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Un migrante del Gambia è stato arrestato a Napoli nel corso di un'operazione antiterrorismo condotta da polizia e carabinieri. A quanto si è appreso dalle indagini coordinate dalla Procura sarebbe emerso il progetto di un attentato. L'uomo aveva chiesto asilo politico ma la pratica per la concessione era ancora in valutazione.

 L'uomo avrebbe ammesso di aver ricevuto la richiesta di lanciarsi con un'auto sulla folla. Si chiama Alagie Touray, 21 anni, ed era sbarcato a Messina con altre centinaia di migranti il 22 marzo 2017. Da un anno risiedeva a Pozzuoli (Napoli). 

Il fermo è scattato il 20 aprile ed è stato convalidato dal giudice che ha emesso ordinanza cautelare, dopo una segnalazione della intelligence spagnola. Lo ha spiegato il procuratore di Napoli Giovanni Melillo in un incontro al quale prendono parte anche il capo della polizia Franco Gabrielli e il comandante interregionale dei carabinieri Vittorio Tomasone.

In una chat Telegram, l’uomo diceva di essere “in missione” e chiedeva di “pregare” per lui.

Nel corso degli interrogatori svolti a seguito del fermo, l’uomo ha ammesso di aver personalmente curato la registrazione audiovideo del giuramento e ha detto di aver ricevuto via Telegram la richiesta “di lanciare un’autovettura contro la folla”, pur aggiungendo, confusamente, di non aver mai avuto intenzione reale di dare seguito al progetto di attacco.

Il video sarebbe stato girato con un cellulare e il 10 aprile scorso all'interno della sala mensa della struttura alberghiera in località Licola che è adibita a centro di accoglienza, dove il gambiano era ospitato da circa un anno.

Touray era titolare di un foglio di soggiorno provvisorio, in attesa che venisse esaminata la sua richiesta di asilo politico.Il giovane era sbarcato un anno fa a Messina con altri 638 migranti, 209 dei quali venivano dal Gambia ed erano partiti dalla Libia.

Il procuratore Melillo ha invitato a non enfatizzare la portata dell’episodio, elogiando il lavoro delle forze dell’ordine in piena sintonia con la procura.

«Si tratta di un’operazione molto importante - dichiara il capo della Polizia Franco Gabrielli - grazie alla collaborazione tra carabinieri, polizia e intelligence. Non è emerso in quale città il gambiano volesse compiere atto terroristico ma le indagini sono la conferma dell’importanza della prevenzione».

«Non dire a nessuno quello che sto facendo, fratello, ma vado avanti». Per comunicare in quel momento - la tarda primavera 2016 - usa perlopiù Viber, la polizia sta indagando su di lui dopo aver ricevuto un input dall’Fbi e ha capito che, pur essendo giunto in Italia su un gommone, è un fondamentalista inserito in una rete libica che ha molti soldi e uno strano «programma» da realizzare tra Sicilia, Lombardia e Liguria. 

Si sta auto-indottrinando in una comunità d’accoglienza e svolge due ricognizioni da 20 minuti precisi in un centro commerciale, oltre ad aver combattuto a Bengasi per la formazione qaedista “Anshar Al Sharia”. Soprattutto, le intercettazioni di Moftah Al Sllake, oggi 34 anni, tuttora ricercato dopo la misteriosa scomparsa dal nostro Paese, svelano uno dei sistemi più collaudati dai sospetti jihadisti per raggiungere l’Europa e soprattutto l’Italia, dribblando le traversate via mare: «Io ho impiegato dodici ore in acqua... litigando con i neri (fa riferimento ad altri profughi in condizioni di reale indigenza, ndr...».

Ieri l’elicottero Chinook sul quale volavano dall’isolotto di Ro a Rodi il premier Alexis Tsipras assieme all’ammiraglio capo delle forze armate greche Evangelos Apostolakis è stato infastidito da due F16 turchi come segno di ulteriore provocazione. Mai si erano spinti a tanto. I due caccia turchi che volavano ad un’altitudine di 10.000 piedi hanno chiesto al pilota greco, che in quel momento era a 1.500 piedi, di fornire i dettagli del volo.

 

Un Mirage 2000-5 dell’aviazione militare greca è precipitato in mare a nord est dell’isola di Skyros, ed il pilota è morto l altra mattina: rientrava alla base dopo aver intercettato alcuni F16 turchi che, come ormai accade a cadenza quotidiana, sconfinano provocatoriamente nello spazio aereo ellenico

 

Il Trattato di Losanna del 1923 attaccano i Turchi con il ministro degli esteri Mevlüt Çavuşoğlu per le “Le rocce di Imia, le loro acque territoriali e lo spazio aereo è esclusivamente sotto la sovranità turca” cosi vuole definire i confini nell’Egeo il Governo Turco non rispettando i trattati Internazionali. 

 

Questi ed altri episodi fatti dal Governo Erdogan con continue provocazioni contro la Grecia mentre oltre da un mese hanno preso 2 soldati Greci ai confini di  Evros messi in trappola dicendo che erano entrati 30 metri nel territorio Turco e gli vogliono processare per spionaggio o scambiarli con i 8 soldati Turchi che l anno scorso durante il colpo di Stato di Erdogan erano scappati in elicottero in Grecia

 

Condotta che non contribuisce a stemperare i rapporti tesi tra Atene e Ankara, con il caso dei due militari greci detenuti in Turchia che non trova una soluzione. Dopo il no del tribunale turco alla scarcerazione e in attesa che venga formalizzata ai legali l’accusa ufficiale, Angelos Mitretodis e Dimitris Kouklatzis resteranno in carcere per un tempo ancora indeterminato, nonostante gli appelli di Bruxelles, dell’Ue e di tutti gli eurodeputati greci. 

 

Tornando al episodio che il ministro degli esteri Mevlüt Çavuşoğlu sta chiedendo al Ue cose che non rientrano ai trattati internezionali firmati da loro ha criticato anche Bruxelles: “E’ completamente sbagliato e inaccettabile che l’Ue sia arbitro o tribunale competente per prendere una decisione sulle controversie relative alla sovranità. 


Purtroppo continua il Ministro Turco : la Commissione europea ha dimostrato che ancora una volta non è disposta a comprendere le difficoltà che stiamo attraversando. Anche se abbiamo spiegato più volte questi problemi la Commissione non ha potuto essere obiettiva ed equilibrata”.

 

Il ministro della Difesa ellenico Panos Kammenos ha annunciato di voler inviare 7 mila militari nelle isole dell’Egeo e al confine nord-orientali con la Turchia: “Siamo pronti a far fronte a qualsiasi minaccia da parte di chiunque”.

Da Parigi ecco la replica turca: il ministro per gli Affari europei turco Omer Celik definisce “sconsiderate” le dichiarazioni del ministro Kammenos. E chiede che Bruxelles addirittura richiami la Grecia per questi commenti.

Intanto il Consiglio per la sicurezza turco (Mgk) intende disporre la proroga dello stato di emergenza in vigore nel paese dal golpe farlocco del 2016 per altri tre mesi, ovvero fino alle ormai probabilissime elezioni anticipate di luglio. Il voto del parlamento turco sulla settima proroga dello stato di emergenza, previsto nei prossimi giorni, rappresenta solo una formalità.

Cosi l episodio piu grave contro la Grecia dai Turchi e successo ieri l’elicottero Chinook sul quale volavano dall’isolotto di Ro a Rodi il premier Alexis Tsipras assieme all’ammiraglio capo delle forze armate greche Evangelos Apostolakis è stato infastidito da due F16 turchi come segno di ulteriore provocazione. Mai si erano spinti a tanto. I due caccia turchi che volavano ad un’altitudine di 10.000 piedi hanno chiesto al pilota greco, che in quel momento era a 1.500 piedi, di fornire i dettagli del volo.

Subito due Mirage greci si sono avvicinati all’area mettendo in fuga gli aerei di Ankara. Poco prima, dall’isola di Kastellorizo, Tsipras aveva assicurato che la Grecia difenderà i suoi principi e i suoi confini “in ogni modo possibile e non cederà un pollice di territorio”. Aggiungendo che “i nostri vicini non si comportano sempre in un modo che si addice ai buoni vicini”. L'altra guerra (silenziosa): cade un caccia greco. Colpa di Ankara? - Formiche.net

L altra mattina un Mirage 2000-5 dell’aviazione militare greca è precipitato in mare a nord est dell’isola di Skyros, ed il pilota è morto : rientrava alla base dopo aver intercettato alcuni F16 turchi che, come ormai accade a cadenza quotidiana, sconfinano provocatoriamente nello spazio aereo ellenico. 

 

La notizia è stata data dal ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, in un tweet. Che ha aggiunto: “Il pilota è stato ucciso e si è unito al pantheon dei nostri eroi. E’ caduto per la fede e per il paese, combattendo per difendere la sovranità nazionale e la nostra integrità territoriale”.

La vittima è il 33 enne Georgios Baltadoros, che prestava servizio presso il 331mo Squadrone dell’Aeronautica Militare. Nato a Karditsa, lascia moglie e due figli piccoli. Nel settore delle ricerche sono state rinvenute le cuffia, la zattera di salvataggio e il kit di sopravvivenza.

L’aereo era coinvolto in una missione di intercettazione ansieme ad un altro Mirage 2000-5. Secondo fonti militari i due caccia si trovavano nell’approccio finale all’aeroporto e si stavano preparando all’atterraggio. Ma la torre di controllo ha improvvisamente perso il contatto. Secondo le istruzioni della missione di oggi, ai due Mirage era stato indicato di volare molto basso e sotto le nuvole che oggi hanno “abbracciato” tutto il Nord Egeo. 

 

Una ricostruzione non ancora confermata parla di una delle possibili cause dell’incidente: potrebbe essere il cosiddetto fenomeno della “sfocatura” che a causa della foschia fa inchiodare l’aereo ad un livello molto basso per via dell’inversione di temperatura dovuta alle particolari condizioni climatiche dell’Egeo, ma oltre questa ricostruzione esiste anche un altra versione non confermata che c'e la possibilita che l aereo Ellenico potrebbe essere vittima della difesa contro aerea elettronica Turca, una versione dei fatti non confermata.

È la prima volta che protagonista di un incidente simile è uno dei 25 Mirage in servizio presso l’Aeronautica ellenica, uno dei mezzi più efficienti al momento. È di una settimana fa il piano straordinario della Difesa di Atene del costo di un miliardo di euro per ammodernare la flotta aerea. I primi 180 milioni sono già stati stanziati per gli aerei da trasporto. La seconda tranche, per cui il parlamento di Atene ha dato un eccezionalmente rapido via libera, sarà utilizzata per ammodernare gli ottanta F16 ormai obsoleti.

L’aeronautica turca dapprima ha smentito la presenza di propri caccia nell’Egeo, ma poi ha ammesso che ve ne era solo uno in fase di rientro alla base nel momento in cui il Mirage greco è precipitato. Il ministero della Difesa ellenico ha dato mandato all’apposita commissione per gli incidenti di aprire un’inchiesta.

 

 

Tensione nell’Egeo, dove oggi nella tarda mattinata un caccia dell’aeronautica greca è precipitato al largo dell’isola di Skyros mentre stava intercettando caccia turchi che violavano i cieli ellenici. Navi militari stanno pattugliando la zona al largo delle Sporadi, anche per recuperare il corpo del pilota, che potrebbe non essere morto, anche se il ministro della Difesa ellenico, Panos Kammenos, ha scritto che è entrato nel «Pantheon degli eroi», lasciando quindi prevedere il peggio.

Secondo l’emittente greca Skai, il velivolo stava rientrando alla base aerea su Skyros dopo aver affrontato aerei turchi che avevano violato lo spazio aereo greco.

È immediatamente partita un’operazione di ricerca e soccorso per localizzare il pilota. L’aereo è stato perso dai radar cinque minuti prima di atterrare.

 Le cause ufficiale della caduta del Jet sono ancora ignote. Il velivolo è precipitato a circa 9 chilometri dalla costa dell’isola, dove sarebbe dovuto atterrare pochi minuti dopo. Fonti militari di Atene e Ankara escludono che si possa trattare del risultato di un atto ostile. Le forze aeree turche hanno anche negate che vi fossero caccia della Mezzaluna in azione nella zona. 

Da anni Grecia e Turchia sono ai ferri corti per la delimitazione delle acque e dei cieli territoriali. La situazione si è aggravata da quando il ministro per l’Europa di Ankara, Omer Celik, ha rivedicato la sovranità su alcune isole del Dodecaneso e il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato di voler ridiscutere il Trattato di Losanna del 1923, che fissa i confini attuali della Turchia Moderna.  

 

All’acredine storica e alle ambizioni turche in politica estera si aggiunge un’interpretazione diversa da parte della Turchia dei trattati internazionali. La situazione diventa di anno in anno più seria, complice anche la situazione irrisolta sull’isola di Cipro, a maggioranza greca e occupata per un terzo del suo territorio da soldati e coloni turchi dopo l’invasione del 1974

 

L’ultimo incidente solo in ordine di tempo è quello di lunedi scorso, quando la guardia costiera greca per la prima volta ha aperto il fuoco contro un elicottero turco reo di aver effettuato passaggi a bassa quota vicino all’isola di Ro, nell’Egeo orientale, violando lo spazio aereo.

 La Grecia e la Turchia sono molto vicine ad "un incidente fatale" nell'Egeo: lo pensa il ministro della Difesa di Atene, secondo quanto dichiarato oggi in un'intervista al quotidiano francese "Libération" ripresa dalla stampa ellenica. Commentando le crescenti tensioni tra Atene e Ankara nel Mar Egeo, Kammenos ha ribadito la necessità per la Grecia di "difendere il nostro territorio che non è solamente greco ma anche europeo". Kammenos ha poi definito "ostaggi" i due militari ellenici fermati dalla Turchia dopo aver attraversato accidentalmente il confine tra i due paesi. Il quotidiano "Kathimerini" evidenzia che sulla questione dei militari greci in Turchia si starebbero creando serie divisioni all'interno della coalizione di governo, con il partito Greci indipendenti (Anel) guidato proprio dal ministro Kammenos che accusa Syriza e il premier Alexis Tsipras di un approccio troppo conciliante con Ankara nell'affrontare la vicenda

 

Nei giorni scorsi, ad Erbil (Iraq), istruttori del Unite4Heritage del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), conosciuti anche come i Caschi Blu della Cultura,  hanno condotto e concluso un corso di addestramento in “Cultural Heritage Protection” a favore di 31 unità del quadro dirigente della Polizia Regionale esperti in beni culturali e di accademici locali.Il corso, iniziato lo scorso 1 Aprile, ha avuto una durata di due settimane e si è svolto presso la “Salahaddin University” di Erbil. 

Le attività si sono sviluppate, attraverso la condivisione della consolidata esperienza degli istruttori della TPC nell’affrontare le minacce al patrimonio culturale e nel contrastarne il traffico illecito, nel gestire le peculiari competenze nella difesa dello straordinario patrimonio culturale presente nell’area irachena. Durante il corso, sono state affrontate problematiche come le difficoltà che si possono incontrare nella tutela del patrimonio culturale in situazioni emergenziali e quali possono essere le relative soluzioni, convergenza tra la protezione e la messa in sicurezza dei beni culturali in caso di emergenze naturali e le precauzioni e procedure da adottare nei periodi del pre e post conflict nelle situazioni d’emergenza prodotte dall’uomo. 
I vertici del Corpo della Polizia, durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, hanno avuto parole di apprezzamento per l’attività svolta dai Carabinieri inquadrati nella missione riconoscendo nel contempo l’importanza di approfondire questa tipologia di tematica auspicando il proseguimento di corsi ad elevato contenuto tecnico.

Il corso di “Cultural Heritage Protection”, rientra nell’offerta formativa messa a disposizione dalla Police Task Force Iraq che opera sia a Baghdad che ad Erbil, nel Kurdistan iracheno. La Police Task Force a guida Carabinieri fa parte dell’intero contingente militare che l’Italia ha messo a disposizione della missione internazionale Operation Inherent Resolve  Prima Parthica e contribuisce a consolidare il processo di stabilizzazione e di normalizzazione del Paese attraverso la formazione di moderne Forze Armate Forze di Polizia.

 

 

Stavolta la Roma non si è fermata a un passo dall'impresa come accaduto tredici mesi fa in un palcoscenico continentale meno prestigioso (quello dell'Europa league). Stavolta l'impresa l'ha compiuta e con merito

Un vero capolavoro è quello di Di Francesco che in poche ore, dallo scoramento per il ko interno di campionato con la Fiorentina, ha condotto la truppa al clamoroso ribaltone. Rendendo la Roma la mina vagante di questa fase finale della Champions. Il testimone passa ora alla Juve, anche se il bis sarà davvero difficile.

Il destro di Dzeko, il rigore di De Rossi conquistato dal bosniaco, la "spizzata" di testa di Manolas firmano la storica vittoria. Il greco, prima dell'andata aveva confessato, nell'intervista al Giornale, di «non fissarsi solo su Messi». E così è stato ieri: la Roma è stata perfetta nel controllo delle operazioni e nel frenare i vari Iniesta, Messi e Suarez (semplici comparse all'Olimpico) e chirurgica nel colpire il Barcellona, salvato altre due volte da Ter Stegen - bravo su Dzeko, miracoloso sulla "spaccata" volante di El Shaarawy

Una prova sontuosa quella della truppa di Di Francesco che ha annichilito il Barcellona forse peggiore della recente storia europea. I giallorossi imitano la Juve di un anno fa sbattendo fuori i catalani dai giochi ora che la Champions è arrivata alle battute finali. Troppo pesante era stata la lezione (sul piano del punteggio) subita al Camp Nou, troppo più forti sono stati De Rossi e compagni in una notte in cui l'Olimpico è impazzito come non accadeva dai tempi dello scudetto giallorosso o della storica finale di coppa dei Campioni del 1984. Uno, due e poi tre i gol in sequenza segnati a una squadra che nelle ultime stagioni fatica a superare l'asticella dei quarti di una competizione che vede invece i rivali del Real dominare (sempre che stasera la Juve non compia un'altra clamorosa impresa).

E così in una notte la monotona storia delle sfide tra Italia e Spagna conosce una nuova pagina, inattesa. E finalmente da sorrisi per le squadre di casa nostra. Una pagina scritta da una Roma che in Champions si trasforma, facendo dimenticare le amnesie e la poca continuità del campionato. Una bellissima Roma, con un abito di gala diverso dal solito (la difesa a tre quasi mai presa in considerazione da un'integralista del 4-3-3 come Di Francesco) e l'attacco a due punte con l'esordio in Europa di Patrik Schick; un Barcellona forse mai così ai minimi termini e con Messi controfigura del fenomeno ultrapremiato. Per una notte, i ruoli si sono invertiti: una squadra a dare spettacolo e a creare numerose occasioni, un'altra succube dell'avversaria e mai capace, se non in un finale giocato di pancia con qualche pallone gettato in mezzo all'area, di mettere loro paura.

"Non mi interessa entrare nella storia della Roma, ma che la squadra è in semifinale di Champions battendo una grandissima come il Barcellona. All'andata ci hanno negato due rigori, ma stasera abbiamo dimostrato che la Roma c'è, può giocarsela e battere chiunque". Kostas Manolas quasi in lacrime commenta l'impresa dei giallorossi che hanno eliminato i catalani. "Ci abbiamo creduto fino in fondo e se abbiamo il nostro pubblico a sostenerci nessuno può batterci" ha detto a Premium il difensore, autore della rete decisiva del 3-0. 

'Ci credevamo veramente, li ho abbracciati tutti nello spogliatoio. Oggi raccogliamo il giusto premio ad un grande lavoro''. Dopo l'impresa all'Olimpico contro il Barcellona il tecnico della Roma Eusebio Di Francesco guarda già al futuro e non si pone limiti. ''Perche' non dobbiamo credere alla finale - afferma a Mediaset Premium - non ci dobbiamo accontentare, siamo in semifinale e perchè non dobbiamo credere di andare a Kiev. Abbiamo fatto una grande impresa, ma dobbiamo ambire sempre a qualcosa di più.Ora pensiamo al derby''

"La Roma è stata superiore al Barcellona, e la vittoria di ieri è stata anche quella di Eusebio Di Francesco". Monchi non ha dubbi, il successo per 3-0 sul Barcellona e la conquista dello storico pass per le semifinali di Champions League porta la firma del tecnico abruzzese. Il dirigente spagnolo, che ha scelto Di Francesco per la panchina giallorossa dopo averlo visto lavorare al Sassuolo, sottolinea i meriti dell'allenatore rivelando all'indomani della serata dell'Olimpico un retroscena: "Lunedì sera avevo parlato con lui perché non avevo seguito l'allenamento a Trigoria a causa di un appuntamento. L'ho chiamato per sapere come era andato e lui mi ha risposto 'tutto bene, i ragazzi sono pronti', e poi mi ha detto che cambiava un po' il modulo mettendo la squadra col 3-4-3 per fare qualcosa di diverso e aumentare la fisicità"

''E' incredibile quanto siamo stati in grado di dominarli, mai vista una Roma così ,eravamo stati sfortunati all'andata, questa è decisamente una Roma indimenticabile''. Il presidente della Roma, James Pallotta, festeggia così la storica semifinale di Champions con il 3-0 al Barcellona:''le prossime partite devono essere come quella di stasera compreso il derby. Dove può arrivare la Roma? Possiamo arrivare in finale, abbiamo riportato sulla terra il Barcellona, perchè non fare lo stesso in prossime tre partite Champions''.

La somma esatta dipenderà dall'esito della gara di ritorno di questa sera tra Real Madrid e Juventus, ma una stima approssimativa del valore che avrà il successo sul Barcellona per le casse della Roma si può già fare. La vittoria di ieri sera permetterà al club giallorosso di incassare un premio di 7,5 milioni di euro garantito dall'Uefa per l'approdo alla semifinale. A questa cifra si aggiungerà poi l'incasso per la gara casalinga che la formazione di Di Francesco giocherà all'Olimpico. Lo spettacolo col Barca è fruttato 3,6 milioni, ma è legittimo immaginare che la prossima uscita della Roma in Champions contribuirà a far registrare un nuovo record d'incasso (il precedente di 3,7 milioni risale alla sfida col Bayern Monaco del 2014). Infine i giallorossi, nel caso in cui i bianconeri non dovessero riuscire a ribaltare al Bernabeu il risultato col Real, grazie alla quota legata al market pool arriverebbero a incassare fetta maggiore del montepremi che porterebbe il conto finale a sfiorare i 15 milioni.

"La Roma deve puntare alla finale di Champions? È sacrosanto fare questo ragionamento, siamo quasi arrivati. Una volta in semifinale nessun traguardo deve essere precluso". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, la vede come Eusebio Di Francesco e sogna la finalissima di Champions League per la Roma dopo l'impresa di aver eliminato ieri il Barcellona ai quarti di finale. "Ieri i tifosi anche di altre squadre hanno vissuto questa atmosfera molto particolare. Penso sia un orgoglio per tutta l'Italia, dopo tutti gli schiaffi presi ultimamente...E ora proviamo a volare alto", ha aggiunto il capo dello sport italiano al suo arrivo al Foro Italico per la presentazione degli Internazionali d'Italia di tennis. "Stasera - ha concluso Malagò - speriamo nella Juve e poi domani c'è la Lazio in Europa League, sarebbe una bella cosa se Roma smettesse di fare discorsi antagonisti e sarebbe ancora più bello per questa città avere due squadre in semifinale in Europa".

''Adesso posso giocare una semifinale di Champions, non è stato facile ma sono rimasto qua, sono felice e penso anche la società. Il bello è venuto oggi col Barcellona ma il meglio deve ancora venire''. Edin Dzeko è raggiante al termine dell'impresa della Roma che ha conquistato le semifinali di Champions battendo 3-0 il Barcellona. ''Abbiamo fatto tre gol al Barcellona e potevamo fargliene di più. Non ho mai visto il Barcellona così in difficoltà'' ha detto a Premium.

Un trionfo, per la dimensione della Roma, per la nostra storia, è qualcosa di incredibile. Ma ora non dobbiamo pensare di aver fatto un miracolo, dobbiamo continuare a giocarci questa competizione per cercare di arrivare fino in fondo". Così Daniele De Rossi dopo il 3-0 al Barcellona che porta la Roma in semifinale di Champions. "È una della gioie più belle da quando sono qui" ha aggiunto il capitano giallorosso a Premium.

Dopo l'episodio del bagno nella fontana di piazza del Popolo, ieri sera per i festeggiamenti della vittoria della Roma con il Barcellona, il presidente della AS Roma James Pallotta si è sentito con la sindaca di Roma Virginia Raggi, scusandosi per quanto accaduto e rassicurando che pagherà la multa. A quanto si apprende è stata una telefonata cordiale e i due si vedranno in Campidoglio nel pomeriggio

Il tuffo di ieri di James Pallotta nella storica Fontana dei Leoni a Piazza del Popolo costerà una salata sanzione al presidente della Roma. Il Codacons ha deciso infatti di denunciare Pallotta alle autorità competenti chiedendo di elevare nei suoi confronti la sanzione prevista dalle ordinanze comunali per chi si immerge nelle fontane monumentali della capitale". Così il Codacons. 

"Si è trattato di un gesto sconsiderato e assolutamente evitabile, un brutto esempio per milioni di giovani che seguono il calcio e la Roma, e che dovrebbero essere educati al rispetto del patrimonio pubblico e dei beni storici - spiega l'associazione. Al di là degli aspetti morali, il tuffo di Pallotta ha costituito un vero e proprio illecito, considerato che le ordinanze comunali prevedono una multa da 500 euro per chi si immerge nelle fontane storiche e monumentali di Roma. Così come negli ultimi anni sono stati sanzionati centinaia di turisti che hanno fatto il bagno nelle fontane romane, lo stesso trattamento deve essere ora riservato al presidente della Roma -prosegue il Codacons. 

Per tale motivo presenteremo oggi stesso un esposto al Comune e ai Vigili Urbani affinché elevino nei confronti di James Pallotta la sanzione prevista dalla legge vigente. E se non lo faranno, scatterà una denuncia nei confronti dell'amministrazione e della Polizia Municipale per omissione di atti d'ufficio".

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