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Venerdì, 15 Gennaio 2021

Libia, imminente la battaglia finale

La battaglia finale in Libia é "imminente". Lo ha annunciato il portavoce militare dei ribelli, Ahmed Omar Bani, a Bengasi, spiegando che "finora non é giunta alcuna proposta di resa pacifica" da parte dei gheddafiani a Sirte. "Il lancio della battaglia finale è imminente. Finora non abbiamo ricevuto nessuna proposta di resa pacifica. Vogliamo che tutti sappiano che siamo pronti militarmente per la battaglia che metterà fine al conflitto", ha dichiarato il colonnello Bani in una conferenza stampa. "Noi continuiamo a cercare una soluzione pacifica, ma sabato impiegheremo metodi diversi di fronte a questi criminali", ha aggiunto sottolineando di essere "sorpresi che gli abitanti di Sirte rifiutino ancora le nostre proposte pacifiche per evitare spargimenti di sangue su entrambi i fronti". Riguardo alle operazione militari previste a Sirte, Bani ha spiegato che "la loro durata non è un problema, l'importante é liberare Sirte". Poco prima il presidente del Consiglio nazionale transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil, aveva dato un ultimatum ai lealisti di Sirte, affinché si arrendano prima di sabato.

"Abbiamo dato un termine fino a sabato a Sirte e alle altre città fedeli a Gheddafi perché si arrendano". Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale transitorio, Mustafa Abdel Jalil, che ha tenuto una conferenza stampa a Bengasi, trasmessa in diretta da Al Jazira.

La Nato "non è a conoscenza" dei movimenti di Gheddafi e non ha informazioni sulla sorte del figlio del colonello, Khamis. Lo ha detto un portavoce della missione militare Unified Protector definendo "voci" i rapporti che indicano che Khamis sia morto in un raid della Nato.

Massima allerta a Tripoli nelle prossime 48 ore nel timore di attacchi dei fedelissimi del rais: il leader del gruppo Mohammed al-Madani, il più importante di Zintan, invita la popolazione a "non recarsi domani in piazza dei Martiri (la vecchia piazza Verde, ndr)", per le celebrazioni dell'Eid, la fine del Ramadan. Tra i timori anche quello per l'utilizzo di missili da parte dei seguaci di Gheddafi. "Faccio appello alla popolazione e ai Tuwar perché non si rechino domani in piazza dei Martiri, c'é il rischio concreto di un attacco massiccio da parte dei sostenitori di Muammar Gheddafi", ha detto all'ANSA Ibrahim al-Madani, figlio di Mohammed, il capo militare dei ribelli di Zintan, una vera e propria leggenda della rivolta iniziata il 17 febbraio scorso. "Chiedo a tutti i Tuwar di mantenere le proprie posizioni, di prestare la massima attenzione a quello che può accadere nelle prossime ore". Una fonte qualificata conferma poi che "Gheddafi potrebbe usare anche i missili: abbiamo scoperto un network di agenti sotto copertura impegnati a tracciare con il laser alcuni punti strategici della capitale". Le forze del rais, "pianificano un attacco in grande stile, con mortai e attacchi dinamitardi", per poi scatenare "la battaglia nelle strade". "Alcuni li stiamo arrestando, altri ci servono per portarci alla testa di questo disegno", spiega ancora la fonte che chiede l'anonimato. "E' certo che Gheddafi tenterà qualcosa, domani o per la sua 'festa'", il primo settembre, anniversario della rivoluzione dei Colonnelli, tradizionalmente celebrata in quella che si chiamava piazza Verde. Mohammed al-Madani è stato ucciso il 6 maggio nei pressi di Zintan mentre stava chiedendo ai soldati di Gheddafi, come era solito fare prima di ogni battaglia, di arrendersi e deporre le armi senza rappresaglie.

Il Consiglio nazionale di transizione libico "non ha bisogno della presenza di forze internazionali di pace". Lo ha detto il presidente del Cnt Mustafa Abdel Jalil, spiegando che il Consiglio "si è trovato d'accordo a riguardo con le potenze straniere".

La missione militare della Nato in Libia "é ancora necessaria" e le operazioni a protezione della popolazione civile continueranno "finché necessario, ma non un giorno di più". Lo ha detto la portavoce della Nato Oana Lungescu in un incontro stampa a Bruxelles.

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