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Giovedì, 28 Ottobre 2021

Pompei - Migliaia di fedeli presenti alla Supplica

Domenica 8 maggio, a Pompei, svariate migliaia di fe deli, provenienti da tutta Italia e dall’estero, hanno partecipato all a solenne recita della Supplica alla Vergine del Rosario, presieduta da S. E . Rev. ma il Signor Cardinale   Angelo Sodano, Segretario di Stato Emerito e Decano del Collegio Cardinalizio.   

Preghiera ed azione:

le armi della vittoria

Omelia del Card. Angelo Sodano,

Decano del Collegio Cardinalizio,

nella Festa della Madonna di Pompei

(Pompei, Santuario della Beata Vergine del Rosario,

domenica 8 maggio 2011)

***

Venerato Pastore della chiesa di Pompei e cari Concelebranti, Distinte Autorità, Fratelli e Sorelle nel Signore!

Quando tornerò a Roma porterò al Papa l’affetto di tutta questa gente!

Saluto il caro Arcivescovo di Aversa e tutti voi cari devoti della Madonna del Rosario.

 

L’ 8 maggio di ogni anno quest’insigne Santuario di Pompei richiama migliaia di pellegrini che desiderano affidarsi a Maria, qui invocata con il bel titolo di Regina del Santo Rosario.

Quest’anno anch’io ho voluto venire da Roma per unirmi a questo vostro coro, per cantare con voi le glorie di Maria e ringraziare il Signore per avercela data come Madre.

Insieme ripeteremo quella celebre Supplica che nacque dal cuore del Beato Bartolo Longo.

E’ una preghiera che sempre ci commuove per il suo carattere coinvolgente e quasi lirico. Sembrava uscita dal cuore di un poeta. E’ una preghiera che ben esprime gli aneliti profondi del nostro cuore e le attese che tutti noi credenti riponiamo nella Madre del Signore.

 

1) La voce della liturgia

Miei fratelli, le letture odierne che la Chiesa propone alla nostra meditazione in questa celebrazione eucaristica sono tutte un invito a guardare a Maria, come guida sicura nel nostro cammino.

Nella prima lettura gli Atti degli Apostoli ci parlano della Chiesa primitiva di Gerusalemme che si riuniva in preghiera con gli Apostoli e con Maria, in attesa dello Spirito Santo. E’ un’immagine d’una comunità orante, stretta intorno a Maria Santissima. E’ un’immagine di una comunità orante stretta intorno agli Apostoli e a Maria Santissima. E’ un’immagine di quello spirito di preghiera che deve animare anche oggi le nostre comunità cristiane.

La seconda lettura ci ricorda che siamo nel tempo pasquale e ci propone, quindi, di meditare sulla lettera che S. Pietro Apostolo indirizzava ai primi cristiani, invitandoli a vivere santamente. Anche se immersi in un mondo ostile, essi dovevano sempre confidare nella Potenza del Risorto.

Il Vangelo, infine, ci ripropone la bella scena dell’Annunziazione dell’Angelo Gabriele a Maria, nell’umile casa di Nazaret.

L’Angelo disse allora a Maria quelle parole ispirate che nel corso dei secoli noi fedeli rivolgiamo a Lei: “Ave, o piena di grazia: il Signore è con Te”!

Di fronte al dubbio iniziale della Vergine Maria, l’Angelo la rassicurò ricordandole che “nulla è impossibile a Dio”! Fu allora che Maria rispose: “Ecco la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto”! Ella ci lasciava così un esempio di totale fiducia nell’Onnipotenza Divina, diventando così un simbolo di ogni credente, di chi si abbandona completamente nella potenza del Signore.

 

2) L’appello del Beato Giovanni Paolo II

A questo totale affidamento a Dio, sull’esempio di Maria, ci ha sempre richiamato il compianto Papa Giovanni Paolo II. Domenica scorsa egli è stato proclamato Beato dal suo Successore Benedetto XVI, che ne ha tratteggiato poi magistralmente, com’egli sa fare, la profonda spiritualità mariana. A tale spiritualità il Beato Giovanni Paolo Il richiamò pure tutti voi, durante le due visite che egli compì a questo Santuario, nel 1979 e nel 2003, così come fece con tutto il suo magistero mariano.

Nella Lettera Apostolica con cui indiceva nell’ottobre del 2002 l’anno del Rosario, il compianto Pontefice anzi diceva che affidava il successo dell’anno mariano alle mani sapienti della Vergine Maria venerata nello splendido Santuario a Lei dedicato in Pompei.

Inoltre, otto anni fa, il 7 ottobre del 2003, il Papa Giovanni Paolo II, dopo aver recitato dinnanzi a voi la Supplica alla Madonna del Rosario, concludeva le sue parole dicendo: “Pregate anche per me in questo Santuario”! Ora egli è Beato nella gloria del Paradiso e noi vorremmo dirgli: “Ora, Beato Giovanni Paolo, prega Tu per noi! Prega per noi perché possiamo essere fedeli alla nostra identità cristiana ed al nostro impegno apostolico nel mondo d’oggi. Prega per Pompei, per la Campania e per quell’Italia che ti era tanto cara, come tua seconda patria. Prega per la pace in questo mondo ancor sconvolto da lotte fratricide, inspirando in tutti pensieri di riconciliazione e di pace”!

 

3) La testimonianza di Bartolo Longo

Fratelli e Sorelle nel Signore, non posso terminare queste mie parole senza confidarvi che più leggo la vita del Beato Bartolo Longo, che ha voluto questo Santuario e che ha divulgato nel mondo la preghiera del Rosario, più noto quanto possa fare un cristiano anche fra le più grandi difficoltà dell’ora presente.

Dal cuore di quest’avvocato sgorgò non solo questo Santuario, ma sorsero pure le numerose opere di carità che voi ben conoscete. Certo egli invitò ad usare l’arma della preghiera per vincere i mali del mondo, ma ricorse pure all’arma dell’azione. In lui sembravano rivivere i grandi Santi d’ogni tempo, che univano la preghiera al lavoro, la contemplazione all’azione. E’ un messaggio che egli lascia ancor oggi a tutti coloro che nel mondo vogliono portare, con la vita e con le opere, il lievito del Vangelo di Cristo.

“Non lamento, ma azione” fu il motto del Papa Pio XII durante l’ultimo conflitto mondiale. Non lamento, ma azione è il messaggio che il nostro Bartolo Longo lancia ancor oggi a chi lavora per un mondo migliore, nella famiglia, nel lavoro, nella scuola, in campo economico ed in campo sociale.

Bartolo Longo fece suo l’invito che nei tempi difficili succeduti alla riforma protestante Sant’Ignazio di Loyola aveva rivolto ai suoi contemporanei: “Lavorare come se tutto dipendesse da noi e poi confidare in Dio come se tutto dipendesse da Lui”.

“Preghiera ed azione”: questo deve essere il nostro motto! Sono le due armi di ogni credente. Alla scuola del grande Bartolo Longo, questa festa mariana rinnovi, quindi il nostro impegno apostolico, per creare nel mondo un regno di giustizia, di amore e di pace. E così sia!

 

Supplica presieduta da Sua Eminenza Reverendissima

Il Sig. Card. Angelo Sodano

Decano del Collegio Cardinalizio

Segretario di Stato emerito

(8 Maggio 2011)

Saluto iniziale di S.E. Mons. Carlo Liberati

Eminenza Reverendissima,

 

Siamo profondamente lieti ed orgogliosi di averLa tra noi a celebrare con particolare solennità la nostra Supplica alla Vergine del S. Rosario, questa preghiera celebre in tutta la Chiesa cattolica e nelle Chiese sorelle.

Il Beato Bartolo Longo, l’inventore e costruttore di questo Santuario, delle Opere di Carità ed Educatore dell’Infanzia abbandonata ed emarginata, l’Ideatore di questa Città che non esisteva prima di Lui, l’ha diffusa e posta all’ammirazione del mondo.

Lui, il Beato Avv. Bartolo amava chiamarla, “l’ora del mondo”.

Eminenza, la Sua Persona di Decano del Sacro Collegio dei Cardinali della Chiesa universale è così nota, eminente, celebrata, esemplare che non ha bisogno di presentazione.

Ma non posso non ricordare che fin dal 1o dicembre 1990 la fiducia del Santo Padre Giovanni Paolo II – dal 1o maggio scorso “Beato” – che è venuto a Pompei due volte (il 21 ottobre 1979 e il 7 ottobre 2003), La chiamò a ricoprire il ruolo prezioso e delicatissimo di Segretario di Stato.

E ciò tenne per circa 16 anni, fino al 15 settembre 2006 sotto l’attuale regnante Pontefice Benedetto XVI.

Il precedente tempo del Suo cammino presbiterale è stata tutta una grande e impegnata preparazione, al sacerdozio, alla cultura teologica, alla vita diplomatica nelle Nunziature Apostoliche, al consiglio ai precedenti Sommi Pontefici come Paolo VI, all’esemplarità crescente della Sua testimonianza apostolica, fino alla nomina a Cardinale avvenuta nel Concistoro del 28 giugno 1991 per volontà del Beato Giovanni Paolo II che Le affidò i Titoli della Chiesa suburbicaria di Albano e di altre Chiese ancora, famose in Roma e nel mondo.

Il 30 ottobre del 2003 alle 10.30 del mattino, Vostra Eminenza come mio diretto Superiore mentre ero Delegato dell’APSA, mi disse che il Santo Padre Giovanni Paolo II – oggi Beato – voleva che venissi a Pompei come Delegato e Vescovo: serviva a questo Santuario un Pastore e un Amministratore.

Chi La conosce, sa che Vostra Eminenza sa essere tanto amabile quanto sobrio di parole e che è difficile sottrarsi alla Sua volontà così precisa, meditata e, nel mio caso, solenne.

Mi consacrò Vescovo in San Pietro in Vaticano, il 10 gennaio 2004 – come potrò dimenticarlo? – e poi sono qui dal 24 gennaio dello stesso anno 2004.

Il resto, cioè questi sette anni trascorsi, insieme al consiglio e al contributo di qualche prezioso Collaboratore ho lavorato come non mai nella mia vita e ho imparato a fare ciò che non sapevo neppure immaginare prima.

In un meticoloso esame di coscienza ho scoperto che la Divina Provvidenza e l’intercessione e la protezione continua della Beata Vergine Maria del S. Rosario ci hanno consentito di realizzare ben N. 25 Nuove “Opere Pubbliche”, almeno le più rilevanti, sempre con l’ausilio di qualche prezioso Collaboratore.

E questo in una terra e una Regione difficile, tra enormi difficoltà, senza aiuti e con leggi che quando sono promulgate già appaiono superate da nuove problematiche sociali.

Si pensi alla infausta legge N. 149 del 2001 che ha chiuso definitivamente gli Orfanotrofi.

Oggi sulle strade d’Italia ci sono tra i 35-40mila bimbi e bimbe abbandonati e dei quali nessuno si cura. Né bastano le Case Famiglia.

I nostri Istituti educativi, in un secolo ne avevano cresciuti, protetti, nutriti, educati, diplomati e avviati alle professioni non meno di centomila.

Bartolo Longo ha cambiato la vita dei nostri padri con la potenza dello Spirito Santo invocato per mezzo di Maria Santissima.

Lui, Bartolo Longo, si fece “Buon Samaritano” degli orfani, dei figli e delle figlie dei carcerati, dei diseredati di ogni ceto sociale, costruendo qui a Pompei la “città dell’amore”, così da promuovere i veri poveri e restituendo loro la dignità di figli di Dio.

Se lui oggi tornasse a ripercorrere le strade d’Italia non piangerebbe certo sulla tristezza dei tempi soltanto, ma si metterebbe senza indugi all’azione costruttiva e rinnovatrice.

Con nella mano quella “dolce catena che ci unisce al cielo”, il Santo Rosario, si chinerebbe come allora (1884-1886) sull’infanzia non protetta, l’adolescenza offesa, la famiglia insidiata e assediata da mali dirompenti. Guarderebbe con tenerezza le angustie dei disabili, lo smarrimento dei drogati, le solitudini e i disagi degli anziani, le sofferenze dei carcerati e tante nuove povertà ignote alla negligenza delle legislazioni civili.

Provo anch’io a farlo, Eminenza, ogni giorno da anni e in dura solitudine ma confortato dalla Grazia del Signore e dall’azione del suo Santo Spirito, tra mille ostacoli e difficoltà ma sempre con amore e passione per questa nostra Chiesa di Pompei che è – e deve essere sempre più! – Comunione e Comunità, Popolo di Dio in cammino tra le tenebre del mondo, guidato dalla Luce che è Cristo.

Lo Spirito Santo che è in noi mi ha fatto capire la necessità e quindi il mio dovere di restaurare il Santuario, questo, tra i più belli e grandi del mondo, consacrato alla Madre di Gesù e nostra sotto il titolo di Vergine del S. Rosario, punto di riferimento per centinaia e centinaia di milioni di cattolici che, con noi, recitano il S. Rosario tutti i giorni in ogni Continente e dei 4 milioni che qui vengono durante il corso dell’anno.

Eminenza, nell’indifferenza di tutte le Autorità di questa Regione, fatta eccezione delle Sovrintendenze ai Beni Artistici, Architettonici, Storici, Archivistici, Culturali, Paesaggistici e di ogni ordine e grado che ci consigliano, ci assistono, vigilano, ci danno le necessarie autorizzazioni e ci guardano con grande simpatia umana e ci incoraggiano, siamo a buon punto. Le ringrazio dal profondo del cuore. La Madonna benedica i Sovrintendenti e i loro collaboratori.

Dica al Santo Padre Benedetto XVI qui già venuto il 19 ottobre 2008 che può tornare ad inaugurare il Restauro della Sua Basilica prima della fine di questo anno.

La Vergine SS.ma sorriderà nuovamente anche a Lui dal suo Trono di gloria. Gli Angeli belli di inizio del Novecento che, pensosi, popolano il tamburo dell’Abside lo saluteranno di nuovo, insieme agli ori fulgenti dei Mosaici, ai dipinti dai fantasiosi colori napoletani, agli splendori delle cornici dorate e d’argento, agli archi sorridenti di putti pudichi, alle fantasiose inflorescenze dei verdi e rossi e azzurri vesuviani prorompenti di bellezza e tornati a parlare dell’incanto della vita.

Tutto è un canto e un inno di gioia.

Eminenza, aumentano i pellegrinaggi e crescono le folle dei fedeli sul nostro Santuario.

Ci reclamano dal mondo. Dopo l’Australia e il Canada, in giugno saremo a lungo, per un mese intero e con la mia partecipazione, nelle Diocesi degli Stati Uniti d’America. I nostri emigranti di oltre un secolo fa vogliono il dipinto autentico della Madre diffusa dal loro cuore di figli in tutti i Continenti.

La vita nella grazia e nell’obbedienza allo Spirito Santo è sempre una sorpresa, una novità continua, un cammino d’amore: è uno splendore.

In questa difficile ma entusiasmante strada della fede, in ascolto di Maria ci sentiamo sbocciare dentro i frutti del bene. Viviamo mossi dal desiderio profondo che questo Santuario diventi sempre più accogliente, desiderato, Casa della felicità dell’anima e, per il mondo intero, segno di Carità.

 

Pompei, 8 maggio 2011        X Carlo Liberati

 

Arcivescovo Prelato di Pompei

e Delegato Pontificio

 

 

 

 

 

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