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Londra, il terzo terrorista è un italo marocchino

La polizia francese sta intervenendo per rispondere a un presunto allarme a Parigi nei pressi della cattedrale di Notre Dame, dopo voci che parlano di colpi di arma da fuoco e di panico fra i presenti.

Gli agenti hanno sparato su un uomo sulla spianata davanti alla cattedrale parigina di Notre-Dame che, secondo le prime informazioni, avrebbe tentato un'aggressione a colpi di martello nei confronti di un agente della polizia municipale. Il quartiere è stato isolato.

Nuova perquisizione  in un quartiere vicino alle abitazioni di due dei jihadisti che hanno realizzato il sanguinoso attacco di sabato sera a Londra. La polizia e' entrata in azione a Ilford, circa tre chilometri a nord di Barking, nell'est di Londra dove vivevano almeno due dei terroristi del London Bridge. Almeno una dozzina di bombe Molotov sono state trovate nel furgone usato dai tre jihadisti. Secondo il giornalista dell'emittente Martin Brunt, la polizia ha trovato nel veicolo "quelle che sembravano essere bottiglie piene di un liquido incolore con stracci" al posto dei tappi: "Chiaramente sembravano essere cocktail Molotov".

La prima vittima ad essere identificata è stata la canadese Christine Archibald, detta "Chrissy". La ragazza lavorava in un ospizio per senzatetto prima del trasferimento in Europa per raggiungere il fidanzato. E' invece disperso un cittadino spagnolo di 39 anni: Ignacio Echeverria, residente a Londra, secondo la testimonianza di un amico, ha affrontato uno dei terroristi armati di coltello a Borough Market, prendendo la difesa di una donna che era stata ferita.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nella prima reazioni in pubblico agli attacchi di Londra, ha sottolineato la sua "determinazione, piu' forte che mai, a proteggere gli Stati Uniti e i suoi alleati da un nemico codardo che ha dichiarato guerra alla vita innocente, da troppo tempo".

Ancora una volta la pista dell'intelligence rimanda all'Italia, terra di passaggio sin dagli attentati al Teatro Bataclan di Parigi e all'aeroporto "Zaventem" di Bruxelles. L'identità di Youssef Zaghba è stata segretata fino all'ultimo perché le indagini portano dritto nel Belpaese. I genitori del terzo terrorista di Londra (lui marocchino, lei italiana) avevano vissuto insieme in Marocco. Quando si sono separati, la madre è rientrata in Italia ed è andata a vivere nella provincia di Bologna. Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, Youssef Zaghba sarebbe passato "più volte" per Bologna finché nel marzo 2016 è stato denunciato per terrorismo internazionale. Sul suo cellulare, come rivela Reppublica erano state trovati inni allo Stato islamico. Dal momento che aveva un passaporto italiano, non era stato possibile espellerlo ma era stato comunque inserito nelle liste dei foreign fighter e l'informazione era stata, poi, passata ai servizi inglesi.

Intanto Youssef Zaghba, identificato come il terzo terrorista dell'attacco di Londra, fu fermato a marzo 2016 all'aeroporto di Bologna, città da cui stava per prendere un volo diretto a Istanbul. Il ventenne era italo-marocchino e aveva con sé solo un piccolo zaino, il passaporto e un biglietto di sola andata: circostanze sospette, che insieme alla rotta aerea per la Turchia, ne fecero disporre il fermo per accertamenti. Fu contattata la madre, che risiederebbe tutt'ora nella provincia del capoluogo emiliano.

Come rivela il Corriere, infatti, il giovane è nato a Fez nel gennaio 1995 da padre marocchino, allora sposato con una donna italiana. La coppia, che viveva in Marocco, si era poi separata e la donna era tornata a vivere in provincia di Bologna.

Proprio il suo legame con l Italia avrebbe portato la polizia britannica a non rivelare fino ad ora il suo nome. Youssef, infatti, sarebbe passato spesso nel nostro Paese per andare dalla madre. Ma anche per sfruttare le sue origini per unirsi all'Isis: già il 15 marzo 2016 fu fermato all'aeroporto di Bologna mentre cercava di imbarcarsi zaino in spalla e biglietto di sola andata - su un volo per Istanbul, da dove poi voleva raggiungere la Siria per combattere insieme al Califfato. Alla madre aveva raccontato che sarebbe andato a Roma.

Quando è stato fermato si era agitato e sul suo telefono erano stati trovati immagini e video di matrice islamica, anche se non inneggianti al jihadismo. Inizialmente denunciato per terrorismo internazionale, era stato prosciolto da ogni accusa, ma era stato iscritto nel registro dei sospetti "foreign fighter" negli archivi internazionali.

Era quindi ben noto all'intelligence italiana, che ultimamente aveva segnalato i suoi spostamenti sia alle autorità marocchine che a quelle britanniche, dal momento che lavorava in un ristorante di Londra.

Accanto a Khuram Shazad Butt, nel documentario di Channel 4, c'è tra gli altri anche Mohammed Shamsuddin, un predicatore radicale che vive di sussidi statali. In più di un'occasione aveva elogiato pubblicamente il supporto di Khuram Shazad Butt alla causa dello Stato islamico

Nel documentrio di Channel 4 è visibile anche Abu Haleema, un imam di origine pachistana che di lavoro fa l'autista dei pullman. Arrestato nel 2015, con l'accusa di simpatizzare per i tagliagole dello Stato islamico, era stat rilasciato nel giro di pochissime settimane. In quell'occasione, però, le autorità gli avevano ritirato il passaporto.Come costruisce il quotidiano Italiano Il Giornale , Haleema potrebbe essere il punto di congiunzione tra l'attentato di Westminster avvenuto lo scorso 22 marzo e l'attacco sul London Bridge di sabato sera. "L'imam - fanno sapere fonti vicine ai servizi inglesi - avrebbe infatti fornito nozioni di integralismo a Khalid Masood, l'assassino a bordo della Hyundai Tucson grigia".

Theresa May si aspetta una revisione dell'operato di polizia e servizi segreti dopo le polemiche sulle falle dell'anti-terrorismo. La premier britannica lo ha detto nel corso di un'intervista a Sky News affermando che auspica venga fatto come nel caso dell'attacco di Manchester, rispetto al quale l'MI5 ha avviato un'inchiesta interna per fare luce su possibili errori nella prevenzione della strage.

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