Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Martedì, 21 Settembre 2021

Santa Severina - Il trio …

Set 10, 2021 Hits:798 Crotone

Le Colonne d’Oro di Affid…

Ago 02, 2021 Hits:2618 Crotone

Maslow: non sapevo di ess…

Lug 13, 2021 Hits:2191 Crotone

Al Ministro Franceschini …

Lug 05, 2021 Hits:2130 Crotone

A Santa Severina Chopin e…

Giu 25, 2021 Hits:1723 Crotone

Michele Affidato insignit…

Giu 25, 2021 Hits:1350 Crotone

Scaramuzza: concluso un p…

Giu 25, 2021 Hits:1261 Crotone

Scaramuzza: si è svolto a…

Giu 19, 2021 Hits:1513 Crotone

Parolisi è stato arrestato

Salvatore Parolisi è stato arrestato per l'omicidio della moglie Melania Rea. L'uomo e' stato trasferito al carcere di massima sicurezza di Marino del Tronto. Ad attenderlo li' ci sono i suoi legali, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile. Nella caserma dei carabinieri si sono svolte solo attivita' burocratiche (fotosegnalazione, ecc.).L'interrogatorio di garanzia e' fissato per domani.

Il gip di Ascoli Carlo Calvaresi ha così accolto la richiesta della Procura, che chiedeva l'arresto del caporalmaggiore dell'esercito per l'omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea. La donna era stata assassinata il 18 aprile scorso. Il suo cadavere era stato trovato due giorni dopo nel Bosco delle Casermette, nel Teramano. Poiché l'omicidio avvenne con certezza in Abruzzo, è scontato ora un trasferimento degli atti alla Procura di Teramo, che il gip potrebbe aver deciso contestualmente all'accoglimento della richiesta dei magistrati ascolani.
Salvatore Parolisi "ha fatto tutto da solo" quando uccise il 18 aprile scorso la moglie Melania rea nel bosco delle Casermette "al culmine di un litigio". E' la convinzione "personale" del comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, col. Alessandro Patrizio, che oggi ha incontrato la stampa dopo l'arresto del caporal maggiore. Secondo il col. Patrizio, quindi, Parolisi non avrebbe avuto complici né nell'omicidio, né nel successivo vilipendio di cadavere, con una serie di colpi inferti post-mortem sul cadavere della giovane donna.
Anche se nella richiesta di arresto dei pm ascolani e nell'ordinanza del gip Carlo Calvaresi viene ritenuta non infondata la possibilità che il vilipendio di cadavere sia stato effettuato in concorso con altri, per i carabinieri, che hanno condotto le indagini sul caso, Parolisi sarebbe potuto tornare al bosco delle Casermette il 19 o addirittura il 20 aprile mattina, a ridosso della scoperta del cadavere, per sferrare altri colpi, incidere tagli (tra cui una forma di svastica sulla coscia) e infilare una siringa vuota usata sotto al seno della moglie. In questi giorni, sempre secondo il col. Patrizio Parolisi "ha fatto di tutto per essere visto", ma ci sono dei "buchi" nella scansione delle sue giornate.

Omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudelta' (pena che prevede l'ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Questi i reati contestati a Salvatore Parolisi, che aprono anche alla possibilita' che le ferite post mortem sul cadavere di Melania siano state inferte da persona diversa rispetto al marito. Ipotesi che comunque gli inquirenti ritengono poco verosimile

Salvatore Parolisi e' stato arrestato per l'omicidio della moglie Melania Rea, il gip di Ascoli Piceno ha sancito il trasferimento dell'inchiesta a Teramo, ma ''le indagini non sono ancora finite''. E' il commento di una delle fonti inquirenti di Ascoli. ''Mancano ancora alcuni risultati del Ris - spiega - gli accertamenti geologico-botanici e altre cose''. Accertamenti che ora saranno coordinati e valutati dalla Procura di Teramo, anche se uno dei pm ascolani, Umberto Monti, potrebbe essere applicato per l'inchiesta in Abruzzo: la decisione spetta alla Procura generale dell'Aquila, ma la procedura si prospetta piuttosto complicata. Intanto in Procura ad Ascoli nessuno fa commenti, ma si respira un'aria di soddisfazione per un lavoro svolto in modo accurato ''e con grande meticolosita'', riconosciuto implicitamente dal gip che ha recepito in toto l'impostazione dei magistrati e degli investigatori dei carabinieri e anche le motivazioni indicate dai pm: inquinamento delle prove e pericolo di reiterazione del reato. Secondo la stessa fonte, le indagini ''sono state a 360 gradi'' e non hanno imboccato subito la pista dell'uxoricidio, ''ci sono state varie ipotesi che sono state vagliate e approfondite''. Poi progressivamente il perimetro ''si e' ristretto'', di fronte ai risultati dell'autopsia, agli accertamenti di polizia scientifica e alle indagini ''tradizionali'' condotte sentendo testimoni su testimoni. Ma anche di fronte alle bugie e alle contraddizioni in cui e' caduto l'unico indagato, ''iscritto nel registro degli indagati in una fase piuttosto avanzata'', segno appunto che tutte le altre piste erano state gia' battute ed escluse.

Il gip del Tribunale di Ascoli Carlo Calvaresi, nell'ordinare l'arresto in carcere di Parolisi, si e' dichiarato incompetente per territorio, per cui gli atti dell'inchiesta sull'omicidio di Melania Rea passano alla Procura di Teramo. E' in questa provincia, infatti, che si trova Ripe di Civitella, il luogo dove venne ritrovato il 20 aprile scorso il cadavere della donna. Il magistrato ascolano, in ogni caso, nei prossimi giorni sottoporra' Parolisi all'interrogatorio di garanzia, che entro i successivi 20 giorni verra' ripetuto dal collega di Teramo a ulteriore tutela e garanzia dell'arrestato. Calvaresi, nelle 90 pagine dell'ordinanza, ha condiviso l'operato del pool dei magistrati di Ascoli, che hanno chiesto l'arresto nonostante i risultati dell'autopsia e dello studio degli schizzi di sangue (Bto) abbiano stabilito con certezza che Melania Rea e' stata uccisa nel luogo dove e' stato ritrovata morta, al Bosco delle Casermette, appunto, in territorio abruzzese.''Io in carcere, l'assassino di mia moglie libero'': cosi' ha detto Salvatore Parolisi - secondo quanto apprende l'ANSA - poco dopo aver avuto la notifica dell'ordinanza di custodia cautelare emesso contro di lui dal gip di Ascoli Piceno. ''Caro Antonio, in questi momenti di grande preoccupazione, io grido la mia innocenza. Sono sereno con la mia coscienza, non ho fatto nulla''. E' lo sfogo di Salvatore Parolisi, arrestato oggi per l'uccisione della moglie Melania, inviato via mail la notte scorsa al giornalista di Studio Aperto Antonio Delitala, secondo quanto fa sapere la stessa rete televisiva. Nella mail, riporta Studio Aperto, il caporalmaggiore ribadisce la sua innocenza e la sete di giustizia per la morte di Melania. ''Amavo mia moglie - dice - provo un grande dolore e sono il primo a chiedere giustizia. Per la giustizia e per far crescere mia figlia accanto a me dandole affetto, sia il mio che quello della madre, la cui perdita e' enorme sia per me che per mia figlia. Mia figlia e' oggi tutta la mia famiglia''."E adesso come facciamo con la bambina?". E' stata la prima preoccupazione di Michele Rea, il fratello di Melania, alla notizia dell'arresto di Salvatore Parolisi. Lo riferisce il legale della famiglia, l'avv. Mauro Gionni, che ha appena parlato con i parenti della donna uccisa. La bambina è la piccola Vittoria, che porta lo stesso nome della nonna materna, e che dopo la morte della mamma è stata in parte con il padre, quando il lavoro glielo consentiva, e in parte con i Rea. ''Abbiamo chiesto che la piccola Vittoria stia con i nonni materni ma e' giusto che potra' continuare a vedere i famigliari di Salvatore. Loro lo difendono ed e' naturale che sia cosi'''. Cosi' Michele Rea, il fratello di Melania parla della nipote che forse non ricordera' mai la mamma uccisa il 18 aprile scorso in un bosco del teramano. Per quell'atroce delitto stamattina e' stato arrestato il marito Salvatore Parolisi, un caporalmaggiore dell'Esercito. ''Vittoria ora e' da noi, ha trascorso il week end con il papa' ed e' giusto che potra' continuare a vedere i famigliari di Salvatore'', ha detto Michele. Il fratello della giovane vittima dice che dovra' ''esserci un processo nel quale saranno accertate tutte le eventuali responsabilita'. Allora nel caso che siano accertate responsabilita' di Salvatore, sara' difficile spiegarlo a Vittoria. Noi dobbiamo tutelarla e per lei sogniamo un futuro sereno, una esistenza tranquilla come e' stata per me e per mia sorella fino a quel 18 aprile scorso''.

''Ho conosciuto un clone di questa persona, un automa. Auguro tutto il male a questa persona per quello che e' successo''. Cosi' al telefono con Rcd (Redazione contenuti digitali di Rcs) il padre di Melania Rea, Gennaro, dopo la notizia dell'arresto del genero Salvatore Parolisi. ''Posso dire di aver scoperto di avere un clone in casa mia, ho scoperto che non era quello il Salvatore che ho conosciuto per dieci anni e che mia figlia adorava. Mia figlia lo ha sempre adorato ed e' morta per i valori e per l'amore che aveva per lui'' aggiunge Gennaro Rea. ''Non posso pensare che Salvatore abbia infierito sul cadavere di mia figlia, non ci sono appellativi per apostrofarlo, aggettivi da dedicargli''. Gennaro Rea invia un messaggio anche ai genitori di Ludovica, la ragazza che aveva una relazione extraconiugale con Salvatore: ''Vorrei sapere dai genitori di questa Ludovica cosa sapevano di Salvatore, la loro figlia cosa aveva detto loro? Che era sposato o non era sposato? Sono tutti quesiti da porre ai genitori di Ludovica, ma soprattutto e' lei che deve chiarire determinate cose''. ''Credo - conclude amaro Gennaro Rea - che sappia piu' di quanto abbia voluto fare credere''.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI