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Luciano Minguzzi, a Gennaio la sua retrospettiva alla Galleria “Maurizio Nobile”di Bologna

Minguzzi_1

Il prossimo 17 gennaio 2015, presso la Galleria “Maurizio Nobile” di Bologna – Via Santo Stefano, 19/a, appuntamento con il vernissage della mostra dedicata a Luciano Minguzzi, che si svolgerà attraverso due singolari appuntamenti, pensati in occasione dei dieci anni dalla morte del più grande scultore bolognese del ‘900.

L’atteso evento è stato realizzato sotto il Patrocinio di Ascom e con la collaborazione della Fondazione Luciano Minguzzi di Milano.

Nell’importante retrospettiva dell’artista saranno presentate le sue opere in “Arte Fiera” e, con una più ricca selezione, presso gli spazi espositivi della “Galleria Nobile” di Bologna.

Probabilmente Minguzzi è lo scultore che coniuga al meglio la tradizione artistica locale con le moderne tendenze espressionistiche e cubiste europee; formatosi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Giorgio Morandi per la grafica, Ercole Drei per la scultura e Roberto Longhi, studia con dedizione gli scultori bolognesi e fiorentini del primo Rinascimento e i moderni Medardo Rosso, Arturo Martini, Marino Marini e Giacomo Manzù, che gli offrono una determinante carica di ispirazione creativa.

Tappa fondamentale nella sua formazione il soggiorno parigino, nel corso del quale ha l’opportunità di conoscere da vicino le opere dei grandi Maestri del passato e dei principali artisti contemporanei. Questa esperienza, unita ai suoi studi, lo porta ad affinare le sue capacità artistiche e ad imporsi nel panorama internazionale per le sue qualità espressive e narrative, caratterizzate da dinamismo delle forme e, talvolta, dalla tendenza all’astrazione poetica.

La sua ricerca spazia nell’ambito di una figurazione pregna di spunti espressivi ed esistenziali, che lo portano a soluzioni innovative, ma sempre rispettose dei valori materico-strutturali, come nella famosa serie degli “Acrobati” e dei “Guerrieri”.

Minguzzi_2

La carriera artistica dello scultore, riconosciuta a livello internazionale, è costellata di premi e riconoscimenti e le sue opere sono conservate nelle collezioni private e nei musei di tutto il mondo.

Le opere in mostra, circa cinquanta in totale, tra quelle esposte alla “Galleria Maurizio Nobile” e ad “Arte Fiera”, provengono da prestigiose collezioni italiane, tra le quali quella degli eredi diretti del Minguzzi. In particolare, all’interno di quest’ultima, sono conservati alcuni inediti, soprattutto disegni preparatori e le sculture che l’artista aveva deciso di conservare per sé fino alla morte.

La scelta curatoriale ha posto l’accento sia sulla produzione scultorea, sia su quella grafica, al fine di presentare, attraverso entrambe le espressioni artistiche, quel “dialogo” tra i differenti medium, dei quali la critica ha ben evidenziato importanza e forza.

Il confronto diretto tra disegno e scultura consente di apprezzare l’interessante elaborazione libera e spontanea del Minguzzi che avviene prima, ma a volte anche in maniera parallela, nell’ambito grafico e poi in scultura. La scelta delle opere vorrebbe, infatti, suggerire anche questa direzione.

Non vi saranno solo progetti grafici, ma anche, quando si è potuto reperirli, dei bozzetti preparatori in gesso e terracotta di alcune fra le sue più prestigiose opere. E’ questo il caso della “Contorsionista”. Tema più volte affrontato dall’Artista, che lo ha portato a rielaborare, a più riprese, l’idea iniziale e di cui la Galleria “Maurizio Nobile” vorrebbe esporre uno studio grafico, la terracotta preparatoria e il monumentale bronzo.

Saranno, inoltre, presenti in mostra alcune delle opere più importanti dello scultore, che ripropongono quello che è stato il suo percorso artistico, attraverso le opere che egli stesso, decidendo di farle entrare nella sua collezione personale, riteneva più vicine alla sua poetica interiore. Si tratta di opere imprescindibili per la conoscenza dello scultore e significative per la storia della sculture italiana.

I curatori della mostra sono: Laura Marchesini, Luca Minguzzi e Maurizio Nobile.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 gennaio al 28 febbraio 2015.

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BIOGRAFIA DI LUCIANO MINGUZZI

 

Nasce a Bologna il 24 maggio 1911. Di carattere piuttosto ribelle, trascura gli studi di indirizzo commerciale, suggeritigli dalla famiglia e dopo una brevissima esperienza nell’ambito impiegatizio, intraprende la carriera artistica, frequentando per un anno l’Accademia di G. Regazzi, che gli consente poi di iscriversi all’Accademia delle Belle Arti della sua città, dove frequenta i corsi con vivo interesse, sotto la guida di Giorgio Morandi ed Ercole Drei. Egli consegue ben presto la consapevolezza delle sue originali e multiformi possibilità espressive, come attestano i numerosissimi premi conseguiti, sia a livello nazionale, sia internazionale, riportati durante l’intero arco della sua carriera, già a partire dal 1943.

Espone per la prima volta nel 1934 alla XIX Biennale di Venezia e nel 1939 alla Quadriennale d’Arte di Roma. Ritorna a Venezia nel 1942, dove è presente con una sala personale alla XXIII Biennale di Venezia. Nel 1949 tiene una mostra al Museo dell’Athénée di Ginevra e, l’anno successivo, invitato alla XXV Biennale di Venezia con un gruppo di opere, ottiene il Gran Premio della Scultura.

Nel secondo dopoguerra si trasferisce a Milano dove, per quasi vent’anni (1956/1974), terrà la cattedra di scultura all’Accademia di Brera. Nel capoluogo lombardo, calato in un contesto aperto alle sperimentazioni ed alle suggestioni provenienti dai centri di elaborazione artistica internazionali, Minguzzi porterà avanti le sue ricerche, corrispondendo con opere notevoli alle tante commissioni pubbliche e private. Nel 1958 è vincitore del concorso per la V Porta del Duomo di Milano, che verrà inaugurata nel 1965. Il prestigio derivato dalla realizzazione di questa imponente opera, gli valse altri incarichi della stessa tipologia.

Nel 1952 partecipa con una personale alla Biennale di Venezia e la giuria internazionale gli assegna un Premio Aggiunto per la Scultura. Nel 1956 espone alla Quadriennale di Roma, al Museo Rodin di Parigi e alla Viviano Gallery di New York.

Nel 1964 viene nominato insegnante di scultura alla Sommer Academy di Salisburgo. Nel 1970 riceve l’incarico da Papa Paolo VI per la realizzazione della Porta del Bene e del Male per la Basilica di San Pietro, in Vaticano, opera alla quale dedica sette anni di lavoro. Nel 1996 nasce a Milano la Fondazione Museo Luciano Minguzzi.

L’artista muore a Milano nel 2004.

 

 

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