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Venerdì, 03 Febbraio 2023

Meritocrazia Italia, IV Convegno: “la politica della stabilità”

L’intervento di Salvatore la Bella direttore esecutivo della preziosi food, azienda sita in Basilicata  :  intervento abbastanza incisivo sulla situazione reale delle industrie italiane e del settore in merito ai rincari energetici e alla difficoltà di approvvigionamento di molte delle materie prime. “Rincari energetici e inflazione ora servono interventi urgenti da parte del nuovo governo oppure sarà il disastro per le imprese e il settore produttivo italiano” 

“Come manager e direttore commerciale e marketing di preziosi food mi ritrovo a gestire una situazione di forte incertezza e paura per il futuro della nostra azienda e in generale del tessuto produttivo italiano. Abbiamo stimato che l’anno prossimo passeremo da un milione e ottocento di costi energetici a ben nove milioni e ottocento, dieci milioni in più di costi energetici, una situazione la nostra molto similare a tante realtà produttive del sistema Italia.” Apre così il discorso La Bella direttore esecutivo della Preziosi food s.p.a al IV Congresso Nazionale Meritocrazia Italia- il quarto congresso nazionale che rappresenta un momento importante di dialogo tra forze politiche, professionisti, studiosi e imprenditori. La Bella Dichiara: Oggi ci troviamo davanti ad una vera e propria emergenza nazionale, il caro energia impatterà in modo gravoso sul Pil che nel 2023 si prevede a crescita zero. 

Questa è una prospettiva e visione reale della situazione attuale e chiediamo misure urgenti da parte del nuovo governo. Ad aggravare ulteriormente questa prospettiva sono gli aumenti delle materie prime che abbiamo registrato e la difficoltà di approvvigionamento, con prezzi alle stelle delle materie prime come mais, patate e olio. Il costo del mais in particolare da 320 euro a tonnellata è aumentato in questi ultimi mesi a ben 690 euro a tonnellata. Il raddoppio inoltre, del costo dell’olio di girasole ci sta creando grosse difficoltà, poiché ci siamo dovuti approvvigionare, dall’inizio della guerra ad un prezzo altissimo pur di non rimanere senza prodotto. L’esempio è molto semplice, noi consumiamo una cisterna di olio al giorno, nel 2021 il costo oscillava dai 45 ai 50 mila euro, oggi il costo è dai 95 ai 100 mila euro a cisterna . Ad aggravare questa situazione ci sono poi i rincari di gas ed energia elettrica, i costi del trasporto al +20%. È aumentato tutto, per cui siamo stati obbligati a fare un aumento abbastanza notevole sul prodotto finale, sospendendone anche alcune tra le nostre referenze merceologiche. Solo in questo ultimo anno, abbiamo dovuto sistemare e riscrivere ben 3 volte il nostro listino prezzi e l’aumento inflazionistico che abbiamo registrato è ben del +45%. Parte dei costi sono stati assorbiti dai produttori, un’altra dalla grande distribuzione, ma una parte inevitabilmente tocca al consumatore finale che trova sullo scaffale del supermercato il prodotto con aumento che oscilla tra il 30/40%. 

Gli ultimi dati ISTAT relativi ai prezzi al consumo di settembre evidenziano un ulteriore accelerazione dell’inflazione: l’indice generale registra un incremento tendenziale del +8,9%, mentre il carrello della spesa un incremento del +11,1%. Occorre infatti considerare che oggi la distribuzione moderna registra un’inflazione media all’acquisto del +15%. Oggi ci troviamo a coprire costi dell’energia mediamente più che triplicati. Il decreto aiuti ter che ha innalzato le soglie di credito d’imposta, è stato solo un piccolo passo avanti ma non è sufficiente a garantire la tenuta economica delle imprese nei prossimi mesi. Ci troviamo in una vera e propria economia di guerra. Il Paese sta attraversando una crisi strutturale e una congiuntura economica sfavorevole e vanno adottate misure urgenti. Il tema dell’energia è la vera emergenza e il nuovo governo dovrà affrontarlo con molta celerità. il nuovo governo dovrà agire subito e avere in UE posizioni più forti, necessarie in questo senso sono strategie energetiche di breve, medio e lungo termine basate su fabbisogni, costi e obiettivi. 

È notizia di stamattina che il consiglio europeo, dopo il summit a Bruxelles, ha raggiunto un accordo sul gas. I ventisette capi di stato e di governo hanno concordato di dare un mandato “pieno e chiaro” alla Commissione europea e di adottare decisioni concrete sul Price cap al TTF di Amsterdam. Charles Michel presidente del consiglio europeo ha spiegato che c’è una forte determinazione ad agire insieme, come europei per raggiungere tre obiettivi: abbassare i prezzi, garantire la sicurezza dell’ approvvigionamento e continuare a lavorare per ridurre la domanda. 

Da Macron a Draghi arriva il messaggio di agire in maniera molto urgente nelle prossime settimane. La Bella conclude : Bisogna quindi continuare su questa linea comune come avvenne durante la crisi pandemica e bisognerebbe attuare anche un “RECOVERY” per i costi energetici. In tal senso, auspico che nel più breve tempo possibile si possa giungere ad un accordo sul Price cap del gas per procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas nel mercato TTF da cui bisogna sganciarsi. Ma, se questo non dovesse avvenire, l’Italia non potrà rimanere a guardare. Sarà necessario trovare risorse interne, per garantire la sopravvivenza delle imprese e di tutto il tessuto produttivo italiano e l’estrema ipotesi di uno scostamento di bilancio, purtroppo, non può essere esclusa.  

Fonte Press Petrone

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