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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Per la maggioranza scoppia la grana della patrimoniale

Per la maggioranza scoppia la grana della patrimoniale Scoppia la grana della patrimoniale nella maggioranza che sostiene il governo Conte II dopo che una parte di Leu ed una del Pd hanno presentato un emendamento. Nell'imminenza dell'esame della legge di Bilancio che vedrà come prima protagonista la Camera e con un'alta probabilità che al Senato venga posta la questione di fiducia per accelerare i tempi, il tema diventa scottante.

La firma è di Matteo Orfini e Nicola Fratoianni. Non è insomma una suggestione. Il piano è questo. Si sospende l'Imu e la tassa sui conti correnti. Si introduce però una imposta progressiva sui patrimoni sopra i 500mila euro. Qui uno può dire: pazienza, tanto chi ce li ha tutti quei soldi. Non sono poi così pochi. Basta, per esempio, avere un appartamento in una grande città. Non ci vuole tantissimo per arrivare a quella cifra, perché la tassa è sul patrimonio mobiliare e immobiliare.

È una ricetta per cercare di contenere in qualche modo il debito pubblico. Non è un segreto che questa lunga stagione di contagi e morte e fallimenti economici abbia dissanguato le tasse dello Stato. L'Italia da qualche parte deve ricominciare, servono soldi, fondi e finanziamenti. È proprio questo il punto centrale del discorso politico. Il governo Conte finora non ha mostrato una grande visione strategica. Non riesce a pensare al domani. Il suo orizzonte non va quasi mai oltre le due settimane. È il suo punto debole. Sono evidenti le difficoltà nel presentare un progetto per il Recovery Fund. Se ne stanno lamentando in Europa. C'è una forte preoccupazione al Quirinale. C'è l'idea di un'Italia non in grado di sognare una ripartenza: ferma, impantanata, in affanno, come chi non può far altro che sopravvivere.

Insorge il Movimento 5 stelle con il ministro Luigi Di Maio e il vice al Mise, Stefano Buffagni, ma anche nelle altre forze politiche del governo giallo-rosso la discussione è accesa. "La patrimoniale non esiste con il Movimento al governo. Il programma del Movimento è sempre stato chiaro su questo", scrive, su Facebook, Buffagni.

"Non esiste mettere le mani nelle tasche degli italiani, su questo il Movimento deve essere l'argine; a maggior ragione in un momento difficile come questo con la Bce a supporto delle nostre finanze pubbliche. Si parta tagliando gli stipendi dei politici, Orfini compreso", osserva.

Di Maio rincara: "Leggo dell'iniziativa parlamentare di qualcuno che vorrebbe introdurre una patrimoniale e dunque un'altra tassa per colpire imprese e lavoratori. Il Movimento 5 Stelle è sempre stato fortemente contrario", mette nero su bianco.

Anche Italia viva, con il capogruppo in Senato, si fa sentire: "Siamo sempre stati contrari ad ogni aumento di tasse e siamo sempre stati contrari alla patrimoniale: lo siamo ancora di più in questa fase difficile per la nostra economia. Stasera approveremo un rinvio delle tasse nel dl ristori: contano i fatti, non le iniziative estemporanee", dichiara Davide Faraone.

Nel Pd due deputati di 'peso' scrivono: "Inopportuna l'idea di una tassazione sui patrimoni, del tutto al di fuori della discussione fatta fin qui in maggioranza che non ha mai considerato una opzione del genere. Abbiamo iniziato con la scorsa Legge di Bilancio la riduzione delle tasse ai lavoratori, per la prima volta da tanti anni. Proseguiamo col taglio del cuneo anche con questa manovra. Questa è la priorità per il Pd: tagliare le tasse ai lavoratori e alle imprese".

Si tratta dei Dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera e Gian Mario Fragomeli, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio. E fonti Dem precisano: l'emendamento in tema di patrimoniale presentato da alcuni deputati del Pd rientra nella loro libera iniziativa individuale e non rappresenta un impegno del gruppo.

Le preoccupazioni sul Meccanismo europeo di stabilità, che «adesso in alcuni settori sembra suscitare grande interesse», sono «del tutto infondate e basate su informazioni non precise e non corrette». Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante un’audizione alle commissioni riunite Finanze e Politiche Ue a Palazzo Madama. Il “backstop”, ossia la disponibilità del Mes a essere utilizzato dal fondo per le risoluzioni bancarie, «raddoppia» i fondi disponibili per salvare le banche: si tratta dunque «di un successo per l’Italia».

Acqua sul fuoco delle polemiche legate al Mes le rassicurazioni di Gualtieri hanno fatto infuriare le opposizioni,che alla Camera hanno chiesto al premier Conte di riferire con urgenza in Aula

«Conte riferisca o lo porteremo in tribunale», è l’avvertimento lanciato dal presidente della commissione Bilancio, il leghista Claudio Borghi. «Abbiamo chiesto che Conte venga a riferire per capire se ha firmato col sangue degli italiani accordi che servono a Francia e Germania», ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

 

fonti : Agi/il Giornale/sole 24

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