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Lunedì, 16 Dicembre 2019

Filastroccheee ... dedicato ai giovani il nuovo libro di Silvana Palazzo

Filastroccheeee... Il nuovo libro di Silvana Palazzo ( Progetto Cultura, Roma) è pensato per i giovani ma è apprezzabile anche dagli adulti.

L'Autrice recupera un genere, appunto la Filastrocca, che ha una indubbia funzione didattica ed è didascalica in quanto attraverso la musicalitá che la fa diventare ballata rende possibile far defluire, nella mente dei giovani, valori e di natura etica e morale, non moralistica. La musica, mai come nelle filastrocche, è fondamentale perché il ritmo metrico si fonde con le parole creando un unicum che diverte e fa pensare nello stesso tempo. La Palazzo, secondo il prefatore Giorgio Linguaglossa, parte "dalle filastrocche palazzeschiane saltando l'iconografia di Palazzeschi". Guarda oltre; in una societá dove i media sovrastano gli insegnamenti, surclassando scuola e famiglia, allora una filastrocca consente, anche in fasce prescolastiche, tramite il divertissment linguistico, il calembour, il gioco, di avvicinare il lettore per proporgli il proprio pensiero divergente. Che a volte si fa umoristico, come in Filastrocca del telefonino/

Che non può stare in mano a un bambino/
Lui lo pigia e manovra perchè/
Crede sia un gioco solo per sè/
Pigia e ripigia schiaccia un bottone/
Chi ci disturba? risponde un vocione/
Quì è l'Arma, lo sa che è entrato/
Dentro un numero ch'ė riservato/
Proprio premendo con una mano/
Linea segreta del capitano? /
E fu così che il povero nonno /
Preso com'era da un colpo di sonno/
Fu ritenuto da incolpare/
Che la giustizia non è da intralciare /
Venne ripreso e diffidato/
Pur se il telefono non aveva toccato./
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Altre volte il tema è più legato alla attualità, ai temi scottanti del momento come l'ambiente, il clima, il mondo malato:
Filastrocca del mondo che muore/
Non vorrei mai vederlo soffrire/
Ma in tanti sono a fargli del male/
Sera e mattina è sempre uguale./
Se questa terra potesse parlare/
Senz'altro avrebbe tanto da dire/
" mi stai distruggendo e non sai che/
Se mi distruggi distruggi anche te"/
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Lo sguardo poetico può posarsi a volte sul quotidiano, su oggetti di uso comune, come un semplice libro:
Il libro si può amare /
se incominci nello sfogliare /
La copertina ad accarezzare /
Il libro è un contenitore/
Di cose che devi sapere/
Libri ce ne sono tanti/
Dovresti leggerli tutti quanti!/
Leggi e rileggi non ne puoi più/
Alla fine un libro lo scriverai tu./
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E gli stessi affetti più cari, quelli familiari, possono diventare protagonisti di un "poemetto" breve in versi chiamato filastrocca:
La mamma non la puoi sostituire/
È lei che al mondo ti ha fatto venire/
È lei la prima a darti calore/
Quando sei venuto per qui restare/
È lei la prima a farti camminare/
La prima a dirti come devi parlare./
Le devi molto e sai perchè/
La mamma ê la persona migliore che c'è./
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Uomini e miti, eroi del nostro tempo, affiorano nel verseggiare della Palazzo con la leggerezza che ha da sempre caratterizzato il suo modo di scrivere "in punta di pennino":
C'è un signore che si chiama papá/
Ma che non ha l'accento sulla a./
Lui governa sui cuori del mondo/
Perchè si uniscano in un girotondo/
Si preoccupa dei diseredati /
E anche quelli che sono ammalati./
Lui discute coi capi più grandi/
Ma fra di loro è il più importante./
Papa Francesco il suo nome è/
il papa più papà che c'è./
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L'autrice inaugura anche un tipo di filastrocca su temi come la legalitá e le illegalitá diffuse nel pianeta. Versi di impegno civile e legalitario nei quali il messaggio verso una societá più giusta, e l'anatema verso il crimine, viene sviscerato in frasi pregne di contenuto e contenuti positivi:
La mafia cresce in un prato abbandonato/
Che il manutentore non ha mai curato/
La mafia nasce quindi per l'insipienza/
Sarebbe bene riuscire a starne senza./
Forte è il mafioso ma tu lo puoi annientare/
Basta un coraggio in più /
Per saperlo affrontare./
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Ed è forse quest'ultimo profilo dell'Autrice quello che la caratterizza in modo particolare. Non dunque un verseggiare e basta, tanto per rimeggiare, ma l'utilizzo di un canale letterario di particolare fruibilitá per far veicolare appelli ed inviti a riflettere sul bene e sul male:
La parola mafiositá /
Fa sempre rima con omertá/
Dove i silenzi /
Coprono le cose/
affari illeciti/
Ed atti delittuosi./
Se non ci fosse l'omertá /
La mafia forse /
Esisterebbe a metá /
Perchê la mafia /
Non è un concetto astratto /
È fatta di uomini con l'arma del ricatto./
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Filastrocche dunque non come abbandono fiabesco nè escamotage sillabico avulsi dal reale semmai espediente creativo immerso nella realtá che ci circonda. Operette morali, eteree, sospese come le e eeee che ne compongono il titolo, fra il faceto e il serio, fra il monito e la descrizione originale, una sorpresa per quanti se ne accingessero alla lettura convinti di aver di fronte un lavoro che copia il linguaggio dei più giovani per attirarne l'attenzione.


A loro si rivolge, l'Autrice, ma con il proprio filo comunicativo più diretto: la Poesia.

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