Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Mercoledì, 14 Aprile 2021

Il Papa che ha saputo comunicare al mondo

1.Giovanni_Paolo_II_e_Madre_Teresa_di_Calcutta

 

La beatificazione di Karol Wojtyla-Giovanni Paolo II avverrà dopo sei anni dalla morte, il 2 aprile del 2005. Benedetto XVI infatti ha derogato alle norme canoniche che prevedono si aspettino cinque anni dalla morte per aprire il processo canonico per la beatificazione. Il 13 maggio 2005, a poche settimane dalla sua elezione, invece, papa Ratzinger, nella cattedrale di San Giovanni, davanti al clero romano, annunciò in latino la propria decisione di consentire l'apertura immediata della causa canonica per Giovanni Paolo II. Era stato proprio il papa polacco a derogare per la prima volta a questa norma, consentendo l'immediato avvio del processo canonico per madre Teresa di Calcutta, morta nel 1997 e beatificata nel 2003. La conclusione nel 2011 del processo di beatificazione per Wojtyla indica che si è lavorato molto, esaminando una mole immensa di documenti e ascoltando tantissimi testimoni, per analizzare un pontificato di quasi 27 anni e l'intera vita di un personaggio che ha segnato la storia ecclesiale e non solo del Novecento. Cosi il piu grande Papa della storia moderna Karol Wojtyla sarà beatificato il primo maggio 2011. L'annuncio della beatificazione di papa Wojtyla era stato dato con la promulgazione del decreto che attribuisce un miracolo all'intercessione di Giovanni Paolo II. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, aveva annunciato i primi mesi del anno che il rito di beatificazione avverrà il primo maggio, II domenica di Pasqua, della Divina misericordia, e sarà presieduto dal Papa. Benedetto XVI dunque aveva apposto la sua firma sul fascicolo della beatificazione di Giovanni Paolo II ricevuto dal prefetto della congregazione per le Cause dei Santi il card. Angelo Amato.
Nella basilica di San Pietro sono già finiti i lavori per la realizzazione di una tomba che, incastonata in uno degli altari, ospiterà il corpo del Santo
Padre una volta diventato beato. Dopo diverse ipotesi che sotto la forma di progetti sono passate per la scrivania dell'arciprete della basilica, il
cardinale Angelo Comastri, Papa Ratzinger ha approvato quello che vedrà le spoglie di Wojtyla traslate dalle Grotte Vaticane, dove si trovano ora, alla cappella di San Sebastiano collocata alla destra della navata centrale tra la Pietà di Michelangelo e la Cappella del Santissimo Sacramento. Al momento, la cappella, oltre alle statue di Pio XI e Pio XII poste ciascuna a un lato, ospita il monumento del beato Innocenzo XI per le quali comunque l'ufficio tecnico della Fabbrica di San Pietro ha già individuato una nuova collocazione presso l'altare della Trasfigurazione di Cristo. Lo spazio sottostante al mosaico di San Sebastiano, da cui hanno finito i lavori con un' opera di ripulitura, sarà dunque occupato dalla salma di Giovanni Paolo II, dopo la cerimonia di beatificazione. La notizia della traslazione della salma di Wojtyla una volta concluso il
processo di beatificazione era stata confermata dal cardinale Comastri nel febbraio scorso. Allora però l'arciprete della basilica vaticana era ancora incerto sulla collocazione precisa della tomba solenne. Ora appare chiaro che il progetto di collocarla dal lato della Porta della Preghiera vicino l'ingresso di Santa Marta, soluzione che avrebbe agevolato il notevole afflusso di pellegrini atteso sulla tomba del papa polacco, è tramontato a favore di una che colloca il monumento più centralmente nella basilica ma sempre a una distanza relativamente ridotta dall'ingresso principale per favorire il via vai del popolo del «Santo subito» che, già in fermento per l'avvicinarsi della beatificazione, prevedibilmente affollerà la cappella copioso. Per quanto riguarda più nello specifico la realizzazione della tomba, due sono i progetti al vaglio. Si tratterà o di un monumento in pietra, senza esposizione del corpo, o una teca in cui la salma sarà esposta con il volto ricoperto da una leggera maschera di protezione, realizzata in cera per ricalcare in maniera fedele i lineamenti di Giovanni Paolo II, come già avvenne per Giovanni XXIII.....
Un centro per la gestione della sicurezza, attivato presso la sala operativa della questura capitolina, che sarà il motore di tutte le operazioni. E la
suddivisione della zona dell'evento in tre anelli concentrici caratterizzati da livelli di sicurezza diversi. Roma si prepara così alla tre giorni della
cerimonia di beatificazione di Karol Wojtyla che vedrà arrivare in città, secondo la stima formulata oggi dal prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, un milione di pellegrini, romani esclusi. Ma si tratta di numeri, spiegano dalla questura di Roma, «suscettibili di modifiche da qui a venerdì quando, con la veglia al Circo Massimo, si apriranno le celebrazioni».
La macchina messa in piedi dalla questura di Roma è già stata in parte rodata in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II e della Giornata Mondiale della Gioventù. Un sistema studiato nei minimi dettagli e predisposto da marzo quando, presso l'ufficio di gabinetto del questore di Roma, si svolse la prima riunione del gruppo di lavoro per la raccolta delle informazioni riconducibili alla beatificazione. Poi, un paio di settimane fa, la prima ordinanza nella uale sono state individuate le informazioni di carattere generale e le linee guida dei servizi attivati su strada e di tutte la attività preventive.Tra oggi e domani è poi attesa una seconda ordinanza di tipo "dispositivo": 200 pagine che disciplineranno nel dettaglio le misure di sicurezza messe in campo per i tre momenti della beatificazione (la veglia di sabato al Circo Massimo, la cerimonia di San Pietro e la messa di ringraziamento del lunedì) e l'altro evento concomitante, il concertone del primo maggio a San Giovanni.Per assicurare il massimo controllo nell'area interessata dalla beatificazione sono stati predisposti tre anelli concentrici contraddistinti da diversi livelli di sicurezza. Il cuore delle celebrazioni, piazza San Pietro e via della Conciliazione, sarà "l'area di massima sicurezza" con spazio aereo interdetto e metal detector. La seconda, denominata "area riservata", sarà invece rappresentata dal corridoio intermedio e servirà all'avvicinamento dei fedeli. Infine l'anello più esterno verso il resto della città, la cosiddetta "area di rispetto". I tre anelli, spiegano dalla questura capitolina, saranno delimitati da transenne e varchi per pedoni e velivoli (l'accesso sarà consentito solo ai mezzi d'emergenza). Ci saranno poi percorsi dedicati per le 60 delegazioni straniere attese nella città. E saranno predisposti presidi e controlli con personale in borghese presso gli scali portuali, ferroviari, aeroportuali e delle principali stazioni metropolitane, e nelle aree di parcheggio organizzate per la sosta dei pullman e degli altri veicoli.
I tre anelli saranno a loro volta suddivisi in nove microzone per le quali sono stati individuati funzionari "fidelizzati" della questura che saranno
sempre gli stessi nei tre giorni in un regime di turnazione: personale specializzato che avrà il compito di seguire tutte le operazioni nell'area di
riferimento. Anche il Tevere sarà sottoposto al controllo della polizia fluviale soprattutto in prossimità di San Pietro. Un piano meticoloso, dunque,
che dovrà poi misurarsi con il deflusso dei pellegrini dopo la cerimonia di domenica: «il momento di maggiore criticità» secondo il prefetto Pecoraro. Alla questura, però, sono pronti e, se dovesse servire, verranno attivati percorsi supplementari per favorire l'allontamento dei pellegrini dal sagrato di San Pietro e dalle aree limitrofe. A supervisionare l'intera macchina sarà il centro di gestione per la sicurezza
della questura dove affluiranno anche le immagini inviate dalle telecamere montate sull'elicottero della polizia che sorvolerà la città. «Al centro
arriveranno le informazioni trasmesse da polizia, carabinieri, fiamme gialle e 118, che saranno utilizzate per rimodulare costantemente i servizi su strada». Insomma, una risposta riorientata a seconda delle esigenze e pronta a fronteggiare anche eventuali rischi. «Lavoriamo - spiegano dalla questura - per prevenire le criticità e siamo comunque pronti a gestirle».
Karol Józef Wojtyła nasce a Wadowice, città a 50 km da Kraków (Polonia), il 18 maggio 1920. Fu battezzato il 20 giugno 1920 nella Chiesa parrocchiale di Wadowice dal sacerdote Franciszek Zak; a 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di Cracovia. Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed vitare la deportazione in Germania. A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch’esso clandestino. Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di
Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale avvenuta a Cracovia il 10 novembre 1946, per le mani dell’Arcivescovo Sapieha. Successivamente fu inviato a Roma, dove , sotto la guida del domenicano francese P. Garrigou-Lagrange, conseguì nel 1948 il dottorato in teologia, con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce (Doctrina de fide apud Sanctum Ioannem a Cruce). In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda. Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino la tesi: "Valutazione della possibilità di fondare un'etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler". Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino. Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak. Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo
VI, che lo creò e pubblicò Cardinale nel Concistoro del 26 giugno 1967, del Titolo di S. Cesareo in Palatio, Diaconia elevata pro illa vice a Titolo
Presbiterale. Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato. I Cardinali, riuniti in Conclave, lo elessero Papa il 16 ottobre 1978. Prese il nome di Giovanni Paolo II e il 22 ottobre iniziò solennemente il ministero Petrino, quale 263° successore dell’Apostolo. Il suo pontificato è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa ed è durato quasi 27 anni. Giovanni Paolo II ha esercitato il suo ministero con instancabile spirito missionario, dedicando tutte le sue energie sospinto dalla sollecitudine pastorale per tutte le Chiese e dalla carità aperta all’umanità intera. I suoi viaggi apostolici nel mondo sono stati 104. In Italia ha compiuto 146 visite pastorali. Come Vescovo di Roma, ha visitato 317 parrocchie (su un totale di 333). Più di ogni Predecessore ha incontrato il Popolo di Dio e i Responsabili delle Nazioni: alle Udienze Generali del mercoledì (1166 nel corso del Pontificato) hanno partecipato più di 17 milioni e 600 mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose [più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000], nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri. Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad iniziare, nel 1985, le Giornate Mondiali della Gioventù. Le 19 edizioni della GMG che si sono tenute nel corso del suo Pontificato hanno visto riuniti milioni di giovani in varie parti del mondo. Allo stesso modo la sua attenzione per la famiglia si è
espressa con gli Incontri mondiali delle Famiglie da lui iniziati a partire dal 1994. Giovanni Paolo II ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e con i rappresentati delle altre religioni, convocandoli in diversi Incontri di Preghiera per la Pace, specialmente in Assisi. Sotto la sua guida la Chiesa si è avvicinata al terzo millennio e ha celebrato il Grande Giubileo del 2000, secondo le linee indicate con la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. Essa poi si è affacciata al nuovo evo, ricevendone indicazioni nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, nella quale si mostrava ai fedeli il cammino del tempo futuro. Con l’Anno della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia, Giovanni Paolo II ha promosso il rinnovamento spirituale della Chiesa. Ha dato un impulso straordinario alle canonizzazioni e beatificazioni, per mostrare innumerevoli esempi della santità di oggi, che fossero di incitamento agli uomini del nostro tempo: ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha proclamato Dottore della Chiesa santa Teresa di Gesù Bambino. Ha notevolmente allargato il Collegio dei Cardinali, creandone 231 in 9 Concistori (più 1 in pectore, che però non è stato pubblicato prima
della sua morte). Ha convocato anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio. Ha presieduto 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali
ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999). Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. Ha promulgato il Catechismo della Chiesa cattolica, alla luce della Tradizione, autorevolmente interpretata dal Concilio Vaticano II. Ha riformato i Codici di diritto Canonico Occidentale e Orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia Romana. A Papa Giovanni Paolo II, come privato Dottore, si ascrivono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” febbraio 2005). Giovanni Paolo II è morto in Vaticano il 2 aprile 2005, alle
ore 21.37, mentre volgeva al termine il sabato e si era già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia. Da quella sera e fino all’8 aprile, quando hanno avuto luogo le Esequie del defunto Pontefice, più di tre milioni di pellegrini sono confluiti a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa, attendendo in fila anche fino a 24 ore per poter accedere alla Basilica di San Pietro. Il 28 aprile successivo, il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l’inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La Causa è stata aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la diocesi di RomaIl pontificato di Karol Wojtyla è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa ed è durato quasi 27 anni. Giovanni Paolo II ha esercitato il suo ministero con instancabile spirito missionario, dedicando tutte le sue energie sospinto dalla sollecitudine pastorale per tutte le Chiese e dalla carità aperta all’umanità intera. I suoi viaggi apostolici nel mondo sono stati 104.
In Italia ha compiuto 146 visite pastorali. Come Vescovo di Roma, ha visitato 317 parrocchie (su un totale di 333). Più di ogni Predecessore ha incontrato il Popolo di Dio e i Responsabili delle Nazioni: alle Udienze Generali del mercoledì (1166 nel corso del Pontificato) hanno partecipato più di 17 milioni e 600 mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose [più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000], nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri. Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad iniziare, nel 1985, le Giornate Mondiali della Gioventù. Le 19 edizioni della GMG che si sono tenute nel corso del suo Pontificato hanno visto riuniti milioni di giovani in varie parti del mondo. Allo stesso modo la sua attenzione per la famiglia si è espressa con gli Incontri mondiali delle Famiglie da lui iniziati a partire dal 1994. Giovanni Paolo II ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e con i rappresentati delle altre religioni, convocandoli in diversi Incontri di Preghiera per la Pace, specialmente in Assisi. Sotto la sua guida la Chiesa si è avvicinata al terzo millennio e ha celebrato il Grande Giubileo del 2000, secondo le linee indicate con la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. Essa poi si è affacciata al nuovo evo, ricevendone indicazioni nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, nella quale si mostrava ai fedeli il cammino del tempo futuro. Con l’Anno della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia, Giovanni Paolo II ha promosso il rinnovamento spirituale della Chiesa. Ha dato un impulso straordinario alle
canonizzazioni e beatificazioni, per mostrare innumerevoli esempi della santità di oggi, che fossero di incitamento agli uomini del nostro tempo: ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha proclamato Dottore della Chiesa santa Teresa di Gesù Bambino. Ha notevolmente allargato il Collegio dei Cardinali, creandone 231 in 9 Concistori (più 1 in pectore, che però non è stato pubblicato prima della sua morte). Ha convocato anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio. Ha presieduto 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale
straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999). Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. Ha promulgato il Catechismo della Chiesa cattolica, alla luce della Tradizione, autorevolmente interpretata dal Concilio Vaticano II. Ha riformato i Codici di diritto Canonico Occidentale e Orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia Romana. A Papa Giovanni Paolo II, come privato Dottore, si ascrivono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005).
Il 2 aprile del 2005, all'età di 84 anni, muore Papa Giovanni Paolo II. Il decesso avviene alle ore 21,37 nel suo appartamento privato. L'annuncio della morte viene dato dal portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Un ''amen'' è l'ultima parola pronunciata dal pontefice. La notizia della morte del Papa viene comunicata ai fedeli presenti in piazza San Pietro, circa 100 mila, che accolgono la notizia in silenzio. Poi si leva un lungo applauso. In molti piangono, altri guardano la finestra al terzo piano del palazzo apostolico, che e' stata accesa. In piazza San Pietro suona la campana. Il cardinale Angelo Sodano, segretario di stato, intona il de profundis per Giovanni Paolo. Un altro applauso accoglie il termine della preghiera sul sagrato. Il governo italiano dichiara il lutto nazionale per la durata di tre giorni a partire dal 3 aprile, poi prolungato fino all'8 aprile, giorno dei funerali del Santo Padre. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conclude il suo ricordo di Karol Wojtyla, trasmesso dalle tv a reti unificate, dicendo che ''l'Italia piange la perdita di un padre, di una persona cara''. ''Il mondo ha perduto un campione della liberta''', commenta il presidente statunitense George W. Bush. Il premier britannico Tony Blair dice che il Santo Padre, ''attraverso una vita dura e spesso difficile si e' battuto per la giustizia sociale e dalla parte degli oppressi''. ''Profonda emozione'' esprime il presidente francese Jacques Chirac. Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero sottolinea che con la morte di Giovanni Paolo II ''l'umanità si vede privata di un riferimento morale di primo ordine''. Nel messaggio di cordoglio inviato al cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, il presidente cubano Fidel Castro scrive che ''l'umanità terrà per sempre con se un ricordo commosso dell'instancabile lavoro che Sua Santità ha sempre compiuto a favore
della pace, della giustizia e della solidarietà; tra i popoli''. L'otto aprile, alle 10, si svolgono i funerali solenni di Giovanni Paolo II. La bara di
cipresso col corpo del Papa viene portata a spalle su piazza San Pietro. Sul feretro viene posato il Vangelo. Il cardinale Joseph Ratzinger celebra la funzione e conclude l'omelia dicendo che Giovanni Paolo II ''sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice''. Tredici applausi, di cui l'ultimo lunghissimo, accompagnano l'omelia, che termina col grido di ''Santo subito'' della folla, richiesta scandita da un battimani a tratti ritmato. Un altro applauso, di 13 minuti, si leva dalla folla al termine della funzione religiosa, assieme a uno sventolio di bandiere, soprattutto bianche e rosse della Polonia. Circa un milione di fedeli assiste a Roma alla cerimonia, 300 mila in Piazza San Pietro, gli altri davanti ai maxischermi allestiti nei punti nevralgici della città comprese le basiliche. Sono 200 le delegazioni straniere presenti, tra loro 46 capi di Stato e otto vice-capi, 17 premier, tre principi ereditari, 13 responsabili di organizzazioni come l'Onu, rappresentata da Kofi Annan. Sono più di 90 le televisioni di tutto il mondo collegate per seguire i funerali. Alle 14,20 il Papa Giovanni Paolo II viene tumulato nelle Grotte Vaticane. Sulla bara del Pontefice solo una croce e una targa di bronzo con inciso il nome. Papa Wojtyla riposa in una nicchia, vicino a Cristina di Svezia e di fronte a Carlotta di Cipro. Il 1° Maggio sara beatificato il grandissimo KAROL WOJTYLA un papa che resterà per sempre nei nostri cuori...

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI