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Grande Fratello blasfemo?

Dice il premio Nobel, Douglass C. North: "la cultura è la trasmissione da una generazione all’altra, attraverso l’insegnamento ed altri processi di imitazione di conoscenza, di valori ed altri fattori che influiscono sui comportamenti".

E’ davvero così!  Sfido ognuno di noi a dire, in tema di comportamenti, se siamo gli stessi di dieci anni fa.  Dobbiamo interrogarci sul perché di questo stravolgimento sociale che si sta realizzando nella nostra nazione. In molti si chiedono se esista un movimento culturale o una lobby, che abbia l’obiettivo di sovvertire il tradizionale modo di pensare. E molti si chiedono se questa lobby abbia scelto, quale strumento di persuasione principale, la televisione.

Francesco Cosseti docente dell’ Università di Trieste afferma che "il video, un po’ per la sua carica di fascinazione, un po’ per l’immobilità cui costringe, abbassa la soglia di reattività e vigilanza dei suoi fruitori". Uno studio scientifico dell’Università di  Lund (Svezia) addirittura ci dice che con 210 minuti al giorno passati davanti alla TV un adolescente viene "destrutturato" nel cervello.

Ecco la prima "nota dolens": poco più di tre ore al giorno di TV "destrutturano" i nostri bambini. Chi non ci crede chieda ad un insegnante elementare, con qualche anno  di esperienza, se gli alunni di venti anni fa erano come quelli di oggi. Vi risponderanno che i bambini di oggi mediamente non sanno mettere in linea un pensiero.

2^ nota dolens: a giudicare dai risultati, per mezzo della televisione, i valori crollano.

Anche la gente comune lo sa, come è dimostrato da uno studio di qualche anno fa dell’Unione Consumatori, in cui emerge che ben il 68% della popolazione definisce la nostra televisione, una "pattumiera". Solo il 24% la ritiene una valida fonte d’informazione però da usare con attenzione e, appena il 2,4% dei genitori si fida degli orientamenti educativi della televisione. Nel frattempo la "lobby della trasgressione" va avanti con faccia tosta nel processo di distruzione del nostro tessuto sociale. Il famoso Antonio Ricci, autore di molti programmi di successo televisivi, non avverte nessuna preoccupazione nell’ affermare che il cittadino e il bambino hanno bisogno di "impulsi trasgressivi". Lo stesso Ricci, assieme ad altri autori, dice ancora che "è l’audience che trascina il comportamento televisivo”, giustificando cosi le loro trovate.

L’ultima trasgressione in ordine di tempo è avvenuta qualche giorno fa con l’ennesima bestemmia fatta al Grande Fratello. Anche “Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, è intervenuto affermando che  Il Grande Fratello è arrivato a fine corsa. “Mandateli tutti a casa, titolava il giornale dei vescovi, all’estero lo avevano già capito tempo fa e infatti l’hanno chiuso. In Italia, no”. Hanno controbattuto i dirigenti del programma: “Finchè fa ascolti, va tenuto”.

Nessuno però ricorda che i programmi televisivi con maggiore audience sono invece le fiction ad alto contenuto valoriale e le partite della nostra Nazionale di calcio.

3^ nota dolente: I casi appena esaminati non riguardano i vicini di casa mentre noi siamo immuni da questo problema. Il 75% delle famiglie italiane, per citare un altro dato, ha più di due televisori in famiglia. Ciò crea una sorta di "coriandolizzazione" familiare sconvolgente, perché nel momento stesso in cui si hanno in casa 3-4 televisori, praticamente si creano le condizioni perché ognuno resti isolato e non si integri nel ceppo familiare. Di fatto, ogni componente va per i fatti suoi, si chiude nella sua stanza e si isola rispetto al resto della famiglia, con la conseguenza che le protezioni morali e psicologiche reciproche sono fatalmente saltate.

Tempo fa il Primate della Chiesa del Brasile, Salvator De Baìa,  disse che l’Occidente ha bisogno di essere riempito di contenuti e di valori anche nel contesto dei programmi televisivi, perché la televisione non solo non educa ma addirittura sta generando un popolo di guardoni, di violenti,  di pornofili, oggi avrebbe aggiunto, e di blasfemi.

Reciproco rispetto, fedeltà e senso della famiglia, sono regolarmente ridicolizzati o sviliti a vantaggio di blasfemia, perversione, divorzio, adulterio. Penso che ci sia materia sufficiente per poter dibattere, ma soprattutto per creare le condizioni affinché ciascuno di noi, ognuno nel proprio piccolo, possa agire e intervenire.

 

 

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