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Lunedì, 20 Novembre 2017

Un sisma di magnitudo 7.2 al confine tra l'Iraq e l'Iran

Ecatombe tra Iraq e Iran. Il bilancio nella Repubblica islamica è di almeno 348 morti e 6.603 feriti. Nel Kurdistan iracheno, dove è stato registrato l'epicentro del sisma, il bilancio è per ora di 7 morti e 321 feriti. Nella notte una scossa del 6,7, seguita da altre due di magnitudo appena inferiore, è stata registrata anche in Costa Rica. Sisma del 6,1 nel Mar del Giappone.

Subito dopo la scossa, i social network di tutti questi Paesi sono stati invasi da video con scene di panico, con la gente che si è riversata nelle strade in preda al terrore. L'Unità di crisi della Farnesina è sin dai primi momenti al lavoro per verificare l'eventuale presenza di italiani nell'area. Su Twitter si «ricorda il numero della sala operativa dell'Unità di crisi, per raccogliere segnalazioni e richieste di assistenza da parte di eventuali connazionali coinvolti.

Il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, su Twitter ha assicurato l'aiuto da parte del nostro Paese: "Centinaia di vittime in Iran e Iraq Italia vicina a chi soffre e pronta a offrire aiuti ai paesi colpiti".le zone devastate mostrano interi edifici sbriciolati dalla potente scossa. Particolarmente difficile la situazione a Darbandikhan, dove l'ospedale è stato severamente danneggiato ed è ancora senza corrente elettrica. Almeno 30 i feriti nella cittadina.

La forte scossa, avvenuta poco dopo le 21 le 19 in Italia, ha avuto epicentro in territorio iracheno, nella provincia curda di Sulaymaniyya, a una profondità di quasi 40 km. Così violenta da essere avvertita in tutta la regione, da Israele fino al Pakistan, passando per la Turchia, gli Emirati Arabi uniti, il Kuwait, il Libano.  

Sale ancora il bilancio delle vittime in Iran e Iraq dopo il sisma di magnitudo 7.3 secondo l'ultima stima dell'Usgs in una zona nei pressi del confine: i morti nella Repubblica islamica sono 348, i feriti oltre seimila.

Le prima immagini dal Otto i centri maggiormente danneggiati, tra cui le cittadine iraniane di Ozgole, Tazè Abad e Bayengan, tutte e tre nella regione di Kermanshah, a maggioranza curda. In Iraq il terremoto è stato avvertito nelle città di Baghdad, Najaf, Karbala e Mosul; in Iran a Tabriz, Hamedan, Elam, Khorram Abad, Sanandaj e persino nel porto di Bushehr, sul Golfo Persico. Il sisma è stato così forte da essere avvertito anche in Israele, in Kuwait e a Dubai.

Nelle città occidentali di Sanandaj e Ghasr-e-Shirin la gente è fuggita nelle strade e molte zone sono senza acqua e corrente. Al momento si parla di oltre 330 vittime, ma numerose persone sarebbero ancora bloccate sotto le macerie. Il direttore dei servizi di emergenza, Pir Hosein Kolivand, ha spiegato, che l'opera di salvataggio è ostacolata dall'interruzione di alcune strade.

La Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha mobilitato tutti i corpi di sicurezza per accelerare le operazioni di soccorso ed estrarre le vittime dalle macerie.

"Oltre 200 persone" sono intrappolate sotto le macerie di un complesso residenziale a Sarpol Zahab, la città iraniana più colpita, riferiscono i soccorsi. Nella città, si precisa, 8 scuole sono state distrutte. 

Nella provincia iraniana di Kermanshah sono stati indetti tre giorni di lutto. Le autorità hanno disposto la chiusura di scuole e università nella provincia di Kermanshah, dove invece sono chiamati a presentarsi al lavoro tutti i dipendenti governativi.

"L'obiettivo dei responsabili ora è quello di accelerare gli aiuti e di soccorrere le persone rimaste intrappolate sotto le macerie". Così la Guida suprema iraniana Seyyed Ali Khamenei, citato dall'Irna, in un messaggio al Paese. L'ayatollah ha chiesto a Esercito e Pasdaran di intervenire nelle aree colpite dal sisma. Il ministro dell'Interno, Abdolreza Rahmani Fazli, ha riferito che sono stati allestiti ospedali da campo e di temere per le aree rurali "dove si prevedono altre vittime".

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