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Giovedì, 25 Febbraio 2021

Processo Gregoretti per Salvini

Nuova udienza preliminare - la terza - del Caso Gregoretti. Il leader della Lega Matteo Salvini nell'aula bunker di Catania per la nuova udienza, terminata intorno alle 13.20. Mascherina tricolore, il numero uno del Carroccio era accompagnato dal suo legale, l'avvocato Giulia Bongiorno. Salvini è accusato di sequestro di persona. Nella città etnea, su richiesta del Gip, presenti anche Luigi Di Maio, ai tempi della vicenda vicepremier, e l'attuale titolare dell'Interno, Luciana Lamorgese. Lo scorso 28 gennaio, invece, era stata la volta della deposizione del premier Giuseppe Conte, raccolta in trasferta dal Gip Nunzio Sarpietro che era venuto a Roma, a Palazzo Chigi, per ascoltare il premier Giuseppe Conte.  

La linea adottata dall'avvocato Bongiorno punta a dimostrare due punti fondamentali. Da una parte cercare di dimostrare che la scelta di lasciare a bordo della Gregoretti i 135 migranti per sei giorni fu una decisione presa da Salvini ma su cui c'era comunque piena sintonia dell'allora governo Conte I. Dall'altra parte la difesa ribadirà che dietro a quella decisione c'era la volontà di avere una rassicurazione sulla reale possibilità di un loro ricollocamento in Europa, condizione necessaria per consentire lo sbarco.

“C’è una continuità di azione fra casi Diciotti, Gregoretti e Ocean Viking”. Questa la risposta - da quanto di apprende - del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, alla precisa domanda del gup Nunzio Sarpietro.
La titolare del Viminale ha da poco concluso la sua deposizione all'udienza preliminare sulla vicenda Gregoretti, in cui l'ex ministro Matteo Salvini è indagato per sequestro di persona.
Una risposta che conferma la tesi della difesa del leader leghista: prima l’impegno dell’Europa a redistribuire ed accogliere, poi gli sbarchi.

«Sono contento di aver sentito dai due testimoni il fatto che c’era una continuità e una condivisione nell'azione di governo e c'era soddisfazione per aver svegliato l'Europa che prima del nostro governo dormiva». Lo ha detto Matteo Salvini al termine dell’udienza preliminare davanti al Gup Nunzio Sarpietro sulla richiesta di rinvio a giudizio dell'ex ministro dell'Interno per i ritardi nello sbarco di migranti da nave Gregoretti. I ministri Lamorgese e Di Maio hanno confermato la continuità di azione tra i casi Diciotti, Gregoretti e Ocean Viking. Questa la risposta - da quanto si apprende - del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, alla precisa domanda del gup Nunzio Sarpietro. La titolare del Viminale ha concluso la sua deposizione all'udienza preliminare sulla vicenda Gregoretti, in cui l'ex ministro Matteo Salvini è indagato per sequestro di persona. Una risposta che conferma la tesi della difesa del leader leghista: prima l’impegno dell’Europa a redistribuire e accogliere, poi gli sbarchi.

La parte civile del procedimento Gregoretti ha chiesto al gup Sarpietro la deposizione dell'ex presidente dell’anno Luca Palamara. Lo ha annunciato uno dei legali di parte civile uscendo dal bunker di Catania."Lo sceglierà il giudice. Io Palamara me lo leggo a sera a casa e rabbrividisco", il commento di Salvini. "A me interessa enormemente capire se per caso degli input di questo procedimento nascono dall'idea che un politico di destra debba essere fatto fuori dal punto di vista giudiziario", ha aggiunto l'avvocato Giulia Bongiorno."Noi ci siamo rimessi al giudice - dice -Io, dopo le deposizioni di oggi. vorrei solo che a marzo si concludesse tutto. non vorrei perdere tempo. Se vogliamo aprire questo capitolo, va bene, ma la preoccupazione e' che passino altri tre mesi e di fare un processo nel processo. Noi stiamo assumendo iniziative su un tema assai rilevante. Non vorrei che fosse una iniziativa per perdere tempo".

Soddisfatto, come il suo avvocato, delle deposizioni dei ministri Di Maio e Lamorgese. “Sono contento di aver sentito i due testimoni sul fatto che c'era una continuità nell'azione di governo, una condivisione - sottolinea - e una soddisfazione per aver svegliato l'Europa”. Con Di Maio sorrisi e saluti dentro l’aula. Lamorgese è volata via subito dopo la deposizione.

La Lega tornerà al Viminale. Non potendolo fare con Salvini ministro, rientrerà in quelle stanze con i suoi sottosegretari. La partita di sottogoverno ancora è aperta. Palazzo Chigi lascia trapelare poco, in linea con la strategia low profile di Mario Draghi, ma proprio l'ex capo del Viminale, appena lasciata l'aula bunker del carcere di Bicocca a Catania, al termine dell'udienza preliminare per il caso Gregoretti, annuncia che il partito tornerà nel ministero a lui più caro. Nonostante i veti, va detto, dato che il Pd in questi giorni non ha fatto mistero di gradire poco o nulla un ritorno dei salviniani nel dicastero affidato da un anno e mezzo a Luciana Lamorgese proprio in discontinuità col passato gialloverde. Non solo. Il capo della Lega sostiene che proprio grazie alla nuova maggioranza il ministero cambierà anche la sua politica in tema di sbarchi.  

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