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Il futuro del giornalismo

I giornali classici vengono penalizzati dall’utilizzo crescente di web e cellulari, ma tuttavia, non sono destinati a scomparire. Vediamo perché. La stampa scritta e, in particolare, i quotidiani hanno, infatti, dei punti di forza nell’affidabilità, nell’approfondimento e nello “scavo” delle notizie. Infatti, ad oggi, due italiani su tre considerano, ancora, le notizie lette su internet come “inaffidabili” o, quanto meno, “dubbie”: lo ha evidenziato l’indagine svolta da Astra Ricerche per l’Ordine dei giornalisti della Lombardia. L’indagine è stata svolta su un campione di italiani tra i 15 e i 55 anni che accedono, con regolarità, alla Rete. Peraltro, va pure detto, che la Rete è, ancora, poco usata dagli italiani per informarsi, con un tasso di copertura del 51,1% contro il 90,8% delle reti tv nazionali e il 63% dei giornali. Pertanto, a nostro avviso, l’integrazione tra carta e web è la ricetta vincente. Ma c’è di più. Per i giornalisti il web è sicuramente un’opportunità, pur se a volte, viene vissuto con ansia da chi ha lavorato a lungo sulla carta stampata. Ma, anche, per gli editori è   la loro fiducia nelle nuove piattaforme di distribuzione, ovvero nel web, che costituisce la forza nel credere che fare buona informazione sia un dovere civile e, insieme, un’opportunità di business. Se non avessero avuto coraggio, gli editori avrebbero cambiato mestiere, impegnandosi in qualche attività più remunerativa. Ma hanno tenuto duro, ristrutturando e investendo in innovazione. Ecco due esempi: “Il Sole 24 ore” ha proposto un’edizione sperimentale per iPad del suo supplemento Nòva, con idee molto interessanti. Il Gruppo Espresso ha lanciato, recentemente, il settimanale digitale R7, che rimpagina e arricchisce con contributi multimediali il meglio del giornalismo dei suo quotidiano di punta, “Repubblica”. Diciamo che queste due esperienze del giornalismo italiano, confermano questo alto principio etico: solo l’integrazione tra innovazione e buon giornalismo è garanzia di successo. “Il giornalismo che si fa consumando le suole delle scarpe”(Rupert Murdoch del The Daily) è un affare troppo delicato per lasciarlo solo, non a contatto con nuove tecnologie. Pertanto, bisogna investire su entrambi, in quanto, l’uno senza le altre, o viceversa, non funzionano più.

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