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Mercoledì, 26 Febbraio 2020

Al via con l’undicesima edizione di sabato 14 dicembre di MUSEI IN MUSICA gli appuntamenti delle Feste di Roma Capitale negli spazi dei Musei Civici e negli altri spazi culturali della città. Il consueto appuntamento di dicembre con la manifestazione culturale promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura, sarà così il primo appuntamento del NATALE CON LA MIC, il ricco programma delle Feste di eventi, attività didattiche, aperture straordinarie e laboratori pensato per i cittadini e per i turisti fino al 6 gennaio 2020.

Si comincerà quindi all’insegna della grande musica e degli spettacoli dal vivo con l’edizione 2019 di MUSEI IN MUSICA, in programma sabato 14 dicembre nei Musei Civici della città e in numerosi altri spazi cittadini straordinariamente aperti di sera dalle 20.00 alle 02.00 (o in orari differenti dove espressamente indicato).

Un’opportunità per i visitatori per ammirare le collezioni e le mostre presenti negli spazi appartenenti al Sistema Musei Civici gratuitamente presentando la propria Mic Card o acquistando il biglietto d’ingresso di 1 euro, ad eccezione dei musei ad ingresso libero per tutti e della mostra Canova. Eterna bellezza che seguirà la bigliettazione ordinaria con riduzione per i possessori della MIC Card.

I visitatori potranno scegliere inoltre tra numerosi altri spazi espositivi e culturali gratuiti della città come il Macro Asilo, lo spazio WeGil, l’Accademia Nazionale di San Luca, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Museo archeologico e Museo Aristaios dell’Auditorium Parco della Musica, lo spazio espositivo Tritone della Fondazione Sorgente Group, Vigamus – Museo del Videogioco, il Polo museale de La Sapienza Università di Roma e i musei dello Stato Maggiore della Difesa.

Avranno accesso libero ad alcune delle più importanti istituzioni culturali straniere come Casa Argentina, la Real Academia de España, l’Accademia di Francia (con contributo volontario all’ingresso), il Forum austriaco di cultura e l’Istituto svizzero o potranno scegliere di usufruire della bigliettazione speciale offerta da Palazzo Bonaparte, Palazzo delle Esposizioni o dal Museo Ebraico di Roma.

Sarà una notte alla ricerca della bellezza tra le opere d’arte e una lunga lista di concerti e spettacoli dal vivo diffusi nella città. Con circa 115 artisti nazionali e internazionali, 13 tra bande, ensemble, cori e orchestre e 17 associazioni culturali selezionate con l’avviso pubblico “Musei in Musica 2019” diffuso da Zètema Progetto Cultura, l’edizione di quest’anno accompagnerà i visitatori lungo un percorso musicale che toccherà tutti i generi – dal jazz al rock, dalla classica all’elettronica – e tutte le tradizioni popolari del mondo, mescolandosi con le arti performative, la poesia e le lezioni d’arte.

L’appuntamento per tutti sarà sulla Piazza del Campidoglio dove, alle ore 19.00, si partirà ufficialmente con l’undicesima edizione della manifestazione inaugurata dal concerto della Banda musicale del corpo di Polizia locale di Roma Capitale.

Si proseguirà poi fino al 6 gennaio 2020 con il programma di NATALE CON LA MIC. Tra le iniziative L’Ara com’era, per il periodo festivo, dal 20 al 30 dicembre – ad eccezione del 24 e del 25 dicembre – rimarrà aperta tutte le sere dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00). Attraverso una visita immersiva e multisensoriale, tra realtà aumentata e virtuale e ricostruzioni 3D, si potrà rivivere la storia dell'altare monumentale dell’Ara Pacis voluto da Augusto per celebrare la pace da lui imposta su uno dei più vasti imperi mai esistiti. Ingresso intero 12 € - ridotto 10 €.

Gratuitamente con la MIC Card o con ingresso ad 1 euro, anche i fine settimana di fine dicembre saranno arricchiti dai concerti della manifestazione l weekend della MIC. La musica proseguirà sabato 21 dicembre ai Musei Capitolini con un concerto a cura di Roma Tre Orchestra. Si continua domenica 22 dicembre, sempre ai Musei Capitolini, con il Concerto di Natale eseguito dal Coro delle Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma. Venerdì 27 dicembre al Museo di Roma Palazzo Braschi concerto La Vienna ai tempi di Canova a cura di Roma Tre Orchestra Ensemble. Sabato 28 dicembre ai Musei Capitolini concerto Gospel Night in collaborazione con Fondazione Musica per Roma.

Nel periodo natalizio proseguiranno anche gli appuntamenti con i concerti gratuiti a cura di Roma Tre Orchestra: Le suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, alla viola in programma sabato 14 dicembre alle 16.00 al Museo Barracco; Il pianoforte da Bach a Debussy previsto per sabato 21 dicembre alle 16.00 al Museo Napoleonico; Il pianoforte a quattro mani: Fantasie e Visioni, domenica 22 dicembre alle 11.00 al Museo Carlo Bilotti; Intorno all’ultimo Beethoven, parte prima, in programma sabato 28 dicembre alle ore 16.00 al Museo Napoleonico; Solisti emergenti: Ivos Margoni e Giulia Loperfido, domenica 29 dicembre alle 11.00 al Museo Carlo Bilotti.

Le festività nei Musei Civici non saranno solo all’insegna della musica: sono in programma le visite e i laboratori di Musei in gioco dedicati a bambini e ragazzi e si potrà usufruire, nel Museo Civico di Zoologia, degli spettacoli dal vivo a tematica astronomica di Open Star a cura degli astronomi del Planetario e alle attività di “scienza divertente”.

Per tutto il periodo natalizio i Musei Civici rimarranno aperti ad eccezione del 25 dicembre. L’orario d’apertura del 24 e del 31 dicembre sarà dalle 9.30 alle 14 mentre il 1° gennaio, per la Festa di Roma, saranno eccezionalmente aperti dalle 14 alle 20, i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano, il Museo dell’Ara Pacis e il Museo di Roma Palazzo Braschi. Il biglietto di ingresso sarà a tariffazione ordinaria, gratuito per i possessori di MIC Card.

Domenica 5 gennaio 2020, per la prima domenica del mese, ingresso gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana in tutti i Musei e per le mostre in programma, tranne le mostre C’era una volta Sergio Leone, in corso al Museo dell’Ara Pacis, e Canova. Eterna bellezza in corso al Museo di Roma Palazzo Braschi. Sarà inoltre aperto al pubblico gratuitamente il percorso di visita nell’area dei Fori Imperiali dalle ore 8.30 alle 16.30, con l’ultimo ingresso alle 15.30.

Infine la mostra Canova. Eterna bellezza in corso al Museo di Roma Palazzo Braschi, alle aperture straordinarie serali di sabato e domenica (ore 19-22) vedrà aggiungersi anche quelle di giovedì 26, venerdì 27 dicembre e lunedì 6 gennaio.

I MUSEI CAPITOLINI ospiteranno nell’Esedra del Marco Aurelio lo spettacolo di musica classica Nell’Europa barocca – Grandezze & meraviglie in collaborazione con l’Accademia di Romania in Roma, Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma ed Eunic Roma. Il concerto segna la chiusura del progetto Europa in Musica 2019, la stagione musicale del cluster Eunic Roma, e vedrà impegnata l’Orchestra d’Archi del Conservatorio che eseguirà, insieme ai solisti in voce e strumento, brani di Corelli, Händel e Vivaldi. In collaborazione con l’Ambasciata di Cipro sarà invece il concerto in Sala Pietro da Cortona, nella Pinacoteca, dal titolo Pasiones Cruzadas, con Vivianna Giannaki (vocalist) e Mariano Gil (chitarra) che proporranno un viaggio nella musica tradizionale cipriota e argentina. Nel Salone del Palazzo Nuovo sarà di scena, invece, l’arpa di Micol Picchioni che, nello spettacolo Micol arpa rock in “unplugged”, eseguirà uno spettacolo con interpretazioni di brani storici del rock progressive.

La SALA DELLA PROTOMOTECA, in Piazza del Campidoglio, ospiterà il concerto Le canzoni dell’acqua in collaborazione con l’Ambasciata del Nicaragua, con un programma musicale che unirà l’Italia al paese del centroamerica grazie alla voce di Nuno Fonsé e alle esecuzioni del batterista/percussionista Gianpaolo Scatozza, del bassista Ermanno Dodaro e del chitarrista Claudio Ricci.

Due saranno gli interventi al MUSEO DELL’ARA PACIS: dall’esperienza immersiva di Artestudio intitolata Die Mauer – Operina per violoncello, violino, sax, nastro magnetico e attori di Riccardo Vannuccini, che proporrà nell’area monumento otto scene performative sul tema della pace contro gli estremismi di oggi e in ricordo dell’anniversario della caduta del muro di Berlino, al concerto di jazz gratuito eseguito sul palco dell’Auditorium da Daniele Cordisco Jazz Society feat. Greg Hutchinson.

Jazz che sarà protagonista anche alla CENTRALE MONTEMARTINI con il concerto Riccardo Fassi Tankio Band plays Weather Report. Fassi e la Tankio Band arrangeranno per l’occasione i brani di uno dei più grandi gruppi della storia del jazz rock dello scorso secolo: i Weather Report.

Dall’Ostiense alla Nomentana per un altro appuntamento all’insegna della musica jazz. Nei MUSEI DI VILLA TORLONIA, all’interno del Casino Nobile, andrà in scena Sefard. Jazz tra le sponde del Mediterraneo, con Gabriele Coen e alcuni musicisti di fama internazionale che proporranno una vera e propria immersione musicale fra le acque e le terre del Mediterraneo, con le loro tradizioni rivisitate in chiave jazz. Nell’adiacente Casina delle Civette sarà invece la voce di Sista Bramini ad accompagnare i visitatori nell’evento Athene Noctua (La civetta di Giovanni Pascoli), caratterizzato dall’incontro tra la lettura del poemetto pascoliano e i canti tradizionali dell’area grecanica e mediterranea interpretati da Camilla Dell’Agnola (viola), Daniele Ercoli (contrabbasso) e Silvia Balossi (kora).

Una commistione tra video arte e nuovi suoni saranno al centro dello spettacolo Walking with Damien in programma ai MERCATI DI TRAIANO – MUSEO DEI FORI IMPERIALI. La factory romana ADA, composta dall’autrice dei visuals Loredana Antonelli, la realizzatrice delle musiche elettroniche Lady Maru e la violista Ambra Chiara Michelangeli, realizzerà una performance audio video ispirata all’artista Damien Hirst.

Al MUSEO DI ROMA a PALAZZO BRASCHI andrà in scena lo spettacolo Piccoli funerali di e con Maurizio Rippa e l’accompagnamento musicale del chitarrista Amedeo Monda. I due saranno protagonisti di una pittura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre a un brano dedicato a chi non c’è più.

Pochi metri di distanza e si potrà incontrare la poeticità dei rituali ancestrali al MUSEO DI SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO, grazie all’intervento suggestivo della polistrumentista Rachele Andrioli. Nel suo spettacolo iSola la cantante salentina mescolerà con armonia e delicatezza la propria voce al suono del marranzano, dell’ukulele, del bendir e del flauto armonico, con l’aggiunta del supporto tecnologico di una loop station.

Una traversata di breve tempo tra le bellezze di Piazza Navona e ci si potrà trovare tra i cimeli del MUSEO NAPOLEONICO, dove la traversata continuerà ma questa volta nella storia della musica. Con il concerto per flauto, soprano e pianoforte dal titolo Suoni Belle Époque, infatti, Marco Celli Stein (direzione artistica, flauto solista e presentatore), Naho Yokoyama (soprano) e Hiroko Sato (piano) condurranno i visitatori nella Francia di Offenbach e Delibes, nell’Austria di Strauss e Lehàr e nella Russia di Rimskij per tornare in Italia con l’omaggio a Tosti, Arditi e agli autori di canzoni napoletane.

Dalla musica del passato ai suoni della contemporaneità dello spettacolo Indianapolix in programma alla GALLERIA D’ARTE MODERNA. Il pioniere della musica elettronica Martux_M e Rashmi Bhatt porteranno le rispettive sonorità nella commistione tra l’antica tradizione musicale e lo sperimentalismo moderno.

Un viaggio nella grande tradizione del misticismo e della spiritualità medievale sarà quello affrontato al MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE dal gruppo Cafè Loti composto da Nando Citarella (voce, tammorre, chitarra battente, marranzano), Stefano Saletti (voce, oud, bouzouki, lauta) e Pejman Tadayon (voce, saz, oud, setȃr, ney). I canti devozionali del sud Italia, quelli di pellegrinaggio spagnoli e dei trobadours francesi incontreranno il canto in Sabir o in Sufi nello spettacolo Medioevo mistico - Dai Canti del pellegrinaggio al Sufismo al Codex Buranus.

Molti gli appuntamenti anche nell’area di Villa Borghese: al MUSEO PIETRO CANONICA sarà di scena il Trio Dahlia, gruppo musicale romano composto da Arianna Colantoni (voce), Mario Ferro (sound design e hybrid drum) e Giordano Treglia (guitar, piano, lira calabrese, handpan, nak tarhu) che proporrà Diva, un progetto originale che unisce la musica elettronica ai suoni di strumenti musicali antichi; nel vicino MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE si esibiranno invece i Cardamomò di Antonia Harper, Marta Vitalini, Gioia Di Biagio e Ivan Radicioni con lo spettacolo Vive la vie, concerto, un viaggio metaforico in un luogo immaginario, al confine tra la vita e la morte, popolato da bizzarri personaggi; il MUSEO CIVICO DI ZOOLOGIA ospiterà i Concerti sui cuscini – Trasfigurazioni classiche della violoncellista Francesca Formisano, che, insieme alla pianista Eliza Hristova, al light designer Daniele Davino e sotto la direzione artistica di Angelo Bonello, proporranno la Trasfigurazione della Sonata per Violoncello solo, Op.8 di Zoltàn Kodàly per un ascolto esperienziale che coinvolgerà anche il corpo.

I suggestivi spazi della Porta San Sebastiano, sede del MUSEO DELLE MURA, faranno da scenario all’altrettanto suggestivo spettacolo Città invisibili realizzato dal collettivo artistico Ipologica composto da Fabio Sestili, Valentina Mignogna e Diego Labonia. I tre artisti guideranno i visitatori in un mondo di visioni e paesaggi sonori attraverso la lettura della parola scritta e suoni che amplificano la narrazione.

Da una porta all’altra, a Porta San Pancrazio nel MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA si ripercorreranno le imprese di Garibaldi in Sicilia attraverso un percorso di poesia popolare e ballate narrative ispirate ai racconti di donne siciliane. Calatafimi, Garibaldi e le donne di Sicilia, questo il titolo dell’evento, sarà realizzato da Eleonora Bordonaro e Puccio Castrogiovanni.

Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte e L’Arte Ritrovata ai MUSEI CAPITOLINI, Inge Morath. La vita. La fotografia, Taccuini romani e La Bulgaria attraverso lo specchio del tempo al MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE, La rivoluzione della visione. Verso il Bauhaus. Moholy-Nagy e i suoi contemporanei ungheresi, Ologrammi gotici. Installazione di Sàndor Vàly e Spazi d’arte a Roma. Documenti dal centro ricerca e documentazione arti visive (1940-1990) alla GALLERIA D’ARTE MODERNA, Il Leone e la Montagna al MUSEO DI SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO, Giancarlo Sciannella. Scultore di archetipi ai MERCATI DI TRAIANO, Colori degli Etruschi e 110 anni di luce. ACEA e ROMA alla CENTRALE MONTEMARTINI, Unforgettable Childhood al MUSEO CARLO BILOTTI – ARANCIERA DI VILLA BORGHESE, Ra-ta-ta-ta, bang-bang, si gioca al MUSEO DELLE MURA, Carpe Sidera. La meraviglia del cielo sulla bellezza di Roma al MUSEO CIVICO DI ZOOLOGIA. Diverse proposte anche ai MUSEI DI VILLA TORLONIA con Sergio Monari. Rifrazioni dell’Antico al CASINO NOBILE, Carlo Levi e l’arte della politica al CASINO DEI PRINCIPI, Il Giardino delle meraviglie. Opere dell'artista Garth Speight e Maria Paola Ranfi. Gioiello intimo colloquio alla CASINA DELLE CIVETTE

La mostra Canova. Eterna bellezza al MUSEO DI ROMA sarà visitabile con biglietto ordinario e riduzione per i possessori della MIC Card.

Saranno aperti con ingresso a 1 euro oppure, dove espressamente indicato, ridotto o gratuito: il PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI con le mostre La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium; Katy Couprie. Dizionario folle del corpo; Sublimi anatomie; Tecniche d’evasione e l’evento Salò, all’interno dello Spazio Rotonda, in cui i musicisti Emiliano Maggi, Toni Cutrone, Giacomo Mancini e Stefano Di Trapani proporranno una miscela di musica noise, atmosfere oniriche, costumi barocchi e scenari psichedelici; il MACRO ASILO con il concerto/incontro di Edoardo De Angelis Parola di cantautore – Natura, ambiente, clima, sport. Eppure il vento soffia ancora (ingresso gratuito); il PALAZZO BONAPARTE – SPAZIO GENERALI VALORE CULTURA con l’apertura della mostra Impressionisti segreti; il MUSEO EBRAICO DI ROMA con le visite guidate al Tempio Maggiore e il concerto Esmeralda Duo, in cui Alessandro Muller (violoncello) e Marcello Allulli (sax, tenore, voce) alterneranno composizioni originali ai brani di Leonard Cohen, Lou Reed, George Gershwin e molti altri; gli spazi dello STATO MAGGIORE DELLA DIFESA come il MUSEO STORICO DEI GRANATIERI DI SARDEGNA che permetterà di visitare le proprie collezioni permanenti e assistere ai concerti del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna” e della fanfara del reggimento “Lancieri di Montebello” (ingresso gratuito), il MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI che proporrà la mostra Esposizioni di cimeli e Mostra sul restauro dei Labari e il concerto della banda musicale del Comando Artiglieria Contraerei (ingresso gratuito), il MUSEO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI con la Mostra statica di veicoli, anche storici, dell’Arma e il concerto della banda dell’Arma dei Carabinieri in formazione ridotta (ingresso gratuito), il MUSEO STORICO DELLA MOTORIZZAZIONE che parteciperà con il concerto della banda musicale della Scuola Trasporti e Materiali (ingresso gratuito).


E poi ancora: lo spazio WEGIL con la mostra Gli anni del Male 1978-1982. Quando la satira è diventata realtà, il concerto La conchiglia del Buddha del polistrumentista Oscar Bonelli e il successivo dj set dello stesso Bonelli con Tdcs (ingresso gratuito); l’ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA con l’evento a cura di Claudio Strinati dal titolo Giorgione e Caravaggio: suonatori di liuto (ingresso gratuito); il MUSA – MUSEO DEGLI STRUMENTI MUSICALI DELL’ACCADEMIA dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presso l’Auditorium Parco della Musica, con le visite guidate alla preziosa collezione di strumenti antichi, tra cui il violino Stradivari Toscano del 1690, e le successive conversazioni musicali; VIGAMUS – IL MUSEO DEL VIDEOGIOCO che parteciperà alla serata con il Videogame Music Fest, durante il quale si ripercorrerà la storia del medium videoludico attraverso la musica; lo SPAZIO ESPOSITIVO TRITONE della Fondazione Sorgente Group parteciperà con la mostra Athena Nike: la vittoria della dea accompagnata dalle visite guidate archeologiche e dall’evento Athena Nike che celebrerà la vittoria con un repertorio di musiche delle corti settecentesche fino alle suggestioni della modernità (ingresso gratuito); il MUSEO ARCHEOLOGICO e il MUSEO ARISTAIOS dell’Auditorium Parco della Musica con visite guidate e l’esibizione di Livia Ferri Still Life, in cui la cantautrice proporrà le sue composizioni folk rock in versione acustica (ingresso gratuito).

Spazi museali e non solo. Protagonisti della serata saranno anche CASA ARGENTINA – AMBASCIATA ARGENTINA IN ITALIA con la mostra fotografica Ciencia en foco, il concerto del gruppo Cuartetango e la presentazione del gruppo folcloristico Zamacueca che realizzerà tre danze argentine e la lezione aperta di Chacarera (ingresso gratuito); la REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA con la mostra Lavarse las manos dell’artista Regina Josè Galindo e l’ascolto/visione dell’opera They hear no answering strain del compositore Eduardo Soutullo (ingresso gratuito); l’ACCADEMIA DI FRANCIA che propone un dialogo tra la mostra Un’antichità moderna e le composizioni musicali dei due borsisti Bastien David e Mikel Urquiza, diffuse nelle sale espositive (ingresso con donazione facoltativa); il FORUM AUSTRIACO DI CULTURA con il concerto di tanghi, arrangiamenti e composizioni jazz del duo austriaco Das Kollektiv formato dal fisarmonicista Raphael Brunner e dal flautista Juan Carlos Dìaz (ingresso gratuito); l’ISTITUTO SVIZZERO con la mostra Retour à Rome e l’intervento di Radio Raheem, una web radio indipendente che trasmetterà live i propri talks e dj-set dagli spazi dell’Istituto (ingresso gratuito).

Importante partecipazione nell’edizione 2019 di Musei in Musica anche della  SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA che aprirà ad ingresso gratuito e con visite guidate il proprio Polo Museale. A cominciare dal Museo delle Antichità Etrusche e Italiche che ospiterà per l’occasione il concerto dedicato a Franz Anton Hoffmeister “…amicizie importanti…” con i Cameristi di MuSa Classica Sara Lorenzoni (flauto) e Emma Ascoli (viola). Al Museo di Antropologia sarà di scena, invece, il Coro MuSa diretto da Paolo Camiz con Voci dal mondo di ieri e di oggi, un concerto con canti natalizi e brani polifonici del Rinascimento europeo. Pluralità di linguaggi e di emozioni con MuSa è il titolo del primo evento al Museo dell’Arte Classica, con il concerto inaugurale dell’Orchestra MuSa classica che realizzerà musiche da film e brani di musica classica, a seguire La “Regen Sonate” di Brahms caratterizzata dall’esecuzione della Sonata per violino e pianoforte op.78, da parte dei cameristi di MuSa classica Daniele Gorla (violino) e Ilaria Sica (pianoforte). Nello spazio del Museo di Chimica in programma Musica etnica, serenate e danze popolari con l’orchestra EtnoMuSa diretta da Letizia Aprile mentre nel Museo Laboratorio Arte Contemporanea, oltre a visitare la mostra Homolù dance – Opere di Franco Ceci, si potrà assistere al concerto I solisti di MuSa jazz, con tre gruppi musicali di derivazione della big band MuSa jazz diretta da Silverio Cortesi che si alterneranno sul palco portando i grandi autori della storia del jazz. Il programma della serata proseguirà inoltre al Museo Universitario di Scienze della Terra dove si potrà visitare la mostra Terra: che sorpresa! e assistere al concerto Black in love del vocalist e pianista di MuSa jazz Domenico Faramondi che porterà il repertorio tradizionale afroamericano e le più recenti stelle del soul/R&B; al Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo con il concerto A tutto Bach eseguito dal violoncellista Gabrielle Carrier; al Museo delle Origini con i flautisti Annalisa Raffa e Camilla Refice e il chitarrista Carlo Emilio Biuzzi che eseguiranno brani dal primo Settecento fino ad Astor Piazzolla nel concerto Danzando…a spasso nel tempo; al Museo di Storia della Medicina dove sarà di scena il Coro MuSa blues diretto da Giorgio Monari nel concerto MuSa blues incontra con brani della musica italiana, afroamericana e latinoamericana.

Oltre a La Sapienza Università di Roma anche l’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI LINK CAMPUS UNIVERSITY aprirà le proprie porte e proporrà il concerto dei suoi giovani allievi dal titolo Dove tutto è cominciato. L’università incontra la musica, con musiche di Bach, Castelnuovo Tedesco e Mozart (ingresso gratuito).

Anche quest’anno i visitatori potranno condividere la propria esperienza della notte dei Musei in Musica sui social partecipando al contest su Instagram. In palio, i biglietti per la mostra Canova. Eterna bellezza al Museo di Roma. Sarà sufficiente condividere, fino alla mezzanotte del 15 dicembre, una foto della propria notte Musei in Musica con indicazione del luogo in cui è stata scattata, menzionando il profilo Instagram @museiincomuneroma e l’hashtag del concorso #MUSica19. I tre autori delle foto che avranno ricevuto più like su Instagram alle ore 12.00 di giovedì 19 dicembre 2019, saranno premiati con un ingresso gratuito ciascuno alla mostra Canova. Eterna bellezza.

La Bulgaria degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso e il legame con l’Italia dell’epoca sono al centro della mostra “La Bulgaria attraverso lo specchio del tempo”, ospitata al Museo di Roma in Trastevere dal 12 dicembre al 12 gennaio 2020. Dopo lo straordinario successo che l’esposizione ha riscosso nella scorsa primavera a Sofia, presso la Galleria Nazionale D’Arte, la mostra romana vuole celebrare il 140° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Bulgaria e Italia – anniversario che coincide con la nomina di Sofia a capitale della Bulgaria – proponendo un allestimento interattivo con proiezioni 3D e percorsi multisensoriali.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta e organizzata dalla Values Foundation di Antonina Stoyanova, con il patrocinio dell’Ambasciata di Bulgaria in Italia, in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura. Servizi museali Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa è realizzata nell’ambito della strategia per le comunicazioni della Repubblica di Bulgaria nell’UE per il 2019. L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card.

Le curatrici Irina Dilkova e Milena Kaneva rileggono in chiave multimediale il progetto espositivo bulgaro: utilizzando didascalie in realtà virtuale, QRCode e proiezioni 3D offrono una veste hi-tech, che suggerisce uno stimolante contrasto con l’epoca raccontata dalle immagini esaltandone il forte potere evocativo. Lo spettatore può infatti intraprendere un viaggio immersivo nel mondo bucolico della Bulgaria di 100 anni fa, attraverso un percorso multimediale costituito da 36 preziose lastre fotograficheche descrivono l’epoca in cui sono ambientate le foto, dal punto di vista storico, etnografico, geografico, diplomatico. Proiettati sulle pareti del museo, le lastre di vetro raccontano, nella loro versione animata, luoghi e costumi della Bulgaria degli anni ’20 e ’30 del ’900. Questi antichi reperti fotografici erano stati conservati, avvolti in fogli di carta sbiadita scritti a macchina: si trattava di missive diplomatiche, notiziari Reuters o BTA degli anni ’20 e ’30. Le notizie più interessanti che raccontano le vicissitudini dell’Europa del tempo sono state stampate nel formato dei giornali dell’epoca e fanno parte del percorso di visita della mostra.

Interessante e suggestiva è la storia di queste lastre fotografiche. Tutto ha inizio quando Nadezhda Bliznakov De Micheli Vitturi, un’aristocratica italiana di origine bulgara, incontra Antonina Stoyanova, allora First Lady della Bulgaria. Era il 1996 e decide di farle dono di un tesoro di famiglia: 36 lastre di vetro, antiche lastre fotografiche appartenute a suo nonno Marko Bliznakov, uno dei fondatori delle attività portuali del Paese. Il giovane Bliznakov si era laureato in Belgio in ingegneria e successivamente era stato inviato, per volontà del Principe Ferdinando, a specializzarsi in ingegneria portuale a Trieste. I primi anni del Novecento lo vedono uomo d’affari di successo, felicemente sposato con l’italiana Petronilla Veneziani, e Console Onorario della Bulgaria in Italia. Cognato di Italo Svevo, fece parte della Trieste cosmopolita degli inizi del secolo, tra i suoi amici più stretti anche lo scrittore James Joyce cui affida l’incarico di insegnare l’inglese alle sue amate figlie.

Marko Bliznakov ingaggiò alcuni fotografi per immortalare dei momenti della vita quotidiana bulgara e dei frammenti della bellezza del suo amato Paese. A quel tempo, le lastre di vetro costituivano ancora il principale supporto fotografico, solitamente negativo, cui veniva applicata un’emulsione fotosensibile di sali d’argento.

Dopo il successo dell’ultima edizione, domenica 17 novembre torna l’appuntamento della Regione Lazio con la Giornata di apertura straordinaria delle Dimore storiche per offrire a tutti l’opportunità di visitare gratuitamente l’immenso patrimonio di dimore, ville, parchi e giardini storici del territorio, decine di luoghi di grande fascino e incanto che arricchiscono tutte le province del Lazio.

Con la Rete delle Dimore storiche, la Regione Lazio ha avviato un grande progetto di valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, paesaggistico e architettonico dei propri territori per costruire e sviluppare un nuovo modello di turismo sostenibile e competitivo. Dal 2017, anno della sua nascita, la Rete continua ad allargarsi: ad oggi sono 137 i siti coinvolti tra castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali. Luoghi straordinari, capolavori dell’arte e dell’architettura spesso poco conosciuti dal pubblico.

“Un patrimonio di bellezza che la Regione Lazio sostiene non soltanto grazie allo stanziamento di importanti risorse per opere di recupero e manutenzione, ma anche attraverso progetti di promozione come le Giornate di apertura straordinaria delle Dimore Storiche, iniziativa che ha riscontrato sin da subito il favore del pubblico, facendo registrare nel corso dell’ultima apertura straordinaria, dal 25 al 28 aprile, ben 40.000 visitatori. Domenica 17 novembre sarà possibile visitare gratuitamente 70 siti nelle 5 province del Lazio, una ricchezza immensa a disposizione di cittadini e turisti”, spiega il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di Lazio Innova e la collaborazione di I.R.Vi.T. – Istituto Regionale Ville Tuscolane, l’Associazione Dimore Storiche Italiane e l’Associazione Parchi e Giardini d’Italia.
Tra i nuovi siti aderenti alla rete delle Dimore Storiche del Lazio, domenica 17 saranno aperti al pubblico:

In provincia di Roma, il complesso di Villa Versaglia a Formello, fatto costruire nel 1665 dal Cardinale Flavio Chigi come residenza estiva, che comprende la villa principale, la torre, la cappella, il casino, gli alloggiamenti dei pastori e un magazzino per gli agrumi; il Forte San Gallo costruito intorno al 1501-1503 per volontà di Papa Alessandro VI e del figlio Cesare Borgia per difendere Nettuno, all'epoca considerata "granaio del Lazio", dagli attacchi da mare. Oggi l'edificio, di proprietà comunale, ospita convegni e mostre d'arte; il Castello Brancaccio di Roviano, nato per motivi difensivi, ampliato dai Colonna tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento e oggi sede del Museo della Civiltà Contadina Valle dell'Aniene; il Torrione risalente alla seconda metà del XV secolo e i Giardini, tipico esempio di modificazioni e risistemazioni urbane avvenute a partire dal XVI secolo (già Ruderi del Fortilizio Orsini) di Anguillara Sabazia;

in provincia di Frosinone la medioevale Casa Barnekow di Anagni caratterizzata da affreschi e lapidi a decorazione della sua facciata, un documento unico della simbologia alchemica ed esoterica;
in provincia di Latina il Castello Medievale di Itri che sorge sulla cima del colle sant'Angelo, lungo il percorso dell'antica via Appia;

in provincia di Viterbo Palazzo Farnese di Latera che fa parte del complesso edilizio comprendente anche la Chiesa di S. Clemente, il campanile e la sacrestia e alcuni ex uffici comunali; Palazzo Scoppola Iacopini di Montefiascone menzionato fin dalla prima metà del XVII secolo come stazione di posta per i viaggiatori che percorrevano la via Cassia dove, nel 1798, sostò anche Papa Pio VI durante il suo viaggio in Francia, la Chiesa di Santa Croce con un affresco di scuola umbro-senese della metà del XV secolo e il Palazzo Comunale costruito fra il 1552 e i primi del 700, entrambi a Valentano, e la Commenda dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, la chiesa più antica della Tuscia il cui nucleo originario risale a prima del XIII secolo.

in provincia di Rieti, il Castello Pinci di Castel San Pietro, nel comune di Poggio Mirteto (di cui si hanno notizie storiche fin dagli inizi dell’anno 1000) i cui lavori di ampliamento del 1600 furono rappresentati da Caravaggio nell’unico suo paesaggio a noi pervenuto: lo sfondo del Sacrificio d’Isacco, oggi agli Uffizi; l’Abbazia di San Salvatore Maggiore a Concerviano, uno dei più antichi e suggestivi monumenti della provincia, prestigiosa testimonianza dell'Ordine Benedettino e l'incantevole Abbazia dei Santi Quirico e Giulitta a Micigliano, fondata sempre dai Benedettini nella prima metà del X secolo, che nel suo esterno esibisce ancora l'antico assetto fortificato con elementi di architettura romanica.

 Di seguito tutte le dimore storiche aperte il 17 novembre.

 A Roma saranno visitabili: il Casale delle Vignacce (dalle 10 alle 16), un edificio seicentesco costruito su una villa rustica romana; il Castrum Boccea (dalle 10 alle 13), uno dei più antichi castelli suburbani dell’area laziale; il Villino Spalletti Trivelli (viste guidate alle 11.30 e alle 13).

 Nella provincia di Roma, Anguillara Sabazia con il torrione e i giardini, già Palazzo Orsini (dalle 11 alle 17); Palazzo Chigi (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) e il Villino Volterra (dalle 10 alle 15 con una visita ogni 30 minuti) ad Ariccia; Rocca Colonna a Castel Nuovo di Porto (dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19); il maestoso Castello Theodoli di Ciciliano (dalle 10 alle 17 con una visita ogni 30 minuti); il Castello Abbaziale dei Monaci di San Paolo a Civitella San Paolo (dalle 10 alle 13 con una visita ogni 30 minuti); Villa Versaglia a Formello (con visite ogni ora dalle 10 alle 16); il Parco dell’Ombrellino e il Parco Monumentale di Villa Torlonia di Frascati; il Castello Colonna, il Ninfeo del Bramante e l’Acquedotto Rinascimentale del Parco degli Elcini di Genazzano (dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18); Torre Flavia sulla spiaggia di Ladispoli; Castello del Gallo a Mandela (dalle 11 alle 15);  la Mola di Monte Gelato a Mazzano Romano (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17); l’antico borgo fantasma di Monterano (con visite ogni ora dalle 10 alle 17); Forte San Gallo a Nettuno (dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19); il Palazzo Colonna-Marcucci di Olevano Romano (con visite alle 10, alle 13, alle 15 e alle 18); Palazzo Barberini a Palestrina (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 16); Castello Savelli Torlonia a Palombara Sabina (dalle 10 alle 18); il Nucleo Aulico di Pomezia; la Villa del Cardinale a Rocca di Papa (dalle 11.30 alle 13.30); Castello Brancaccio, sede del Museo della civiltà contadina, di Roviano (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 con una visita ogni ora); la Casa Gotica di Tivoli (dalle 11 alle 18,30 con una visita ogni ora); il Palazzo Doria-Pamphilj di Valmontone (dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30); il Castello Borghese di Vivaro Romano (dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.15 alle 16.30); Palazzo Rospigliosi a Zagarolo (dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18).

 L’I.R.Vi.T – Istituto Regionale Ville Tuscolane aderisce alla Giornata delle Dimore Storiche con Villa Falconieri a Frascati, dove sono in programma visite guidate gratuite alle Sale con dipinti dal XVI al XVIII secolo (ore 10 e 12, prenotazione sul sito internet) e Villa Torlonia parco pubblico della cittadina, aperto come consuetudine. Saranno visitabili, inoltre, Villa Mondragone a Monte Porzio Catone dove, alle 10.30, sarà presentato al pubblico il Fondo librario Devoti (in programma anche visite guidate gratuite con ingresso libero e senza prenotazione ogni ora a partire dalle 11.30 e alle 14) e Villa Grazioli a Grottaferrata con visite gratuite e senza prenotazione alle Sale affrescate e alla Galleria del Pannini (ogni mezz’ora dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30).

Nella provincia di Frosinone da segnalare: ad Anagni la Casa Madre della Congregazione delle Suore Cistercensi della carità (due visite alle 11.30 e alle 14.30), che è stata la casa-fortezza dei papi, Casa Barnekow (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20) e la Badia Santa Maria della Gloria (dalle 10 alle 13 con una visita ogni ora); Palazzo Visocchi ad Atina (dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17); la Rocca Janula di Cassino (dalle 9.30 alle 18); la Casa Museo Ada e Giuseppe Marchetti (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) di Fumone; il Castello Succorte a Fontana Liri (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17); la Casa Lawrence di Picinisco (dalle 10 alle 22); il Complesso del Convento di san Francesco di Roccasecca (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16).

Nel territorio di Latina: a Cisterna di Latina il Giardino di Ninfa (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16) con prenotazione obbligatoria e il Palazzo Caetani (dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17.30); a Formia il Teatro Romano “Gliu’ Canciegl’” (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18), il Cisternone Ipogeo (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19), l’Area Archeologica del Porticciolo di Caposele (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18), la Torre di Castellone (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); il Castello Medievale di Itri (dalle 10 alle 18.30); la Torre di Scauri (dalle 10 alle 13) e il Castello Ducale Caracciolo Carafa di Minturno (dalle 16 alle 19); il Castello delle Querce nel Parco dei Monti Aurunci; il Castello Caetani di Sermoneta (dalle 10 alle 11.30 e dalle 14 alle 15 su prenotazione).

Nella provincia di Rieti: l’Abbazia di San Salvatore Maggiore a Concerviano (dalle 11 alle 12.30), l’Abbazia SS. Quirico e Giulitta a Micigliano (dalle 11 alle 17); il Castello Pinci di Castel San Pietro, nel comune di Poggio Mirteto (dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18) e il Castello Orsini a Montenero Sabino (dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30).

 Nella provincia di Viterbo: il Bosco Monumentale del Sasseto e Giardino Cahen d’Anvers ad Acquapendente (dalle 10.30 alle 14); la Ex Chiesa di San Sebastiano del XVI secolo a Canepina (con visite alle 9 alle 13 alle 16 e alle 21); l’Antica città di Castro a Ischia di Castro (con visite su richiesta); Palazzo Farnese a Latera (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); la Rocca dei Papi (dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30) e il Palazzo Scoppola Iacopini (dalle 10 alle 16) di Montefiscone; il Parco di Villa Altieri di Oriolo Romano (dalle 9 alle 18); il Castello di Proceno (dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17); Villa Savorelli a Sutri (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16); Villa Bruschi Falgari a Tarquinia (dalle 10 alle 16); la Chiesa di Santa Croce e il Palazzo Comunale di Valentano (dalle 10 alle 13); il Castello Ruspoli (dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.00) e la Commenda dei Cavalieri dell’Ordine di Malta (dalle 11 alle 13) a Vignanello e il Giardino di Prato Giardino a Viterbo (dalle 8 alle 19).

Un nuovo museo a Firenze. Una nuova mostra dedicata ai Medici con opere, reliquie, curiosità provenienti da collezioni private, quindi per lo più “mai viste”. E un modo più contemporaneo di rapportare storia e arte, coniugando oggetti reali e immagini virtuali in un unico percorso espositivo.

Tutto questo, e molto altro, è il nuovo Museo de’ Medici di Firenze, aperto a metà dello scorso giugno in via dei Servi, a metà strada tra la Cattedrale e la Basilica della Santissima Annunziata.

Nella mission della neonata istituzione c’è anche l’organizzazione di mostre temporanee e infatti domani 26 novembre 2019 apre al pubblico la prima “Cosimo I. Spolveri di un grande affresco” e proseguirà fino al 24 marzo 2020, data scelta per ricordare la fine dell'anno fiorentino il giorno della vigilia dell’Annunziata.

Curata dall’antiquario e esperto della Dinastia Medici, Alberto Bruschi, l'esposizione presenta una selezione di opere e oggetti provenienti da collezioni private, quindi non musealizzati, e perciò d’interesse ancor maggiore.

In tutto si tratta di una quindicina di pezzi tra dipinti, reliquie, curiosità manoscritti, medaglie, libri a stampa e oggetti di vario genere che hanno come denominatore comune la figura di Cosimo I nel 500° anniversario della sua nascita.

Una delle opere più importanti esposte è il quadro-bozzetto preparatorio di Jacopo Ligozzi per il dipinto su lavagna nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dal titolo Bonifacio VIII riceve gli ambasciatori fiorentini, che l’artista terminò nel 1592 e il cui disegno è oggi conservato nel Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi. La scena doveva illustrare il momento in cui papa Bonifacio VIII nel 1295, vedendosi attorniato dagli ambasciatori fiorentini che gli rendevano omaggio, esclamò che i fiorentini erano il quinto elemento della Terra, alludendo ovviamente ai quattro elementi costitutivi del cosmo della filosofia presocratica. Solo che Ligozzi pose sul fondo dell’immagine la personificazione della Toscana al centro, affiancata invece che dai quattro elementi,  dai quattro continenti, considerando, dunque, anche l'America.

Da non dimenticare il Ritratto di Cosimo I attribuito all’Allori e due reliquie di Pio V, il Papa che incoronò Granduca Toscana nel 1569 Cosimo I, ovvero il Guanto della mano destra di San Pio V con il quale benedisse le truppe della Battaglia di Lepanto e donato a Marcantonio Colonna e poi una Pantofola, una di quelle che Cosimo dovette baciare il giorno della sua incoronazione granducale. Questa infatti rappresentò il momento di maggior importanza della politica cosimiana in quanto assicurò legittimamente il potere alla famiglia Medici per altri due secoli.

Nel percorso espositivo si potranno ammirare anche due manoscritti (Provanze de Quarti di tutti i Cavalieri di S. Stefano Fiorentini dalla Fondazione della Religione sino a’oggi - Il tutto estratto da Libri della Cancelleria di Pisa e Origine, e Descendenza della Real Casa de Medici), uno spartito (Per le Cantore - Cavalieri di S. Stefano), alcuni libri a stampa, e ben quattro medaglie della settecentesca Serie Medicea, opera di Antonio Selvi, raffiguranti Cosimo I, Eleonora di Toledo, Camilla Martelli e il “misterioso” Don Fagoro (che in realtà era Don Pedricco, figlio del Granduca e di Eleonora, morto a meno di un anno di età, ma raffigurato dall’incisore come un giovinetto di almeno 15 anni e in armatura).

Completano la mostra 20 litografie su tela dei Granduchi e consorti del XVII e XVIII secolo, un Piombo per reggere la staffa di un elemento architettonico con stemma mediceo, il Ricamo dell'affresco perduto di Porta Romana Bando della fine della Repubblica Fiorentina e una placchetta che riporta la Legge sopra il vestire, Ornamenti, & altre Pompe delli Huomini, & Donne della Città, & contado di Fiorenza del 1568.

Aperto non a caso nell’anno che celebra i 500 anni trascorsi dalla nascita di Cosimo I e di Caterina de’ Medici, il nuovo Museo de’ Medici si sviluppa sul piano nobile di un antico palazzo che fu confiscato dalla famiglia Taddei a metà del XVI secolo da Cosimo I de' Medici per essere donato al consigliere segreto Sforza Almeni. Non solo Cosimo I e Eleonora di Toledo camminarono in queste stanze, ma anche artisti come Bartolomeo Ammannati e Giorgio Vasari, incaricati di decorare il palazzo di Sforza Almeni che, dopo aver ricevuto così tanta ricchezza, dal Granduca fu anche tragicamente ucciso!

Il progetto del Museo de’ Medici è frutto di una startup giovanile ideata da Samuele Lastrucci, giovane direttore d'orchestra che con la propria famiglia condivide una passione sfrenata per la Dinastia Medici, ed è sostenuto da una fitta rete di partnership: Polistampa, Paolo Penko, Tamara Pasquinucci, Massimo Poli, Hologriffe, Castello di Querceto, Tenuta di Grignano, Tenuta di Artimino, Tenuta Sette Ponti, Le Vie dei Medici, Circolo Numismatico Mediceo, Associazione Modellismo e Storia, Associazione Firenze Alchemica.

Oggi lo stesso palazzo che trasuda storia da ogni angolo, è la location di un nuovo museo dedicato alla Dinastia Medici che si dipana in varie sale.

Infatti coniugando elementi reali e virtuali, il neonato Museo de’ Medici racconta la storia della famiglia che guidò il Granducato di Toscana per circa tre secoli attraverso sale tematiche, mostre temporanee, eventi, una libreria specializzata, incontri, presentazioni editoriali e conferenze. Di particolare interesse per il visitatore appare l’opportunità di poter ammirare opere d’arte e oggetti – per lo più reliquie e cimeli - provenienti da collezioni private, non musealizzati e quindi pressoché invisibili.

La prima sala, tematica, è dedicata alla genealogia, è un vero ritratto della famiglia Medici narrato attraverso un suggestivo cinema olografico.

Dalla famiglia al territorio: la stanza che segue racconta la nascita del granducato, le ville medicee, la flotta dei Cavalieri di Santo Stefano e un grande diorama illustra la famosa battaglia di Anghiari che “salvò” il Rinascimento.

Il museo continua poi in una grande sala dedicata al mecenatismo artistico, caratteristica peculiare della dinastia. Oltre alla galleria di pittura virtuale e una preziosissima collezione di monete originali dal XV al XVIII secolo, ritratti a incisione dei granduchi, qui si può ammirare una straordinaria scultura di Giovanni Battista Foggini ritraente Ferdinando II ed è particolarmente interessante l'installazione interattiva che consente di ascoltare la musica che accompagnava la vita dei Medici, dall'invenzione fiorentina dell'Opera a quella del pianoforte, che allora si chiamava “fortepiano”.

La sala seguente è invece dedicata al costume: le principesse medicee erano gli indiscussi arbitri del gusto! Inoltre, nello stesso ambiente si possono ammirare, tra le altre meraviglie, anche alcune statue per banchetti su modelli del Giambologna, realmente fuse nello zucchero.

L'ultima grande sala è dedicata alle scienze: i Medici fondarono la prima accademia scientifica al mondo e furono i più convinti sostenitori di Galileo Galilei. Nella stanza è conservata una collezione storica di animali imbalsamati, una serie di minerali e alambicchi legati all'alchimia, un modello del telescopio con il quale Galilei scoprì i pianeti medicei e persino un documento originale del papa che condannò l'astronomo pisano.

A tutto ciò si aggiunge, vero “gioiello” del museo, la piccola sala originariamente utilizzata come cappella palatina dallo Sforza Almeni, che conserva ancora oggi un prezioso soffitto affrescato del XVI secolo.

Infine, la "stanza del tesoro" dove è possibile ammirare la più fedele ricostruzione tridimensionale al mondo della corona granducale oggi perduta; la sala fu interamente affrescata nel XVIII secolo.

Prima dell'uscita, il visitatore transiterà in una sorta di “cantinetta” dove è possibile conoscere e acquistare i vini preferiti dei Medici, tutelati dallo specifico Bando emesso da Cosimo III già nel 1716.

 

La Galleria Borghese dedica in questo autunno a Roma una grande mostra monografica a Luigi Valadier, il più celebre orafo, argentiere e bronzista italiano del suo tempo.

Motivo ispiratore dell’esposizione, curata dalla direttrice Anna Coliva, è il profondo lega­me tra i Borghese e Valadier, di cui sono state riunite una novantina opere – sculture sacre e arredi liturgici, argenti profani, bronzi, arredi da tavola, metalli dorati con marmi e pietre dure, disegni – nelle sale del Museo, creando un’occa­sione unica e difficilmente ripetibile per conoscere e studiare la sua vastissima produzione. Luigi Valadier fu infatti un genius loci della Villa, tra le menti più brillanti e creative al servizio del principe Marcantonio e del progetto di ricon­figurazione dell’edificio affidato all’architetto Antonio Asprucci. Concesse da importanti istituzioni internazionali e da collezioni private, le opere in mostra costituiscono un insieme straordinario con casi di assolu­ta eccezionalità come le monumentali lampade d’argento per il santuario di Santiago de Compostela, partite da Roma nel 1764 e mai più rientrate prima di questa occasione né mai prestate in precedenza, che saranno esposte a una distanza molto ravvicinata rispetto alla loro posizione ordinaria. Anche l’im­ponente bronzo del San Giovanni Battista dal Battistero San Giovanni in Fonte al Laterano, restaurato in occasione della mostra, è esposto per la prima volta al di fuori della sua nicchia e visibile nelle sue parti usualmente nascoste.

Nel percorso espositivo sono presenti tutte le tipologie e le tecniche artisti­che con cui si è misurato il grande artista, e la varietà è illustrata da una grande quantità di oggetti per ciascuna tipologia. Si susseguono opere sacre come il servizio per pontificale del Cardinal Orsini da Muro Lucano e come le statue di santi dall’altare della cattedrale di Monreale; bronzi come le grandi riproduzio­ni di statue antiche realizzate da Valadier per sovrani e principi europei, prove­nienti dal Louvre; i preziosi oggetti di arredo, dai servizi da tavola agli orologi e ai bronzetti, fino al mirabile sostegno in marmi, bronzo e cristallo di rocca del cammeo di Augusto, eseguito per il Museo Sacro e Profano in Vaticano; le straordinarie invenzioni dei deser, trionfali centrotavola, come quello ordinato dal Balì di Breteuil e poi venduto a Caterina II di Russia, oggi a San Pietroburgo, o la ricostruzione del tempio di Iside a Pompei per Maria Carolina d’Austria, dal Museo di Capodimonte.

Una sezione importante è dedicata ai disegni, strumento fondamentale per comprendere l’evolversi del procedimento creativo di Valadier dall’ideazione alla realizzazione dell’opera. La sezione include il prezioso album della Pina­coteca Comunale di Faenza, che viene per la prima volta interamente catalo­gato e pubblicato in occasione della mostra, del quale è visibile una selezione di disegni attraverso riproduzioni digitali. I disegni offrono anche, spesso, la testimonianza di opere oggi disperse, ed è il caso del servizio in argento dorato realizzato per i Borghese, che vediamo qui riunito eccezionalmente nei pochi oggetti giunti fino a noi.

Luigi Valadier nasce nel 1726 da Andrea, argentiere francese stabilitosi po­chi anni prima a Roma, dove aveva raggiunto notevole fama. Erede nel 1759 dell’attività del padre, Luigi si afferma presto per l’innovazione della sua arte. Egli è l’interprete per eccellenza di quel momento cruciale del Settecento dal quale sono scaturiti i valori della modernità fondati sullo studio e sulla cono­scenza della civiltà antica squisitamente romana. Una conoscenza che Valadier trasmette come gusto, come diffusione evocativa dell’erudizione archeologi­ca, e che traduce quegli ideali di moralità e austerità propri al mondo antico e romano nella concretezza dei materiali di massima preziosità con cui esaudiva la richiesta di fasto abitativo dei nuovi committenti. Risalgono già al 1759 i primi lavori eseguiti per i Borghese: il rifacimento del­la cappella di famiglia in Santa Maria Maggiore e di quella del SS. Sacramento in Laterano. Da quel momento l’artista presta la sua opera per la famiglia per oltre un venticinquennio, fino alla sua morte avvenuta nel 1785.

Il lavoro di Valadier qualifica infatti le grandi imprese decorative e di rinno­vamento del Palazzo di città e della Palazzina presso Porta Pinciana volute dal principe Marcantonio IV Borghese. Il Museo custodisce capolavori dell’artista come l’Erma di Bacco e la coppia di Tavoli dodecagonali; suoi sono inoltre i pre­ziosi dettagli ornamentali che qualificano il camino della Sala XVI della Galle­ria e le quattro colonne in granito e bronzo dorato ora esposte nella Sala XIV. Se la committenza Borghese costituisce il filo conduttore dell’attività di ­Valadier, il rango e il numero dei committenti rivelano lo straordinario suc­cesso della sua carriera, evidenziando la vastità, l’originalità e l’impronta in­ternazionale della sua produzione, che la mostra rappresenta con splendide testimonianze. Oltre alle opere la mostra accoglierà due totem multimediali dedicati ai Luoghi di Luigi Valadier a Roma, attraverso i quali sarà possibile ripercorrere siti, chiese, palazzi e ambienti significativi per la vita, la produzione e la sto­ria dell’artista. Un invito a trasferire questo percorso virtuale nella realtà, per comprendere meglio quel Valadier romano, artista nella più splendida e mo­derna Villa di delizie della città eterna e allo stesso tempo regista di un gusto internazionale che da Roma partiva per diffondere uno stile ricercato e imitato in tutta Europa.

 

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