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Giovedì, 28 Ottobre 2021

Torna il calcioscommesse

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Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attivita' e dirigenti di societa', sono stati arrestati dalla polizia
a conclusione di un'indagine sul calcio scommesse condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo.

Dall'inchiesta e' emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari.

Tra gli arrestati vi sono anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati sarebbero complessivamente una trentina. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini.

L'indagine, partita sei mesi fa, sarebbe nata dopo Cremonese-Paganese giocata il 14 novembre scorso. Cinque giocatori e il massaggiatore della squadra grigiorossa, che gioca nel campionato di Lega Pro, sarebbero stati intossicati dalla stessa bevanda. Un loro compagno durante l’intervallo avrebbe sciolto un sedativo nelle borracce dei compagni per peggiorarne le prestazioni. Uno di questi sarebbe poi uscito di strada con la sua auto, altri due avrebbero avuto malori.
Per condizionare i risultati degli incontri sarebbero stati dati anche dei calmanti ai calciatori, in modo che giocassero al di sotto delle loro
possibilità. E' uno degli aspetti che sarebbe emerso, secondo quanto si apprende, nel corso dell'indagine sul calcio scommesse che ha portato
all'arresto di 16 tra ex giocatori, calciatori in attività, dirigenti di società e liberi professionisti. L'episodio si sarebbe verificato alla fine del
campionato scorso della Lega Pro e coinvolgerebbe la Cremonese. In occasione di una sfida importante, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite a disposizione dei calciatori prima e durante l'incontro un calmante per 'addormentarli' e peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sarebbero sentiti male. Da quell'episodio sarebbe scattata l'indagine che ha portato agli arresti di oggi. Da quell’episodio sarebbe scattata l’indagine che ha portato agli arresti di oggi. Dall'organizzazione venivano effettuate puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia sia all'estero.
I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale
ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati sarebbero anche riusciti
a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei 16 arrestati, sostengono gli
investigatori, ci sono prove "importanti e inconfutabili".
Coinvolti anche il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci, il centrocampista Vincenzo Sommese e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio. Sono tutti stati arrestati dalla squadra mobile di Ascoli Piceno. Per Micolucci e Sommese (già coinvolto in passato in un caso di calcio scommesse) la misura disposta è quella degli arresti domiciliari.
Parlato, invece, è stato arrestato e portato in carcere. A Pescara, la mobile guidata da Pier Francesco Muriana, ha eseguito due arresti. Si tratta di
Massimo Erodiani proprietario di una tabaccheria a San Giovanni Teatino (Chieti) e gestore per interposta persona di due sale scommesse, una a Pescara e l’altra ad Ancona. Con lui in manette anche il portiere del Cus Chieti calcio a cinque Gianluca Tuccella, impegnato anche come allenatore nelle minori del calcio locale.
C’è anche l’ex calciatore Mauro Bressan, 40 anni, tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta della procura di
Cremona. L’ordinanza all’ex centrocampista di Fiorentina, Genoa, Venezia, Foggia, Bari, Cagliari e Como è stata notificata oggi nella sua abitazione di Cernobbio dalla squadra mobile comasca. Bressan ha vinto la coppa Italia del 2001 con la Fiorentina e ha poi concluso la sua carriera in Svizzera. E tra gli arrestati c’è anche l’ex capitano del Bari, Antonio Bellavista. Sarebbe stato uno dei coordinatori dell’organizzazione.
Cosi torna il calcioscommesse. Il totonero, le partite condizionate sottobanco, gli accordi in campo e negli spogliatoi. Sedici arresti, tra cui
calciatori ed ex calciatori. Ex giocatori di serie A, giocatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società di Lega Pro, in manette dopo
l'indagine della mobile di Cremona, coordinata dal Servizio centrale operativo: sette in carcere, nove ai domiciliari più 28 indagati in stato di libertà per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Il nome di spicco è quello di Beppe Signori, ex attaccante e capitano della Lazio (Foggia di Zeman, Bologna per chiudere la carriera) visto anche ai Mondiali '94 con la Nazionale di Sacchi. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari. Il bomber, 43 anni, era conosciuto nel mondo del calcio come un appassionato di scommesse. Famoso l'episodio in cui mise in palio un milione con un compagno per mangiare una brioche intera in 30 passi. Indagato, a piede libero, anche Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura e commentatore della trasmissione Quelli che il calcio, già squaificato nel 2004 per un giro di scommesse quando era alla Sampdoria

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