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Venerdì, 19 Aprile 2019

Sono amico di Umberto Scapagnini da 15 anni, io ero giovane Assessore regionale alla Sanità e lui Ordinario di Farmacologia all'università di Catania, nonchè scienziato di fama internazionale.

Settimane fa a Montecitorio tra gli scranni, durante una pausa, mi ha raccontato una storia straordinaria: la sua.

"Vedi Sandro! Io sono qui. Sono miracolato e vivo perchè devo raccontare da quest'Aula al mondo che chi è in coma è vivo ".

"Solo dopo essere uscito dal coma ho capito perchè il Signore mi ha dato tutte queste prove, perchè ho avuto la peggiore forma di cancro, perchè ho patito i dolori più atroci  e perchè ho avuto in dono la mia vita per la seconda volta".

"Perchè dovevo raccontare quanto mi è accaduto e dare testimonianza di quanto sia importante una vita, anche quella di chi apparentemente è in un letto a vegetare e che invece sente tutto e si emoziona per tutto".

Non ha perso tempo Umberto e così, appena ha potuto, alla prima occasione (il dibattito interno del Gruppo Parlamentare del PDL in materia di "Dichiarazione di Fine Vita" ha fatto accapponare la pelle a tutti. Ad alcuni brillavano gli occhi mentre lui parlava e poi, appena ha finito, applausi a spellarsi le mani, come neppure gli altri messi assieme ne avevano ricevuti.

Il gruppo aveva dibattuto sulla legge che sarà varata ad aprile denominata "Dichiarazione di Fine Vita (DAT)", quella per intenderci che fu varata dal Senato nel 2009 sull'onda dell'emozione del caso Eluana Englaro. Un pò tutti alla Camera avevano manifestato la volontà di confermare la legge del Senato al fine di evitare confusione ed evitare discutibili interpretazioni legislative da parte di taluni giudici.

Discussioni interessanti forse, ma che si sono arenate  non appena ha parlato Scapagnini, che tutti fino a quel momento conoscevano come uomo di scienza e di ragione, ma non di fede.

"Penso che il Cielo abbia voluto che io tornassi per  dare speranza e spiegare che il testamento biologico è un errore. Io, prima della malattia, lo avrei firmato. Ero ancora un credente blando, pensavo che fosse giusto spegnersi dolcemente se non c’era speranza. Ma ora dico che non è vero, che bisogna combattere. Che nessuno è irrecuperabile e comunque una vita per quanto disabile è sempre vita".

Dopo l'incontro al Gruppo del PDL, centinaia di parlamentari attorno a lui a complimentarsi, motivati come mai lo erano stati fino a quel momento.

Lo abbiamo ringraziato di cuore, proprio lui a cui avevano assegnato quindici giorni di vita, l’uomo per il quale i quotidiani nazionali avevano già annunciato la morte e per il quale i preti avevano somministrato per ben due volte, l’estrema unzione.

Umberto Scapagnini, che oggi è Deputato Nazionale ma che fu anche sindaco di Catania, inizia il suo calvario nel 2007, quando scopre di avere un melanoma.

La reazione a una cura lo conduce in fin di vita: “avevo 50 di pressione, 20 di frequenza e 6,8 di ph: dati incompatibili con la vita”. Finisce in coma per sei mesi, irreversibile, gli diagnosticano i migliori oncologi del Paese. Poi il tunnel: “Lo vedo: la sorgente di felicità, di pace. Il tunnel di luce, come l’ha dipinto Bosch".

"A un certo punto vedo mia madre, che era morta da un anno, mi prende per la mano sinistra, la destra me la prende padre Pio, che mi dice <<Devi seguire la volontà del Signore>>”. E così uscii dal coma, pesando poco più di 50 chili (lui che sfiorava i 100 chili) paralizzato e con 8 metastasi".

Adesso Scapagnini è un uomo nuovo, tra qualche giorno presenterà la sua autobiografia (“Il Cielo può attendere”, Mondadori) ed è, nella sua dolcezza, motivato come non mai, pronto a narrare la sua testimonianza a tutto il Parlamento, anzi a tutto il mondo.

Lui, l'uomo a cui avevano dato pochi giorni di vita ripeterà nel dibattito sulla legge, di quando vide la TAC e scoppiò a piangere per la felicità, nello scoprire che il tumore era scomparso.

E così alla fine una testimonianza come quella di Scapagnini vale più di 1000 dibattiti.

A nulla serve la sentenza assurda di un giudice ammantato di sicumera che dichiara che alimentazione e idratazione non sono nutrimento ma terapia medica, quando un uomo, nello specifico Umberto Scapagnini, che solo qualche mese prima aveva dichiarato che era favorevole all'eutanasia poi, dopo aver vissuto questa esperienza, è il primo che dice che la "dolce morte" è un errore, che la vita è sacra e va rispettata e che quell'essere indifeso, che in quel momento è in coma, è vivo ! E che vuole vivere più di quanto ciascuno di noi possa immaginare.

Così forse, grazie anche ad un miracolato, tra un mese la Camera approverà una buona legge indispensabile per chiarire cos'è la vita e che nessuno ha il diritto di sopprimerla.

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Oltre a causare per ora almeno 300 morti e uno tsunami con onde alte fino a dieci metri, il terremoto di magnitudo 8,9 che stamattina ha colpito il Giappone sta creando apprensione per gli effetti sulle centrali nucleari del paese. Intanto una nave con a bordo 100 persone è stata travolta dallo tsunami che ha colpito il nord est del Paese. L'agenzia atomica internazionale dell'Onu, Aiea, ha annunciato che le quattro centrali nucleari giapponesi più vicine all'epicentro sono state bloccate con successo e si stanno ora raccogliendo informazioni su quali Paesi e strutture nucleari possano essere a rischio per lo tsunami scatenato dal sisma.
Ma il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi e ha fatto anche sapere che il processo di raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto, dopo che un inizio di incendio era stato segnalato in un edificio che ospita una turbina nella stessa centrale. Secondo stime dei media, il terremoto, uno dei piu' violenti da quando viene misurata la magnitudo dei sisma ha causato almeno 42 morti ma si teme che il bilancio possa aumentare dato che una nave con circa 100 persone a bordo è stata travolta dallo tsunami.
Inoltre un muro d'acqua alto 10 metri ha raggiunto la città di Sendai, nell'isola di Honshu nel nord-est del Giappone, dove il mare si è spinto fino a cinque chilometri all'interno della prefettura di Fukushima, dove - alemno secondo le prime informazioni - si concentra il maggio numero di vittime. Come mostrano immagini tv che rievocano quelle del disastroso tsunami che colpì l'Indonesia nel dicembre 2004 provocando almeno 130 mila morti. La prima scossa, seguita poi da altre di assestamento, è stata registrata alle 14.46 locali (le 6.46 in Italia) e un allerta tsunami è stato decretato in tutto l'Oceano tranne che per Stati Uniti e Canada continentali. In particolare è in vigore in Russia, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Figi, Messico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Panama, Honduras, Cile, Ecuador, Colombia e Perù. Mentre poco fa l'allarme e' stato revocato per Taiwan e Nuova Zelanda.
Evacuazioni sono state ordinate alle Hawaii e in varie zone costiere di altri paesi. Nella capitale giapponese, l'antenna della Tokyo Tower, il simbolo della citta' nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata. Fra l'altro, un vasto incendio è scoppiato in una raffineria a Iichihara. Il ministro degli Esteri giapponese, Takeaki Matsumoto, ha dato annunciato che il paese accettera' aiuti internazionali: L'Italia ha gia' risposto all'appello, insieme con Germania, Francia, Gran Bretagna e Cina. ''Siamo vicini al popolo giapponese in questa tragica circostanza e pronti a dare tutta l'assistenza e l'aiuto possibile al governo di Tokyo'', ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Intanto l'unità di crisi della Farnesina ha consigliato agli italiani che si trovano nel sud del Giappone di tenersi informati sull'evolversi della situazione attraverso i mass media o il proprio agente di viaggio. L'Ambasciata d'Italia a Tokyo ha istituito una cellula di crisi per contattare gli italiani presenti nelle zone maggiormente colpite dal sisma e assisterli se necessario. Dopo ore d'ansia, si e' appreso che i componenti della tournee del Maggio musicale fiorentino stanno bene. Ancora diverse ore dopo il sisma, la telefonia fissa e mobile era pressoché impossibile nell'area di Tokyo, dove invece ha resistito Internet. Le scosse di terremoto odierne hanno colpito la capitale giapponese nel pieno della giornata lavorativa, quando la popolazione di circa 13 milioni di persone raddoppia con l'arrivo dei pendolari, che adesso stanno cercando di tornare a casa a piedi.
E' praticamente certo, secondo gli esperti, che il terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone ha provocato lo spostamento dell'asse terrestre. Tuttavia è ancora molto presto per determinarne l'entità. Secondo una prima stima dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) l'asse si è spostato di "quasi 10 centimetri", ma per il Centro di Geodesia spaziale dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) è necessario raccogliere ancora molte misure prima di avere la misura esatta.
Tra 200 e 300 cadaveri sono stati ritrovati su una spiaggia di Sendai, nell'isola di Honshu nel nord-est del Giappone, colpita dallo tsunami seguito al terremoto che ha devastato oggi il Giappone. Lo riferisce l'agenzia di stampa giapponese Jiji.
Il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi, in seguito al violento terremoto che ha colpito oggi il Giappone. Lo riferisce la Bbc. Il governo fa anche sapere che il processo di raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto.
Una nave con a bordo 100 persone è stata travolta dallo tsunami che ha colpito il nord est del Giappone. Lo riferisce l'agenzia di stampa Kyodo
L'antenna in cima alla Tokyo Tower, il simbolo della capitale nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata a causa delle scosse di terremoto del pomeriggio. Lo riferiscono le tv nipponiche.
Uno tsunami di 10 metri ha raggiunto la città di Sendai, mentre nella prefettura di Aomori, più a nord sempre nell'isola di Honshu, si sarebbero avuto onde addirittura più alte. Lo riferisce Fuji Television.
L'allerta tsunami è stata decretata in tutto il Pacifico tranne che per Stati Uniti e Canada continentali. I paesi in cui è in vigore un'allerta sono in particolare Russia, Taiwan, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Nuova Zelanda, Figi, Messico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Panama, Honduras, Cile, Ecuador, Colombia e Perù. Per il momento non si ha notizia di gravi tsunami al difuori del Giappone.
il corrispondente del ANSA Antonio Fatiguso scrive :
Sono le 14.46 e la Borsa di Tokyo si avvia a chiudere una seduta in tono minore a causa della crisi in Libia e, da ultimo delle avvisaglie in Arabia Saudita. La sedia comincia a muoversi, l'armadio sbatte contro il muro: sono i primi segnali che qualcosa non va. Le piante, addirittura lo schermo, si muovono mentre aumenta il trambusto nel corridoio. Non ci sono sono piu' dubbi, e' un terremoto e anche potente: non mi era mai capitato di vedere persone correre per strada durante un sisma, in tre anni di soggiorno nel Sol Levante. Il Kyodo Tsushin Kaikan, il palazzo che ospita l' ufficio dell'Ansa, si e' svuotato in pochi secondi, con ordine scientifico. Nel lungo corridoio che si affaccia sull'ambasciata americana qualcuno mi chiede se va tutto bene (''genchi deska?''). Rispondo di si'. Ma aumenta il senso di claustrofobia, l'equilibrio si fa precario e instabile e il desiderio e' soltanto quello di vedere la luce all'aperto. Fuori dal palazzo, nella zona degli uffici di Toranomon, nel centro della capitale, un amico parla di ''esperienza allucinante'': e' giapponese e sembra molto piu' scosso di me. Una scossa di almeno un minuto, interminabile, cui ne sono seguite altre di assestamento che hanno fatto aumentare la persone per strada. Nessuna scena di panico, qualche lacrima per lo spavento e sorrisi di stupore per quanto di straordinario sta accadendo, con l'asfalto sotto i piedi che sembra piu' un tapis roulant di aeroporti e grandi magazzini, mentre i pali della luce e dei semafori oscillano come potenti fionde. L'hotel Okura, uno dei fiori all'occhiello di Tokyo, oscilla, lo si vede a occhio nudo, ad appena poche centinaia di metri di distanza. La polizia dinanzi alla rappresentanza diplomatica Usa prende i megafoni e invita tutti ''a non creare ingorghi''. Sono spuntati diversi elmetti di plastica, qualcuno ha preso il kit da sopravvivenza, obbligatorio in uffici e luoghi pubblici. Sembra tutto finito, ma ecco la seconda potente scossa: e' una giornata eccezionale. Tutti di nuovo fuori, questa volta anche io indosso l'elmetto.
Il terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone e' fra i dieci piu' violenti avvenuti negli ultimi 100-150 anni, ossia da quando esistono gli strumenti per calcolare l'energia liberata dai terremoti. Lo ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. Fra i terremoti piu' forti che si ricordino, quello del Giappone occupa il settimo posto.
A dominare incontrastato e' il terribile sisma di magnitudo 9,5 che nel 1960 ha colpito il Cile, seguito da quello, di magnitudo 9,2, che quattro anni piu' tardi ha sconvolto l'Alaska. Questi due sismi, come gli altri piu' violenti finora registrati e come quello che ha appena colpito il Giappone, sono avvenuti lungo la zona sismica piu' irrequieta del pianeta, la Cintura di Fuoco del Pacifico.
Il terzo terremoto piu' violento finora noto e' stato quello di magnitudo 9,1 che si e' abbattuto il 26 dicembre 2004 su Sumatra, generando un devastante tsunami. Seguono tre sismi di magnitudo 9,0 avvenuti nel 1952 nella penisola russa della Kamchatka, nel 1868 in Cile e nel 1700 in Canada e Stati Uniti. Segue il terremoto di magnitudo 8,9 che oggi ha colpito il Giappone.
E' stato ''alcune migliaia di volte'' piu' violento di quello dell'Aquila del 6 aprile 2009, il terremoto che ha colpito il Giappone, Lo ha detto il funzionario di sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Francesco Mele.
''La magnitudo - ha spiegato - si calcola su una scala logaritmica, per cui all'aumento di ogni grado corrisponde un aumento pari a un fattore 30''. Di conseguenza un terremoto di magnitudo 8,2 e' 900 volte piu' violento rispetto a un sisma di magnitudo 6,2, come quello che ha colpito L'Aquila tre anni fa. Per il presidente dell'Ingv, Enzo Boschi, il terremoto avvenuto oggi in Giappone ''e' stato di una violenza che non ha paragone rispetto a quella del terremoto de L'Aquila: l'energia liberata dal sisma di oggi e' stata di circa 30.000 volte maggiore.
A confronto, il terremoto de L'Aquila del 2009 e' trascurabile in termini di energia''. Tuttavia il terremoto de L'Aquila ha avuto comunque conseguenze devastanti perche' ''e' avvenuto sotto una citta' antica, con case costruite secoli fa e edifici moderni mal fatti''. Sebbene notevolmente piu' violento, il terremoto in Giappone non ha colpito direttamente le citta' perche' e' avvenuto in mare e in un Paese che ha fatto dell'ingegneria antisismica il suo fiore all'occhiello''.

Il Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi, ha dato la disponibilità delle Misericordie, qualora venissero attivati dagli organismi preposti, a partecipare alla missione umanitaria in Tunisia per dare assistenza alle tante persone in fuga dalla Libia ammassati nei campi profughi allestiti alle frontiere con la Tunisia.

 

I membri del Consiglio di Presidenza Nazionale della Confederazione delle Misericordie d’Italia, insieme al Presidente Roberto Trucchi, hanno visitato nei giorni scorsi il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo S. Anna di Isola di Capo Rizzuto.

 

Nell’esprimere apprezzamento per l’infaticabile lavoro svolto dagli operatori, il Presidente delle Misericordie Trucchi, ha rilasciato queste dichiarazioni:

 

<<La crisi nel Nord Africa si sta manifestando in tutta la sua gravità. La rivolta, iniziata in Tunisia si è estesa in tutti i Paesi musulmani ed ora, in tutta la drammaticità di una guerra civile, in Libia. Il presidente della Cei Cardinal Bagnasco, ha avuto modo di evidenziare che “quando un popolo viene oppresso per troppo tempo da un regime che non rispetta i diritti umani, prima o poi scoppia”. Si fa, dunque, concreto il rischio di una catastrofe umanitaria con migliaia di sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo che si potrebbero riversare in tutto il Nord Africa e nella sponda nord del Mediterraneo, riversandosi poi nel nostro Paese>>.

 

<<Le Misericordie – ha continuato Trucchi - seguono con apprensione i fatti che si stanno verificando nel Nord Africa e si stanno preparando ad affrontare un’emergenza umanitaria senza precedenti che potrebbe investire il nostro Paese. Riteniamo, però, che il prodursi di improvvisi flussi migratori, anche di rilevanti dimensioni, va guardato senza inutili allarmismi ed affrontato con la serenità di una nazione chiamata più volte ad affrontare emergenze umanitarie>>.

 

La direttrice del Campo Liberata Parisi ed il suo collaboratore Francesco Tipaldi hanno avuto occasione di illustrare le attività lavorative ed umanitarie svolte all’interno del centro, in particolare l’esperienza dell’emergenza di questi ultimi tragici giorni.

 

Le Misericordie sono da anni impegnati nell’accoglienza e assistenza dei migranti che giungono sulle nostre coste anche al fianco delle tante comunità cristiane che, nel silenzio, operano attivamente in favore di quanti riescono a raggiungere le nostre coste.

 

Fin da subito si è attivata per l’accoglienza di centinaia di persone che da Lampedusa sono state trasferite a Crotone nel centro di accoglienza gestito dalle Misericordie, rispondendo prontamente alla richiesta avanzata dal Ministero dell’Interno.

 

<<A livello nazionale le Misericordie – ha sostenuto il Responsabile Immigrazione della stessa Confederazione Leonardo Sacco - stanno partecipando a tavoli ed incontri, fornendo utili indicazioni per la redazione di un piano di accoglienza straordinaria, manifestando la propria disponibilità a collaborare per la gestione di Villaggio della Solidarietà che sta per sorgere a Mineo (CT).>>

 

<<A livello locale – ha continuato Sacco - le Misericordie stanno censendo tutte le strutture disponibili sui loro territori e che possono essere messe a disposizione del Governo per garantire una pronta accoglienza in caso di insufficienza dei posti ora disponibili. Un’attenzione particolare è rivolta verso le donne e i minori. Le Misericordie, pur comprendendo le preoccupazioni di sicurezza espresse da più parti, ritengono che debbano essere sempre garantiti i diritti fondamentali delle persone vittime di violenza>>.

 

<<Fermo restando la possibilità di accesso alla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale – ha aggiunto Sacco - le Misericordie, così come tante altre organizzazioni umanitarie, ritengono che sussistano le condizioni per dare attuazione alla Direttiva 2001/55/CE del 20 luglio 2001, attuata dallo Stato Italiano con il decreto legislativo 7 aprile 2003, n. 85 che stabilisce norme minime per la concessione della protezione temporanea da adottare nelle attuali circostanze>>.

 

<<È  chiaro ed evidente che tutto questo non può essere realizzato da soli – ha concluso il Responsabile Immigrazione della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia Leonardo Sacco - Si è fermamente convinti, oggi più che mai, che sia necessario unire le forze e l’esperienza maturata in questi anni per dare risposte certe, senza inutili proclami che creano barriere e divisioni che per nulla aiutano il processo di accoglienza>>.



 

 

 

 

marina-berlusconi

 

Le mie opinioni personali - dichiara Marina Berlusconi - nulla hanno a che vedere con le scelte della casa editrice che presiedo. Scelte che erano e restano totalmente libere e pluraliste: e questo, sia ben chiaro, non 'nonostante' la famiglia Berlusconi come azionista di riferimento, ma 'anche grazie' a noi e al modo autenticamente liberale di interpretare il nostro ruolo di editori". Marina Berlusconi spiega, poi, che "ci sono i vent’anni della nostra presenza in Mondadori a dimostrare che questi non sono proclami retorici ma fatti incontestabili". "Del resto Saviano può lamentare una censura? Una minor attenzione da parte della Mondadori nei suoi confronti? - si chiede il presidente della Mondadori - la tutela della più assoluta libertà di espressione degli autori,a cominciare da Saviano, è e resterà al centro del nostro essere editori". In tutto questo, Marina Berlusconi non vede "la minima contraddizione". "La contraddizione mi sembra piuttosto quella di chi rivendica giustamente per sè la sacrosanta libertà di parola e di critica che poi però pare non riconoscere ad altri - spiega - ma al diritto di avere delle idee e di esprimerle non ho alcuna intenzione di rinunciare". "Se tutto questo a Saviano non sta bene, francamente non è certo un problema mio, ma solo e soltanto suo - conclude Marina Berlusconi - per quanto mi riguarda, posso solo aggiungere, e concludere, che continuare a giocare sull’equivoco, a voler confondere la legittima manifestazione di un’opinione con le scelte editoriali, mi pare strumentale e provocatorio oltre che decisamente ripetitivo".
Quanto detto ieri sera da Saviano costringe Marina Berlusconi a intervenire in quella che ritiene "una polemica ormai stucchevole". Ma non può tacere di fronte alle accuse avanzate ieri dal giornalista: "Avrei dimostrato 'paura politica' perché mi sarebbe mancato il 'coraggio di dire chiaramente' che non sopporto più le parole di Saviano, sarei protagonista di una 'contraddizione pesante' in quanto sedicente 'editore libero che poi, quando qualcosa non va, mi dà addosso'". "La libertà di pensiero e di espressione è un diritto universale che a nessuno, e sottolineo nessuno - ribatte la numero uno della Mondadori - può essere negato: tutti hanno il diritto di criticare e tutti possono essere criticati. Ma criticare non vuol dire censurare".
Di quale paura sta parlando Saviano? E di quale contraddizione? Non ho e non ho mai avuto paura di esprimere le mie opinioni, anche estremamente critiche: nei confronti di Saviano e non solo nei suoi". Il presidente della Fininvest e della Mondadori, Marina Berlusconi, risponde alle accuse lanciate dall'autore di Gomorra, ospite ieri sera di Fazio a Che tempo che fa. "Il fatto è che Saviano continua a non distinguere, o a far finta di non distinguere - continua Marina Berlusconi - tra le mie opinioni personali e le scelte della casa editrice che presiedo".

casa fini montecarlo (ansa)

 

La vicenda Montecarlo non è chiusa. Su Gianfranco Fini pende ancora il giudizio del tribunale di Roma che potrebbe rinviarlo a giudizio per truffa aggravata insieme all'ex tesoriere di An Francesco Pontone. Il gip del tribunale di Roma, Carlo Figliolia, ha scelto di non archiviare immediatamente ma sì è riservato di decidere sulla vendita della casa di Alleanza nazionale a Montecarlo.

I tempi Il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani ha sollecitato ancora la posizione della procura. L’avvocato Mara Ebano, che assiste i due esponenti della Destra che con la loro denuncia hanno dato il via all’inchiesta, il consigliere regionale Roberto Buonasorte e Marco Di Andrea, ha spiegato: "La decisione arriverà entro le prossime settimane". Nell’inchiesta sono indagati sia il presidente della Camera sia l’ex tesoriere di An. All’attenzione del giudice, nella scorsa udienza del 2 febbraio, è stata depositata una videoregistrazione dell’intervista rilasciata al Tg1 e trasmessa il 28 gennaio scorso, dall’immobiliarista residente a Montecarlo Luciano Garzelli. "Ma sono tante le testimonianze e le carte che spiegano cosa è successo e perché" ha detto Buonasorte.

Il ruolo dei Tulliani Giancarlo Tulliani e sua sorella Elisabetta, la compagna di Fini, si sono interessati direttamente della ristrutturazione dell’immobile di Boulevard Princesse Charlotte. Il penalista Giuseppe Consolo, che insieme con Francesco Compagna, difende Fini, ha spiegato: "Il rappresentante della procura ha spiegato le ragioni per cui questa vicenda va archiviata".

Il ricorso in sede civile L’avvocato Di Andrea ha invece sottolineato: "Il nostro impegno andrà avanti comunque. Lo stesso procuratore Laviani ha detto oggi, secondo noi, che c’è spazio per iniziative al tribunale civile". Buonasorte ha poi spiegato: "Tulliani andava almeno ascoltato. E invece è tutto rimasto nel dubbio a nostro parere. Il dato certo è che Fini pensava di risolvere la cosa in 24 ore e invece siamo ancora qui a discutere di questa vicenda".

Il leader della Lega Nord Umberto Bossi è d'accordo con la richiesta della maggioranza di sollevare il conflitto di attribuzione alla Camera sul caso Ruby. Fini chiede un approfondimento alla Giunta per il Regolamento. Alfano: non ho scritto ne' letto la richiesta del conflitto di attribuzione della Camera. Cicchitto: Fini investa l'aula. Casini: presidente Camera non si faccia condizionare da antipatie e simpatie. Napolitano: non posso dire ai giornali cosa scrivere. Ruby da Vienna: sono una ragazza normale, da Berlusconi ho ricevuto solo del bene.
Di fronte al conflitto di attribuzione sul caso Ruby, sollevato ieri dal centrodestra, il presidente della Camera "si deve comportare come la moglie di Cesare", non facendosi "guidare dalla sua antipatia o simpatia verso Silvio Berlusconi". Lo dice Pier Ferdinando Casini parlando nel Transatlantico di Montecitorio. Per il leader dell'Udc, Gianfranco Fini deve quindi prendere in considerazione "i regolamenti, le carte, i precedenti", senza condizionamenti

I capigruppo di maggioranza, Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli hanno inviato al presidente della Camera, Gianfranco Fini, una lettera nella quale chiedono di sollevare conflitto di attribuzioni fra i poteri dello Stato ''a tutela delle prerogative della Camera''.

I capigruppo della maggioranza chiedono, tra l'altro, di sollevare conflitto di attribuzioni per ''l'assoluta infondatezza ed illogicita' dei capi di imputazione''. ''All'Organismo parlamentare - si legge nella lettera trasmessa a Fini - non puo' essere sottratta una propria autonoma valutazione sulla natura ministeriale o non ministeriale dei reati oggetto di indagine giudiziaria. Ne' tantomeno ove non condivida la conclusione negativa espressa dal Tribunale dei ministri - la possibilita' di sollevare conflitto d'attribuzioni davanti alla Corte costituzionale - assumendo di essere stata menomata per effetto della decisione giudiziaria, della potesta' riconosciutale dall'Articolo 96 della Costituzione''. Nella lettera, firmata da Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli, si parla anche di ''superficialita''' che sarebbe stata dimostrata dai magistrati di Milano. La richiesta di sollevare conflitto e' infatti nei confronti della Procura e del gip di Milano che, per il caso Ruby, hanno imputato al premier i reati di concussione e prostituzione minorile.
Dopo l'attacco di Silvio Berlusconi allo staff del Quirinale, accusato di intervenire "puntigliosamente su tutto", resta alta la tensione fra Palazzo Chigi e il Quirinale. Giorgio Napolitano, come ha fatto sapere sabato, all'atto della promulgazione del decreto milleproroghe, è solo parzialmente soddisfatto delle modifiche apportate in accoglimento delle sue osservazioni e attende che l'esecutivo adotti alcuni "opportuni correttivi". Le correzioni più attese riguardano la proroga del divieto di incroci proprietari tra tv e giornali e l'eliminazione dell'anatocismo. Correzioni dettate, la prima, da un ordine del giorno approvato dalla Camera, la seconda da un ordine del giorno accolto dal governo.

I magistrati di Milano decidendo di continuare ad occuparsi del 'caso Ruby' nonostante la Camera si fosse pronunciata per la competenza del tribunale dei Ministri, avrebbero leso le prerogative dell'assemblea di Montecitorio e avrebbero dato della disciplina vigente ''un'interpretazione scorretta''. E' quanto si legge nella lettera scritta dai capigruppo di maggioranza alla Camera Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli che l'Ansa e' in grado di anticipare.

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