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Una vecchia barzelletta racconta di un bambino che va dal suo babbo e gli dice: «Babbo, lo sai che gli asini volano?», il babbo risponde: «Ma per favore … chi ti racconta simili idiozie?». Il bimbo: «E’ scritto sull’Unità». Il babbo: «Volano…. volicchiano!».

La realtà sta superando l’ironia. Nel 2004 la Regione Toscana, sempre all’avanguardia nella legislazione libertaria fin dai tempi del Granduca Leopoldo, emanò una legge (n.63 del 15 novembre 2004) contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Legge impugnata nel 2006 dal governo Berlusconi che decretò l’illegittimità costituzionale di alcuni articoli 7 (consenso informato ai trattamenti terapeutici) e 16 (discriminazione nei pubblici esercizi), ma che lasciò intatto l’impianto della normativa. A questa seguì, nel 2009, la nascita dell’Osservatorio permanente per la lotta contro le discriminazioni (finanziamento 20mila euro) che nel maggio del 2012 preparò un’indagine conoscitiva presso i comuni toscani per l’istituzione dello stesso osservatorio.

20mila euro, tre anni, per un documento di 24 pagine dove si descrive con grafici e tabelle la sensibilità dei comuni toscani sul tema (abbastanza scarsa).

La regione Toscana aderisce anche a RE.A.DY, una rete nazionale contro le discriminazioni.

Un movimento organizzato, articolato e ben preparato che attende solamente una legge nazionale per mettere in moto un apparato che ancora non si può esprimere operativamente al meglio. Con questo ci confronteremo, noi che abbiamo a cuore le libertà vere: quella di espressione anzitutto.

La Libreria Editrice Fiorentina pubblicò nel 2005 un volumetto che iniziava a chiarire le idee sul problema che stava manifestandosi ospitando un ampio dibattito e inserendo due testi di aiuto. Il primo di Bruto Maria Bruti che chiarisce i termini della questione: omosessualità, movimento gay, matrimoni, adozioni, libertà di educazione e un ampio approccio scientifico all’omosessualità. L’altro testo inserito nel volumetto è un’intervista a Joseph Nicolosi curata da Roberto Marchesini che approfondisce il tema dell’omosessualità e le sue cause con un accenno alla terapia ripartiva.

Il volumetto, nato grazie alla lungimiranza di Riccardo Novi allora Assessore al Comune di Fauglia (PI), è sempre di grande attualità e di utilità nella battaglia per la difesa della famiglia, la libertà di espressione e la difesa delle verità naturali. Perché non tutti credono che gli asini volano, anche se fosse decretato da una legge, regionale o nazionale!

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E’ in distribuzione il volume Quante Calabrie Fra Pasolini e Steven Tyler, libro di Amedeo Furfaro edito dal Centro Jazz Calabria di Cosenza. La pubblicazione è una sorta di giro narrativo della Calabria in un viaggio che parte da lontano, dalle scorribande di Pasolini attorno al ’60 al recente ritorno di Steven Tyler nella terra dei suoi avi; nel mezzo si annota di feste (la volata di S. Lucido) e spettacoli popolari (Giangurgolo che intona xacarre), arti (la liuteria di Bisignano) e mestieri (i fornaciari a Ioggi), usi (la grappa silana paisanella) e luoghi (il museo Leoncavallo di MontaltoUffugo), voci (l’inno di Modugno a Reggio) e storie (i valdesi di Guardia) e via narrando attraverso le Calabrie dei tanti campanili; sono pagine scritte anche con attenzione letterario-musicale da parte dell’autore, giornalista musicale, con interessanti contributi su Torrefranca, Oswaldo Minervini, Dalida, Connie Francis, Rino Gaetano.

La regione appare una lunga striscia di terra dalle mille anime, in cui il legame cultura-territorio ancora avvolge idealmente coste e monti, città e paesi, ambiente e paesaggi naturali e antropici, individui e comunità. Ed è raccontata senza lamentazioni nostalgiche, grazie a esperienze dirette o maturate su originali fonti bibliografiche, in una osservazione che ne delinea alcuni tratti salienti, passati e dell’attualità, in ciò contribuendo all’affermazione di una Idea positiva di questa regione nell’immaginario collettivo.

Il volume chiude la trilogia 2013 dell’autore sulla Calabria della collana tascabile gLocale del Centro Jazz Calabria inaugurata dalle riedizioni di I teatri di Cosenza e da A. Muti. Tradizioni popolari nel Cosentino.

Un viaggio intimo e valoriale raccontato in un libro intenso e mai scontato, “Da Pericle a Papademos” (Betelgeuse editore). Dove Enzo Terzi, italiano trapiantato ad Atene, affresca i cambiamenti intercorsi in Grecia negli ultimi anni, ma bypassando l'avvento della troika con un vero e proprio diario di viaggio.
Che risale ai primi contatti con un mondo nuovo e inatteso, quei costumi e quelle abitudini che, oggi, si scontrano contro il muro invalicabile di una crisi sistemica. Che ha individuato Atene come drammatico capro espiatorio.

1975 il suo primo incontro con questo paese  e come dice lui in una recente intervista a Francesco De Paolo : arrivai già carico di tutte quelle informazioni che compagni di università, greci, mi avevano fornito. Era un periodo particolare per quel paese, reduce da una dittatura appena conclusasi e che mi aspettavo di trovare romanticamente libero, così come ci si può immaginare in gioventù. Ma non feci in quella occasione scalo ad Atene, se non per cambiare aereo. E venni subito proiettato, come per un viaggio indietro nel tempo sull’isola di Mitilini. Ed una immagine su tutte è rimasta: quella di un vecchio autobus - al quale attribuii, vista l’età, l’onore di aver ospitato anche Churchill – sul quale salii appena sceso dall’aereo, un fiammante Airbus della Olympic che al tempo era orgoglio della nazione. In quel contrasto, oggi so con ancora più coscienza di quanta non ebbi allora quando ancora ero disposto a interpretarli come i retaggi di una società di tipo tribale (in senso antropologico s’intende), che in quei simboli vi era tutto il filo delle contraddizioni e delle diversità che sopravvivono ancora oggi in questo paese dove ad una storia, tragica come quella contemporanea, figlia della modernità, l’antico, la tradizione, la conservazione dei valori, fanno da muro di contenimento, da barriera frangiflutti. Non a caso nell’alveo della famiglia oggi si ritrova l’arma più potente disponibile per tanta di questa gente, per contrastare la crisi. Un valore che sopravvive ed anzi si erge imperioso in un momento in cui di valori se n’è persa traccia. Ma non gli si potrà chiedere l’impossibile. Oggi sono i nonni che aiutano i figli che aiutano i nipoti. Sono i nonni che offrono le case a loro volta ereditate o costruite piano piano negli anni ai figli ed ai nipoti. Ancora una volta il clan familiare è la vera – e spesso viene da pensare l’unica – anima che cementa questa più che mai divisa società che solo in questo patrimonio comune oltre che nell’orgoglio (quello sano e non certe autarchiche derive) che pervicacemente mostra ad ogni non-greco, sembra ritrovarsi

Enzo Terzi parte dal presupposto che osservare la quotidianità sia vedere al microscopio quanto la statistica ci riporta e nel contempo, verificare da cosa prende origine nella sua unità di misura: il cittadino. E qui le statistiche parlano di grandi ed impossibili numeri che esemplificano il disastro: 29% di disoccupazione, 64% di disoccupazione giovanile, oltre 500.000 imprese chiuse negli ultimi quattro anni, 500.000 posti di lavoro persi solo negli ultimi due anni, più di 100.000 bambini in condizioni abbondantemente sotto la soglia di povertà come indicato nell’ultimo Report 2013 dell’Unicef. Tutto questo su una popolazione complessiva di poco più di 10 milioni di abitanti.

Secondo l autore le statistiche in positivo, non esistono. Nemmeno una. Neanche quella di una possibile ricrescita perché la data della possibile ripresa ogni anno viene rinviata al successivo. In sintesi: un 10-15% della popolazione è ricca, lo è sempre stata e sempre lo sarà, così come la povertà, quella cronica, esiste in ugual misura. La differenza è tutta in quel 70% di popolazione silenziosa, che oggi, riesumando antiche capacità dovute alla storia di un paese vissuto lungamente sotto dominazione o governo straniero, porta nel proprio dna: la capacità di arrangiarsi, di sopravvivere, confidando che i tempi cambieranno.

Terzi Enzo

Enzo Terzi nasce il 02.11.1955 a Firenze, ove compie i propri studi presso il Liceo Scientifico e l’Università alla Facoltà di Lettere e Filosofia dedicandosi particolarmente a Storia Moderna e Storia del Teatro. Dal 1975 al 1979 collabora come giornalista con il quotidiano nazionale “Nazione Sera” curando 3 volte la settimana la pagina dello spettacolo teatrale. Sarà proprio il teatro la prima grande passione che lo porterà a seguire per 2 anni da vicino Gabriele Salvatores (al tempo regista teatrale della compagnia Il Gruppo della Rocca) e successivamente Ariane Mnouckine fondatrice e trascinatrice del Theatre du Soleil a Parigi. Seguiranno anni di studio e di collaborazione con l’Università di Milano per una ricerca storica sul teatro italiano. Dal 1990 cominciano le prime collaborazioni con case editrici. Ha gestito per 4 anni la rivista per le scuole medie superiori “The Wall” e nel 1995 ha costituito una propria azienda, la “ETP Books”. Fino al 2007 è stato responsabile esterno delle pubblicazioni per il Dipartimento Museale (etrusco e romano) di Fiesole (Fi). Risiede dal 2008 ad Atene.

Questo  libro  uscirà  il  1  gennaio  2014,  in  contemporanea  con l’apertura del semestre di Presidenza greca dell’Unione Europea e con l’obiettivo di  stimolare il dibattito  su due  temi di grande rilevanza.  Riuscirà  la  Grecia  a  dimostrare  lo  scatto  di  reni necessario  per  guidare  un’Europa  indebolita  sul  piano economico, culturale e politico, ma soprattutto per uscire dalle sabbie mobili in cui è finita e dare una nuova speranza alla sua gente?  Riuscirà la Grecia, insieme ai  Paesi  del Mediterraneo, a riportare  il  baricentro  europeo  in  un  punto  di  equilibrio  più vicino alla nostra cultura, al nostro modo di sentire, di intendere, di intraprendere e di vivere?

Parlare di Grecia da un biennio a questa parte ha significato prestare occhi e orecchie a storie di crisi e di sconfitta. Al contrario, è proprio nel DNA del popolo greco che si può trovare la risposta positiva ai tempi bui  che  attanagliano  Atene, ma  anche  l’intera  Europa  e  l’intero  pianeta.  La  storia  dell'Ellade  è  foriera  di esempi positivi: ogni volta che si è trovata con le spalle al muro e a un passo dal baratro, la Grecia è riuscita a rialzarsi e a  far  fronte al nemico di turno, dando una svolta determinante alla Storia. Sua è anche l’idea primigenia di Europa. E’ da qui che bisogna ripartire: dalle storie passate e presenti di rinascita e rivincita, come quelle, belle, avvincenti e propositive, che questo libro propone, accanto alla fotografia attuale della situazione del Paese. Per dare un calcio alla rassegnazione che ovunque chiude menti e annacqua le idee.

Biografia dell’autore:  Francesco  De  Palo,  barese  classe  ’76,  è  giornalista freelance, scrittore e blogger. Laureato in giurisprudenza, scrive di Mediterraneo e  di  politica  per  Il  Fatto  Quotidiano,  Il  Giornale,  Formiche,  Rivista  Il  Mulino  e dirige il magazine Mondo Greco. Profondo conoscitore della Grecia che frequenta assiduamente  dal  1996,  parla  il  greco  moderno:  ha  seguito  in  loco  nel  2012  le elezioni greche e il dossier troika. Una delle sue inchieste pubblicate sul Fatto.it è stata  messa  agli  atti  del  parlamento  ellenico  nell'ambito  della  commissione  di inchiesta sulla lista Lagarde. E’autore di Onde-diario di un immigrato e membro onorario della Società di Studi Cipriologici di Nicosia.

La 19° edizione della Città del Libro di Campi Salentina si terrà dal 12 al 15 dicembre ha annunciato il presidente della Fondazione Sirsi volendo inaugurare un nuovo metodo di condivisione delle scelte con gli editori, con particolare attenzione ai rapporti con le case editrici. Ha già chiesto agli editori una loro personale verifica sul passato della rassegna e i suggerimenti per il futuro.

La Fondazione cercherà di coinvolgere tutti coloro che credono in questa manifestazione, fuori da steccati ideologici e pregiudizi nemici della cultura.

La Città del libro è una rassegna letteraria nazionale che si svolge a Campi Salentina in provincia di Lecce e si articola in più giornate, con presentazioni di libri e tavole rotonde di argomento letterario, storico, filosofico e scientifico.

La prima edizione si tenne a dicembre del 1995 e venne intitolata “…per amore del libro”. Vi parteciparono Nando dalla Chiesa, Emanuele Macaluso, Alda Nerine e Vittorio Veltri.

Protagonista della 19° edizione della Città del Libro sarà Marco Travaglio, giornalista e scrittore, attualmente vice direttore de “Il Fatto Quotidiano”, insieme alla famosissima attrice Isabella Ferrari, per presentare lo spettacolo teatrale “È Stato la Mafia”, prodotto da Promo Music di Marcello Corvino.

Lo spettacolo racconterà i retroscena e dettagli sulla storia della presunta trattativa tra Stato e Cosa Nostra, cominciata su iniziativa dello Stato nel 1992, all’indomani delle due stragi che costarono la vita ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e agli uomini delle rispettive scorte. Un negoziato in cui lo stop alle bombe stragiste, doveva passare obbligatoriamente dall’attenuazione delle misure detentive previste dall’articolo 41 bis e altro ancora.

Intanto, proprio in queste ore, la Fondazione Città del Libro chiude con nomi di assoluto rilievo del panorama culturale, sociale ed intellettuale, per la composizione del Comitato Scientifico della Rassegna.

Su tutti il Magnifico Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”, Corrado Petrocelli ordinario di Filologia classica ed Esegesi delle fonti di storia greca e romana. Il docente dell’Università degli Studi di Lecce, Egidio Zacheo, del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’uomo, già sindaco di Campi Salentina e, di fatto, principale fautore della Città del Libro. Il vice presidente dell’Apulia film commission, Luigi De Luca, già Amministratore del Teatro Pubblico Pugliese e sindaco del Comune di Cursi.

Gradito ritorno poi, quello del giornalista Tonio Tondo, inviato speciale de La Gazzetta del Mezzogiorno. Infine, ma non per ultimo, il coinvolgimento del sindaco di Corigliano d’Otranto,Ada Fiore, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo “Capece” di Maglie e ideatrice del “Parco filosofico” nelle strade del suo comune, per un nuovo “turismo del pensiero”.

 

 

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