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Domenica, 15 Settembre 2019

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Ritorni clamorosi alla fede: Lindo Ferretti

La copertina dell'ultimo libro di Lindo Ferretti

 

Nell'ambito della seguitissima rassegna di cultura cristiana “Narrar degli uomini, parlar di Dio”, giunta alla quarta edizione, sono stati presentati presso la storica Chiesa Nuova, a Roma, alla presenza dell'autore, gli ultimi due libri del cantautore emiliano Giovanni Lindo Ferretti (Reduce e Bella gente d'Appennino, pubblicati entrambi per Mondadori). Introdotto dal giornalista di Avvenire Lorenzo Fazzini, Lindo Ferretti, giunto ormai alla soglia dei sessant'anni, ha raccontato a un pubblico composto perlopiù di giovani e giovanissimi la sua vita spericolata passata dalla musica punk alla contestazione studentesca del 1968 fino alla rivoluzione di classe. Il fondatore e leader dei CCCP - Fedeli alla linea, poi dei CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti), quindi, oggi, dei PGR (Per Grazia Ricevuta) che raramente abbandona la sua casa natìa di Cerreto Alpi, sull'appennino emiliano, per una serata ha accettato di parlare di sé senza reticenze e senza nemmeno sottrarsi alle domande più insidiose del pubblico, in genere solitamente piuttosto scettico di fronte a testimonianze gridate o troppo repentine di conversione alla fede cattolica. Eppure, come ha spiegato lo stesso Ferretti, nel suo caso particolare proprio di questo si é trattato: di un ritorno immeritato e inaspettato (“per Grazia”) alle radici dell'infanzia spirituale e morale che – simbolicamente, ma anche significativamente – é stato accompagnato dal ritorno concreto alla vecchia casa dei suoi genitori, dov'era nato e cresciuto. Un luogo che conserva inalterata, ancorché ferita, tutta la sua semplice specificità, lontano mille miglia dalla classica metropoli contemporanea che per il cantautore ha ormai definitivamente perso dimensioni essenziali del vivere come il contatto con la natura incontaminata, la contemplazione di ciò che é attorno a noi, il rapporto con il silenzio. Ancora, un luogo in cui l'ultima pervasiva rivoluzione digitale dei social network non esercita ancora una particolare influenza sui rapporti sociali cosicché le tante mode di quell'universo dell'effimero restano in parte distanti dall'influenzare i gusti e il costume delle persone. Eppure, questo ritorno a casa non é stato indolore: il cantautore, come spiega più nel dettaglio nei suoi due libri autobiografici, vi è arrivato solo dopo avere sperimentato su di sé il nichilismo aggressivo e disorientante delle varie proposte ideologiche e politiche che ha via via incontrato e l'avere visto perdersi irreparabilmente (a volte persino morire) alcuni suoi amici di scuola, per droga o per terrorismo. Così, dopo avere smesso di andare in Chiesa “a quattordici anni” il cantautore ha ripercorso la strada solo diversi decenni più tardi quando – in un momento della sua vita particolarmente duro e dopo avere scoperto tutta l'illusorietà di alcune utopie politiche come quelle del cosiddetto 'socialismo reale', grondanti di sangue – si è ricordato delle preghiere recitate da piccolo a casa con l'anziana nonna che prima di addormentarsi, tutte le sere, lo invitava anche a fare l'esame di coscienza. A tanti anni di distanza, e con la nonna ormai venuta a mancare, Lindo Ferretti ha ripreso a farlo, sulla spinta di un istintivo moto interiore, traendone beneficio e tornando a riconsiderare alcune scelte fondamentali della sua vita.

Credevo che con la prassi rivoluzionaria si potesse costruire il paradiso in terra, invece peggiora le condizioni di vita degli uomini”, ha più volte ripetuto di fronte ai ragazzi romani quasi a sottolineare la pericolosità inalterata del fascino di attrazione delle ideologie, soprattutto se adottate acriticamente, come spesso avviene da parte di chi poi ne propaga con convinzione la parola o l'azione il messaggio rivoluzionario. All'epoca “vedevo la Chiesa come la causa di tutti i mali sociali”, ha aggiunto ancora, spiegando che – influenzato dalle cattive amicizie, come dalla cultura dominante – aveva finito per attribuire ogni nefandezza a quella che oggi invece chiama, sulla scorta della tradizione, “la sposa di Cristo”. In realtà, come disse anche il convertito inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) la vita e il mistero della Chiesa lo si può iniziare a comprendere solo osservandola dall'interno. Oggi Lindo Ferretti, che non si considera un esempio per nessuno ma semmai solo un testimone privilegiato dell'amore di Dio, continua a fare quello che ha sempre fatto, ovvero suonare e cantare, tuttavia nel frattempo dal punk ribelle e provocatorio si è passati a ben altre melodie e, soprattutto, ben altri testi: perché anche la musica - lo dice perfino Sant'Agostino (354-430), a sua volta pure un convertito - può essere uno strumento per avvicinare gli uomini alla verità di Dio e così, indirettamente, a quella sull'uomo e sulla società che questi quotidianamente costruisce. Alla fine, gli applausi convinti dei numerosi ragazzi hanno suggellato decisamente una serata in controtendenza rispetto ai canoni della cultura dominante e all'insegna dell'ottimismo e della speranza, le due cose di cui forse maggiormente necessità la società dei nostri giorni, apparentemente benestante e spensierata ma in realtà, nel profondo, sempre di più alla ricerca di un senso e di una ragione per cui vivere.

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