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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Come la Grecia?

Ce lo sentiamo dire da mesi ormai. Dopo l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna, siamo noi i prossimi a essere messi sotto osservazione. Un malato bisognoso di cure prima che sia troppo tardi.
Ma cosa c’è dietro al fallimento della Grecia ?
E cosa può fare l’Italia per evitare lo stesso destino ?
Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della televisione  pubblica greca ERT, ci racconta con un linguaggio semplice e diretto la grave crisi che sta attraversando il suo paese e minaccia di contaminare tutta l’Europa in un bellissimo libro che presentera oggi alla libreria Romana FANTANGO vicino al Parlamento presenterano l'Autore /Eugenio Occorsio e Maurizio Torrealta
Tutto questo ha a che fare con noi e con il difficile momento storico che stiamo affrontando. L’Italia, come la Grecia, ha un enorme debito pubblico (i due paesi si contendono da mesi il primo e il secondo posto della famigerata classifica dei più alti debiti pubblici europei in rapporto al PIL). Entrambi i paesi hanno un sistema politico inefficiente con una pesante burocrazia totalmente asservita ai politici, un governo travagliato e debole, diviso da mille interesse clientelari, un’opposizione irresponsabile e inerte, un tasso di disoccupazione fra i più alti in Europa e un’evasione fiscale senza eguali.

Le disperate misure di contenimento del debito e i tagli alla spesa pubblica che il governo Papandreou sta mettendo in atto non sono molto lontane dalle manovre finanziarie d’urgenza a cui il governo Berlusconi è costretto in questi giorni sotto il ricatto dei mercati e dell’Unione Europea.

In Grecia da due anni si susseguono violentissime proteste con decine di scioperi generali e duri scontri con la polizia fuori dal Parlamento. La popolazione è messa a dura prova, gli stipendi pubblici sono stati decurtati, tolte tutte le indennità, riformato il sistema pensionistico, aumentate le tasse. Perfino la Chiesa Ortodossa ha contribuito al risanamento dichiarandosi disponibile a pagare le tasse sugli immobili e a tagliare un po’ gli stipendi dei ministri del culto. Qualcuno pensa che la Chiesa Cattolica dovrebbe fare lo stesso in Italia.

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