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La Cina, un gigante dai piedi d'argilla

L'ultimo saggio di padre Bernardo Cervellera sulla Cina diffuso in occasione delle Oimpiadi

 

Organizzato dall'associazione Alleanza Cattolica si è svolta a Roma - relatore d'eccezione il padre missionario Bernardo Cervellera, direttore dell'agenzia AsiaNews - una conferenza di approfondimento sulla “Cina, il gigante dai piedi d'argilla”. Da qualche anno, infatti, e ancora prima delle ultime Olimpiadi, l'ultimo grande Paese ancora in mano al potere comunista non cessa di far parlare di sé. Note sono le sue mire ad entrare nel club dei 'grandi' del mondo e il suo vertiginoso sviluppo economico degli ultimi decenni. Molto meno, invece, lo sono le continue violazioni in materia di diritti umani e libertà religiosa che avvengono pressochè quotidianamente. Cervellera ha ricordato a tal proposito la figura eroica di Liu Xiaobo, lo scrittore insignito del Premio Nobel per la pace nel 2010 “per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina” e promotore del manifesto “Charta 08” - sottoscritto da centinaia di intellettuali e attivisti della società civile - per favorire una serie di riforme politiche volte alla democratizzazione del Paese (il nome riecheggia chiaramente la famosa “Charta 77”, la più importante iniziativa del dissenso anticomunista cecoslovacco degli anni Settanta, capeggiato da Vaclav Havel (1936-2011)). Liu Xiaobo, però, tuttora in carcere (la recente sentenza di appello ha confermato la condanna a 11 anni di prigione) non è l'unico leader del dissenso civile: ne esistono anche molti altri, che, pur meno famosi, combattono quotidianamente nella clandestinità rischiando la vita per sé e per i propri familiari. Tra l'altro, Cervellera ha osservato che la crisi attuale della Cina non ha a che fare soltanto con il tema drammatico dei diritti umani e della dignità dell'individuo, ma anche con vari e molteplici problemi legati al mondo del lavoro e all'eguaglianza sociale. L'anno passato è stato infatti il primo in cui il Paese – da ventidue anni a questa parte – ha registrato un deficit commerciale. L'inflazione è pure molto alta secondo gli ultimi dati, intorno al 6%. Per avere un'idea del 'costo umano' dello sviluppo economico e della sua bizzarra ripartizione nel Paese, basti pensare che lo stipendio-medio annuo di un cinese attualmente si aggira intorno ai 1.500 euro. Non meno inquietanti sono poi i dati relativi all'inquinamento ambientale (l'acqua del 70% circa dei fiumi, danneggiata dallo sviluppo induistriale selvaggio, sarebbe già irrimediabilmente compromessa) che provocano circa 450.000 morti l'anno per malattie di tipo respiratorio. Su questo sfondo, vanno infine calcolate le continue rivolte sociali che si moltiplicano nel Paese: da 8.000 (nel 1996) a 180.000 (l'anno passato), frutto visibile dell'instabilità che – a vari livelli – regna oggi nella Repubblica Popolare Cinese e che costringono a una sempre più massiccia militarizzazione della piazza pubblica.

Dal punto di vista politico, Cervellera ha definito la Cina “un'oligarchia, in mano a nove persone, tante quante compongono il Comitato dirigente del partito” spiegando che il ruolo del Parlamento è ancora assolutamente simbolico (per dire il meno) dal momento che la massima camera rappresentativa si raduna mediamente una volta l'anno e che, comunque, il governo si identifica pressochè integralmente con il partito comunista, non tollerando alcuna 'ingerenza' esterna. Gli avversari – politici e religiosi – vengono così perseguitati, arrestati o anche condannati a morte. Moltissimi - come noto - sono stati in questi anni i sacerdoti arrestati e deportati, mentre non pochi vescovi sono tuttora impossibilitati ad esercitare il loro ministero. Tra questi, Cervellera ha ricordato Giacomo Su Zhimin (80 anni, di cui 40 in carcere) e Cosma Shi Enxiang (90 anni, di cui 51 in carcere): “vescovi di cui da anni non si hanno più notizie, fatti sparire dalla polizia e che hanno pagato così la loro fedeltà al Papa”. Eppure, nonostante tutto, secondo il missionario nel Paese si registra anche “una grande ricerca di Dio” e una “crescita” silenziosa ma innegabile della fede cristiana, anzitutto per la sua attenzione ai diritti della coscienza e del singolo individuo come persona. Il futuro prossimo dirà se i cristiani in Cina potranno continuare - finalmente liberi - la grande avventura al servizio del Vangelo inaugurata dall'indimenticabile figura del gesuita padre Matteo Ricci, nel XVI secolo.

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