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La globalizzazione e la tradizione salentina

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La globalizzazione è il prodotto finale generato dalla strutturazione sociale della civiltà post-industriale, nato dalla crisi e dalla fine delle comunità locali caratterizzate da rapporti interpersonali scanditi dalle categorie spaziali e temporali, dove i vincoli del luogo dettavano leggi e consuetudini liberamente accettate da tutti i suoi componenti.

Ciò ha determinato la fine di una cultura trasversale e omogenea e della condivisione di usi e costumi tramandati da generazione e liberamente accettate e condivise.

Con la trasformazione di queste comunità locali in società industrializzata la cultura dei suoi membri è andata diversificandosi sempre più creando una infinità di sub-culture, sovente in contrasto tra loro.

Parimenti l'industrializzazione ha imposto alla vita sociale un nuovo ritmo, non più scandito dai tempi della natura, ma da un tempo sempre più convenzionale, standardizzato e veloce.

D'altra parte la nascita e lo sviluppo della città ha determinato una razionalizzazione della vita, ha affievolito e rotto ogni vincolo di luogo che teneva unito il gruppo umano divenendo punto di convergenza di infinite culture e sub-culture, luogo cosmopolita per antonomasia.

La trasformazione, poi, della vita rurale in urbana ha determinato il superamento dei confini spaziali, ha annullato gli ostacoli posti dalle distanze geografiche e superato i limiti delle relazioni sociali che tradizionalmente caratterizzavano le società preindustriali.

Infatti la globalizzazione non è più attraversata da barriere culturali o sociali determinate da vincoli geografici, ma costituita da una società multiculturale e multietnica che coinvolge totale anche l'aspetto economico al tal punto che nessun'economia nazionale può considerarsi autonoma o autosufficiente.

Anche il mondo dell'informazione ha dovuto adeguarsi a questi nuovi ritmi socioeconomici ed al superamento delle categorie spazio-temporali adottando nuovi mezzi e nuove tecnologie di comunicazione

D'altra parte il processo di globalizzazione ha influenzato anche la politica trasformandola da localistica e nazionalistica in globalizzante, rivalutando le organizzazioni mondiali o ricostruendone delle nuove atte a soddisfare le necessità e i bisogni contemporanei.

In contrapposizione a tale sviluppo globalizzante e tutto avvolgente si è determinata la rinascita dei regionalismi, delle sub-culture locali ed etniche perché l'uomo contemporaneo ha sentito necessario ritrovare in queste quelle conferme, quei rinforzi che solo un ambiente sociale più a lui familiare può offrirgli, col quale rapportarsi , far riferimento e dal quale ricevere conferme e gratificazioni.

Tutto ciò che giustifica la rinascita dei balli tradizionali che hanno caratterizzato la cultura salentina, e che oggi ritornano con maggior vigore e con lo spirito di chi ha la necessità di rivivere esperienze, emozioni, sensazioni legate a un tempo che oggi non c'è più.

Tra i balli tradizionali che oggi sono ritornati in auge dobbiamo prestare attenzione a quello della "pizzica" legato alla recupero di alcune malattie di carattere neurologico provocate dalla morso della "taranta", un animale caratteristico delle campagne salentina e che colpiva maggiormente le persone che lavoravano i campi.

Tutto ciò ha determinato la nascita di una subcultura contadina e salentina legata al culto della pizzica come ballo con poteri e esorcizzanti , carismatici e taumaturgici.

Questa cultura sembrava essere finita nei primi anni 60, con l'avvento di una nuova divisione di cura delle malattie neurologiche e psichiatriche, con lo sviluppo della medicina in generale è della psicoanalisi in particolare.

Se la pizzica oggi non è più in vista come ballo esorcizzanti, ma come punto di incontro, come un ponte gettato tra la tradizione e il futuro imminente, come riscoperta del proprio animo umano, contadino, salentino. Si insegue il ragno: la "taranta": il ragno che fa ballare tutto il Salento e buona parte della Puglia.

D'altra parte non si può costruire il proprio futuro se non partendo dalle proprie radici dalle proprie tradizioni dalla propria cultura.

La rinascita del ballo della pizzica al nostro avviso si configura in questo processo di riappropriazione, di presa di coscienza del proprio essere e del proprio divenire in una società globalizzante che spersonalizza l'individuo.

Riteniamo che la riscoperta e la rivalutazione di questa tradizione che a molti può sembrare folcloristica è una operazione di recupero della propria dignità di persona inserita in un contesto sociale, politico, e economico, etico e religioso al contempo.

Parimenti non dobbiamo confondere ciò che è folclore da una operazione puramente autointrospettiva, liberatoria e riformatrice.

Con tale accelerazione sociale, con la globalizzazione economica, dell'informazione e della politica che dirigono la società verso un ordine sociale planetario esiste il pericolo della frantumazione dell'integralità della persona.

Si corre, altresì, il rischio di spersonalizzare la persona determinando una crisi esistenziale ed esistenzialistica.

Questo radicale mutamento, infatti, tende a minare l'unicità della persona nella sua originalità, unicità ed irripetibilità.

 

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