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Sabato, 04 Dicembre 2021

Ellenico plurale da oggi in mostra al Vittoriano di Roma

In tempi di grave recessione economica per il Paese dove si è formata la coscienza stessa dell’Occidente – di ciò che siamo tutti noi – bisogna ricordare come invece l’apertura della Grecia alle istanze culturali più avanzate sia rimasta sempre vitale e prioritaria. Un fattore che oggi si rivela simbolicamente compensativo del disagio sociale attraversato da questo Paese che ci è così prossimo e allo stesso tempo misconosciuto.

L’Occidente oggi fatica a immaginare la Grecia al di fuori del proprio passato, quasi avesse dovuto spendervi ed esaurirvi tutto il proprio genio. Come scrive Giuliano Serafini “se l’astro della civiltà greca antica fosse stato appena meno fulgido, forse saremmo disposti ad ammettere che il paese poteva avere libero accesso e guadagnarsi il diritto alla modernità […] Sta di fatto che nessun paese occidentale ha avuto come la Grecia un approccio altrettanto conflittuale e anomalo con il rinnovamento delle arti figurative.” Gli artisti greci contemporanei hanno quasi marchiato sulla pelle un complesso che li lega al proprio passato in un rapporto a tratti schizofrenico.
Malgrado ciò, come la mostra ospitata al Complesso del Vittoriano vuole dimostrare, il linguaggio dell’arte contemporanea greca si è guadagnato a pieno titolo il diritto alla modernità.

“L’artista greco affronta da una più spregiudicata visuale il problema dell’identità, in alcuni casi rigettandolo - che ovviamente  non vuol dire  “liquidarlo” - comunque rielaborandolo attraverso apporti stilistici e concettuali che toccano, sfiorano e magari passano oltre le tendenze del momento: dalla pop art al minimalismo e al concettuale, fino all’arte povera e ai media informatici e all’arte ambientale.” (G. Serafini). Varie sono le cause di un limitato irradiamento dell’arte greca contemporanea negli ultimi trenta anni; una situazione socio-economica debole e complessa, oggi particolarmente precaria, la perifericità rispetto all’Europa, la scarsità della comunicazione e interrelazione con l’esterno stanno faticando a imporre fuori del paese l’immagine di un’arte greca che, malgrado tutto, ha voluto ed è riuscita a essere contemporanea rimanendo riconoscibile nel suo specifico, nel suo codice genetico.

Proprio alla luce della turbolenta situazione storica dell’Europa di oggi, acquista ancora maggiore importanza l’obiettivo dell’esposizione
al Complesso del Vittoriano di far conoscere i linguaggi espressivi di alcuni artisti selezionati nell’ambito della grande raccolta d’arte di Sotiris Felios facente parte della Fondazione “L’altra Arcadia”.

Felios è originario di Tripolis, capoluogo del distretto regionale dell’Arcadia nel Peloponneso e il suo è un riconoscimento d’appartenenza genetica, un omaggio alla terra natale. La sua splendida raccolta è il frutto di trenta anni di incontri con gli artisti. L’immagine antropomorfica è ciò che lega i quadri dei vari artisti greci qui rappresentati. “La scelta è caduta su quello che può considerarsi il “tessuto connettivo” della pittura di rappresentazione dell’ultimo trentennio in Grecia. Sono personalità dal temperamento perentorio, di formazione cosmopolita, fattore che da sempre segna l’esperienza dell’artista greco - quasi tutti, oltre alla Scuola Superiore  di Belle Arti di Atene, hanno studiato e lavorato all’estero, ancora soprattutto a Parigi -. Si tratta di artisti in gran parte impegnati  a dare alla pittura iconica multiformi ipotesi e alternative e questo in una stagione dell’arte internazionale dal sestante impazzito o comunque deciso a rimuovere dalla scena il quadro e in genere la pittura di figurazione tout court.” (G. Serafini). Nelle opere esposte è quasi sempre il corpo umano il protagonista; a volte ritratto in nudità tormentate, altre volte fissato sulla tela con una precisione quasi fiamminga; altre volte immerso in un’atmosfera onirica. Il mito viene rivissuto come assenza, come
nostalgia inestinguibile dell’antico e il ritratto diventa ossessione monotematica, avventura conoscitiva della psiche. Il pennello scandaglia l’animo umano quasi sostituendosi ad una confessione psicoanalitica.


“Ellenico plurale. Dipinti dalla Collezione Sotiris Felios”: dal 28 novembre 2012 all’11 gennaio 2013 il Complesso del Vittoriano ospita una mostra che propone per la prima volta in Italia un’ampia panoramica dell’arte greca contemporanea figurativa dagli anni Ottanta ad oggi presentando 88 dipinti di 25 artisti greci delle due ultime generazioni provenienti dalla collezione di Sotiris Felios, raccolta d’arte prestigiosa composta da più di settecento pezzi. Il filo rosso che lega tra loro le opere esposte, che certo non può essere esaustivo di tutta la produzione artistica greca attuale, è la rappresentazione della figura umana.

“La mostra è uno sguardo sull’arte greca contemporanea così come viene angolato da una grande collezione privata ateniese. Uno sguardo
sicuramente ‘di parte’, ma con tanta storia alle spalle.” (G. Serafini).

La rassegna, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è promossa dalla Fondazione “L’altra Arcadia” con la collaborazione dell’Ambasciata di Grecia in Italia ed è a cura di Giuliano Serafini. L’esposizione, organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, sarà inaugurata martedì 27 novembre alle ore 18.30 presso il Complesso del Vittoriano.


Le Sezioni e gli artisti

Tra memoria e realtà (Kostas Argyris, Vassilis Papanikolàou, Kalliòpi Assargiotàki, Emmanouìl Bitzàkis, Achillèas Papacòstas, Alecos
Levidis, Konstantinos Kerestètzis, Thanàssis Makrìs,); Il corpo estremo (Stefanos Daskalàkis, Giorgos Rorris, Ilias Karràs, Jannis
Psychopèdis); Viaggio oltre (Chronis Bòtsoglou); Metafisica dell’essere (Christos Bokòros); L’opera selvaggia (Tassos
Mantzavìnos); Perversione della rappresentazione (Michàlis Manoussàkis, Tassos Missouras, Theòfilos Katsipànos, Edouard
Sacaillàn, Nikos Siskos, Xenofòn Bìtzikas); Natura ritrovata? (Kostas Papanikolàou, Maria Filopoùlou, Anna Maria Tsakàli); fuori sezione
Yannis Mòralis

Alla conferenza stampa di stamattina Corriere del sud era presente Michael Cambanis
Ambasciatore di Grecia in Italia ha dichiarato :

Quale significato può avere il proporre una nuova manifestazione culturale nei tempi bui della crisi economica che negli ultimi anni ha
oscurato il cielo della Grecia e si sta diffondendo velocemente in tutta Europa, in particolare nei paesi del sud?  Solo il pubblico può
darci una risposta degna di fede. Un pubblico che oggi, più che mai, ha bisogno di distogliere lo sguardo da una quotidianità stressante e
spesso spiacevole, ravvivando la speranza di un domani migliore ispirandosi anche ai sentieri illuminanti dell’arte.

Anche in questi tempi tanto difficili, la Grecia riesce a essere culturalmente creativa. Si direbbe, anzi, con maggior tenacia e
ispirazione. La pittura  è oggi particolarmente presente in Grecia e dialoga con il proprio pubblico attraverso una moltitudine di gallerie
d’arte e fondazioni culturali e gli artisti greci delle arti figurative sono una parte irrinunciabile dell’arte contemporanea,
avendo tracciato una propria strada fra le tendenze pittoriche internazionali.

E’ un grande onore e insieme responsabilità per l’Ambasciata di Grecia in Italia l’aver dato il proprio contributo a presentare al pubblico
italiano un’esposizione collettiva e concertata, di noti pittori contemporanei greci, nel cuore della Città Eterna e in uno spazio
particolarmente importante e dal valore altamente simbolico.

Ed è segno dei tempi che ciò sia stato reso possibile proprio grazie ad una collezione privata. Una collezione particolare, fatta con cura,
gioia e passione. Ed è con questi stessi “ingredienti” che è stata organizzata anche l’esposizione attuale. Inoltre, grande onore è per
noi l’alto patronato che il Presidente della Repubblica Italiana ha voluto accordarci.

Desidererei esprimere cordiali ringraziamenti al Professor Louis Godart, consigliere culturale del Presidente della Repubblica
Italiana, per il suo illimitato aiuto e sostegno, e in modo particolare per l’amicizia e l’affetto che ha per la Grecia; un
ringraziamento caloroso anche al collezionista Dott. Sotiris Felios per la sua autentica passione per l’arte che generosamente ha messo a
disposizione della nostra patria; il direttore del Complesso Vittoriano Dott. Alessandro Nicosia e la Dott.ssa Maria Cristina
Bettini – Nicosia per l’eccellente collaborazione e l’altissimo livello professionale; lo storico d’arte Giuliano Serafini per
l’attenzione, davvero ispirata, nella cura dell’esposizione nonché la Dott.ssa Sophia Hiniadou Cambanis  per il suo contributo determinante
per l’organizzazione di questo prestigioso avvenimento culturale.
E infine, calorosi ringraziamenti sono dovuti a quanti hanno contribuito, con il loro aiuto e in vario modo, alla realizzazione
dell’esposizione e di questo catalogo.

Sono certo che il pubblico romano, amante e conoscitore dell’arte e della gioia che essa sa con generosità offrire, farà suo questo
messaggio di ottimismo che viene dalla Grecia e aderirà con entusiasmo all’esposizione collettiva dei propri pittori contemporanei.

Anche Louis Godart Consigliere per la conservazione del Patrimonio Artistico Presidenza della Repubblica Italiana ha dichiarato alla conferenza stampa

Se Atene, come diceva Pericle, è stata la scuola della Grecia, la Grecia è stata la scuola del mondo.
È sulle spiagge di Creta che è venuta a morire come una marea stanca la fase orientale della storia. Dall’Egeo alla Grecia continentale,
già alla fine del terzo millennio a.C., è nato il primo umanesimo che ha osato porre l’individuo al centro del creato.
In ogni cittadino dell’Ellade era insita la consapevolezza che l’uomo greco aveva il dovere di ricercare con costanza e passione quello che
poteva nobilitare l’individuo. Geniali pensatori greci, politici avveduti, autori dalle larghe prospettive hanno posto così i canoni
che consentono di definire la Giustizia, la Bellezza e la Libertà.
Per un Greco del secolo di Pericle la Bellezza si misura alla luce dell’esperienza che porta l’individuo a scoprire in fondo al proprio
cuore quello che gli permette di sentirsi protagonista e interprete della propria avventura.
Per millenni, malgrado le immani difficoltà che hanno assalito la loro Patria, i Greci hanno recepito, assimilato e meditato la lezione
trasmessa dai loro padri.
Questa lezione proposta in un linguaggio moderno emerge mirabilmente dalla bella mostra che Sotiris Felios offre ai cittadini di Roma,
d’Italia e del mondo.
Gli artisti che hanno firmato i quadri esposti al Vittoriano hanno saputo restituire le ansie, i timori, le passioni e le speranze dei
Greci di oggi, figli di quella Ellade dove è nata la civiltà occidentale.

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