Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Mercoledì, 03 Giugno 2020

Isola Capo Rizzuto - La r…

Giu 01, 2020 Hits:113 Crotone

Zero contagi a Crotone, P…

Mag 27, 2020 Hits:247 Crotone

La Lega di Crotone unita …

Mag 25, 2020 Hits:330 Crotone

Lega Giovani: La mafia pu…

Mag 23, 2020 Hits:384 Crotone

Isola Capo Rizzuto - Gior…

Mag 23, 2020 Hits:379 Crotone

Tre anni fa il gemellaggi…

Mag 19, 2020 Hits:549 Crotone

Antica Kroton, la Lega in…

Mag 16, 2020 Hits:578 Crotone

Crotone in fiore

Mag 05, 2020 Hits:758 Crotone

Incubo terremoto nel centro Italia

A cinque mesi dal primo, devastante terremoto, torna a tremare l'intero Centro Italia: 4 scosse di magnitudo superiore a 5 hanno fatto rivivere l'incubo in Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche. Il bilancio, per ora, è di una vittima e di un disperso. La Protezione civile parla di "condizioni estreme" ed invia più uomini e mezzi così come la Difesa. Predisposti i servizi anti-sciacalli.

E stata una vera tragedia all'hotel 'Rigopiano' a Farindola, sul Gran Sasso, spazzato via da una immensa slavina. Trenta persone, il personale dell'albergo e i clienti, sono da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Ci sono anche dei bambini coinvolti. Da stamattina sono stati estratti tre corpi dalle macerie. Secondo fonti dei Carabinieri un'altra persona sarebbe stata individuata ma non ancora recuperata. 

I soccorritori lavorano in condizioni difficilissime. "Ci sono tanti morti", secondo quanto ha riferito all' ansa il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia insieme agli altri soccorritori sugli sci in quanto le strade di accesso all'albergo erano bloccate da due metri di neve, caduta negli ultimi giorni. La slavina si è staccata molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina. La Procura di Pescara ha aperto una indagine per omicidio colposo.

Tra i dispersi c'è Alessandro Riccetti, 33 anni, di Terni, dipendente della struttura alberghiera; una coppia di giovani turisti marchigiani di Castignano, Marco Vagnarelli e Paola Tomassini; una coppia di Castel Frentano (Chieti), Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni.

La valanga è immensa", confermano i soccorritori.  Le immagini dell'interno dell'hotel mostrano gli spazi comuni distrutti e coperti da cumoli di neve, rami di alberi e macerie. "La situazione è drammatica, l'albergo è stato spazzato via, è rimasto in piedi solo un pezzetto", hanno riferito i vigili del fuoco. "Ci sono tonnellate di neve, alberi sradicati e detriti - hanno aggiunto - che hanno sommerso l'area dove si trovava l'albergo". "Ci sono materassi trascinati a centinaia di metri da quella che era la struttura", ha riferito Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco

E' choccante il racconto di un superstite alle agenzie di stampa : "Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile", ha riferito ai medici Giampiero Parete, 38 anni. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie. "E' arrivata la valanga - ha detto ancora l'uomo - sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire e ho atteso in auto l'arrivo dei soccorsi". L'uomo, residente a Montesilvano (Pescara), è arrivato in stato di ipotermia, ma il quadro clinico non è preoccupante. E' stato lui ieri a lanciare l'allarme al suo datore di lavoro. Poi la lunga attesa dell'arrivo dei soccorsi, insieme all'altro superstite.

"Ieri sera ho ricevuto la chiamata di Giampiero alle 17.40. Mi chiedeva aiuto disperatamente. Diceva 'è caduto, è caduto l'albergo'. Mi sono attivato subito, ho chiamato i soccorsi. Sono stato in contatto con lui più di una volta, fino alle 23. Poi mi ha richiamato stamattina dicendo che l'avrebbero portato in elicottero a Pescara". A riferirlo è Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete. "Ho contattato tutti i numeri possibili", dice Quintino.

Un bimbo di pochi mesi e altre nove persone salvate nella notte dall'ipotermia in varie frazioni del Teramano, raggiunte solo dopo che sono state liberate alcune vie di collegamento. La Provincia di Teramo parla di 'emergenza sanitaria' perché "l'assenza di corrente, in alcuni casi da 4 giorni, ha isolato migliaia di persone; in alcune aree manca l'acqua e c'è un problema di carburante perché i distributori non funzionano".

Maltempo e nuove forti scosse di terremoto tengono in ginocchio il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate con tutta probabilità dagli eventi sismici.

Ghiaccio e freddo in queste ore minacciano gli animali, molti dei quali intrappolati nella neve. Per salvarli, forze dell'ordine, vigili del fuoco e soccorso alpino sono impegnati in interventi di emergenza. Come nella frazione di Portola, dove i carabinieri forestali di Fiastra (Macerata) sono intervenuti per ripristinare i contatti con un allevamento di 200 capre rimasto isolato a causa della neve. Salvato anche un capriolo in evidente difficoltà. La situazione per la fauna selvatica è critica in generale, perché a causa della spessa coltre di neve gli animali non riescono ad alimentarsi

Nel Teramano una vittima: un uomo morto sotto un edificio crollato. E c'è un disperso per un'altra slavina nell'Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui 2 di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98 mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche.

"Diverse zone non sono state raggiunte ma molte zone sono isolate. Il tutto reso più difficile dalla viabilità", ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha invitato ad evitare spostamenti. La vittima è un uomo di 83 anni rimasto sepolto nel crollo della sua stalla a Castel Castagna (Teramo). C'è poi un disperso ad Ortolano, un uomo travolto da una slavina che si è staccata sopra le case della frazione di Campotosto (L'Aquila). Decine le frazioni isolate, che i soccorritori non sono ancora riusciti a raggiungere a causa delle forti nevicate. Al terremoto si aggiunge infatti un'ondata di maltempo che non dà tregua ormai da giorni.

Non sono mancate critiche sui soccorsi e sul dopo terremoto per i tanti paesi isolati dalla tanta neve. "Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve" è l'allarme lanciato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Appello disperato anche dal Sindaco di Camerino nel Maceratese, che però punta il dito contro gli intoppi burocratici e afferma di aver chiesto l'intervento dell'esercito senza però ottenere risposta. A Teramo il sindacato dei poliziotti Sappe denuncia una situazione di "paralisi totale" nel carcere di Castrogno, con detenuti e personale al gelo e mancanza di elettricità che impedisce di preparare il vitto, ed esprime timori che possano scoppiare disordini. Crolli si sono verificati a Campotosto e Poggio Cancelli, comuni dell'aquilano che si trovano nella zona dell'epicentro. La gente ha scavato nella neve per scappare a causa della paura delle scosse.

"Mi limito a lavorare e non faccio polemica ma chiedo rispetto per chi lavora in condizioni proibitive. Chi tocca il sistema tocca il Paese", ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. "Chi non ha competenze e critica - ha aggiunto - non fa un buon servizio a chi da mesi lavora ininterrottamente". "Forse non ci si è resi conto che siamo di fronte a due eventi eccezionali che comportano gestioni diverse e coordinate".

Nel 1980 in Irpinia la terra ha tremato per tre volte a distanza di pochi secondi e terremoti ravvicinati ci sono stati in seguito anche nel 1984 in Val Comino, nel 1997 a Colfiorito e ancora nel 2002 a San Giuliano di Puglia: i terremoti 'in serie' non sono una novità: "ci sono tanti casi simili, mai identici", ha osservato il sismologo Alessandro Amato. Tuttavia, ha aggiunto, "modalità" simili a quelle osservate nei quattro terremoti di magnitudo superiore a 5 avvenuti oggi nell'Aquilano "non si sono mai viste recentemente".

Il 23 novembre 1980 in Irpinia al primo terremoto di magnitudo 6,5, sono seguiti almeno altri due terremoti di magnitudo confrontabile, a distanza di 20 secondi l'uno dall'altro, percepiti come un'unica scossa. Questa successione è stata notata solo a distanza di tempo perché allora non c'erano ancora strumenti che permettessero di analizzare e riconoscere scosse così ravvicinate.

Il 7 maggio 1984 in Val Comino, tra Lazio e Abruzzo, la prima scossa di magnitudo 5,9 è stata seguita l'11 maggio da un terremoto di magnitudo 5,5.

Il 26 settembre 1997 in Um  bria, a Colfiorito, il terremoto di magnitudo 5,8 avvenuto in piena notte, alle 2:3, è stato seguito a 9 ore di distanza da un sisma di magnitudo 6,1.

Il 31 ottobre in Molise, a San Giuliano di Puglia, il terremoto di magnitudo 5,7 avvenuto alle 11,32 del mattino ha provocato il crollo della scuola nel quale sono morti 27 bambini e un'insegnante; a poco più di 24 ore di distanza, alle 16:09 del primo novembre, è stato seguito da un altro terremoto di magnitudo 5,7.

Il 24 agosto 2016 ad aprire la sequenza del Reatino era stato il terremoto di magnitudo 6,0 avvenuto alle 3.36, seguito alle 4.32 da una scossa di magnitudo 5,1 e un minuto più tardi da una scossa di magnitudo 5,4. Alle 17.10 del 26 ottobre nella stessa zona è avvenuto un terremoto di magnitudo 5,4, seguito alle 19.18 da un sima di magnitudo 5,9 e, alle 6.40 del 30 ottobre, da un altro terremoto di magnitudo 6,5.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI