Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 15 Aprile 2021

Il sussulto d'orgoglio del popolo moderato

Scusate se insisto, a distanza di qualche giorno, forse si riesce a dare un significato preciso alla manifestazione“In mutande ma vivi”, al teatro“Dal Verme” di Milano. In un momento in cui l'ambiente politico di centrodestra, quello moderato, conservatore, aveva il morale sotto i tacchi, dopo gli attacchi concentrici contro il suo capo, ci voleva un sussulto d'orgoglio, proprio quello che c'è stato il 12 febbraio scorso, grazie alla geniale idea dell'elefantino.

Quando alle 10,30 il cordone di polizia è costretto a tenere fuori dal teatro centinaia di persone che volevano entrare per assistere e ascoltare i relatori dell'incontro, in questo momento si è capito che Giuliano Ferrara aveva vinto la sua scommessa, la sua sfida, visto che fino a venerdì sera si temeva che i millecinquecento posti del Teatro rimanessero sguarniti. Ferrara era riuscito a dare una risposta culturale, concreta alla manifestazione viola o del PalaSharp, a tutti quei cosiddetti puritani giacobini e robespierristi Eco, Saviano e Zagrebelsky. Gente che vuole guidare l'Italia per ripulirla dal berlusconismo e che considera il popolo di centrodestra come minorato antropologicamente.

Alla manifestazione di sabato mattina al Dal Verme ha partecipato un“un popolo militante, passionale, «leghista» senza esserlo, con Libero o Il Giornale o Il Foglio sotto il braccio, con appunti, volantini, bandierine - mutande, talora - e ciascuno a inveire a modo suo. Chi si scagliava contro Fini «traditore», chi contro Di Pietro, chi naturalmente contro i giudici, chi a esibire cartelli irriportabili (dove «porco» e «maiale» erano i sostantivi ricorrenti) e a spiegarti che veniva dalla Svizzera o da Gorizia o da Taranto, e a che fare? A ripetere che era incazzato, ma non come al solito, non come altre volte: di più”. (Filippo Facci, Il popolo di Silvio adesso è più incazzato che mai, 15.2.2011, Libero).

E' tutto fuorché un raduno di intellettuali. Per molti è il giorno della riscossa, del ritrovato orgoglio, della gente comune, che non si vergogna di difendere Silvio Berlusconi, denunciando il falso moralismo dei robespierristi di turno. C’era semplicemente un sacco di gente disposta a tutto pur di difendere Berlusconi, tenersi Berlusconi, soprattutto non abbandonare Berlusconi quando l’alternativa è quella che è. Non sono sicuro ma credo che la manifestazione del Dal Verme sarà ricordata a lungo nel panorama politico italiano, qualcosa di simile a una nuova maggioranza silenziosa? La gente desiderava dare un segnale forte al golpe in atto, lo si capiva dalle risposte che dava ai vari inviati dei giornali, radio, tv.

Un popolo che fa suo il monito di Ferrara quando si rivolge al presidente in un crescendo di applausi: “Presidente Berlusconi, lei deve fare il capo dell’Italia, approvare le riforme, tagliare le tasse, rilanciare l’economia. Usi le sue tre tv in modo creativo, valorizzi i giovani liberi, favorisca tanti giornali come il Foglio. E vada di nuovo in televisione, si impegni nel contraddittorio, basta con queste cose ingessate in cui sembra Breznev. Lei è un uomo di fantasia, ricco, fuori protocollo, ha grinta, animo e coraggio. Deve tornare quello del ’94, libertario, capace, straordinario”.

 

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI