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Mercoledì, 07 Dicembre 2022

I principi non negoziabili faticano a entrare nel dibattito elettorale

Le meritevoli associazioni del Family Day e Pro Vita & Famiglia onlus che si battono da anni per il rispetto della vita e della famiglia naturale, uomo e donna insistono anche in questi ultimi giorni di campagna elettorale cercando di sensibilizzare i partiti, le coalizioni ai temi dei cosiddetti “principi non negoziabili”, (rispetto della vita dal concepimento fino alla morte naturale, la difesa della famiglia, la libertà educativa).

Consapevoli che nel Parlamento italiano non è mai esistito un “partito dei principi non negoziabili”, semmai ci sono stati alcuni deputati e senatori che hanno accettato di portare avanti le battaglie per la vita. La settimana scorsa i due movimenti hanno elaborato una “Carta dei principi”, da proporre a tutti i candidati alle prossime elezioni. In pratica si vuole portare all’attenzione degli italiani che non esiste solo l’emergenza bollette, ma ci sono ben altre emergenze e non da ora ma da molto tempo.

La Carta è stata presentata a Roma dal vicepresidente di Pro Vita, Jacopo Coghe e da Massimo Gandolfini per il Family Day. La sfida viene lanciata su due piani, da un lato si contrastano i tre disegni di legge, particolarmente dannosi: il Ddl Zan contro l’omotransfobia, il Ddl Bazoli sul suicidio assistito, il Ddl Magi-Licatini per la coltivazione legale domiciliare della cannabis.

Nello stesso tempo però secondo i promotori della Carta,  non ci si può limitare a difendere lo status quo; occorre un impegno più vigoroso anche a livello propositivo per un miglioramento dell’ordine sociale esistente. In che modo? Discutendo sul “fine vita” ma anche su “come alleviare la sofferenza”, ha spiegato Jacopo Coghe. Non basta dire di no alla cannabis, bisogna “tutelare i giovani dalle dipendenze”. Non è sufficiente deplorare l’aborto, serve “sostenere e incentivare la maternità e la conciliazione tra famiglia e lavoro”. L’identità di genere, infine, è da bocciare senza riserve ma, al tempo stesso, va protetto “il diritto dei bambini a ricevere un’educazione che non metta in discussione la loro identità biologica”. Il tutto all’insegna di una “rivoluzione culturale che amo definire rivoluzione della normalità”, ha commentato il vicepresidente di Pro Vita.

Massimo Gandolfini, entra nel merito del voto di domenica prossima. Occorre votare candidati affidabili sul fronte dell’impegno per i principi non negoziabili. “L’astensione è un cancro che va estirpato”, ha detto Gandolfini senza mezzi termini. Il presidente del Family Day precisa che “non esiste un partito che rappresenta in toto i nostri principi”, prende atto che “ce ne sono alcuni che accolgono molte nostre istanze e altri che propongono esattamente l’opposto, ovvero morte di Stato, droga libera e mercificazione del corpo delle donne e dei bambini”.

L’appello scritto ai leader dei partiti da Pro Vita & Famiglia e dal Family Day si articola in tre punti, dedicati ciascuno a tre principi non negoziabili. Sulla “promozione della vita”,  il primo obiettivo è “intervenire sulle condizioni sociali, economiche, fiscali e culturali che hanno condotto l’Italia sulla via di un drammatico declino demografico”. Ne conseguono una serie di impegni che vanno dall’aumento del congedo parentale all’investimento sulle cure palliative. La Carta ritiene “urgente” l’eliminazione di “qualsiasi condizione sociale, economica o personale che oggi obbliga o induce a ricorrere all’aborto per interrompere una gravidanza”. Altri principi promossi: l’obiezione di coscienza per il personale sanitario e il “contrasto alla diffusione di qualsiasi droga”, assieme al mantenimento della “normativa penale e amministrativa relativa alla coltivazione, al possesso, al consumo e allo spaccio”.

Per promuovere la famiglia” serve “favorire le condizioni sociali, economiche, fiscali e culturali che possano agevolare la formazione di nuove famiglie fondate sul matrimonio”. Le associazioni familiari sostengono anche il “principio del quoziente familiare nel sistema fiscale” e la promozione di “campagne attive di prevenzione contro qualsiasi forma di dipendenza”, specie “da social network, gaming e pornografia”.

Infine, per quanto riguarda la “promozione della libertà educativa”, vengono ribaditi gli obiettivi della “pari dignità sociale e culturale tra scuole pubbliche statali e scuole pubbliche parificate”, assieme al rispetto dei “diritti della componente genitori” nel processo educativo. Ne consegue, come prevedibile, il contrasto alla “propaganda ideologica di qualsiasi natura”, a partire dai progetti che “promuovano la fluidità di genere o dell’identità sessuale, oppure che insegnino a dissociare l’identità sessuale dal sesso biologico come, ad esempio, con la cosiddetta carriera alias”.

La Carta dei principi termina con un appello ai leader di partito affinché, si impegnino a contrastare ogni tipo di progetto di legge volto a:

X Legalizzare l’uso e la coltivazione della cannabis.

X Introdurre il concetto e il reato di omotransfobia.

X Legalizzare l’eutanasia o la morte volontaria medicalmente assistita.

X Legalizzare la pratica disumana dell’utero in affitto.

X Legalizzare l’adozioni di minori a single o coppie di persone dello stesso sesso, intervenendo dove opportuno sulla normativa vigente per evitare che tale deriva sia operata abusivamente in sede giudiziaria

 

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