’organizzazione dinamica volta a conquistarespazi in molteplici settori nazionali,che vanno dagli aiuti allo sviluppo alla politicaambientale. Per riflettere questo cambiamentoil nome Cee è stato sostituito con quello di Unione europea (Ue)» (p. 78).

Per maggiori informazioni sull’Osservatorio dedicato alla straordinaria figura del cardinale vietnamita François Xavier Nguyên Van Thuân (1928-2002), già Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del quale si è recentemente conclusa a Roma l’inchiesta diocesana per la beatificazione, si consulti il sito, oppure ci si rivolga ai seguenti recapiti: tel.: 045-8309214, fax: 045-8309214, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

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