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Domenica, 05 Dicembre 2021

Prospero d’Ambra e l’universalità dell’arte

Che ruolo svolge l’arte nella scuola e nella società attuale? E’ una domanda che nasce spontanea, come spontanea è la risposta che ne consegue: “è il mezzo più sicuro per entrare in contatto con il mondo”, così la definiva Goethe.

Si tratta di una risposta alquanto semplice e, forse, anche scontata, ma che si fonde e bene si concilia con gli indirizzi e le tendenze dell’estetica contemporanea: l’arte è una pluralità di messaggi; è un prezioso strumento di comunicazione.

Alcuni esperti e critici d’arte sostengono che i segni che l’artista traccia nella sua opera, non intendono affatto trasmettere dei significati; rappresentano, invece, lo strumento maggiormente adeguato in grado di produrre significati. Essi, di conseguenza, non posseggono valori, ma operano in modo da consentire all’osservatore di generarli, di scoprirli. Ed ecco che, in questo caso, e secondo questa teoria, è il fruitore il vero creatore di significati e non l’artista.

Quindi, non si tratta affatto di un arguto modo di tentare di risolvere i segreti dell’arte, ma di una precisa scelta in grado di allontanare quelle ingannevoli ed illusorie teorizzazioni che ne impediscono il riversarsi sulla educazione estetica. Questo vuol dire che l’arte in quanto “arte”, non può essere definita solamente dall’oggetto del messaggio che trasmette, ma, soprattutto, dal modo in cui lo trasmette.

Una siffatta interpretazione sarebbe, di certo, limitativa, dal momento che tende ad escludere l’intento comunicativo dell’artista. L’aspetto essenziale dell’arte, invece, è proprio la sua capacità di comunicare sempre un qualcosa; è il modo più opportuno per entrare in relazione con qualcuno: il fruitore. Questo presuppone che per comprendere un’opera d’arte è necessario uno studio di decodificazione del lavoro, in grado di penetrare nel profondo delle sensazioni avvertite dell’artista. Questa azione del “comunicare” non è unilaterale da parte dell’artista verso l’utente, in quanto il significato dell’opera d’arte e la sua stessa vita sono costituite dalla relazione che si stabilisce tra chi la esegue e chi la osserva. Nell’opera d’arte, infatti, è sempre possibile cogliere i segni della personalità dell’artista che la esegue e questi segni rappresentano il modo con cui l’artista stesso intende la natura, la vita, le esigenze di ogni essere umano.

Da una attenta visione delle opere di Prospero D’Ambra si intuisce subito quanto rilevante sia stata l’influenza del suo passato. Si tratta di un passato di tipo prettamente aulico. Infatti, il suo ruolo di docente, svolto nella scuola secondaria per circa quaranta anni, ha notevolmente contribuito a fargli ricercare, nell’arte della pittura, quegli elementi che conferiscono all’opera stessa, sentimenti di serenità e di profonda ammirazione. Sentimenti, questi, strettamente connessi con quegli aspetti della funzione docente, che mirano alla elevazione culturale, morale, sociale ed etica dell’allievo; impegno primario di ogni azione educativa.

Quelle del D’Ambra, quindi, sono opere che suscitano la nascita di pensieri elevati e puri. Infatti, l’artista, con la sua coerenza espressiva, è riuscito a trasformare strutture ar­chitettoniche di un recente passato in contenuti lirici; è riuscito a concentrare la sua attenzione proprio sulla liricità del colore. La sua tecnica risulta sempre molto attenta, anche se preferisce alternare l’acquerello alla pittura ad olio, dando vita, così, sia ad originali ed interessanti giochi di colore, sia a particolari effetti luminosi, frutto di una fervida fantasia e di innata passione pittorica e vivida creatività.

L’arte del D’Ambra la si coglie con immediatezza nella sua personale capacità di trasferire e trasformare la tangibilità degli annosi antichi ruderi in elementi carichi di lucentezza; la si coglie, particolarmente, nella descrizione di scorci di paesaggi racchiusi nelle eteree visioni proprie della complessa tecnica del­l’acquerello. Questa sua personale scelta si configura come raffinata e sottile premessa ad un qualcosa di certamente più complesso: l’uso delicato, e nello stesso tempo deciso, delle opere ad olio.

La sua produzione artistica, quindi, appare arricchita di emotività espressiva in cui i colori si fondono con delicata morbidezza nella molteplicità dei riflessi che solo una mente particolarmente originale e creativa ed una mano esperta riescono a fissare. Infatti, proprio dalla luminosità delle opere, dal modo deciso ed armonico delle pennellate e dall’incantevole cromatismo, emerge una intensa luce che denota subito il suo profondo stile espressivo, nello stesso tempo, raffinato, accurato, intenso, profondo.

Dell’immenso e vasto scenario offerto dalla natura, Prospero D’Ambra ha saputo cogliere quell’atmosfera, quelle emozioni, quelle sensazioni che avvolgono le sue opere, in un continuo alternarsi di riflessi che sembrano andare al di là dell’opera stessa. I raffinati cromatismi, i decisi tratti, le armoniche ed eleganti raffigurazioni scaturiscono da un vivace ed appassionato fervore che risiede nella mente e nel cuore dell’artista; fervore che conferisce alle sue opere morbidezza, luminosità, luce, calore. Ci troviamo, così, difronte a vere opere d’arte che denotano un’indole in continua oscillazione tra la meditazione profonda e la ricchezza della fantasia, dell’inventiva, della creatività, elementi, questi, tipici dell’arte del D’Ambra.

Giovanni Spadolini sosteneva che salvaguardare e tutelare l’arte vuol dire “diffondere la conoscenza”, ma soprattutto radicare nella coscienza e nell’animo dell’uomo l’autentico valore di un “bene” nella cui storia “risiede la storia di un popolo con le sue tragedie e le sue grandezze”.

Ebbene, chi osserva le opere del D’Ambra si rende subito conto che si tratta di un’arte pregnante di queste connotazioni; è un’arte che bene contribuisce alla divulgazione e alla trasmissione del “sapere”, ma, soprattutto, è un’arte che concorre ad arricchire e stimolare la sensibilità, la percezione, l’interesse, lo spirito e la mente del fruitore.

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