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Domenica, 29 Novembre 2020

La Stampa cattolica

Due volumi della Libreria Editrice Vaticana (Angelo Scelzo, La penna di Pietro,2013, pp.290,euro16, e Angelo Paoluzzi, Voci di carta, 2012, pp.241, euro 18) e un volume di Mondadori, Il filo interrotto, a cura di Giovanni Maria Vian (Milano 2012, pp.150, euro 17,50) accompagnano il lettore nell’universo della stampa cattolica e illuminano tanti aspetti del dibattito sul giornalismo e sugli strumenti della comunicazione sociale in ambito non solo cattolico. Tre libri frutto di esperienza e di competenza, ricchi di notizie, di dati, di osservazioni critiche, impostati con ordine e stile,con professionalità:gli autori sono animati dal desiderio di fare chiarezza, di educare alla lettura dei giornali, di aiutare i lettori a cogliere ispirazione e intenti di testate e organi di informazione.

Il libro di Angelo Scelzo, La penna di Pietro, è la storia di un mezzo secolo di comunicazione vaticana dal Concilio a Papa Francesco, dall’Inter Mirifica al Web. Ne Il filo interrotto Giovanni Maria Vian, patrologo e direttore de “L’Osservatore Romano”, raccoglie saggi e articoli che storici e sociologi (Lucetta Scaraffia, Andrea Riccardi, Jean-Marie Guénois,Antonio Pelayo, Paul Badde, John Hooper, John L. Allen. Da sottolineare l’intervento di Gianfranco Ravasi su Vizi e virtù della comunicazione: critica e autocritica ecclesiale) dedicano al tema delle “difficili relazioni fra il Vaticano e la stampa internazionale” (così recita il sottotitolo). L’illustre Curatore ricorda che l’idea del libro nasce dall’incontro promosso nel novembre 2011 da L’Osservatore Romano sul problema del rapporto tra Chiesa cattolica e media.

Angelo Scelzo, editorialista di Avvenire, Il Messaggero, Il Mattino, direttore del mensile Il Rosario e la Nuova Pompei, attivo in organismi vaticani, scrittore e agiografo (da ricordare Una vita copiata dal Vangelo, profilo di sant’Annibale Maria Di Francia), è giornalista e storico di robusta statura e ricco di sensibilità pedagogica:il Laboratorio di storia del giornalismo religioso da lui diretto presso la Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma è espressione di un impegno al servizio della verità e dei fratelli. E il libro che si segnala dà il senso di un lavoro di ricerca e di insegnamento,di una passione ardente, di una testimonianza viva.

Scelzo e Vian si completano: i due libri nascono da giornalismo militante e dalla stessa consapevolezza della responsabilità che la professione comporta e richiama; una professione spesso intesa come missione e sacerdozio, da intendere sempre come servizio e come impegno a contribuire alla crescita del cristiano, dell’uomo, del cittadino; una professione intimamente nutrita di spirito di sacrificio. Leggiamo in Voci di carta: “I media cattolici hanno svolto un efficace servizio a favore della comunità dei fedeli e nello stesso tempo di quella nazionale, descrivendo le varie dimensioni della vita cristiana e, nella misura del possibile, questioni sociali e politiche” (p.147). Angelo Paoluzzi (che è giornalista di lungo corso, saggista, docente di scienze massmediologiche) evidenzia il bene che i media cattolici rendono alla società, ma sottolinea pure lacune e carenze della stampa cattolica. Sensibilizzare operatori della comunicazione e lettori è dovere urgente: il discorso di Paoluzzi è presa di coscienza di una realtà complessa da studiare con attenzione e da accostare con coraggio.

I tre volumi tracciano il quadro di una realtà in movimento, suscitano interesse, educano al senso critico. Pagine vive con tanta storia. Le notizie su testate nazionali e internazionali sono utili e stimolanti. Anche (e forse di più) quelle su testate dedicate ai ragazzi. Paoluzzi si rivela storico ed educatore. Scrive a proposito del Giornalino, fondato dai Paolini nel 1924; un settimanale “con una platea di 150mila lettori- secondo in Italia soltanto a Topolino – per una classe di età che arriva sino a 15 anni,con una tradizione grafica d’avanguardia che ne fa uno dei migliori prodotti del mondo cattolico” e cita Mondo erre, Bollettino Salesiano, Messaggero dei ragazzi… e per il passato Il Vittorioso (1937-1966), il mondo giovanile, ricorda, “è una preoccupazione costante della pastorale e della catechesi” in Italia e altrove (p.188).

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