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Domenica, 09 Agosto 2020

Berlusconi incontra la Stampa Estera

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Silvio Berlusconi davanti ad alcuni giornalisti della stampa estera ribadisce di veder bene, in prospettiva, Gianni Letta al Quirinale e, incalzato dalle
domande, dipinge uno scenario che riguarda anche il futuro del Pdl ipotizzando come suo possibile successore alla guida del partito Angelino Alfano. Nel corso del colloquio il premier, sempre parlando del futuro, ha aggiunto che non si sottrarrebbe a restare sulla scena politica ma solo come 'padre nobile' senza incarichi di governo.
Silvio Berlusconi a tutto campo. Il premier, a cena con 22 giornalisti della stampa estera, è un fiume in piena e ribadisce con forza alcuni punti fermi della sua strategia: completare la legislatura per portare a casa le riforme ritenute fondamentali, come quella della giustizia; bloccare lo strapotere di quella parte della magistratura che, costruendo accuse infondate contro di lui, compie atti "sovversivi". L'orizzonte del Cavaliere, al momento, finisce nei prossimi 24 mesi: che intende spendere alla guida del governo, convinto più che mai di puntellare in tempi rapidi la sua maggioranza, anche raggiungendo la fatidica 'quota 330' alla Camera entro il mese. Per il futuro non si vede al Quirinale ma rilancia il nome del suo fidato braccio destro a Palazzo Chigi, Gianni Letta.

Mentre per il partito ipotizza come suo successore l'attuale ministro della Giustizia, Angelino Alfano. E al riguardo, spiega ai giornalisti stranieri che
non si sottrarrebbe ad un ruolo di padre nobile di un futuro centrodestra, senza incarichi di governo. In tutto quattro ore di botta e risposta: una
kermesse affrontata in assoluta tranquillità, riferiscono diversi partecipanti. Niente barzellette, niente battute ma molte argomentazioni per soddisfare le curiosità degli ospiti su diversi fronti: dalla politica estera ai temi cruciali di quella interna, comprese le spinose questioni dei processi a suo carico. Con accuse che il presidente del Consiglio bolla, appunto, come invenzioni di una magistratura comunista che "ce l'ha" con lui. Parla del caso Ruby e ribadisce punto per punto l'assoluta infondatezza degli attacchi nei suoi confronti. Non nasconde l'amarezza per una situazione complessa che non fa bene al Paese. Sul fronte della politica estera, parla della Libia e dell'allineamento dell'Italia alla risoluzione dell'Onu.

Conferma che Roma sta facendo la sua parte per gestire un flusso migratorio verso l'Europa senza precedenti e ribadisce il ruolo del nostro paese dentro l'Unione pur con alcuni accenti critici per come i nostri partner stanno sostenendo gli sforzi del nostro governo. Serve più coesione e solidarietà, ha detto apprezzando comunque l'iniziativa del presidente della Commissione Ue, Barroso, di sostenere la posizione italiana presso il governo tunisino. Risponde ad una domanda sul prossimo presidente della Bce difendendo a spada tratta la candidatura di Mario Draghi. Così come minimizza la freddezza dei rapporti con la Francia di Nicolas Sarkozy garantendo che il vertice del 26 aprile a Roma andrà benissimo e porterà ad un chiarimento complessivo con i cugini d'Oltralpe. E non nasconde, al riguardo, che molto è stato "esagerato"
dalla stampa. Il Cavaliere si esprime con ottimismo anche sulla crisi economica che sta attraversando l'Europa: Stiamo meglio - dice convinto - ne stiamo uscendo fuori.
Intanto Giorgio Napolitano :''La funzione essenziale che l'indipendenza e il pluralismo dell'informazione debbono assolvere nella ricerca di nuovi equilibri tra i diversi strumenti tecnologici di comunicazione e nell'affrontare la sfida della multimedialita''': e' stata sottolineata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato in occasione della presentazione dello studio 'La stampa in Italia 2008-2010' messo a punto dalla Federazione italiana editori, presentato oggi.
''Per essere parte attiva dei processi di cambiamento in atto, le aziende editrici devono mantenere elevato il livello della qualita' dei contenuti
prodotti e articolare la loro produzione in rapporto alla molteplicita' delle piattaforme. Finora lo hanno fatto da sole''. E' quanto rileva la Fieg nello
studio 'La stampa in Italia 2008-2010', aggiungendo che ''lo sforzo richiesto e' pero' enorme e le aziende editrici hanno bisogno di una governance politica che ''sia in grado di delineare un quadro normativo di riferimento adeguato'' e di mettere in atto ''interventi selettivi che offrano un supporto efficace per procedere verso sistemi di produzione e di distribuzione dell'informazione in linea con le esigenze imposte dalle tecnologie''.
''I problemi chiave con i quali deve confrontarsi l'editoria giornalistica sono sostanzialmente legati ad un mercato che non si espande sufficientemente nelle sue due tradizionali componenti - vendite delle copie e di spazi pubblicitari - ed all'esigenza di individuare nuove linee di crescita dei ricavi''. Lo rileva la Fieg nello studio 'La stampa in Italia'. ''E' un percorso difficile che, pero', non ha alternative - prosegue la Fieg -.
L'impatto sui margini operativi della crisi intervenuta nel biennio 2008-2009 e' stato forte, ma nel 2010 e' stata altrettanto forte la reazione delle
aziende editrici che, almeno sul piano dei costi di produzione, hanno portato avanti un'efficace azione di razionalizzazione e di ristrutturazione che si e' tradotta in ritrovati equilibri aziendali e, cio' che e' piu' importante, in margini operativi di segno positivo''.
Intanto il PDL alla Camera :  Una "fabbrica di pensiero partigiano e anche fazioso, spesso superficiale". Se a febbraio sul banco degli imputati sono finiti gli insegnanti della scuola pubblica, accusati da Silvio Berlusconi di inculcare agli studenti valori diversi rispetto a quelli delle famiglie, ora da mettere al bando sono "molti" libri di storia che fanno "indottrinamento ideologico", anche a fini elettorali, e gettano fango sul Premier e sulle forze di Governo. La "crociata" contro i libri "comunisti" è guidata dalla deputata del Pdl Gabriella Carlucci, che lo scorso febbraio ha presentato una proposta di legge con la quale chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'imparzialità dei libri di testo scolastici. La chiede citando autori, case editrici, testi e ampi stralci di lettura che dimostrano, a suo parere, il tentativo di "plagiare le giovani generazioni dando insegnamenti attraverso una visione ufficiale della storia e dell'attualità asservita a una parte politica". Un'iniziativa, quella della Carlucci, che, venuta allo scoperto ora, ha fatto insorgere l'opposizione: "il problema è reale - ha spiegato la deputata - non vedo lo scandalo. La commissione cultura discuterà serenamente della questione". Anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta dicendo che "quello dei libri di testo è un tema che ricorre spesso. Io penso - ha spiegato - che, in generale, nei libri di testo non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e soprattutto degli eventi storici", aggiungendo che la proposta Carlucci sarà valutata: "Poi il parlamento è sovrano.

La commissione Cultura e Istruzione tratterà questo tema". "La tentazione sarebbe quella di chiedere, sì, una commissione d'inchiesta: ma sul quoziente di intelligenza di alcuni parlamentari" commenta la responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi, secondo la quale "se non ci fosse da preoccuparsi ci sarebbe solo da ridere". "La maggioranza - osserva la parlamentare democratica Mariangela Bastico - con atto grave e di tristissima memoria, mette all'indice alcuni testi e stigmatizza gli insegnanti che li scelgono. E' un atto gravissimo, segno di un clima allarmante". Per la senatrice Vittoria Franco (Pd), il Pdl "vede 'rosso' ovunque". "E' chiaro - dice - che questo ennesimo tentativo liberticida della commissione d'inchiesta rientra nei ripetuti attacchi alla scuola pubblica sferrati da Berlusconi e da Gelmini con dichiarazioni anche recenti. Il Pdl vorrebbe una scuola pubblica di regime, completamente asservita al potere del governo, in cui si lavori contro la capacità critica delle nuove generazioni". "La richiesta avanzata dal Pdl per bocca della deputata Carlucci è vergognosa e da rispedire al mittente" afferma la capogruppo nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, secondo la quale l'iniziativa "nulla avrebbe da invidiare al Minculpop" e "resta chiaro l'intento politico revisionista e l'azione intimidatoria nei confronti della libertà di ricerca storica e di insegnamento".

Una busta gialla indirizzata al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, contenente un proiettile ed una lettera è stata recapitata questa mattina in Campidoglio. La missiva sarebbe firmata dalla sigla Gap, Gruppi armati patriottici.

Di "patetico e maldestro tentativo di revisionismo strisciante" da respingere al mittente parla Pierfelice Zazzera, capogruppo Idv in commissione Cultura alla Camera, che coglie l'occasione per sottolineare come a gettare "fango sulle istituzioni e sul nostro Paese" sia "questo presidente del Consiglio che non ha più nessuna credibilità sul piano internazionale e che prende in ostaggio un intero parlamento per sfornare l'ennesima legge ad personam". Basiti gli studenti. "Rimaniamo sinceramente sbigottiti da come si possa costruire un allarme e un tale livello di fantasticazione - afferma la Rete della conoscenza - per distogliere l'attenzione dei problemi reali della scuola". La proposta Carlucci "testimonia l'imbarbarimento, il carattere illiberale, se non addirittura le fobie di questa maggioranza sui temi che riguardano la scuola" conclude il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, chiedendo a tutte le forze politiche e sociali di "opporsi a questa deriva senza fine da un parte di una maggioranza screditata e dai caratteri sempre più autoritari".

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