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Domenica, 19 Maggio 2019

L'uomo che non conosceva la libertà

La storia di un amore tra due persone che appartengono a mondi lontanissimi e per certi versi antitetici è l’occasione per tracciare un ritratto della Cina moderna, un paese in continua evoluzione, che in pochi anni ha avuto un’enorme crescita economica tanto da imporsi come potenza mon- diale. Tuttavia l’Autrice, ambientando la storia nella regione più occidentale del paese dove vive una popolazione fortemente discriminata, riesce a mostrare il lato oscuro di questo sviluppo impetuoso, fino a mettere in dubbio l’idea stessa di progresso: troppo alto è il prezzo da pagare se si calpestano i diritti dei più deboli e si distrugge l’identità di intere popolazioni ed etnie che pure possono vantare una storia millenaria.

Un libro appassionante in cui l’amore ed il sentimento si confondono con la lotta e la rivoluzione. Alla continua ricerca di libertà. Voci inascoltate di una Cina moderna.

Il romanzo di Iris si configura come il viaggio al femminile di un moderno Marco Polo, di una donna con la passione per la civiltà orientale che decide di fuggire dal mondo occidentale consumistico e bigotto per raggiungere un mondo fatto di antiche tradizioni e spiritualità. Ma quella che nella sua mente si configurava come una società ancestrale e pura in cui ricercare la propria identità, ai suoi occhi si mostra come una società basata sull’ambizione e l’apparenza in cui “paradossalmente si può anche perdere la propria identità”. La Cina, il suo sogno e al tempo stesso il suo incubo. L’unione e la separazione.

Parte per la Cina dopo la laurea e lì incontra la sua metà di mondo: un lui e una lei, dei senza nome, che si completano come due metà della stessa mela, come lo yin e lo yang, la notte ed il giorno, il sole e la luna. Trascorre dieci lunghi anni in Cina, il tempo di trasformare le sue speranze in disillusioni. Entra a contatto con una realtà diversa da quella descritta nei manuali di scuola, una realtà difficile, spesso taciuta… perché il controllo dell’informazione è ormai una verità del nostro secolo.

Tra il bianco e il nero di questo romanzo-denuncia ho potuto conoscere una realtà a me prima sconosciuta: quella degli uiguri, musulmani che abitano la regione autonoma cinese dello Xinjiang, sotto le continue repressioni da parte del governo centrale di Pechino. La diversità di lingua, religione, cultura di questa popolazione dal cuore della Cina, che spinge invece sempre più a un dominio tecnologico della terra, l’ha condotta all’isolamento e all’occultamento della sua causa. Per gli uiguri è pressoché impossibile fuoriuscire dal loro paese: “lei non riusciva a capire perché la sua domanda per ottenere il passaporto e il visto per l’Italia fosse sempre rifiutata”. Un paese che ha tutte le sembianze di una gabbia di uccellini cinguettanti, ai quali non è concesso il diritto alla libertà. Vengono discriminati in quanto “musulmani”, ma la parola “musulmano” non coincide con “terrorismo”. La società uigura, spiritualmente e culturalmente, è molto diversa da quella occidentale. Ma la diversità non implica l’esclusione.

Lui e lei, i due protagonisti del romanzo, fanno fatica ad integrarsi nella società dell’altro, ne riconoscono pregi e difetti, ma “l’altro, se guadato con rispetto e tolleranza, può solo completarci e integrare le nostre mancanze”. Una società perfetta non esiste ma a questa perfezione ci si può avvicinare con l’inclusione e l’integrazione, sempre e comunque nel rispetto reciproco. A combattere per la causa uigura è Rebiya Kadeer, rifugiata negli Stati Uniti con l’intento di sfuggire al governo cinese che voleva per lei la reclusione a vita. E’ una donna che non ha paura di raccontare al mondo la sua versione dei fatti, completamente diversa da quella cinese. E’ una donna che lotta quotidianamente per il suo diritto alla parola, per il diritto alla libertà. Ma non dobbiamo scordare che è madre di undici figli e ad ogni sua parola fuori posto vede costantemente entrare e uscire dalle prigioni la sua numerosa famiglia.

Per questo motivo è meno influente del Dalai Lama, che pur si spende quotidianamente per l’indipendenza tibetana. E’ questa una storia che nutre la curiosità del lettore e lo accompagna alla scoperta di un nuovo popolo e allo svelamento delle verità. Ma è innanzitutto una storia che commuove per quell’amore che abbatte le barriere dell’emarginazione e che vede nell’opposizione una ricchezza e un dovere per l’esistenza. Avete mai pensato al fuoco senza l’acqua? Alla luce senza il buio? Alla passione senza la razionalità? Lui e lei, “seppur distanti, continuano a essere un’unità che contribuisce a mantenere l’universo intatto”. Dedicato a: - chi ha sete di curiosità - chi non ha paura della verità - chi ama il suo opposto - chi è un tutt’uno col mondo 

L’autrice: Dopo aver trascorso molti anni della sua vita in Cina, Iris ad oggi è costretta a mantenere l’anonimato per salvaguardare la sua persona e la sua famiglia. Sceglie di lottare con l’arma più potente, la penna, e questo basta per conoscerla a fondo.  

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