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Il nuovo volume degli “Annali della Fondazione Ugo Spirito”

Augusto De Marsanich, segretario dal 1950 al 1954 del Msi

 

Trentunesimo anno di vita per la Fondazione Ugo Spirito (FUS), fondata a Roma nel 1981 con il proposito di custodire la Biblioteca e l’Archivio del filosofo Ugo Spirito (1896-1979) e di trasmetterne il pensiero. A partire dalla presidenza attuale, dello storico Giuseppe Parlato, la FUS ha esteso il suo raggio d’azione, incrementando l’impegno editoriale e pubblicistico in materia di storia contemporanea, in particolare con la raccolta di contributi intitolata “Annali della Fondazione Ugo Spirito”. Negli scorsi mesi ne è stato pubblicato il volume XX-XXI, la cui sezione monografica è dedicata al tema: “La costituzione dello Stato italiano tra modello centralistico e tradizione municipalista” (cfr. Aa.Vv., Annali della Fondazione Ugo Spirito 2010-2011, FUS, Roma 2011, pp. 329, € 20, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

I contributi più corposi contenuti nella parte monografica sono quelli del filosofo Vittorio Mathieu, che riflette su “Risorgimento italiano e Rivoluzione francese” (pp. 3-56) e dello storico Francesco Bonini, Ordinario di Storia delle Istituzioni politiche all’Università di Teramo, intitolato “Centralismo e autonomie nella storia costituzionale dell'Italia liberale” (pp. 164-178).

Da segnalare poi la sezione “Inediti” che, insieme a testi di Guido de Giorgio e Giovanni Gentile, presentati rispettivamente da Angelo Iacovella (pp. 298-320) e Carlo Vivaldi Forti (pp. 321-327), include un testo del politico e filosofo napoletano, allievo da giovane di Benedetto Croce, Domenico Edmondo Cione (1908-1965), intitolato “La nostra ideologia e la Chiesa cattolica” (pp. 273-297), che fu predisposto nel 1950 per il vescovo romano Roberto Ronca (1901-1977). In tale documento inedito sono illustrati «i connotati ideali e politici di un Msi quale “Partito profondamente, intimamente, sinceramente cattolico”». Nel saggio introduttivo di Giuseppe Brienza, intitolato “Edmondo Cione, il Msi ed il ‘blocco d’ordine’ cattolico nel secondo dopoguerra”, si presentano in modo sintetico ma efficace la vita e l’opera di Cione, soprattutto quella di animazione culturale e mediazione politica svolta durante e dopo la guerra civile italiana (1943-45).

Copertina del vol. XVI-XVII degli Annali della Fondazione Spirito

 

Infatti, negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale Cione fu fra gli artefici della cosiddetta “operazione ponte”, ovvero il tentativo - fallito - di un’alleanza politica tra esponenti della Repubblica Sociale Italiana e socialisti, al fine di evitare la recrudescenza finale della “guerra fratricida” fra gli Italiani. Da Mussolini Cione ottenne addirittura di poter istituire una forza politica affrancata dal Partito fascista repubblicano (Pfr) - il Raggruppamento nazionale repubblicano socialista (Rnrs) - nonché il nulla osta per la stampa del periodico “L’Italia del Popolo”, organo del Rnrs. Molti furono coinvolti nell’operazione e l’obiettivo era la realizzazione del Manifesto di Verona, documento programmatico del Pfr, ovvero «coniugare socialismo e nazionalismo» per la socializzazione. Forse del tutto prevedibile l’epilogo: gli estremisti di destra (Farinacci, Mezzasoma, Pavolini) e di sinistra (Basso, Pertini) osteggiarono l’iniziativa fino a impedirla. La guerra civile non fu arrestata, né fu possibile impedire ulteriori rappresaglie.

Dopo il 25 aprile 1945 il filosofo napoletano tentò poi di mediare per la costituzione di un «blocco d’ordine moderato» tra le forze conservatrici italiane, alla ricerca di una strategia di efficace opposizione al comunismo, dilagante in ambito nazionale e internazionale Dopo la sua fondazione a Roma il 26 dicembre 1946, Cione s’iscrive al Movimento Sociale Italiano (Msi), sostenendo il tentativo di quelle correnti che, al suo interno, scrive Brienza, miravano alla aggregazione di un «“fronte comune” anti-comunista», che vedesse alleate le forze cattoliche più sensibili al problema - peraltro già molto attive e supportate da Pio XII - e la destra politica monarchica e nazionale. In questo, Cione poté trovare ascolto da mons. Ronca che, nell’immediato dopoguerra, aveva chiamato a raccolta le «tendenze nazionalitarie ed anti-comuniste cattoliche» raggruppandole nell’Unione nazionale civiltà italica (Unci). Ronca aveva già trovato nel Msi un interlocutore nel neoeletto segretario (dal 1950 al 1954) Augusto De Marsanich (1893-1973), che riuscì a imporre una linea più moderata in sostituzione alle precedenti «posizioni più antisistemiche e sinistreggianti». Ne scaturì quello che lo storico Andrea Riccardi chiama «partito romano» e che, invece, Brienza preferisce definire «“blocco d’ordine” cattolico».

Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione Spirito

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