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Sabato, 14 Dicembre 2019

Presentazione del volume: “La lingua greca: una storia lunga quattromila anni”

Grecia madre della civiltà occidentale, del pensiero filosofico-scientifico, della democrazia. Un lascito immenso che quella piccola, straordinaria terra protesa con i suoi grappoli d’isole tra Ionio ed Egeo ha veicolato, e consegnato al mondo, nella sua lingua. La duttile e sottile lingua di Omero e di Erodoto, essa stessa patrimonio di civiltà, la cui storia prosegue nel greco moderno, così diverso ma pure così affine all’idioma classico.

Sul tema il Municipio ha organizzato, con un ampio parterre di istituzioni diplomatiche e culturali sia italiane che elleniche, una giornata dedicata in Campidoglio, alla Protomoteca, per la presentazione del volume La lingua greca. Una storia lunga quattromila anni di Maurizio De Rosa, presente l’autore  insieme ai docenti degli atenei di Roma e Venezia, ha moderato l’assessore municipale – e docente di lingue classiche – Elena De Santis. L'attrice Francesca Minutoli ha letto brani in greco.Nel 22 novembre sara la presentazione del libro a Milano alla sala Bauer alle 17.30....

Il libro “La lingua greca: una storia lunga quattromila anni” del filologo e traduttore Maurizio De Rosa, pubblicato dalla casa editrice “ETPbooks” di Enzo Terzi, il mese di aprile, si pone lo stesso obiettivo; quello di evidenziare, tracciando il percorso evolutivo della lingua, questo segno distintivo del greco, di spiegare, quindi, i motivi storici che hanno condizionato e consentito la summenzionata continuità, “che garantisce alla lingua greca un posto unico nell’ambito delle lingue indoeuropee e mondiali”.

Il libro, dunque, adottando questo approccio storico, a prescindere dalle mitologie di un’eccezionalità quasi metafisica del greco, senza deificarlo o parlarne all’insegna di un occultismo linguistico, senza relegarlo in un passato lontano e inattuale, offre un resoconto accessibile, avvincente e convincente, della sua ininterrotta realtà dalle prime attestazioni della sua esistenza fino ai nostri giorni. Spiega e parla del fenomeno della continuità della lingua greca attraverso la storia e gli avvenimenti che ne hanno caratterizzato l'evoluzione, trattando le trasformazioni della lingua come effetto, talvolta anche causa di eventi significativi, la lingua come veicolo e contenitore, portatore e ricettore delle relative ripercussioni

L’articolazione del libro, strutturato su una diffusa periodizzazione della lingua greca e corredato da due note di approfondimento e una tavola cronologica dei fatti e dei personaggi salienti, propone un racconto lineare e cronologico della sua evoluzione, che segue con disinvoltura i sentieri sinuosi e le peripezie della storia rocambolesca del greco. Prendendo le mosse dalle prime attestazioni della lingua sulle tavolette in Lineare B (XIV/XIII sec. a.C.) dei palazzi micenei, il libro presenta tutta l’evoluzione del greco in sei periodi che ne segnano le tappe decisive: dal greco antico e i suoi diversi dialetti (tavolette in Lineare B-300 a.C.) alla fase dell’avvento e della diffusione della koiné (300 a.C. - 600), lingua veicolare di tutto il Mediterraneo dell’epoca, entro la quale si verificò anche la comparsa di un fenomeno che d’allora in poi accompagnerà la storia del greco fino ai nostri giorni, quello della “diglossia”, ossia “della divisione tra lingua dotta (tendenzialmente scritta e conservatrice) e lingua volgare o demotica (tendenzialmente orale e aperta alle innovazioni)”; dall’età dell’Impero bizantino, suddivisa per quanto riguarda la storia linguistica nei periodi del greco protobizantino (600-1100), e quello tardobizantino (1100-1453), la quale con la sua durata millenaria e la sua mentalità ebbe un ruolo fondamentale per la continuità della lingua, alla fase della dominazione ottomana (1453-1821) e agli sforzi degli intellettuali di conservare una lingua progressivamente assurta a uno dei principali collanti identitari della nascente nazione greca; arrivando, infine, al periodo del neogreco o greco moderno (dal 1821), che inizia con la guerra d’indipendenza e la formazione del neonato Stato greco. Un periodo marcato dall’accesa disputa tra i propugnatori della demotica e quelli della lingua “emendata”, la cosiddetta “questione linguistica”, che a volte susciterà episodi sanguinosi (come i “fatti dei Vangeli” nel 1901). Attraversata da una serie di riforme e controriforme a favore o a carico della demotica, la storia della “questione linguistica”, che assumerà precisi risvolti politici fin dall’inizio del ‘900, si chiuderà definitivamente con la legge 309 del 1976, quando “la demotica venne sancita come lingua ufficiale dello Stato, della scuola e dell’università”. Esito finale, ma nel contempo mutevole e dinamico, di tutto questo percorso plurimillenario, il neogreco standard (ngs), rappresenta “un corpo linguistico entro il cui orizzonte [...] antico e moderno tendono a confondersi e a compenetrarsi”, trovando il loro punto di contatto.

Il tramonto del mondo antico non segna la fine della lingua greca. Idioma veicolare di tutto il Mediterraneo orientale, lingua del Nuovo Testamento, della teologia cristiana e della letteratura bizantina, esso continua il suo ininterrotto percorso storico fino ai nostri giorni sopravvivendo alla dominazione ottomana e alla conseguente dispersione geografica del popolo greco. Dopo la nascita della Grecia moderna, nel 1832, il greco ha dovuto risolvere la questione della lingua, ritardata da venti secoli di atticismo e da quattro secoli di dominazione straniera. Affinato dalla lunga lotta per il trionfo del volgare, oggi il neogreco standard, ricomposto nelle sue due componenti, scritta e orale, offre finalmente ai greci, per la prima volta nella loro storia millenaria, una lingua unitaria che alla profondità storica della tradizione dotta affianca la ricchezza espressiva della demotica, i cui primi esempi risalgono già a Bisanzio. Il libro, rivolto ai studiosi, docenti, studenti e semplici appassionati, offre un approccio scientifico ma non arido all'avvincente storia della lingua greca dalle tavolette in Lineare B fino a oggi. Può interessare chiunque sia curioso di saperne di più sulla lingua che, assieme al cinese, può vantare la maggior continuità storica al mondo e che, come poche altre, può definirsi lingua di cultura per eccellenza!    

“Senza la traduzione abiteremmo province confinanti con il silenzio” diceva George Steiner, il grande filosofo e teorico della letteratura. Ed è a questo combattere contro il silenzio imposto da Babele che si dedica, da più di vent’anni, anche il nostro ospite di oggi.

Filologo e traduttore, per mestiere e vocazione, Maurizio De Rosa ha reso in italiano i libri di alcuni dei maggiori autori greci contemporanei. Tra questi ultimi, per citarne alcuni, Dido Sotiriu, Jorgos Theotokàs, Dimitris Chatzis, Aris Alexandru, Zyranna Zateli, Maro Duka, Pavlos Màtesis, Jannis Maris, Ioanna Karistiani, Vasilis Alexakis, Konstantinos Tzamiotis ecc. Oltre alle traduzioni, ha al suo attivo due libri sulla storia della letteratura neogreca, Voci dall’agorà (2005) e Bella come i greci (2015), e un’antologia del racconto greco contemporaneo, Il vicino di casa (2011). Inoltre, è membro dell’Associazione italiana di studi neogreci e collaboratore fondamentale della casa editrice “ETPbooks”. Nel 2016 il Ministero della Cultura greco lo ha insignito del premio nazionale della traduzione per il romanzo La sorella segreta di Fotini Zalikoglu.    

In una sua ntervista a punto Grecia Maurizio De Rosa dichiara : "in Grecia non mi sono mai sentito uno straniero"...Nel 1992 ero studente di Lettere antiche a Milano e viaggiai per la prima volta in Grecia per il classico tour archeologico. Oltre che dall’archeologia, rimasi affascinato dalla Grecia di oggi, dal misto di continuità e rottura al quale l’università non mi aveva preparato. Fui colto dalla curiosità: cos’era successo al mondo greco dalla fine convenzionale dell’antichità ai giorni nostri? Di cosa era fatto il mondo di quegli uomini e di quelle donne che dicevano ancora άνθρωπος, θάλασσα e ουρανός – per citare Elytis? Tornato in Italia, decisi di approfondire la conoscenza del greco moderno seguendo il seminario della prof. Amalia Kolonia. Dopo la laurea, con una tesi su Elytis, entrai in contatto con l’editore Nicola Crocetti, che in quel periodo dava inizio alla collana di letteratura neogreca Aristea e mi chiese di provare a tradurre per lui. Da allora sono trascorsi una ventina d’anni e circa cinquanta traduzioni.       

 

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