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Venerdì, 27 Novembre 2020

Nel mese di marzo è uscito il numero 401(gennaio-febbraio 2020- Anno XLVIII) della rivista Cristianità dedicato interamente a Giovanni Cantoni il fondatore di Alleanza Cattolica, scomparso il 18 gennaio scorso dopo una lunga malattia. Cantoni ha guidato l'associazione fino al 2016.

Il primo intervento, quello più corposo, sono proposte le Note biografiche, a cura di Francesco Pappalardo, direttore editoriale della rivista. “Gianni”, così veniva chiamato dai militanti della “prima ora”, nasce a Piacenza il 23 settembre 1938, si sposa con Sabina Rinaldi, da cui ha avuto quattro figli: Ugo, Lorenzo, Gemma e Ignazio.

Cantoni sarà ricordato soprattutto per aver fondato la famiglia spirituale di Alleanza Cattolica. Dagli inizi degli anni 1960 anima a Piacenza un gruppo di giovani intitolato a san Giorgio, poi lentamente il gruppo si sviluppa in Lombardia a Milano, intorno all'Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione dei moti studenteschi del 1968-1969. Qui inizia la storia di Alleanza Cattolica; Cantoni arriva a questa scelta dopo aver conosciuto altre strade spirituali, come quella del francese Jean Ousset o quella del professore brasiliano Plinio Correa de Oliveira.

«AC sarà – scrive Pappalardo – una realtà coesa ma senza strutture rigide, i cui elementi di raccordo fondamentale saranno le relazioni personali incentrate sulle riunioni settimanali di gruppi aderenti, detti 'croci' [...]Alle riunioni si affiancheranno i ritiri periodici, che si svolgono su due giorni e integrano preghiera e studio, in un'alternanza di conferenze su argomenti politici e culturali da un lato, e la recita del rosario, la partecipazione alla Messa e la pratica dell'adorazione eucaristica dall'altro».

A fondamento della formazione spirituale dei militanti ci sono gli Esercizi Spirituali ideati da sant'Ignazio di Loyola e la devozione mariana. Pertanto, «la formazione dei militanti si basa, dunque, su una spiritualità fortemente mariana e ignaziana, su una cultura contro-rivoluzionaria e su uno stile fatto di studio rigoroso; di prudenza nell'azione, intesa come capacità di conservare il contatto con il reale [...]». I militanti di Alleanza Cattolica devono acquisire degli “abiti” esistenziali buoni, compiendo metodicamente degli atti per autoformarsi e per formare gli altri, contribuendo alla Nuova Evangelizzazione. Non devono essere “ascoltatori”, ma “diffusori” di tesi: studiare e divulgare il Magistero della Chiesa, in particolare la Dottrina sociale.

Alleanza Cattolica non è stata fondata a tavolino, è cresciuta concretamente, attraverso la “carità intellettuale” proposta dai suoi militanti. Portata avanti da Cantoni in persona, «mediante un'instancabile attività di formazione e di propaganda lungo tutta la Penisola, animando singoli e gruppi, proponendo loro un itinerario pedagogico e comunicativo, formativo e informativo, e fornendo non soltanto dottrina o indirizzi civico-politici ma anche stimoli e linee di spiritualità che potessero animare l'impegno vissuto come autentica via di santità».

Cantoni non si stancava mai di ripetere per poter esprimere giudizi, occorre aver “ruminato sui fatti”, che vanno descritti come sono e non come vorremmo che fossero. inoltre invitava «alla pazienza storica e ai tempi necessariamente lunghi: bisogna combattere la Rivoluzione del proprio tempo, non quella del passato, senza mai rassegnarsi ma anche senza lasciarsi tentare da soluzioni avventuristiche, spinti dal desiderio disordinato di vedere i risultati nella storia».

Cantoni era sempre attento alla comunicazione, studioso di McLuhan, poneva ogni cura affinchè il suo messaggio fosse ben recepito, bisognava dire sempre la Verità e soprattutto verificare che venisse compresa. «Con la sua vita ha creato e trasmesso uno stile di vita, basato sul modo di vestire, sulla gestualità composta, sui toni, sull'”attenzione alla piccola etica, cioè a quell'etichetta che è incarnazione, nel vissuto quotidiano [...]».

Come tutti gli uomini di pensiero Cantoni ha collaborato e frequentato diverse personalità. Ne ricordo qualcuna il gesuita fiorentino Florido Giantulli, lo scrittore Attilio Mordini, lo storico Franco Cardini, il saggista Silvio Vitale e poi Mario Marcolla, Alfredo Cattabiani. Incontra anche personalità straniere come Francisco Elias de Tejada y Spinola, ma soprattutto una grande influenza ha avuto sulla vita di Cantoni, l'amicizia con De Oliveira e la sua Sociedade Brasiliera de Defesa da Tradicao, Familia e Propriedade.

Cantoni ha collaborato con diverse testate giornalistiche e case editrici. Ricordo la sua collaborazione con il quotidiano, Il Secolo d'Italia per diversi anni, con la rubrica intitolata“Voci per un 'Dizionario del Pensiero Forte”, poi con il mensile Il Timone. Infine i numerosi suoi scritti sono apparsi su diverse riviste nazionali e internazionali.

Fra gli innumerevoli autori avvicinati nei suoi studi, Cantoni considererà suoi maestri soprattutto il professore Plinio Correa de Oliveira e lo svizzero Gonzague de Reynold.

L'incontro con libro del professor Plino, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione è decisivo, in esso trova una risposta efficace ai problemi politico-religiosi personali e a quelli dell'ambiente politico-culturale in cui vive. Il testo è stato pubblicato dalla casa editrice Cristianità, e poi da Sugarco. Significativa l'introduzione di Cantoni, “L'Italia tra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”, per Oscar Sanguinetti è Il testo più importante di Cantoni. RCR, sarà sempre il testo base, come traccia di riflessione per i militanti di AC, che però non diventerà mai “il libro” o “l'unico libro”.

Dirà Cantoni, «come gli Esercizi spirituali  sono un libro non da leggere ma 'da fare', anche RCR […] fa parte della 'letteratura del fare', è testo che orienta e definisce relazioni – meglio: orienta a definire relazioni – costituisce una 'grammatica' elementare delle relazioni dell'uomo sociale, della società, con Dio».

Successiva a questo testo è uscita la raccolta di articoli «La Lezione italiana'. Premesse, manovre e riflessi della politica di 'compromesso storico' sulla soglia dell'Italia rossa». In questo testo Cantoni compendia il suo lungo percorso di studio della componente “cristiana” della Rivoluzione, in pratica la storia dei cosiddetti“cattolici democratici”, come li ha definiti Antonio Gramsci.

Giovanni Cantoni prestò sempre attenzione alla comunicazione, alla “battaglia delle idee”, aveva ben presente l'esempio della scuola dell'apostolato di diffusione libraria del venerabile Pio Bruno Lanteri O.M.V. Pertanto nel 1972 fonda la casa editrice Cristianità e poi con la pubblicazione nel 1973 del primo numero dell'omonima rivista. Anzi con il numero zero, il cui editoriale è titolato Preghiera, azione, sacrificio, con un richiamo esplicito alla prima azione cattolica. Per la verità Cristianità, era stata preceduta da quattro numeri del ciclostilato “Il resto della Verità”, per uso esclusivo dei militanti.

Cristianità fino al 2008 è stata curata dal solo Cantoni. Una rivista che per volontà del suo fondatore doveva avere, una indiscutibile accuratezza, dev'essere inattaccabile, equilibrata, aggiornata e documentata, obiettiva, e soprattutto amore per la verità in tutti i contenuti. Gli articoli proposti negli anni hanno dato un duplice risultato: «da un lato, la serietà e il rigore richiesti agli autori hanno favorito la formazione di persone ben preparate e, fra l'altro, la nascita di una scuola storica al servizio dell'apostolato; dall'altro lato, da circa cinquant'anni, con regolarità, migliaia di persone sono state raggiunte da un messaggio ben articolato, caratterizzato da un tono intellettuale elevato e da una veste testuale ed esteriore accurata, e hanno ricevuto elementi d'informazione, d'interpretazione e di giudizio sui grandi eventi che interessano la vita della Chiesa, la politica internazionale e nazionale, la società, la storia, la cultura [...]».

Nel 1985 sono nati anche i “Quaderni di Cristianità”, quadrimestrali,, nati come “retrovia” e “arsenale” di AC. L'esperimento va avanti per cinque numeri, poi si interrompe a causa di un elevato impegno logistico e finanziario. Attenzione l'associazione si mantiene esclusivamente con il contributo dei propri militanti e dalle eventuali libere donazioni. Naturalmente anche il lavoro e l'impegno dei singoli militanti, non ha nessuna retribuzione economica, «tutto questo costa tempo e fatica. Tempo e fatica sottratti al lavoro e allo svago». Tutto a maggior gloria di Dio,come si usa dire tra i militanti di AC.

Sostanzialmente la storia di AC s'intreccia inevitabilmente con la biografia di Cantoni.

«L'anticomunismo è stato il principale 'coagulo' culturale e politico dal quale partiva l'azione di apostolato di Alleanza Cattolica». Risalgono al 1975 le prime edizioni di un Quaderno su Il Comunismo, utilizzato come dispensa in decine di Seminari di Formazione Anticomunista (SEFAC) proposti in tutta Italia. Con gli amici del messinese ne abbiamo organizzato uno nell'estate del 2001 a Sant'Alessio.

Numerosi sono i convegni organizzati da AC sull'ideologia socialcomunista. Lo scopo era quello soprattutto di superare quei complessi dell'anticomunismo. Infatti l'obiettivo di questi seminari, convegni era quello di «offrire una dignità alla prospettiva anticomunista, superando il complesso d'inferiorità culturale e morale verso quell'ideologia allora dominante [...]».

Per rimanere nel tema dell'anticomunismo, AC nel 1984 organizza un convegno internazionale insieme al CIRPO (la Conferenza Internazionale delle Resistenze nei Paesi Occupati) su Le resistenze dimenticate, insieme a Pierre Faillant de Villemarest, presidente del Cirpo.

Pappalardo ci tiene a precisare che Cantoni già a partire dal 1987, nel settantesimo anniversario della Rivoluzione Russa, sia nei Ritiri e poi nella serie di convegni: “Russia: tragedia e speranza”, aveva già previsto i cambiamenti in atto dell'Impero sovietico, pertanto la caduta del Muro di Berlino nel 1989, «coglie l'associazione un po' meno alla sprovvista rispetto ad altri osservatori politici».

Da ricordare inoltre le varie campagne di sensibilizzazione a favore del Libano, animando il Comitato per la Libertà dei Cristiani Libanesi, poi analogo interesse nei confronti dell'Afghanistan contro l'invasione dell'Unione Sovietica all'alba del 1980. Infine l'impegno per la Polonia, anche per l'importanza assunta dal paese dopo l'elezione a Papa di Karol Jozef Wojtyla, dopo il colpo di Stato attuato dal generale Jaruzelski, che nel 1981 aveva messo fuorilegge il sindacato libero Solidarnocs.

Negli stessi anni Cantoni si accosta al tema dell'Islam, pubblicando un libro che anticipa, prima degli attentati dell'11 settembre 2001, la questione del fondamentalismo islamico e quello dell'immigrazione. Si tratta di «Aspetti in ombra della legge sociale dell'islam. Per una critica della 'vulgata' 'islamicamente corretta'», pubblicato nel 2000 dal Centro Studi Cammarata, San Cataldo (CL). 

Inoltre Pappalardo ricorda l'impegno di AC nei due referendum contro il divorzio e poi contro l'aborto. Si accenna anche agli anni di collaborazione con mons. Lefebvre e con la sua Fraternità San Pio X, grazie alla prudenza di Cantoni, nel 1981 viene interrotto questo rapporto, sette anni prima della scomunica del vescovo.

A questo proposito occorre sottolineare la particolare dedizione verso il Vicario di Cristo da parte di Alleanza Cattolica: “Cum Petro e sub Petro. Ciò ovviamente chiunque sia Pietro…”.

Sono tanti i “fronti” che AC cercherà di coprire, soprattutto quelli che riguardano la cosiddetta “IV Rivoluzione”, sfociata nel '68, contrastando le ricadute del divorzio, dell'aborto, della pornografia, della rivoluzione sessuale, della droga e, negli anni 2000, dell'eutanasia, delle unioni di fatto e dell'identità di genere.

Un capitolo abbastanza vasto sarebbe quello che riguarda l'interesse di Cantoni per lo studio della Storia, addirittura da buon ricercatore, per primo, forse, ha individuato il fenomeno delle Insorgenze, quei movimenti di popolo contro la Rivoluzione francese e contro Napoleone. L'unica volta che il popolo italiano è insorto in massa. Una pagina di storia,letteralmente strappata dai cosiddetti pasdaran della storia ufficiale di Stato. Devo segnalare infine un forte interesse di Cantoni verso il mondo iberoamericano, cresciuto negli anni anche grazie alle riflessioni sul cinquecentenario dell'impresa di Cristoforo Colombo, e dal contributo del filosofo cattolico argentino Alberto Caturelli, non solo ma anche di altre personalità come Julio Cesar Ycaza Tigerino, Josè Pedro Galvao de Sousa e di Nicolas Gomez Davila. Perchè Cantoni era interessato a queste personalità? Lui diceva, ho sentito in questi autori «il profumo della cultura e della civiltà cristiane 'rotte' da cinque secoli di Rivoluzione, e ho pensato di aiutarli a compiere il 'quinto viaggio di Colombo' riportandoli a modello dove i loro antenati erano partiti cinque secoli fa». Da questi studi poi è nata la collana “Magna Europa. Panorama e voci, presso l'editore D'Ettoris di Crotone, diretta dallo stesso Cantoni, con la pubblicazione del primo volume: “Magna Europa. L'Europa fuori dall'Europa”.

Dopo le note biografiche seguono, i principali scritti di Giovanni Cantoni, curati da Oscar Sanguinetti, con un meticoloso indice dei volumi curati e della traduzione in volumi. Sempre sullo stesso numero viene pubblicata l'omelia durante le esequie di Cantoni da parte S. E. mons. Gianni Ambrosio, vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio. Segue l'elogio funebre di Giovanni Cantoni del reggente nazionale di AC, Marco Invernizzi.

Infine possiamo leggere alcuni interventi più significativi, in ricordo di Cantoni di alcuni militanti. Il numero di Cristianità si conclude con tutte le sante Messe in suffragio di “Gianni”.

 

 

L'Irlanda è uno scrigno di meravigliosi siti monastici e manufatti paleocristiani che raccontano un periodo dorato della storia dell'isola.

Non a caso l'Irlanda è conosciuta anche come l'isola di santi e studiosi.

Infatti, nell’epoca paleocristiana sono sorti numerosi monasteri in cui i monaci creavano meravigliosi manoscritti miniati, insegnavano lingue e letteratura e trasmettevano l'amore per l'apprendimento, la spiritualità e le arti, che è ancora percepibile in ogni angolo dell’isola.

Di notevole rilevanza storica Skelling Michael, uno dei primi siti monastici sorti in Irlanda. I monaci del VI secolo scelsero di insediare il loro monastero, e le loro celle in pietra, su un’isola frastagliata al largo della costa della Contea di Kerry sulla Wild Atlantic Way: uno spettacolo impressionante.

Ora patrimonio mondiale dell'UNESCO, l'isola ha anche guadagnato la fama che ha oggi in quanto nascondiglio di Luke Skywalker in Star Wars: The Force Awakens, come anche in The Last Jedi.

Nella splendida cornice del Wicklow Mountains National Park, giacciono echi di un tempo passato come le alte croci, le chiese in rovina e un'imponente torre rotonda di 33 metri di altezza, ancora intatta. Questi sono i resti della città monastica di Glendalough che risale al VI secolo, un gioiello dell'antico Oriente d'Irlanda.

La croce celtica è uno dei celebri simboli del cristianesimo irlandese e anche la testimonianza della tecnica e dell'abilità artistica degli scultori paleocristiani. La Croce delle Scritture nel sito monastico di Clonmacnoise, sorto nel VI secolo nella contea di Offaly, è una delle più riccamente scolpite, presentando su tutti i lati figure straordinariamente intricate.

Nella contea di Tyrone, la croce celtica di Ardboe del X° secolo è scolpita con scene bibliche sulla parte ovest, mentre Dromore High Cross nella contea di Down ha motivi a traforo sul suo fusto.

Tuttavia, i più grandi tesori paleocristiani dell'Irlanda non sono le sue chiese in rovina o le croci celtiche, ma senza dubbio i manoscritti così straordinariamente complessi e magnificamente decorati creati dai monaci, tra i quali il più noto è il Libro di Kells.

Si pensa che sia stato creato intorno all'800 d.C. e contiene i quattro vangeli della Bibbia. Ospitato nel Trinity College di Dublino - dove una mostra dedicata spiega come è stato realizzato e il simbolismo presente al suo interno - è famoso per le sue pagine riccamente decorate e l'abilità artistica dei suoi creatori.

Il libro di Armagh è un altro dei grandi tesori della cultura irlandese. Sebbene meno decorato del Libro di Kells, è di notevole interesse in quanto contiene la Confessione di San Patrizio, il Santo Patrono dell'Irlanda.

Inoltre, altri numerosi manufatti paleocristiani, di estrema rilevanza, sono esposti al Museo Nazionale d'Irlanda, tra cui la Campana di San Patrizio dell'VIII secolo e il bellissimo Ardagh Chalice.

Riparte la vita a piccoli passi, in sicurezza ma riparte. La ripresa dei cantieri edilizi come da ultimo DPCM, all’interno dei cancelli del Parco Archeologico di Ercolano significa la ripresa delle attività di restauro. Vicino il termine e la consegna dei lavori alla Mensa Marmorea della Palestra:  “una grandiosa mensa marmorea, la più grande che siasi finoggi rinvenuta tra Pompei e Ercolano” così ne parlò Amedeo Maiuri quando nel mese di Giugno del 1936 gli scavi della città erano giunti a liberare buona parte della Palestra e venne alla luce il magnifico reperto.

Come lui stesso racconta ‘l’oggetto era mutilato ma non asportato dai precedenti scavatori’. A scavo ultimato la ricompose a partire dagli elementi superstiti e la integrò dotandola di una struttura con tubolari metallici di supporto. A distanza di oltre ottant’anni dalla sua scoperta la gamba posteriore destra, interamente ricostruita in malta con un’anima interna di metallo, si presentava ormai notevolmente ossidata con la conseguente frantumazione e il distacco di alcune porzioni della ricostruzione. Tutte le parti originali in pietra marmorea a causa della costante esposizione agli agenti atmosferici erano interamente ricoperte da incrostazioni licheniche e patine di colore scuro che alteravano la lettura della superficie originale. Tra i mesi di gennaio e febbraio 2020 è stato eseguito il restauro integrale dell’opera con interventi di consolidamento, la pulitura e la presentazione estetica, oltre che la sostituzione della gamba già di ricostruzione con una nuova copia eseguita in stampa 3D sulla base di un rilievo fotogrammetrico della gamba originale più integra. L’intervento ha finalmente messo in luce le venature del piano.

Questo tipo di mensa non semplicemente decorativa, era destinata a cerimonie che dato il carattere dell’edificio lascia supporre si tratti di una mensa agonistica dove si esponevano i doni per i vincitori delle gare atletiche che si svolgevano nella Palestra.

Questo è il primo lavoro concluso nell’emergenza coronavirus– interviene il Direttore Sirano -  E’ quasi come vedere una farfalla che timidamente si sporge dal suo bozzolo affacciata al centro del Golfo di Napoli. Il restauro di questo manufatto unico nel mondo romano forse avviene non a caso proprio nella Palestra (in realtà il campus)  della città che da Ercole prende il nome, il luogo dove si forgiavano le future generazioni avendo a modello le grandi imprese dell’eroe.  Non vedo l’ora che le strade del Parco si animino nuovamente di energia, vita e speranza. Ci rialzeremo, resilienti, in sicurezza, garantendo la tutela di tutti quanti saranno i protagonisti della ripartenza: dal personale ai visitatori che ritorneranno a popolare le strade, le case, ogni angolo di questo patrimonio che si è, diciamo riposato, ma che è pronto per inaugurare una nuova stagione dove il timore viene sostituito dalla prudenza e dal piacere di visitare Ercolano con i tempi “quieti e intensi” da sempre consoni a questo sito.

   

Dal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00).

Si tornerà così a vivere di persona tutti i musei civici, spazi di cultura e bellezza, visitando le loro prestigiose collezioni permanenti e la ricca e variegata offerta di mostre molte delle quali prorogate dopo la sospensione dovuta al lockdown. La riapertura avverrà nel rispetto delle linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Sono varie e interessanti le mostre da visitare, gratuite o con biglietto ridotto per i possessori della MIC card. Al Museo di Roma a Palazzo Braschi è stata prorogata fino al 21 giugno la grande mostra Canova. Eterna bellezza, dedicata al legame tra Antonio Canova e la città di Roma, con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere. Al Museo dell’Ara Pacis la grande mostra C’era una volta Sergio Leone Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema italiano. Altri tre mesi per visitarla: la chiusura della mostra è stata posticipata al 30 agosto.

Alla Centrale Montemartini è stata prorogata all’1 novembre la mostra Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta, la straordinaria selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere), in parte inedite. Sono esposti reperti archeologici di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrati in Italia grazie a un’operazione di contrasto del traffico illegale La Centrale Montemartini e la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi ospitano la mostra Miresi. Sguardi e Architetture. 

Berlino/Roma/Barcellona, una serie di opere dedicate agli “sguardi” e alle “architetture” delle tre capitali in parallelo con gli spazi museali e le collezioni, prorogata al 23 agosto. Alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi ospita anche la mostra La rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi contemporanei ungheresi, dedicata all’arte di László Moholy-Nagy, artista d’origine ungherese e figura chiave del movimento Bauhaus nel mondo, in occasione delle celebrazioni per i 125 anni dalla sua nascita (1895-2020). Nell’ambito della mostra, prorogata al 23 agosto, nell’area del chiostro/giardino, è presente un’installazione di Sàndor Vàly, in una prospettiva di ricostruzione ambientale contemporanea delle teorie sulla luce dello stesso fondatore del Bauhaus. Sempre alla Galleria, proroga fino all’11 ottobre per Spazi d’arte a Roma. 
 
Documenti dal centro ricerca e documentazione arti visive (1940-1990), un progetto espositivo e di workshop in correlazione con i 40 anni del Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive (1979-2019). Al Museo di Roma in Trastevere sono state prorogate fino al 20 settembre due esposizioni fotografiche. La mostra Ara Güler è dedicata al fotografo turco, lucido osservatore della storia e della società del proprio Paese d’origine: reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’agenzia Magnum, Ara Güler fu il primo corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano Times. È poi possibile visitare la mostra Frammenti. Fotografie di Stefano Cigada, un lavoro che indaga il patrimonio statuario di alcuni grandi Musei attraverso il medium fotografico. 
 
Al Museo Napoleonico, la mostra Aspettando l’Imperatore - prorogata al 25 ottobre - ricostruisce il volto utopico della Roma napoleonica, rimasto in gran parte al solo livello progettuale, mentre ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali prosegue fino al 6 settembre Civis Civitas Civilitas che illustra, attraverso plastici degli edifici sacri e pubblici, il modello di vita urbano romano, esportato militarmente anche nelle città dell’impero.

Da visitare nei Musei di Villa Torlonia: Carlo Levi e l’arte della politica, al Casino dei Principi, una mostra a cura del Centro Carlo Levi di Matera e della Fondazione Carlo Levi che, attraverso l’esposizione di 58 disegni politici e 46 opere pittoriche, spazia nella poliedrica personalità di Levi, dalla letteratura alla poesia, dalla pittura al disegno. L’esposizione è stata prorogata al 19 luglio. Al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese in mostra fino al 6 settembre marzo Monica Ferrando. Bianco, Nero, in levità passare. 
 
Opere Recenti, una mostra che si muove tra novità e tradizione pittorica come le opere della sede museale in cui è ospitata. Prosegue qui inoltre fino al 23 agosto Le altre opere. Artisti che collezionano artisti, la prima tappa della rassegna delle opere di 86 artisti contemporanei, che si svolge in cinque sedi museali romane. Secondo appuntamento al  Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, fino al 30 agosto, e al Museo di Roma in Trastevere, fino al 13 settembre.

L’obbligo del preacquisto del biglietto è necessario anche per le mostre Canova. Eterna bellezza e C’era una volta Sergio Leone, entrambe accessibili con riduzione sul costo del ticket. Si consiglia l’acquisto della MIC Card online (con 1€ di prevendita) con ritiro in biglietteria dei musei. Anche tutte le categorie beneficiarie di gratuità secondo le norme vigenti devono prenotare gratuitamente il turno d’ingresso
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Nel settembre dell’anno scorso, lo storiografo greco Haris Koudounas, direttore dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale con sede ad Ancona, ha pubblicato un sostanzioso volume dal titolo: La Sacra Sindone e la Santa Casa di Loreto. Il Passaggio ad Atene (Edizioni Efesto, Roma, 2019) con le prefazioni del Presidente dell’Accademia Angelico Costantiniana di Roma P.pe Alessio Ferrari Angelo Comneno e della sindonologa di fama internazionale Dott.ssa Emanuela Marinelli.

Il saggio è apparso da subito molto interessante attirando l’attenzione dei lettori e degli studiosi che da anni si interessano della Sindone e della Santa Casa di Loreto.

Secondo lo storico del Santuario di Loreto p. Giuseppe Santarelli, “si tratta di un ampio e articolato saggio, condotto con grande impegno e profonda conoscenza della storia medievale greca e della relativa bibliografia”. E continua: “Attraverso un ampio e articolato discorso egli propone l’ipotesi, secondo cui la Santa Casa da Acri sarebbe stata trasportata a Cipro e quindi ad Atene nel monastero di Dafni insieme con la Sacra Sindone, la quale poi sarebbe finita in Francia, mentre il sacello nazaretano nel 1288-1289 sarebbe arrivato a Pyli, nella chiesa del monastero di Porta Panagià, attraverso la Via Sacra e l’antica “Via degli Angeli”, poste tra il Ducato di Atene, la Tessaglia e l’Epiro. Suppone inoltre che nel loro trasporto i monaci cistercensi, i templari e i maestri comacini avrebbero avuto un ruolo non secondario”.

Il dott. Alessandro Piana, biologo molecolare, studioso della Sindone ed autore di diverse pubblicazioni di livello internazionale scrive: “Attraverso un lungo e articolato studio, fatto di ricerca sui documenti, e nei luoghi ove si sono svolte le vicende, descrive la sua ipotesi che si regge sull’innegabile ruolo svolto dalle famiglie de La Roche – primi Signori, e in seguito Duchi di Atene – e gli Angelo Comneno Dukas, nobile famiglia imperiale di Costantinopoli. 

 
La lettura del testo ci induce ad analizzare e approfondire quanto ipotizzato con la certezza che l’ipotesi del passaggio della Sindone in Grecia all’inizio del XIII secolo rimane un filone ancora aperto della storiografia sindonica contemporanea. Haris Koudounas nell’ineguagliabile contesto della Grecia bizantina, percorre l’antica “Via degli Angeli” – tra l’antico Ducato francese di Atene, la Tessaglia e l’Epiro – alla ricerca di elementi che fanno supporre un passaggio comune in terra ellenica delle pietre della Santa Casa di Loreto e della Sacra Sindone”.

Un altro studioso e sindonologo, autore di molti articoli sulla Sindone, il dott. Fabio Quadrini scrive: “Il fascino di storia e tradizione che ruota attorno alle più preziose reliquie della cristianità, coinvolge non solo i fedeli, ma tutta la collettività che, in un modo o nell’altro, ne viene coinvolta. Lo studio si inserisce pienamente in questo contesto, recando il proprio contributo per tentare di rendere luce, nel versante della ricerca storica, all’interno del Sacellum della Santa Casa di Loreto, tinto profondamente di devozione e di ineffabilità. L’autore introduce la Reliquia marchigiana nello scenario della Grecia bizantina, la quale ha ospitato, verosimilmente, anche la Sindone che oggi si trova a Torino. 
 
Queste due Res Sacrae, probabilmente, avrebbero sostato e viaggiato assieme lungo un comune tratto, che ebbe per cuore il territorio greco a cavallo tra XIII e XIV secolo, per poi dividersi e dirigersi ognuna verso una propria destinazione. Immergersi nel saggio di Koudounas, e lasciarsi trasportare dalla rigorosità e dal fascino delle sue ricerche, riempirà il lettore di nozioni, cultura, meraviglia e, certamente, fede. Lo studio dell’autore è, sicuramente, ricchezza per chi crede, nonché impulso che dà vigore a tutti gli altri possibili approfondimenti conoscitivi, sia in merito alla Santa Casa di Loreto, sia con riguardo alla Sindone”.

Infine una delle maggiori esperte di Sindone a livello internazionale, autrice di diversi libri sull’argomento, la dott.ssa Emanuela Marinelli scrive: “La storia di preziose reliquie si intreccia in uno scenario affascinante: la Grecia bizantina, che ha visto passare e sostare sul suo territorio le sacre pietre della Santa Casa della Madonna e la Sacra Sindone di Gesù Cristo. Questi percorsi segreti sono stati scoperti e svelati dall’Autore di questo saggio, un ricercatore storico che ha seguito senza sosta, per anni, ogni minimo indizio lasciato da chi ha custodito e trasportato, fra mille pericoli, questi reperti inestimabili. 
 
Estenuanti sopralluoghi, notti insonni di ricerca frenetica, approfondimenti in svariate discipline portano oggi l’Autore a comunicare la sua ipotesi divenuta certezza: il percorso di quei sacri oggetti attraverso il Ducato di Atene, la Tessaglia e l’Epiro si può ricostruire fedelmente con l’aiuto dell’interpretazione di arcane simbologie e di codici segreti presenti in antichi monasteri, che furono un loro rifugio. Al termine, come sempre accade per un libro così documentato, il lettore sarà arricchito di cultura, di fede, di meraviglia. E sarà questo un notevole stimolo a cercare ogni possibile approfondimento su questo affascinante tema, con tanta gratitudine e ammirazione per l’Autore, che ha saputo generosamente fornire questo prezioso contributo”.
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