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Venerdì, 03 Luglio 2020

Apostolos Tzitzikostas, governatore della 'Kentriki Makedonia', parla della sua regione

"La posizione della greca è nota e solida. Tocca a Skopje trovare una soluzione sul nome che soddisfi tutti. Perché in assenza di una soluzione non potranno entrare nella Ue o nella Nato, la Grecia non lo permetterà Apostolos Tzitzikostas, governatore della 'Kentriki Makedonia' dice al Corriere del Sud sull'annosa disputa sul nome della ex repubblica jusgoslava di Macedonia ai margini di una presentazione dell'offerta turistica regionale all'ambasciata di Grecia a Roma.

Un polo della ricerca, punta Apostolos Tzitzikostas e della tecnologia che sorga a Salonicco e dintorni e che faccia da volano per sviluppo ed occupazione dell'intera regione greca della Macedonia centrale, che però che non vuole si chiami 'nuova Silicon Valley'. "Piuttosto, una Thessalonikh Valley".

Il governatore, parlando del turismo, con il Corriere del Sud sottolinea come la regione "che ha legami antichi e in ogni ambito con l'Italia" sia aperta "12 mesi all'anno, con il turismo per tutti: religioso, culturale, per giovani e per le famiglie, con mare e montagne", turismo per il quale - sottolinea - è strategico aprire "una nuova pagina" l'aeroporto di Salonicco, che dovrebbe essere ampliato e rinnovato sotto la nuova gestione della tedesca Fraport (dal 2016).

Blu, verde e oro. I colori della Macedonia Centrale raccontano di una terra unica, disegnata da spiagge inviolate, alte montagne, fiumi e laghi isolati, dove dedicarsi allo sport e alle attività all'aria aperta, oppure rilassarsi immersi nel silenzio più assoluto.

Macedonia Centrale ha dato i natali ad Aritostele, grande scienziato e folosofo, che nacque a Staghira, nell'antico regno di Macedonia, nel 384 a.C., e ad Alessandro Magno, nato a Pella nel 356 a.C., fondatore dell'impero che si estendeva dal Nord Africa all'Estremo Oriente. A entrambe l'Unesco dedica il 2016 e il 2017, due anni ritmati da numerosi eventi e appuntamenti celebrativi in tutto il territorio

Parte dell'antico regno di Macedonia, è oggi una delle tredici regioni amministrative greche: un'area di grande interesse non solo naturalistico, ma anche storico, culturale e artistico. 
Una terra tutta da scoprire, specchio di una Grecia inedita e inattesa. Lo si capisce dall'oblò dell’aereo dopo aver sorvolato i paesaggi scarniti della Tebaide e quelli aridi dell’Attica, quando si svela all’improvviso la piana verdeggiante disegnata dalle geometrie dei campi coltivati e ritmata dalla grafia dei corsi d’acqua. Un cambio di scena repentino, dove è la natura ad avere la meglio, segnata da olivi e agrumeti, pioppi e vaste chiome di querce secolari. E a far da cornice, un variegato sipario di cime montuose e il tormentato profilo roccioso della penisola Calcidica che si arrende all’Egeo.

"Noi abbiamo tre pilastri per la nostra economia e lo sviluppo - spiega il Governatore Tzitzikwstas al Corriere del sud  - il primo è il turismo, il secondo la produzione agricola e il terzo sono le nuove tecnologie. Noi vogliamo creare un distretto che sviluppi questo settore.

Abbiamo molte importanti università continua il Governatore  e centri di ricerche, nonché aziende ad alta tecnologia, alcune delle quali producono anche per la Nasa. Chiediamo quindi al governo incentivi per questo progetto, se ci saranno, avremo dei risultati importanti per l'economia della Macedonia centrale. Tra regioni e governo centrale ci dev'essere collaborazione, non ha importanza chi sta al governo. Se invece il governo mette ostacoli, noi aumenteremo la pressione".

Il governatore, parlando del turismo, sottolinea come la regione "che ha legami antichi e in ogni ambito con l'Italia" sia aperta "12 mesi all'anno, con il turismo per tutti: religioso, culturale, per giovani e per le famiglie, con mare e montagne", turismo per il quale - sottolinea - è strategico aprire "una nuova pagina" l'aeroporto di Salonicco, che dovrebbe essere ampliato e rinnovato sotto la nuova gestione della tedesca Fraport (dal 2016).

Come e noto porta d'accesso dell'odierna Macedonia Centrale è Salonicco, in greco Thessaloniki, la capitale, sede dell'aeroporto internazionale, seconda città del Paese per numero di abitanti. Stimolante, divertente, cosmopolita, colta, ospitale, trendy, è un mix di Ellade classica, memorie bizantine e modernità, che colpisce per la sua atmosfera, briosa e nostalgica al tempo stesso. Il passato glorioso oggi rivive nel centro storico, dove convivono chiese bizantine tutelate dall'Unesco e hammam ottomani, vestigia romane ed eredità medievali come la maestosa Torre Bianca (Lefkòs Pyrgos), simbolo cittadino, che guarda il mare.

Sull’impianto stradale romano, la città moderna si snoda lungo ariosi paseos tra edifici eclettici, teatri e bei portici. Ci si muove tra moderni kafeneia, pasticcerie d’antan e boutique. Passeggiando ci si imbatte nella maggiore moschea eretta in suolo greco, l’Hamza Bey Tsami, nei resti dell’agorà ellenica e romana e nel Bey Hamami, l’edificio per i bagni voluto dal sultano Murad II nel 1444.  Lungo via Egnazia, l’arteria principale che corre parallela al lungomare, sulla centrale Via Aristotelous e nei vecchi quartieri recuperati alle spalle del porto, come Ladádika, si concentrano caffè, ristoranti e locali, affollati a ogni ora del giorno e della sera. Proprio qui vale anche la pena di perdersi tra le voci, gli odori e i colori pungenti del mercato coperto Modiano, pullulante di taverne e ouzerí.

Tzitzikostas ci ricorda che la Macedonia Centrale "è la più grande regione della Grecia, con molti progetti per lo sviluppo e tante potenzialità. Il problema principale è la disoccupazione, in particolare dei giovani. Da noi la crisi non è cominciata in questi ultimi anni, ma negli anni Novanta, quando molte aziende si sono spostate a nord dei nostri confini (in Bulgaria, soprattutto, ndr). Poi c'è il nodo dell'immigrazione: ospitiamo circa il 50% dei migranti e profughi attualmente in Grecia, in tutte le sette province della nostra regione". Il governatore ricorda come la Macedonia Centrale sia virtuosa nell'attrarre i finanziamenti europei allo sviluppo: 2 miliardi di euro negli ultimi 5 anni, e 5 miliardi per i prossimi 5.

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